La dinamica dell'interscambio brianzolo

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Trimestre
Quarto
Anno
2025

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Settori

Nei corso del 2025 l’export della provincia di Monza Brianza vale in tutto 15,4 miliardi di euro, registrando una robusta crescita del 7% a confronto con il 2024.
I maggiori comparti dell’export provinciale sono rappresentati dai prodotti in metallo e dalla farmaceutica, entrambi appena al di sotto della quota di 2,9 miliardi di euro di merci esportate. A poco meno di 2 miliardi troviamo i macchinari e la chimica, seguiti dall’elettronica (1,5 miliardi): cinque settori che rappresentano il 73,1% dell’export brianzolo.
Vale circa 1,2 miliardi di euro la voce residuale delle altre attività manifatturiere, che comprende al suo interno la produzione di mobili (poco più di 1 miliardo), quindi la gomma-plastica a quota 836 milioni. Si avvicinano alla soglia del 500 milioni di euro gli apparecchi elettrici e l’abbigliamento.
Tra gennaio e dicembre 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole valgono complessivamente quasi 13,3 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+15,4%) rispetto al dato del 2024.
Come per l’export, la farmaceutica risulta il primo comparto per valore: si tratta di 3,5 miliardi di euro, che equivalgono al 26,9% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a 1,9 miliardi, quindi la chimica a quota 1,5 miliardi. Nel complesso, i primi tre settori pesano da soli poco più della metà dell’import provinciale (52,8%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari (1,2 miliardi) e successivamente l’elettronica (1,1 miliardi). Risultano piuttosto rilevanti per volumi di scambi, tutti al di sopra dei 500 milioni di import nel 2025, gli apparecchi elettrici (837 milioni), la gomma-plastica (662 milioni) e l’abbigliamento (559 milioni).
A confronto con il 2024, le esportazioni delle imprese brianzole registrano un incremento complessivo del 7%, che in valori assoluti si traduce in circa 1 miliardo in più.
La crescita è dovuta fondamentalmente a un solo comparto – quello della farmaceutica – che realizza un incremento del 43,8% su base annua.
Tra i settori principali crescono anche i prodotti in metallo (+17,3%) e in misura minore la chimica (+1%), mentre calano le esportazioni sia dei macchinari (-8,4%) che dell’elettronica (-13,2%).
Tra i restanti comparti si osserva un robusto incremento dei mezzi di trasporto (+14,3%), una piccola crescita per gli apparecchi elettrici (+3,3%) e la voce residuale delle altre attività manifatturiere (+0,9%), mentre calano abbigliamento (-4,2%) e gomma-plastica (-4,8%).
Le importazioni delle imprese brianzole registrano un incremento del 15,4% rispetto allo scorso anno (in valori assoluti quasi 1,8 miliardi di euro in più): si tratta di un aumento molto più rilevante di quello dell’export (+7%).
Così come per le esportazioni, è sempre la farmaceutica il comparto che incide maggiormente sulla dinamica, registrando un aumento su base annua del 56%, quasi 1,3 miliardi di euro in più rispetto al 2024.
Anche gli altri comparti manifatturieri presentano quasi tutti una dinamica positiva; le uniche eccezioni sono costituite dagli apparecchi elettrici (-3,2%), dalla chimica (-5,2%) e dall’abbigliamento (-15,6%). Una crescita robusta riguarda i prodotti in metallo (+27%), mentre presentano una dinamica di crescita molto più contenuta altri comparti importanti quali elettronica (+1,9%) e macchinari (+1,7%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nel corso del 2025, quasi i due terzi del valore totale dell’export brianzolo si sono diretti in Europa (67,7%). Si tratta di 10,4 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 7,6 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2,8 quelli europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,7 miliardi di euro di export: decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, poco al di sotto dei 400 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 3 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, pari al 19,2% dei flussi diretti all’estero. La gran parte di questi flussi, pari a 1,9 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 452 milioni sono diretti in Cina e quasi 780 verso le quattro Tigri Asiatiche (poco meno della metà dei quali interessa Singapore).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,1% delle esportazioni provinciali) risulta pari a 1,5 miliardi di euro, di cui poco più di 1 miliardo interessa i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di 465 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Nel corso del 2025, il 75,4% dell’import monzese proviene da Paesi europei, per un valore di quasi esattamente 10 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari al 61% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (8,1 miliardi). Dei restanti 1,9 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (pari a circa 1,4 miliardi).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico. Si tratta di poco meno di 2,4 miliardi di euro in arrivo (il 17,8% del totale), in prevalenza dall’Asia Orientale (2,1 miliardi), di cui circa la metà dalla sola Cina.
Dal continente americano arrivano in Brianza 824 milioni di euro di merci (il 6,2% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (poco più di 730 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia una crescita trainata quasi esclusivamente dai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,1% su base annua (oltre 1,3 miliardi di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+13,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+19%); tra questi ultimi, la crescita si deve soprattutto alla forte espansione che interessa il mercato della Svizzera (+29,1%).
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-8,3%), quasi 270 milioni di euro in meno rispetto al 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un importante aumento (+16,9% in un anno), che tuttavia non è in grado di compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-0,6%) e soprattutto dell’Asia Orientale (-16,2%). Una flessione relativamente contenuta riguarda i mercati cinese (-0,6%) e giapponese (-1,3%), mentre un calo dell’export molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-24,2%), in modo particolare nei confronti di Singapore (-25,5%) e Hong Kong (-71,2%).
Anche il continente americano evidenzia una variazione di segno negativo (-2,5%), per effetto di una riduzione dei flussi che interessano l’America Settentrionale (-1,4%) e quella Centro-Meridionale (-5,9%).
L’import della Brianza mostra una dinamica molto positiva, trascinata quasi esclusivamente dai mercati europei. Si osserva infatti un rilevante aumento per le merci in arrivo dall’Europa (+22,7%, circa 1,8 miliardi di euro in più), mentre si riducono i flussi dall’America (-6,8%) e dall’Asia (-0,9%). In Europa si registra una crescita robusta sia per l’import dai Paesi dell’Unione Europea (+21,5%) che dai restanti mercati (+28%).
Per quanto riguarda i mercati asiatici, il calo risente della dinamica negativa dell’Asia Orientale (-1,8%), nonostante la crescita dei flussi provenienti dalla Cina (+5%). A incidere in negativo sono gli altri maggiori mercati per la Brianza, quali Giappone (-11%) e Singapore (-27,8%).
Per quanto riguarda l’America, infine, si osserva una sensibile riduzione delle importazioni brianzole dagli Stati Uniti (-8%), mentre crescono leggermente (+1,9%) i mercati dell’America Centro-Meridionale, poco rilevanti però in termini di volumi.
 

