I numeri delle imprese

I dati mensili di agosto
(Cessazioni al netto delle cancellazioni d'ufficio)

 

 

 

 
I dati trimestrali - 2° trim 2022

Continua in questo secondo trimestre del 2022 la dinamica espansiva del sistema imprenditoriale locale. Il bilancio della nati-mortalità nei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi è infatti positivo, sebbene in lieve peggioramento rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente. Più nel dettaglio, il saldo tra nuove iscrizioni e cancellazioni è stato di 3.711 unità, un dato in leggera diminuzione su base tendenziale (nello stesso periodo del 2021 era stato pari a +3.932 unità), ma migliore di quello pre-Covid del 2019 (+3.027).

Lo spaccato per singolo territorio mette in evidenza l’apporto significativo della provincia di Milano (+3.229 il saldo, pari all’87% del totale aggregato); si confermano in crescita anche Monza Brianza (+415) e Lodi (+67). Ma mentre a Milano il saldo migliora su base annua (era stato di +3.191 nel secondo trimestre del 2021), nelle altre due province si ridimensiona (a Monza era stato infatti di +607 e a Lodi di +134).

Le iscrizioni di nuove imprese nell’area aggregata sono state 7.714 nel trimestre, in contrazione rispetto allo stesso periodo del 2021 (-3,5%; -277 unità in valore assoluto), una tendenza che ha accomunato le tre province, ma con cali più consistenti a Monza Brianza e Lodi (rispettivamente -9,4% e -11,9%); meno intensa, infatti, la flessione a Milano (-2%).

Le cancellazioni sono state invece 4.003, anche esse in decremento rispetto al secondo trimestre del 2021 (-1,4%; erano state 4.059). Su questo dato ha inciso solo Milano (-5,1%), perché al contrario le chiusure di imprese sono aumentate nelle altre due province (Monza +11,7%; Lodi +28,6%).

La dinamica di iscrizioni e cancellazioni ha determinato rispettivamente un rallentamento del tasso di natalità e di mortalità. Il primo risulta pari a 1,63%, in peggioramento rispetto all’1,71% del secondo trimestre del 2021; il secondo è migliorato, passando dallo 0,87% dell’anno precedente all’attuale 0,85%.

Il tasso di crescita è conseguentemente positivo, seppure ridottosi su base annua: 0,78% contro 0,84%; rimane comunque migliore rispetto al corrispondente periodo pre-Covid (nel secondo trimestre del 2019 era stato infatti dello 0,64%). Inoltre, è superiore sia al tasso di crescita lombardo (0,61%) sia a quello nazionale (0,53%).

La scomposizione per singolo territorio mostra Milano posizionarsi sopra la media dell’area camerale (0,85% il tasso di crescita), replicando il risultato del 2021, mentre Lodi presenta il tasso più basso (0,40%, dimezzatosi rispetto al secondo trimestre del 2021, quando era stato dello 0,81%).

Passando dai flussi demografici ai dati di stock, al 30 giugno 2022 negli archivi della Camera di commercio si contano 389.010 imprese attive (di cui 310.800 a Milano, 64.172 a Monza Brianza e 14.038 a Lodi), un numero in lieve diminuzione su base annua (-0,2%).

Guardando alle principali caratteristiche delle imprese attive, segnaliamo il buon andamento dei servizi (+1,8% la variazione rispetto allo stesso periodo del 2021), che si confermano determinanti per i nostri territori; parliamo infatti del primo comparto dell’area con 197.897 imprese operanti, oltre la metà del totale generale.

Sono soprattutto i settori a maggiore qualificazione a trainare il buon andamento del terziario: attività professionali e tecniche, Ict e finanza e assicurazioni. Unici segmenti in difficoltà trasporto e magazzinaggio e alloggio e ristorazione, già in affanno da qualche trimestre. A livello territoriale, sono stati decisivi i contributi di Milano (+2%) e di Monza (+1,6%), mentre Lodi registra una flessione dell’1,5%.

Relativamente alle altre ripartizioni settoriali, si presentano tutte in contrazione nell’area aggregata: il commercio subisce un nuovo pesante stop (-2,7%), ponendosi come uno dei settori più deboli di questi ultimi due anni; la manifattura (-2,5%), sul cui andamento ha pesato soprattutto il risultato negativo della Brianza (-3,2%) e di Lodi (-5,3%); le costruzioni (-1,6%) che, nonostante l’effetto benefico degli eco-bonus, subiscono una battuta d’arresto. Questi decrementi, va aggiunto, al di là della congiuntura economica, probabilmente sono stati condizionati dalle operazioni di cancellazione d’ufficio di imprese ancora annotate nel Registro delle Imprese ma di fatto non più operative realizzate massivamente alla fine del 2021. In questo contesto negativo, unica altra eccezione è costituita dalle cosiddette “altre industrie” – estrazione di minerali; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e di risanamento – che, pur essendo poco numerose, registrano spesso buone prestazioni (+1,6% nel trimestre qui considerato).

Per quanto concerne le forme giuridiche, le società di capitali (165.472 imprese attive, che rappresentano il 42,5% del totale) sono le uniche a crescere in questo secondo trimestre dell’anno, riportando un incremento del 5,1% rispetto al secondo trimestre del 2021, grazie in particolare alla spinta di Milano (+5,3%). Le ditte individuali, che contano 160.093 imprese, pari al 41,2% del totale, subiscono invece una netta riduzione (-4,4%), dovuta in gran parte alle cancellazioni d’ufficio realizzate a fine 2021 e che hanno riguardato principalmente proprio questa tipologia. Ancora in difficoltà le società di persone (-2,2%), che sono complessivamente 53.377 nell’area accorpata, ma sembrano destinate a diventare sempre più residuali (oggi rappresentano il 13,7% del totale contro il 18,4% del 2011).

Buona la performance delle imprese giovanili (+1,3%), che continuano una scia positiva cominciata nel 2021 dopo anni di difficoltà; superiore alla media del sistema anche il dato delle imprese femminili (+0,3%), un universo di peso nello scenario locale (70.985 unità, il 18,2% del totale). Al contrario, presentano variazioni negative sia gli artigiani (-3,7%), che già da qualche tempo si trovano in affanno, sia gli stranieri (-2,2%), che nel passato recente avevano sempre messo a segno ottimi risultati. Su entrambe queste tendenze hanno pesato certamente le cancellazioni d’ufficio già citate.

In continua ascesa, infine, le start up innovative: 2.912 imprese a fine giugno 2022, in crescita del 5,3% rispetto a luglio 2021 (+158 imprese in valore assoluto; rispetto a giugno 2019 sono aumentate del 48,6%). Il nostro territorio si conferma capitale di questo cluster ospitando infatti il 74,6% del totale regionale e un quinto del nazionale. La gran parte è localizzata nella provincia di Milano (2.737), che è prima nella classifica nazionale, seguita da Roma (1.599), Napoli (675) e Torino (532). Si tratta di imprese che operano soprattutto nei servizi avanzati: produzione di software e consulenza informatica; attività dei servizi d’informazione; ricerca scientifica e sviluppo. Ricordiamo che sono aziende di piccola dimensione (anche per i limiti al fatturato imposti dalla legge per rimanere nel Registro a esse dedicato), oltre a essere solo società di capitale, principalmente s.r.l. e s.r.l. semplificate; inoltre, il 16,2% è costituito da imprese a prevalenza giovanile.

 

Cessate al netto delle cancellate d'ufficio
 

 

 

 

 

 

 

 

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