I numeri delle imprese
(Cessazioni al netto delle cancellazioni d'ufficio)
Cessate al netto delle cancellate d'ufficio
Il primo trimestre del 2026 si presenta incoraggiante per il territorio della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Il bilancio della nati-mortalità segna, infatti, un saldo pari a +1.072 unità, un dato elevato sia rispetto a quello dell’anno precedente (quando era stato pari a +621 unità) sia considerata la forte stagionalità negativa che normalmente caratterizza questo primo periodo dell’anno. Il merito di questo risultato, in verità, si deve alla sola provincia di Milano (+1.093 unità), perché Monza Brianza registra una perfetta parità tra nuove iscrizioni e cancellazioni, mentre Lodi mostra un esito negativo (-21).
La dinamica dei singoli flussi evidenzia, rispetto al primo trimestre del 2025, una diminuzione delle aperture, passate da 9.746 alle attuali 9.278 (-4,8%), un decremento che a livello territoriale ha interessato però solo Milano (-6,1%). Sul fronte opposto, le cancellazioni (al netto di quelle effettuate d’ufficio) sono state 8.206, anch’esse in forte diminuzione su base annua (-10,1%; erano state 9.125 l’anno precedente), una tendenza condivisa da Milano e Lodi ma non da Monza Brianza, dove al contrario esse sono aumentate (+2,5%).
Per effetto di questi andamenti, il tasso di natalità è peggiorato se confrontato con quello dei primi tre mesi del 2025 (1,95% contro 2,06%), mentre quello di mortalità è migliorato, passando da 1,93% all’attuale 1,72%. Il tasso di crescita è dello 0,22%, in progresso su base annua (era stato pari a +0,13%); inoltre, è superiore sia a quello lombardo (+0,08%) che al nazionale (+0,01%).
Relativamente alle singole realtà, supera la media camerale il tasso di Milano (+0,28%), è pari a zero quello brianzolo ed è negativo quello di Lodi (-0,13%).
Passando ai dati di stock, al 30 marzo del 2026 negli archivi della Camera di commercio si contano 393.074 imprese attive (di cui 316.340 operanti a Milano, 63.288 a Monza Brianza e 13.446 nel Lodigiano), un valore praticamente fermo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (erano 393.081 alla fine del primo trimestre del 2025).
Il dettaglio per singola circoscrizione vede in terreno positivo solo Milano (+0,3% la variazione delle attive), mentre sia la Brianza che il Lodigiano annotano flessioni (esattamente -1% e -2,5%).
Considerata l’entrata in vigore, a partire dal secondo trimestre del 2025, dei nuovi codici di classificazione delle attività economiche (Ateco 2025), l’analisi per settori produttivi non consente confronti temporali coerenti su base annua. Tuttavia, per provare a intercettare le dinamiche in atto si è deciso di fare un cenno ai cambiamenti intervenuti nel breve periodo, vale a dire rispetto al trimestre precedente (quest’analisi di tipo congiunturale viene effettuata solo per i settori, per tutte le altre variabili qui analizzate si è proceduto con un’analisi di tipo tendenziale).
I dati evidenziano, nel confronto con il quarto trimestre del 2025, difficoltà in tutti i comparti produttivi con la sola eccezione dei servizi (+0,9%), che si confermano prevalenti nell’area aggregata con 217.956 imprese, pari al 55,4% del totale. In contrazione il commercio – altro segmento importante che conta 77.027 unità operanti, poco meno di un quinto del totale – che subisce una flessione dello 0,6%, trend che accomuna tutte e tre le province se prese singolarmente. Sul fronte industriale, continua a perdere imprese la manifattura (-0,8%), mentre tengono le costruzioni (+0,5%).
Passando alle forme giuridiche, continua l’espansione delle società di capitali (+4,1% rispetto al primo trimestre del 2025), che costituiscono la fattispecie più diffusa nel contesto camerale, con 184.023 mila unità operanti, pari al 46,8% del totale. Le ditte individuali, seconda tipologia per numerosità (155.102 imprese, pari al 39,5% del totale), hanno subito al contrario un pesante arretramento (-3,2%), molto probabilmente influenzato dalle cancellazioni d’ufficio realizzate nel corso del 2025. Si riconfermano in crisi, infine, le società di persone, scelte sempre meno assiduamente dagli aspiranti imprenditori (-3,5%), come si evince dalla loro incidenza che continua ad assottigliarsi (11,7% del totale).
Per quanto riguarda le altre popolazioni di imprese che caratterizzano lo scenario locale, va segnalata una netta riduzione delle imprese artigiane (-2,7%), anch’essa verosimilmente condizionata dalle cancellazioni d’ufficio su citate, a cui si affiancano i risultati negativi, sebbene molto lievi, di femminili (-0,3%), giovanili (-0,1%) e straniere (-0,2%); queste ultime in controtendenza rispetto a un andamento che le vede normalmente mettere a segno performance molto buone.
Le start up innovative, infine, compongono un cluster decisamente vitale all’interno del tessuto imprenditoriale, grazie allo spiccato tasso di innovazione che le caratterizza. Al 30 marzo se ne contano 2.719 nell’area di MILOMB, pari al 23,2% del totale nazionale. Rispetto al mese di aprile dell’anno precedente, sono incrementate del 2,4%, confermando la ritrovata vivacità di un segmento che aveva patito qualche sofferenza negli ultimi tempi. Meno brillante la loro prestazione a livello lombardo (-0,3%) e, ancora peggiore, quella nazionale (-4,4%). Sono localizzate prevalentemente nel capoluogo di regione (2.559 unità), che rimane saldamente al primo posto nella classifica italiana. Il quadro delle imprese tecnologiche si completa con le PMI innovative: 721 unità, che rappresentano il 22,4% del totale nazionale. La dinamica dell’ultimo anno è stata favorevole, con il loro numero cresciuto del 6,7%.
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