Commercio
Nel primo trimestre 2026, il commercio al dettaglio dell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi ha registrato una moderata ripresa del fatturato nel perimetro dell’area vasta, coinvolgendo con intensità di scala differenti, sia la città metropolitana di Milano sia la provincia di Monza Brianza, mentre nel Lodigiano la stagnazione della dinamica trimestrale si è riflessa sull’andamento tendenziale attraverso un lieve arretramento del volume d’affari rispetto al primo trimestre dello scorso anno.
Il dettaglio di analisi su scala territoriale evidenzia per il commercio milanese un aumento dell’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100), al netto della stagionalità il livello passa da 113,8 a 114,4, pari a un incremento dello 0,5% su base congiunturale.
Come già accennato, la dinamica di ripresa del fatturato si è manifestata anche nei confronti del territorio di Monza Brianza.
Nel primo trimestre 2026, il commercio brianzolo si riporta quindi in terreno positivo, l’indice trimestrale del fatturato, depurato dagli effetti stagionali, è salito a 122,6 (122,1 nel precedente trimestre), pari a un aumento dello 0,4% rispetto al quarto trimestre 2025.
Con riferimento alla provincia di Lodi, nel primo trimestre 2026, la dinamica di debolezza del settore si è nuovamente riproposta come evidenziato dall’indice del fatturato che si è collocato a quota 115,7 (115,6 nel trimestre precedente), registrando quindi una variazione nulla nei confronti dei tre mesi precedenti.
Le dinamiche registrate nei territori, attraverso l’indice trimestrale del fatturato, si sono trasmesse in misura rilevante sull’andamento tendenziale, ossia rispetto al primo trimestre dello scorso anno, evidenziando una ripresa della dinamica circoscritta all’area metropolitana milanese e alla provincia di Monza Brianza.
Nei confronti della città metropolitana di Milano, il recupero del fatturato osservato a livello trimestrale si è riflesso su base annua attraverso una crescita tendenziale del volume d’affari pari a +1,5%, in linea con la dinamica registrata dal commercio in Lombardia (+1,8%).
Come già anticipato, del contesto di ripresa del fatturato ne ha beneficato anche il commercio al dettaglio della provincia di Monza Brianza, per il quale nel primo trimestre 2026 si registra un consistente incremento (+1,1%) che si colloca tuttavia a un livello inferiore per intensità rispetto al Milanese e alla Lombardia.
A Lodi, la dinamica stagnante del fatturato rilevata su base trimestrale si è riverberata sull’andamento tendenziale; nei confronti del primo trimestre dello scorso anno il volume d’affari del commercio lodigiano registra, infatti, una moderata flessione (-0,2%).
Nel primo trimestre 2026, il commercio al dettaglio in Italia evidenzia un’ulteriore significativa crescita tendenziale del fatturato (+2,6%), sostenuta dalle dinamiche espansive sia del settore alimentare (+3,4%) sia del comparto non alimentare (+2,1%).
L’incremento del fatturato si è accompagnato a una ripresa dei volumi di vendita complessivi (+1%), supportata dall’andamento positivo di entrambi i settori: alimentare (+1,2%) e non alimentare (+0,9%).
Con riferimento al fatturato, tra i canali di vendita del commercio al dettaglio si osserva un ulteriore rafforzamento della crescita della grande distribuzione (+3,3%), alla quale nel trimestre si affianca l’espansione del volume d’affari degli esercizi operanti su piccole superfici (+1,5%).
L’analisi delle forme distributive evidenzia, per la grande distribuzione, il contributo determinante del commercio alimentare (+3,8%), associato alla ripresa delle vendite nel comparto non alimentare (+2,4%).
Con riferimento al dettaglio tradizionale, la ripresa tendenziale del fatturato è riconducibile al consolidamento della dinamica positiva del segmento alimentare (+2%) e alla ripresa della componente non alimentare (+1,3%).
Con la diffusione dei dati del primo trimestre 2025 vengono introdotte alcune innovazioni metodologiche che comportano la revisione dei dati storici già pubblicati.
Le innovazioni riguardano:
- il nuovo metodo di ponderazione delle variabili qualitative (Iterative Proportional Fitting o Raking);
- la revisione dei piani di campionamento e dei pesi su dati ASIA 2022;
- la revisione della base di calcolo dei numeri indice all’anno 2015;
- la definizione di nuove specifiche di destagionalizzazione delle serie storiche a partire dal 2010.
Le specifiche di destagionalizzazione degli indicatori di tutti i settori economici, le classi dimensionali e gli ambiti geografici sono definite utilizzando le serie storiche a partire dal primo trimestre 2010 al fine di assicurare un adattamento più accurato dei modelli alle caratteristiche dei dati, soprattutto nel biennio 2020-2021. Per il settore manifatturiero (solo industria), inoltre, tengono conto degli effetti di calendario (dove statisticamente significativi).
Le novità introdotte (revisione dei dati grezzi, definizione delle specifiche su serie storiche più corte e modifica dei regressori utilizzati per il trattamento dei valori anomali nel periodo della pandemia) hanno talvolta determinato un cambiamento del profilo delle serie storiche destagionalizzate, generando revisioni dei dati destagionalizzati e delle rispettive variazioni congiunturali più ampie di quelle usuali.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.