 

Dettaglio europeo

Tra i partner delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, nel 2025 il primo mercato di sbocco è rappresentato dai Paesi Bassi, circa 1,5 miliardi di euro, una cifra di poco superiore a quella diretta in Germania. Complessivamente, i due mercati insieme intercettano poco meno del 40% delle esportazioni brianzole in UE e il 20% del totale.
La Francia – che vale 1,1 miliardi di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export, più del 7% del totale provinciale nell’anno.
A maggiore distanza si colloca il Belgio, poco più della metà del mercato francese (617 milioni), quindi la Spagna (quasi 600 milioni) e infine la Polonia, primo mercato dell’Europa dell’Est, di poco al di sopra dei 400 milioni.
Anche dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un valore delle merci importate di poco superiore ai 2 miliardi di euro di merci nel 2025, pari al 25% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.
La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria, con quasi 1,9 miliardi di euro di merci importate dalla Brianza nel corso del 2025. Poco meno della metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 29,7% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento in UE seguono la Francia, con un ammontare di 765 milioni, l’Irlanda poco distante a quota 741 milioni, quindi il Belgio che è l’unico altro mercato al di sopra dei 500 milioni.
L’export brianzolo in UE aumenta del 13,7% rispetto allo scorso anno. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+43,2%), Belgio (+164,4%) e Croazia (+79,9%).
Decisamente inferiore l’aumento di Francia (+4,9%) e Spagna (+1,7%), mentre i principali Paesi tra quelli che denunciano un calo sono Germania (-2,9%) e Polonia (-1%).
L’import dai Paesi membri dell’Unione Europea cresce rispetto al 2024 del 21,5%. Come si osserva nel grafico, si tratta di una dinamica di crescita che riguarda la quasi totalità dei Paesi.
Il contributo maggiore arriva da Paesi Bassi (+50,7%) e Irlanda (+43,1%), crescono invece decisamente meno i flussi provenienti dalla Germania (+9,5%).
La Francia è l’unico Paese in calo tra i più significativi (-5,7%), mentre aumentano gli altri mercati di approvvigionamento principali della provincia in UE, quali Belgio (+15,6%) e Spagna (+6,6%).
 

 

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