Scenario

Trimestre
Quarto
Anno
2025

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Quadro internazionale

Lo scenario internazionale continua a essere dominato da un elevato grado di incertezza, a causa delle tensioni geopolitiche con potenziali impatti sui mercati finanziari, le catene di approvvigionamento e i prezzi delle materie prime ed energetiche.
Un ulteriore elemento di possibile incertezza trova origine nella sopravvalutazione eccessiva dei titoli legati alle Big Tech americane, alle quali è in parte ascrivibile la crescita del PIL negli Stati Uniti, per effetto degli investimenti nelle infrastrutture dell’intelligenza artificiale.
In questo contesto, le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, contenute nell’update di gennaio 2026 del World Economic Outlook, stimano una crescita globale stabile al 3,3% sia nel 2025 sia nel 2026.
Rimane invariato, inoltre, il percorso di rientro dell’inflazione mondiale (dal 4,1% al 3,8%), ma con un ritmo più rapido per l’Eurozona rispetto agli Stati Uniti.
L’analisi per area geoeconomica evidenzia una stima di crescita dell’1,7% nel 2025 e dell’1,8% nel 2026 per le Economie Avanzate, con un differenziale ancora significativo tra gli Stati Uniti e l’Eurozona nell’orizzonte di previsione considerato.
Negli Stati Uniti, si prevede un'espansione del PIL al 2,1% nel 2025 e un rafforzamento nel 2026 a +2,4%, sostenuto dalla politica fiscale, oltre che dagli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Relativamente all’Eurozona, le attese per il 2025 sono orientate verso un miglioramento, fissando il PIL dell’area a +1,4%, ovvero 5 decimi di punto in più rispetto al 2024 (+0,9%). Per il 2026 le previsioni indicano invece un lieve rallentamento, con un incremento dell’output pari a +1,3%.
Nei confronti del Giappone, il FMI ha operato una revisione significativamente al rialzo delle stime per il 2025-2026 e al ribasso per il 2024. La crescita prevista per il 2025 sarà quindi pari a +1,1% e consentirà di recuperare la contrazione del 2024 (-0,2%), mentre per il 2026 lo scenario mostra una dinamica del PIL ferma a +0,7%. 
Nei confronti delle Economie Emergenti, le previsioni del Fondo Monetario Internazionale indicano una ripresa della dinamica di crescita nel 2025 (+4,4%) rispetto all’output prodotto nel 2024 (+4,3%), ma in decelerazione nel 2026, quando si collocherà a +4,2%. 
Nell’ambito delle Economie Emergenti e in via di sviluppo, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le previsioni elaborate in precedenza sia per la Cina sia per l’India.  
Rispetto alle stime di ottobre 2025, la crescita della Cina nel 2025 è stata rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali, attestandosi a +5% per effetto delle misure di stimolo fiscale e dei maggiori prestiti per gli investimenti erogati dalle banche di sviluppo. 
Analogamente, anche per il 2026, le previsioni di fonte FMI sono orientate al rialzo di 3 decimi di punto rispetto a quanto indicato in precedenza: l’aumento del PIL è quindi atteso in aumento del 4,5%, quale effetto non solo dell’accordo commerciale sui dazi raggiunto con gli Stati Uniti a novembre 2025 ma anche dell’implementazione delle misure di stimolo fiscale.
Relativamente all’India, le previsioni FMI per il 2025 sono state riviste al rialzo di 0,7 punti percentuali, attestandosi al 7,3% per il 2025 – ampiamente superiore quindi al saggio incrementale del +6,5% raggiunto nel 2024 – sulla scorta di risultati migliori del previsto nella seconda parte dell’anno. Per il 2026 le stime di crescita prevedono, invece, un assestamento al 6,4%.

 

Economia italiana

Nei confronti dell’Italia, il quarto trimestre 2025 ha registrato, secondo le stime Istat, una crescita del prodotto interno lordo (PIL), pari al +0,3% rispetto al trimestre precedente e al +0,8% nei confronti del quarto trimestre 2024.
In termini congiunturali, si registra una crescita debole per la spesa delle famiglie (+0,1%). È stata, invece, più sostenuta la dinamica degli investimenti fissi (+0,9%), con andamenti differenziati tra le singole voci: flessione per fabbricati non residenziali (-1,2%), contrazione per macchinari e attrezzature (-0,2%), aumento per le abitazioni (+7,1%) e prodotti della proprietà intellettuale (+0,4%).
Con riferimento alla domanda estera, si stima, invece, un calo delle esportazioni dell’1,2% e un aumento delle importazioni dell’1%.
Le recenti previsioni, sia nazionali sia internazionali, registrano una convergenza delle stime di crescita per il 2025 verso un intervallo molto ristretto: il PIL è atteso, infatti, in aumento dello 0,5%, secondo OCSE, Fondo Monetario Internazionale, Istat e Ref, mentre la crescita è prevista a +0,6% per la Banca d’Italia e Prometeia.
Per Il 2026, la previsione registra una differenziazione più ampia, con una crescita compresa tra +0,6% (secondo OCSE e Banca d’Italia) e +0,8% (Istat). A un livello intermedio si collocano, invece, le stime di FMI, Prometeia e Ref (+0,7%).
 

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