Industria
Nel primo trimestre 2026, l’attività manifatturiera dei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi ha accentuato ulteriormente la divergenza nelle performance, in continuità con la dinamica osservata nei trimestri precedenti.
Nel confronto con il quarto trimestre 2025, la città metropolitana di Milano conferma il proseguimento della crescita della produzione, inserendosi in un contesto congiunturale caratterizzato da un incremento del fatturato e degli ordini interni, a fronte di una flessione del mercato estero.
L’attività industriale milanese raggiunge un nuovo punto di massimo dell’indice della produzione industriale (128,9), con un aumento dell’1,2% (al netto della stagionalità), dunque superiore a quello della manifattura lombarda (+0,5%). Tale andamento si riflette anche sulla dinamica tendenziale dei volumi prodotti, in crescita del 4,3% rispetto al primo trimestre 2025 e su livelli superiori alla Lombardia (+2,4%).
Alla dinamica produttiva, si affianca la crescita trimestrale del fatturato (+1,9%), mentre le principali criticità, come già richiamato, si concentrano sul portafoglio ordini estero (-1%), ampiamente compensate dall’aumento delle commesse interne acquisite nel trimestre (+2,2%).
Tale dinamica è ancora più evidente su base annua, dove l’incremento degli ordini totali (+5,4%) è trainato dal mercato interno (+8,2%), a compensazione della debolezza della componente estera (+0,2%).
Con riferimento all’industria della Brianza, l’indice della produzione industriale mostra una fase di stagnazione, attestandosi a 120,3 – il medesimo livello del precedente trimestre – interrompendo quindi, il recupero avviato a fine 2025. Il quadro congiunturale mostra, inoltre, una contrazione dello 0,2% del fatturato (al netto della stagionalità) e un lieve aumento degli ordini, sia esteri (+0,5%) sia interni (+0,4%).
Su base annua, la stagnazione produttiva si riflette in un rallentamento della crescita (+0,7%), che va letto all’interno di un contesto di diminuzione del fatturato dello 0,5%, per effetto della flessione del mercato interno (-1,8%), non sufficientemente compensata dalla componente estera (+1,6%). La favorevole dinamica degli ordini (+1,1%) è sostenuta da entrambe le componenti: +1,4% quella estera e +0,8% quella interna.
Per l’industria lodigiana, gli indicatori evidenziano una dinamica negativa, sia su base trimestrale sia nel confronti dello scorso anno. L’indice della produzione si attesta a 139,7 (140,1 nel trimestre precedente), con una diminuzione dello 0,3% sul trimestre precedente e del 3,7% su base annua.
Dinamiche analoghe si osservano anche per fatturato e ordini. Il primo è in calo del 3,1% su base trimestrale e del 4,7% su base annua. I secondi subiscono una rilevante flessione su base annua (-6,5%) e – nell’orizzonte trimestrale – la componente domestica cala dello 0,9% e quella estera del 2,6%.
Con la diffusione dei dati del primo trimestre 2025 vengono introdotte alcune innovazioni metodologiche che comportano la revisione dei dati storici già pubblicati.
Le innovazioni riguardano:
- il nuovo metodo di ponderazione delle variabili qualitative (Iterative Proportional Fitting o Raking);
- la revisione dei piani di campionamento e dei pesi su dati ASIA 2022;
- la revisione della base di calcolo dei numeri indice all’anno 2015;
- la definizione di nuove specifiche di destagionalizzazione delle serie storiche a partire dal 2010.
Le specifiche di destagionalizzazione degli indicatori di tutti i settori economici, le classi dimensionali e gli ambiti geografici sono definite utilizzando le serie storiche a partire dal primo trimestre 2010 al fine di assicurare un adattamento più accurato dei modelli alle caratteristiche dei dati, soprattutto nel biennio 2020-2021. Per il settore manifatturiero (solo industria), inoltre, tengono conto degli effetti di calendario (dove statisticamente significativi).
Le novità introdotte (revisione dei dati grezzi, definizione delle specifiche su serie storiche più corte e modifica dei regressori utilizzati per il trattamento dei valori anomali nel periodo della pandemia) hanno talvolta determinato un cambiamento del profilo delle serie storiche destagionalizzate, generando revisioni dei dati destagionalizzati e delle rispettive variazioni congiunturali più ampie di quelle usuali.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.