La dinamica dell'interscambio lodigiano

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Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Settori

Tra gennaio e settembre del 2025, le esportazioni delle imprese lodigiane valgono 4,9 miliardi di euro, evidenziando una dinamica negativa rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1,9%, che in valori assoluti significa un calo di poco meno di 100 milioni).
A livello settoriale, il comparto dell’elettronica si conferma il più rilevante a Lodi: incide infatti per oltre il 50% delle esportazioni provinciali, che in cifre si tratta di 2,5 miliardi di euro di merci esportate.
A grande distanza seguono il comparto della chimica (609 milioni di euro, il 12,4% del totale) e quello dell’alimentare (522 milioni, pari al 10,6%); più distanti ancora gli apparecchi elettrici; a quota 378 milioni, mentre nessun altro comparto supera la soglia dei 200 milioni.
Al pari di quanto avvenuto per l’export, le importazioni delle imprese lodigiane interrompono la lunga crescita che ha interessato tutti i trimestri del 2024. Tra gennaio e settembre 2025, Lodi importa quasi 7,5 miliardi di euro, ovvero il 6% in meno in un anno.
La prima voce dell’import lodigiano, come avviene per l’export, è rappresentata dall’elettronica: in nove mesi si tratta di poco più di 3 miliardi di euro in arrivo dall’estero, equivalenti al 41,2% dei flussi di beni complessivi.
Altri due comparti importanti per valore delle merci scambiate sono l’alimentare e la farmaceutica, entrambi al di sopra del miliardo di euro: rispettivamente 1,2 e 1,1 miliardi di euro (insieme costituiscono il 32% del totale). Più distante la chimica – in quarta posizione – comparto che raggiunge la soglia dei 590 milioni di euro di merci importate in nove mesi.
L’export lodigiano registra – nei primi nove mesi del 2025 – un calo dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024: quasi 100 milioni di euro in meno. L’elettronica, ovvero il comparto più rilevante, è anche il principale responsabile della flessione, con un calo del 7,1% che si traduce in una riduzione di oltre 190 milioni di euro.
Tra gli altri settori dell’export provinciale si osserva una prevalenza di variazioni di segno positivo. In particolare il secondo e il terzo comparto per volumi di esportazioni – chimica e alimentare – crescono rispettivamente del 9,1% e 5,5%. Piuttosto rilevante l’incremento percentuale della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+84,5%), che comporta tuttavia una crescita di soli 10 milioni di euro.
Tra i segmenti in calo, l’unico di una certa rilevanza oltre all’elettronica è rappresentato dai macchinari, con una riduzione dell’1% in un anno.
A confronto con lo stesso periodo del 2024, le importazioni delle imprese lodigiane segnano un importante calo del 6%, imputabile principalmente al comparto dell’elettronica: quasi 800 milioni di euro di merci in meno rispetto ai primi nove mesi del 2024 (-20,6%). Prevalgono invece variazioni di segno positivo per quanto riguarda la maggioranza degli altri settori.
Crescono in modo particolare i flussi di merci in arrivo degli altri comparti che superano il miliardo di euro, ovvero la farmaceutica (+13,7%) e l’alimentare (+2%). In termini percentuali si osservano forti incrementi per vari comparti minori, tra cui si segnalano i macchinari (+28,8%), l’abbigliamento (+86,8%) e i mezzi di trasporto (+21,2%).
In negativo si osservano invece, oltre all’elettronica, alcuni segmenti di minori dimensioni, quali la gomma-plastica (-16,2%) e i prodotti in metallo (-3%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Le esportazioni delle imprese lodigiane nei primi nove mesi del 2025 riguardano in larghissima prevalenza i Paesi europei, verso cui è diretta la quasi totalità dei flussi, oltre il 90%, per un ammontare di 4,5 miliardi.
La destinazione principale sono i Paesi dell’Unione Europea (4,2 miliardi), mentre le merci destinate a Paesi europei non UE valgono 244 milioni, di cui 122 riguardano il mercato principale, ovvero la Svizzera.
Al di fuori dell’Europa, 242 milioni di euro di merci sono destinate al continente asiatico (il 4,9% del totale), di cui circa 89 milioni in Medio Oriente e 125 milioni in Asia Orientale; la sola Cina è meta di 41,7 milioni di euro dell’export provinciale, seguita dall’India con 24 milioni.
Le imprese lodigiane esportano infine circa 87 milioni di euro verso il continente americano (l’1,8% del totale), di cui la metà (43 milioni) interessano gli Stati Uniti.
L’import della provincia si divide quasi a metà tra i flussi provenienti da Europa e Asia. La quota maggiore arriva dall’Europa: tra gennaio e giugno del 2025 copre il 53,5% delle importazioni complessive, per un valore di quasi 4 miliardi di euro di merci. La quasi totalità di questi flussi proviene da Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, tranne i 190 milioni di euro dei mercati europei extra-UE (principalmente Regno Unito e Svizzera).
