La dinamica dell'artigianato lodigiano
Nel primo trimestre del 2026, l’artigianato manifatturiero lodigiano registra un netto peggioramento di tutti gli indicatori, segnando variazioni negative sia su base congiunturale sia tendenziale. I dati negativi si riflettono anche sulle aspettative, che registrano un netto peggioramento rispetto a tre mesi fa.
In rapporto allo stesso periodo del 2025, la produzione denuncia un rilevante calo del 5,5%, in netto contrasto con la crescita registrata nella scorsa rilevazione.
Osservando una porzione più ampia del grafico, si può peraltro notare come l’artigianato lodigiano non sia ancora riuscito a recuperare i livelli produttivi della prima metà del 2019.
Il numero indice della produzione (calcolato ponendo l’anno 2015 come base uguale a 100) scende nel trimestre in esame fino a raggiungere quota 95,5.
La dinamica congiunturale dell’artigianato manifatturiero lodigiano segna dunque un rilevante peggioramento rispetto al trimestre scorso. A livello regionale si mantiene invece un minimo trend di crescita, in particolare per la produzione.
Essa infatti registra a Lodi un pesante calo dell’1,8% su base congiunturale (dato destagionalizzato), contro la piccola crescita dello 0,3%, che si osserva in Lombardia. Il fatturato in provincia registra una migliore tenuta, segnando un calo solamente dello 0,2%, mentre mantiene una dinamica positiva l’artigianato regionale (+0,2%).
La dinamica degli ordini mostra la medesima divaricazione tra la performance del lodigiano e quella della Lombardia nel complesso, calano infatti dell’1,3% gli ordini in provincia rispetto a una sostanziale stabilità (-0,1%) in regione.
Anche la dinamica tendenziale, quindi a confronto con il primo trimestre del 2025, registra una dinamica nel complesso negativa per l’artigianato lodigiano. Diversamente si rileva a livello lombardo, dove permane un trend di crescita per tutti gli indicatori.
La produzione dell’artigianato lodigiano segna un rilevante calo annuo del 5,5%, in deciso contrasto con il dato regionale che indica una crescita del 2%.
Per il fatturato dell’artigianato provinciale si osserva una flessione di entità più contenuta (-0,5%). In Lombardia, per contro, la crescita si mantiene piuttosto sostenuta, in linea con la progressione della produzione (+1,9%).
La dinamica degli ordini restituisce un quadro simile, presentando una decisa flessione per l’artigianato locale (-2,4%) nonostante una performance di crescita, per quanto contenuta, a livello regionale (+0,5%).
Le aspettative degli operatori artigiani del lodigiano riflettono il generale peggioramento del comparto, evidenziando un clima di fiducia decisamente più pessimista rispetto alla scorsa rilevazione.
Per la produzione si osserva una quota particolarmente elevata di quanti si attendono un calo (35,5%), mentre si riducono al contempo le aspettative di crescita, portando il saldo a un livello pesantemente negativo (-22,6 punti percentuali). Si tratta di un netto peggioramento rispetto agli ultimi due trimestri, avvicinandosi invece al dato della prima metà del 2025 in cui si erano registrate le aspettative peggiori dell’ultimo triennio.
Le attese sulla domanda interna presentano il medesimo saldo negativo, con una distribuzione solo leggermente diversa delle preferenze, registrando maggiori giudizi di stabilità.
Da ultimo, le aspettative sull’occupazione risultano meno pessimiste, per effetto della consueta prevalenza dei giudizi di stabilità che arriva nel trimestre al 96,8% degli operatori, contro un 3,2% di giudizi di peggioramento.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.