Commercio
Il commercio al dettaglio dell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi ha registrato nel quarto trimestre 2025 una convergenza delle dinamiche tra i territori inseriti nel perimetro, evidenziando un percorso di arretramento del fatturato che coinvolge con differenti scale di intensità sia la città metropolitana di Milano sia le province di Monza Brianza e di Lodi.
Il dettaglio di analisi per il commercio milanese registra una contrazione dell’indice trimestrale (base 2015=100): al netto della stagionalità il livello arretra da 114,1 a 113,9, corrispondente a una diminuzione congiunturale dello 0,2%.
Con riferimento al territorio di Monza Brianza, il commercio si riporta nuovamente in terreno negativo: depurato dagli effetti stagionali, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) è quindi passato da 122,5 a 121,4, dunque in arretramento dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2025.
Relativamente alla provincia di Lodi, nel quarto trimestre è proseguita la dinamica di debolezza del settore. L’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si è pertanto collocato a quota 115,8 (115,6 nel terzo trimestre), evidenziando una variazione positiva limitata allo 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti.
Le dinamiche registrate dal fatturato attraverso l’indice trimestrale si sono riflesse in misura consistente sull’andamento tendenziale, ossia rispetto al quarto trimestre dello scorso anno, evidenziando nell’area aggregata un quadro di stagnazione e di arretramento della dinamica, in particolare per la provincia di Monza Brianza.
Nei confronti dell’area metropolitana milanese, il contesto di difficoltà del commercio si è riflesso su base annua attraverso una frenata della dinamica tendenziale, che interrompe la crescita dei primi tre trimestri del 2025. Su base annua il fatturato evidenzia quindi una variazione pari a +0,1%, andamento che risulta tuttavia migliore rispetto a quanto ottenuto in Lombardia, dove il contesto è negativo (-0,2%).
Come già accennato, le difficoltà più rilevanti nell’area aggregata sono ascrivibili alla Brianza, dove il quarto trimestre 2025 si è chiuso con una significativa flessione (-2,8%), che annulla il recupero registrato su base annua nel terzo trimestre.
A Lodi, la dinamica decrescente del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,7%) si collega a un percorso ampiamente negativo, che ha contraddistinto il commercio nella seconda parte del 2025.
Nel quarto trimestre 2025 il commercio al dettaglio in Italia registra, per il secondo trimestre consecutivo, una nuova progressione tendenziale del fatturato (+1,2%). Su questo aumento incidono le dinamiche espansive del settore alimentare (+1,8%) e del comparto non alimentare, seppure quest’ultimo in misura minore (+0,7%).
La suddivisione del fatturato tra i canali di vendita mostra la grande distribuzione ancora in aumento, ma in fase di debole arretramento per gli esercizi operanti su piccole superfici.
La grande distribuzione continua quindi a rappresentare la componente primaria della crescita complessiva del commercio, essendo in grado di ridurre gli effetti derivanti dalla stagnazione dei volumi venduti attraverso economie di scala e leve di prezzo.
Il focus di analisi sulle forme distributive evidenzia quindi un’ulteriore crescita tendenziale del fatturato della grande distribuzione (+1,8%), sulla quale insiste sia l’apporto del commercio alimentare (+2,1%) sia l’aumento ottenuto dalla grande distribuzione non alimentare (+1,1%).
Con riferimento al dettaglio tradizionale, la contrazione del fatturato (-0,1%) è da ascrivere al segmento non alimentare (-0,2%), in arretramento per il quinto trimestre consecutivo, mentre è in contenuto aumento la componente alimentare (+0,4%).
Con la diffusione dei dati del primo trimestre 2025 vengono introdotte alcune innovazioni metodologiche che comportano la revisione dei dati storici già pubblicati.
Le innovazioni riguardano:
- il nuovo metodo di ponderazione delle variabili qualitative (Iterative Proportional Fitting o Raking);
- la revisione dei piani di campionamento e dei pesi su dati ASIA 2022;
- la revisione della base di calcolo dei numeri indice all’anno 2015;
- la definizione di nuove specifiche di destagionalizzazione delle serie storiche a partire dal 2010.
Le specifiche di destagionalizzazione degli indicatori di tutti i settori economici, le classi dimensionali e gli ambiti geografici sono definite utilizzando le serie storiche a partire dal primo trimestre 2010 al fine di assicurare un adattamento più accurato dei modelli alle caratteristiche dei dati, soprattutto nel biennio 2020-2021. Per il settore manifatturiero (solo industria), inoltre, tengono conto degli effetti di calendario (dove statisticamente significativi).
Le novità introdotte (revisione dei dati grezzi, definizione delle specifiche su serie storiche più corte e modifica dei regressori utilizzati per il trattamento dei valori anomali nel periodo della pandemia) hanno talvolta determinato un cambiamento del profilo delle serie storiche destagionalizzate, generando revisioni dei dati destagionalizzati e delle rispettive variazioni congiunturali più ampie di quelle usuali.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.