I numeri delle imprese

I dati mensili di dicembre
(Cessazioni al netto delle cancellazioni d'ufficio)

 

 
 
I dati trimestrali - 4° trimestre 2025
Cessate al netto delle cancellate d'ufficio

 

L’ultimo trimestre del 2025 si chiude con un risultato positivo per il sistema imprenditoriale locale. Il bilancio demografico nelle tre province accorpate di Milano, Monza Brianza e Lodi, infatti, presenta un saldo pari a +3.408 unità, dato in netto incremento rispetto allo stesso trimestre del 2024 (quando era stato pari a +2.447 nuove imprese). 
Osservando i singoli territori, è possibile verificare come sia stato determinante l’apporto di Milano, che ha registrato, di fatti, un surplus tra iscrizioni e cancellazioni pari a +3.266 unità. Proficua anche la performance della Brianza (+147 unità), mentre è apparsa negativa quella del Lodigiano, seppure di poco (-5 unità il saldo; era stato di -29 unità nel quarto trimestre del 2024).
Nell’area aggregata, il dettaglio dei flussi evidenzia 8.589 aperture di nuove attività economiche nel periodo, un numero decisamente superiore rispetto a quello del 2024, quando erano state 7.880 (+9% la variazione). Un aumento delle iscrizioni che ha interessato tutte e tre le singole realtà. 
Sul fronte opposto, si deve notare un’altrettanta favorevole riduzione delle cancellazioni, che sono state complessivamente 5.181 rispetto alle 5.433 del quarto trimestre del 2024 (-4,6%; -252 unità in termini assoluti). Un fenomeno che si è ripetuto in tutte le circoscrizioni territoriali, ma in maniera più marcata a Monza Brianza (-13,3%). 
Il tasso di natalità delle imprese dell’area di MI-LO-MB risulta essere pari a 1,80%, in chiaro miglioramento rispetto agli ultimi tre mesi del 2024 (allora era stato dell’1,66%). Stessa tendenza positiva per il tasso di mortalità, passato dall’1,15% dell’anno precedente all’attuale 1,09%. 
Il tasso di crescita, calcolato come differenza tra i suddetti, è conseguentemente salito su base tendenziale: +0,72% (contro +0,52%). Inoltre, si conferma maggiore sia di quello lombardo che di quello nazionale (rispettivamente +0,36% + 0,17%). Decisivo ancora una volta il contributo di Milano (+0,84% il tasso di crescita), così come è stato utile quello di Monza Brianza (+0,20%); praticamente nullo, invece, quello di Lodi (-0,03%).
Un breve cenno alla media dell’anno. Nel 2025, le nuove imprese aperte nel perimetro camerale sono state 31.698, a cui hanno fatto da contraltare 21.691 chiusure, generando un saldo di +10.007 unità, anch’esso, come visto relativamente al quarto trimestre, in decisa espansione (era stato di +8.428 nel 2024). Milano vi ha contribuito in maniera preponderante (+9.179 il saldo), ma sono stati importanti anche gli apporti di Monza Brianza e di Lodi (nell’ordine +768 e +60). 
Il dettaglio mostra un rialzo contenuto delle iscrizioni rispetto al 2024 (+0,5% nell’area unita), che è dipeso in realtà dalla sola Milano (+1%), perché sia la Brianza che il Lodigiano hanno subito un decremento (rispettivamente -2,1% e -1,6%). A tale andamento si è accompagnato un calo, in verità molto intenso, delle cancellazioni: -6,2% (-1.430 unità in valore assoluto). È questo l’elemento che ha determinato il buon risultato conseguito nell’anno sul piano della nati-mortalità.
Il tasso di crescita nell’area aggregata, pari a +2,10%, è aumentato nel confronto con l’anno precedente (quando era stato di +1,78%), mantenendosi, inoltre, superiore sia a quello lombardo (+1,41%) sia a quello italiano (+0,96%).
Passando ai dati di stock, al 31 dicembre 2025 negli archivi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi si contano 391.377 imprese attive (di cui 314.726 nella provincia di Milano; 63.168 a Monza Brianza; 13.483 a Lodi). Tale ammontare è rimasto pressocché stazionario rispetto all’anno precedente (-0,01%), condizionato in parte da questioni di tipo amministrativo legate a operazioni di pulizia del Registro delle Imprese, che hanno portato nel corso dell’anno alla cancellazione d’ufficio di novemila imprese circa, tra società di persone e ditte individuali. La scomposizione per territorio mostra in terreno positivo solo Milano (+0,3% la variazione delle attive), mentre sia Monza Brianza che Lodi annotano flessioni (esattamente -0,9% e -2,4%). Un peggioramento su questo piano si rileva anche a livello regionale (-0,2%) e nazionale (-0,4%). 