Provengono invece dall’Asia il 45,1% delle importazioni del lodigiano (in cifre si tratta di 3,4 miliardi di euro), con la Cina come primo Paese di approvvigionamento: 2,5 miliardi di euro di in nove mesi, poco più di un terzo dell’import provinciale complessivo. Piuttosto rilevante anche il valore del mercato indiano, da cui provengono 270 milioni di euro di flussi.
La dinamica annua dell’export lodigiano registra variazioni di segno negativo verso tutti i continenti. Rispetto allo stesso periodo del 2024, le esportazioni in Europa si riducono del 2%, circa 9 milioni di euro in meno.
I flussi relativi ai mercati UE calano solamente dello 0,8%, mentre per i Paesi europei non UE si registra una diminuzione più pesante, pari al 19,5%, dovuta principalmente alla riduzione di circa un terzo dei flussi che interessano la Svizzera.
Anche nei confronti dell’Asia si osserva una flessione rispetto al 2024 (-2,8%), riferibile ala riduzione delle esportazioni in Asia Centrale (-37,3%), mentre risultano in lieve aumento i Paesi dell’estremo oriente (+0,4%). Cina (-26,4%) e India (-7,6%) sono i mercati più importanti tra quelli in calo, crescono invece Giappone (+31,5%) e Corea del Sud (+16%).
Nei confronti delle Americhe si osserva una discreta riduzione annua dei flussi (-6,5%). Crescono le merci dirette verso la parte centro-meridionale del continente (+28,2%), senza però riuscire a compensare la flessione che riguarda il Nord America (-23%).
Parallelamente all’export, anche le importazioni di merci del lodigiano registrano una dinamica annua di segno negativo (-6%). Particolarmente significativa la riduzione dei flussi di merci dall’Asia (-15,5%), mentre riguardo ai Paesi europei si riscontra una dinamica di crescita (+2,1%).
Nei confronti dell’Europa si osserva una crescita delle importazioni sia dai partner UE (+1,4%) sia dagli altri mercati (+17,2%), nonostante il calo rilevante del Regno Unito (-17%).
La riduzione dell’import lodigiano dall’Asia denuncia una significativa flessione dei flussi che riguardano la parte orientale, quasi 390 milioni di euro in meno (-11,4%), sulla quale incide soprattutto la riduzione delle merci in arrivo dalla Cina (-11,8%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 il principale mercato per le esportazioni lodigiane in Unione Europea è – al pari degli ultimi anni – la Spagna, dove si dirigono 2,1 miliardi di euro di merci, ovvero circa la metà dei flussi diretti in UE e il 43,5% dell’export complessivo.
A grande distanza troviamo la Francia, che – pur costituendo il secondo mercato in UE – vale solamente circa un quarto dell’export diretto in Spagna, per un ammontare di 516 milioni di euro di merci in partenza dalla provincia.
Il terzo posto è occupato dalla Grecia, con 337 milioni di euro, segue in quarta posizione la Germania, verso la quale si dirigono quasi 260 milioni in euro. Valgono invece tra i 140 e i 150 milioni di export Portogallo e Paesi Bassi.
Il primo Paese di approvvigionamento per le imprese lodigiane nell’Unione Europea si conferma la Germania: nei primi nove mesi dell’anno provengono 1,1 miliardi di euro di merci dal mercato tedesco, pari al 29,1% dell’import da Paesi UE.
Seguono in graduatoria Francia e Spagna, rispettivamente 686 e 566 milioni di euro in nove mesi, i mercati che – insieme alla Germania – rappresentano il 62,1% dell’import lodigiano dalla UE e poco meno di un terzo dell’import globale.
Al di sotto alla soglia dei 300 milioni di euro si collocano Belgio e Paesi Bassi, seguiti a distanza dalla Polonia attorno ai 200 milioni.
La dinamica dell’export della provincia di Lodi verso l’UE segna un calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Come si osserva dal grafico, tuttavia, un buon numero di mercati registra performance di segno positivo.
Il calo complessivo è imputabile in realtà soprattutto ai Paesi iberici: in primo luogo alla Spagna, che presenta una riduzione importante del 6,1%, ovvero circa 140 milioni di euro; il Portogallo registra a sua volta una flessione del 9,5% (circa 15 milioni in valori assoluti).
Crescono invece le altre destinazioni dell’export lodigiano in UE: Francia (+3,9%), Grecia (+13,3%) e Germania (+14,9%).
L’import del lodigiano dai Paesi UE riporta una crescita moderata: +1,4% su base annua. Si osserva una dinamica estremamente differenziata tra Paesi, con i mercati minori in forte crescita e performance maggiormente differenziate tra i mercati più significativi.
Si osserva in particolare un aumento dei flussi provenienti da Germania (+3,5%) e Spagna (+2,3%). In direzione opposta risultano in diminuzione le importazioni che interessano Francia (-4,9%), Belgio (-2,4%) e Paesi Bassi (-15,2%). Una crescita estremamente robusta riguarda mercati minori quali Slovacchia (+18,6%), Cechia (+36%) e Ungheria (+17%).
 

 

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