I numeri delle imprese
(Cessazioni al netto delle cancellazioni d'ufficio)
Cessate al netto delle cancellate d'ufficio
Nel secondo trimestre del 2026, il sistema imprenditoriale ha registrato un bilancio positivo nei tre territori di Milano, Monza Brianza e Lodi, seppure con dei segnali di rallentamento. Più nel dettaglio, il saldo tra nuove iscrizioni e cancellazioni è stato di +2.770 unità, un numero in netta flessione su base tendenziale (nello stesso periodo del 2025 era stato pari a +3.687 unità).
La scomposizione per singola provincia mostra, come di consueto, l’apporto determinante di Milano, a cui si deve l’81% del saldo complessivo (+2.243 unità), ma anche la Brianza e il Lodigiano presentano buoni risultati (rispettivamente +469 e +58 unità i saldi).
I flussi della nati-mortalità mostrano una crescita sia delle nuove aperture di attività economiche sia delle cessazioni, seppure con intensità diverse. Nello specifico, le prime sono state 8.219 nel trimestre, in espansione su base annua (+9,8%; +720 in valori assoluti); un esito attribuibile solo a Milano e a Monza Brianza (rispettivamente +9,8% e +10,8%), perché Lodi, al contrario, ha riportato un decremento delle nuove iscritte (-0,8%).
Le cancellazioni sono state invece 5.449, in forte risalita rispetto al secondo trimestre del 2025 (+42,9%; +1.637 unità), fenomeno che ha interessato in particolar modo Milano.
Questa dinamica ha prodotto un aumento sia del tasso di natalità sia di quello di mortalità: il primo è pari a 1,71% (contro l’1,59% dello stesso periodo del 2025); il secondo è dell’1,13%, in peggioramento se paragonato allo 0,81% dell’anno prima.
Il tasso di crescita si è conseguentemente ridotto, passando da +0,78% del secondo trimestre del 2025 all’attuale +0,58%, un dato in linea con quello lombardo, identico, e con il nazionale (+0,56%). Guardando ai tre territori, Monza Brianza presenta il tasso più elevato (+0,64%), seguita da Milano (+0,57%) e Lodi, che chiude con +0,37%.
Passando ai dati di stock, al 30 giugno 2026 negli archivi della Camera di commercio si contano 470.007 imprese registrate, di cui 396.207 attive (+0,2% su base annua), così distribuite nelle singole province: Milano 318.988, Monza Brianza 63.694 e Lodi 13.525.
Relativamente ai settori produttivi, si conferma buona la prestazione dei servizi (+2,3% la variazione delle attive rispetto allo stesso periodo del 2025), che rappresentano il primo comparto dell’area aggregata con 220.586 unità, pari a oltre la metà del totale. Al suo interno, risultano in espansione tutti i segmenti – soprattutto quelli a maggiore qualificazione – fatta eccezione per l’alloggio e la ristorazione, che subisce un calo consistente (-1,8%).
Tutti gli altri settori presentano invece dati negativi: il commercio, che concentra circa un quinto delle imprese, patisce l’ennesima perdita di operatori (-3,9%); le costruzioni, dopo diversi trimestri di sviluppo stimolati dagli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie, mostrano un’evidente battuta d’arresto (-1,7%); la manifattura, infine, continua a essere interessata da un trend sfavorevole (-3,1%).
Per quanto riguarda le forme giuridiche, le società di capitali (186.343 imprese attive, pari al 47% del totale) sono le uniche a espandersi rispetto a un anno fa (+4,2% la variazione), risultato che accomuna positivamente tutti e tre i territori, con Milano che tuttavia si distingue per la spinta maggiore (+4,3% rispetto al +3,9% della Brianza e al +3,1% di Lodi). Le ditte individuali, che rappresentano la seconda tipologia per consistenza nell’area allargata (156.155 unità, pari al 39,4% del totale), sono in forte contrazione (-3,1%), un dato su cui pesano probabilmente le cancellazioni d’ufficio che hanno interessato questa forma nel corso del 2025. In costante crisi le società di persone (-3,8%), che continuano a perdere peso, tanto da raggruppare oggi appena l’11,5% delle imprese totali.
Per quanto riguarda le altre popolazioni imprenditoriali, l’artigianato riporta una netta diminuzione (-3% la variazione delle attive), legata verosimilmente alle su citate cancellazioni d’ufficio di ditte individuali, ampiamente diffuse tra gli artigiani. Si tratta di un universo di rilievo nell’area aggregata con 91.387 unità operanti, pari a poco meno di un quarto del totale, ma con concentrazioni superiori al 30% nelle province di Lodi e di Monza Brianza.
Le imprese femminili, anch’esse rilevanti nel contesto locale (18,4% del totale), si presentano stabili su base tendenziale (+0,04%), mentre appaiono più vivaci le giovanili (+0,8%). Le imprese straniere si mantengono sì in terreno positivo (+0,3%), ma risultano decisamente sottotono rispetto a una tendenza consolidata che le vedeva riportare performance superiori alla media del sistema.
Infine, le start up innovative, avanguardia tecnologica del sistema produttivo, sono 2.806 al 29 giugno 2026, in progresso rispetto a luglio 2025 (+7,1%), un andamento decisamente migliore di quello registrato a livello nazionale (-4,1%). La provincia di Milano si conferma decisiva nel contesto italiano con 2.641 unità, prima provincia per numerosità. A questi dati si aggiungono quelli relativi alle PMI innovative – altro cluster che mostra la propensione all’innovazione dei nostri territori – che nelle tre province sono 727 (+6% rispetto a luglio 2025) e rappresentano oltre il 22,5% del totale nazionale.
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