Import-Export

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Trimestre
Primo
Anno
2026

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Quadro nazionale

Nel primo trimestre 2026 l’interscambio estero dell’Italia evidenzia, su base annua, una sostanziale stabilità delle importazioni e una crescita delle esportazioni pari a 2,1 miliardi di euro (+1,3%). Nel complesso, i flussi commerciali si attestano a 162,2 miliardi di euro per l’export e a 151,2 per l’import.
L’analisi per ripartizione territoriale segnala una crescita dell’export concentrata soprattutto nel Centro Italia, alla quale si associano gli apporti positivi delle regioni del Nord-Ovest e del Sud. Tali dinamiche compensano quindi le flessioni registrate dalle esportazioni nel Nord Est e nelle Isole.
Nel dettaglio, il Centro mostra l’accelerazione più significativa, con l’export in aumento di 4,3 miliardi di euro rispetto al primo trimestre 2025 (+13,8%) e un valore complessivo pari a 35,6 miliardi di euro. Segnali di tenuta emergono anche nel Nord-Ovest – che registra un incremento di 766 milioni di euro (+1,3%) – e nelle regioni del Sud, dove l’export cresce di 806 milioni di euro su base annua (+7,1%). Il Nord-Est evidenzia invece una contrazione di 1,2 miliardi di euro (-2,4%), mentre nelle Isole la flessione a doppia cifra (-19%) corrisponde a un arretramento delle esportazioni di circa 1 miliardo di euro.
Sul fronte delle importazioni, il Centro rappresenta l’unica area in espansione (+3,6%). Le altre ripartizioni territoriali mostrano, invece, arretramenti significativi: Nord-Ovest (-6,7%), Nord-Est (-9,8%), Sud (-13,4%) e Isole (-22%).
 

 

Sintesi dei territori

Nel primo trimestre 2026 l’interscambio commerciale dell’area Milano, Monza Brianza e Lodi ha registrato una significativa flessione sia nei confronti dell’export (-1,1%) sia in relazione all’import (-2,9%). 
In valore, l’export dell’area aggregata si attesta a 19,2 miliardi di euro, con una contrazione annua di 219 milioni; ancora più rilevante per il territorio è la flessione dell’import pari a 826 milioni di euro, che colloca a 27,5 miliardi il valore totale dell’area.  La dinamica dell’export riflette andamenti territoriali differenziati. Al calo contenuto di Milano – pari a 76 milioni di euro (-0,5%) – corrisponde invece una flessione di 357,6 milioni per Lodi (-21,6%), solo parzialmente compensata dal saldo positivo di 215,6 milioni della Brianza (+5,7%).
A livello settoriale, per Milano le principali criticità riguardano il tessile-abbigliamento, in diminuzione di oltre 373 milioni (-14%), i prodotti in metallo, in calo di 170 milioni (-9,4%) e i macchinari in perdita per 138 milioni (-6,5%). In controtendenza si collocano elettronica e ottica, con un incremento di 446 milioni (+77,1%), e la farmaceutica in aumento di 406 milioni (+29,1%).
Per Monza Brianza la crescita è trainata dai prodotti in metallo, in aumento di 257 milioni (+36,9%), ai quali si affiancano chimica (+6,9%) ed elettronica e ottica (+5,2%). Rilevanti flessioni si riscontrano, invece, per macchinari (-6,6%), farmaceutica (-3,3%) e prodotti elettrici (-13,3%). 
Per Lodi incide in modo determinante la flessione di circa 350 milioni di euro dell’elettronica (-38,9%), il comparto più rilevante per l’export del territorio, e gli arretramenti registrati da prodotti in metallo (-16,9%), gomma-plastica (-12,3%) e farmaceutica (-16,6%).
Sotto il profilo geografico, l’export milanese evidenzia criticità nei mercati dell’Asia, in flessione per oltre 413 milioni di euro (-13,2%), di cui 245 milioni riconducibili all’Asia Orientale (-12,3%) e 133 milioni al Medio Oriente (-15,1%).
Sempre in ambito extra-UE, la dinamica ha evidenziato una ripresa verso le Americhe (+1,6%), in particolare in direzione degli Stati Uniti (+4,7%).
In Europa, la crescita dell’export (341,6 milioni di euro) è stata determinata dall’espansione dei mercati UE (+7,1%), che bilanciano il calo di quelli europei non UE (-1%).
Per Monza Brianza l’apporto all’export dei mercati europei risulta decisivo, evidenziando un aumento del 12,3% su base annua (oltre 310 milioni di euro), con una crescita significativa sia delle destinazioni UE (+7,8%) sia dei Paesi europei non UE (+26,6%).
In netto calo, per oltre 90 milioni, invece, l’export brianzolo diretto in Asia (-12,4%) e in tutti i mercati del continente: Medio Oriente (-28,6%), Asia Centrale (-5%) e Asia Orientale (-7%). 
Per Lodi, la flessione riflette principalmente il calo del mercato europeo, verso il quale si dirige il 90% dell’export. In valore la flessione è pari a 360 milioni di euro (-23,3%) e riguarda sia i mercati dell’Unione Europea (-22,6%) sia le destinazioni europee esterne all’UE (-36,3%).
 

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