L’analisi per settori produttivi, considerata l’entrata in vigore, a partire dal secondo trimestre del 2025, dei nuovi codici di classificazione delle attività economiche (Ateco 2025), non consente confronti temporali coerenti su base annua. Tuttavia, per provare a intercettare le dinamiche in atto è possibile guardare ai cambiamenti intervenuti nel breve periodo, vale a dire rispetto al trimestre precedente (quest’analisi di tipo congiunturale viene effettuata solo per i settori, per tutte le altre variabili qui analizzate si è proceduto con un’analisi di tipo tendenziale).
I dati mostrano il rallentamento di tutti i comparti rispetto al terzo trimestre del 2025. I servizi - che con 216.071 imprese attive concentrano oltre il 55% del totale, riconfermandosi prima branca produttiva nell’area - arretrano, seppur lievemente (-0,4%). Più pesante la situazione del commercio - altro segmento importante che conta 77.521 unità operanti, pari a un quinto circa del totale - che subisce una flessione del 3,3%, trend che accomuna le tre province considerate singolarmente. Sul versante industriale, soffre la manifattura (-1,8%), che continua a vedere erodersi la propria base imprenditoriale, tanto da rappresentare oggi, con 32.267 unità, appena l’8,2% del totale. Più preoccupante la performance delle costruzioni, che non conoscevano stop da tempo: -3,3% la variazione rispetto ai tre mesi precedenti. Un aspetto da monitorare, considerata la fine dei super bonus fiscali che hanno molto sostenuto l’edilizia in questi ultimi anni.
Passando alle forme giuridiche, si rileva lo sviluppo delle sole società di capitale: +4,1% rispetto al 2024. Si tratta di 181.623 imprese, pari al 46,4% del totale, che ne fanno la prima fattispecie per numerosità nello scenario locale. Tutte le altre tipologie più significative si presentano in contrazione: le ditte individuali (155.274), che concentrano il 40% circa delle aziende, sono state interessate da un ridimensionamento consistente (-3,2%), su cui hanno inciso probabilmente le cancellazioni d’ufficio su citate. In decrescita anche le società di persone, sempre meno scelte dagli imprenditori: -3,6% la variazione rispetto al 2024; oggi rappresentano appena l’11,9% del totale. 
Per quanto riguarda le altre popolazioni imprenditoriali che caratterizzano la struttura produttiva, bisogna rilevare una generale situazione di difficoltà. Le imprese artigiane (91.233 aziende attive nell’area di MI-LO-MB, pari al 23,3% del totale) hanno registrato uno stop pesante (-2,9%), che interrompe una serie di almeno tre score utili consecutivi. La massiccia presenza di ditte individuali nel comparto può aver causato questo esito sfavorevole. In crisi anche le imprese giovanili (-0,6%), che costituiscono, tuttavia, una categoria meno presente nel tessuto economico: 31.072 unità, pari al 7,9% del totale. Praticamente stazionarie le femminili (-0,1%; 72.257 unità nell’area accorpata, pari al 18,5% del totale), così come le imprese straniere (67.447 unità; 17,2% del totale), che, contrariamente a una tradizione che le vedeva andare al massimo, con ritmi espansivi superiori alla media del sistema, subiscono una frenata (-0,2%), molto probabilmente condizionata dalle cancellazioni d’ufficio già citate, considerato che circa i due terzi di esse sono costituite da ditte individuali. 
Infine, le start up innovative operanti nei tre territori sono 2.719, vale a dire il 23% del totale italiano e il 79% del lombardo. Rispetto a gennaio del 2025, il loro numero è aumentato del 5,3% (+138 unità in valore assoluto), invertendo il trend discendente che invece aveva caratterizzato questo cluster nel corso del 2024. La gran parte di queste imprese è localizzata all’interno dei confini di Milano (2.560 unità), che rimane stabilmente al primo posto nella classifica nazionale, seguita da Roma (1.208), Napoli (832) e Torino (500). Le start up innovative sono attive prevalentemente nel settore dei servizi (il 90,3% del totale), in particolare quelli più avanzati e tecnologici (oltre la metà opera nel segmento informatica; il 12% nella ricerca & sviluppo). Il quadro delle imprese a elevato tasso di innovazione si completa con le PMI innovative, che nelle tre province unificate sono 707 (+4,6% rispetto ad aprile 2025) e rappresentano oltre un quinto del totale del Paese (3.165). 
 

 

 

 

 

 

 
 
 
 

 

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