La dinamica dell'interscambio brianzolo

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Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Settori

Nei primi nove mesi del 2025 l’export della provincia di Monza e Brianza vale in tutto 11,4 miliardi di euro, registrando una robusta crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
I maggiori comparti dell’export provinciale nel periodo considerato sono rappresentati dalla farmaceutica e dai prodotti in metallo, entrambi al di sopra dei 2 miliardi di euro di merci in uscita. Altri tre comparti superano la quota del miliardo di euro: si tratta della chimica, dei macchinari (1,4 miliardi per ciascuno) e dell’elettronica (1,1 miliardi): questi cinque settori rappresentano il 73,2% dell’export della Brianza.
Al di sotto del miliardo di euro si colloca la voce residuale delle altre attività manifatturiere (853 milioni), che comprende al suo interno la produzione di mobili (737 milioni), quindi la gomma-plastica a quota 631 milioni. Nessun altro comparto supera i 400 milioni di export in nove mesi.
Tra gennaio e settembre 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole ammontano a poco meno di 10,2 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+20,6%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Come per l’export, la farmaceutica risulta il primo comparto per valore: si tratta di 2,9 miliardi di euro, che equivalgono al 28% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a meno della metà (1,3 miliardi), quindi la chimica a quota 1,2 miliardi. Nel complesso, i primi tre settori incidono per poco più della metà dell’import provinciale (53,3%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari (955 milioni) e successivamente l’elettronica (847 milioni). Risultano piuttosto rilevanti anche gli apparecchi elettrici e la gomma-plastica, gli altri due comparti che superano la quota del mezzo miliardo di euro di merci movimentate.
A confronto con lo stesso periodo del 2024, le esportazioni delle imprese brianzole aumentano del 7,2%, che corrisponde a un incremento di poco inferiore ai 770 milioni di euro.
La crescita è dovuta fondamentalmente a un solo comparto – quello della farmaceutica – aumentato del 63,9% su base annua, al netto del quale la dinamica dell’export risulterebbe negativa.
Tra i settori principali cresce anche il comparto dei prodotti in metallo (+11,4%), mentre calano gli altri, soprattutto elettronica (-17,3%) e macchinari (-10%); leggermente meglio la chimica (-3,8%).
Tra i restanti comparti si osserva una crescita robusta di apparecchi elettrici (+11,7%) e mezzi di trasporto (+10,4%), molto più modesto invece quello della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+0,5%).
Le importazioni delle imprese brianzole crescono del 20,6% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno (circa 1,7 miliardi di euro in più): un incremento molto più rilevante di quello dell’export (+7,2%).
Così come per le esportazioni, è sempre la farmaceutica il comparto che incide maggiormente sulla crescita delle importazioni, registrando flussi quasi doppi (+84,7%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Anche gli altri comparti manifatturieri presentano quasi tutti una dinamica positiva; le uniche eccezioni, con variazioni negative di piccola entità, sono gli apparecchi elettrici (-1,1%), l’elettronica (-1,4%) e l’abbigliamento (-0,1%). Una crescita robusta riguarda i prodotti in metallo (+19,1%), mentre la chimica – l’altro comparto rilevante per le imprese brianzole – mostra un incremento limitato allo 0,5%.
 

 

Aree geoeconomiche globali

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’export brianzolo, nei primi nove mesi del 2025 il 67,7% si dirige verso Paesi europei: 7,7 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 5,7 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2 interessano invece Paesi europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,2 miliardi di euro di export dalla Brianza, decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, attorno a 290 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 2,2 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, che equivalgono al 19% dei flussi in uscita dalla provincia. La gran parte dei quali, pari a poco meno di 1,5 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 326 milioni sono diretti in Cina e altri 580 verso le quattro Tigri Asiatiche (con una netta prevalenza di Singapore, che ne assorbe circa la metà).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,3% delle esportazioni provinciali) ammonta a 1,2 miliardi di euro, di cui 826 milioni interessano i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di circa 340 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Tra gennaio e settembre del 2025, il 73,6% dell’import lodigiano proviene da Paesi europei, per un valore di 7,5 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari a circa il 60% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (6,2 miliardi). Dei restanti 1,3 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (di poco inferiore al miliardo).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico: poco meno di 1,9 miliardi di euro in arrivo (il 18,5% del totale); la Cina è il mercato singolo più importante, per un valore di 904 milioni. Dal continente americano arrivano in Brianza 742 milioni di euro di merci (il 7,3% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (quasi 670 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia complessivamente una crescita, seppure dovuta quasi esclusivamente ai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (circa un miliardo di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+15,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+16%); tra questi ultimi, la crescita è imputabile pressoché unicamente alla Svizzera (+24,1%), mentre sono in diminuzione gli altri mercati.
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-10,9%), pari a oltre 260 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un sensibile aumento (+10,7% in un anno), che tuttavia non riesce a compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-6,8%), né tantomeno di quella Orientale (-17,1%). Una flessione minima riguarda il mercato cinese (-0,2%), mentre un calo molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-29,3%), in modo particolare nei confronti di Singapore e Hong Kong; in controtendenza il mercato giapponese, che riporta una crescita importante (+16,4%).
Il continente americano evidenzia una piccola variazione di segno positivo (+1,6%), grazie all’incremento dei flussi che interessano l’America Settentrionale (+4,4%), mentre si riducono le esportazioni verso la parte centro-meridionale del continente (-6,7%).
L’import della Brianza registra una dinamica molto positiva in tutte le principali direttrici geografiche. Si osservano aumenti rilevanti per le merci in arrivo da Europa (+24,2%), America (+26,2%) e Asia (+6,9%). In Europa la dinamica positiva riguarda sia i Paesi dell’Unione Europea (+24,8%) sia i restanti mercati (+21,7%).
L’Asia segna una crescita in tutte le sue macroaree; in termini percentuali l’incremento più importante riguarda il Medio Oriente (+42%), più contenuti i ritmi di crescita dell’Asia Centrale (+9,2%) e di quella Orientale (+6,2%). L’import dalla Cina, il primo partner extraeuropeo della Brianza, cresce dell’8,4%, mentre tra i Paesi in calo si osserva il Giappone (-8,6%).
Per quanto riguarda l’America infine, la crescita annua delle importazioni si deve soprattutto all’aumento dei flussi che coinvolgono gli Stati Uniti (+29,3%), mentre risultano quasi invariati su base annua i flussi relativi alla parte centro-meridionale del continente (-0,1%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 i Paesi Bassi rappresentano la principale destinazione dell’export delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, superando di poco la Germania. In valori assoluti si tratta di circa 1,2 miliardi di euro, contro 1,1 miliardi diretti in Germania; i due mercati insieme intercettano circa il 40% delle esportazioni brianzole in UE e il 20% del totale.
La Francia – che vale 817 milioni di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export, mentre nessun’altra destinazione supera la soglia dei 500 milioni.
A maggiore distanza si collocano Belgio e Spagna, tra i 450 e i 460 milioni di export in nove mesi, seguiti dalla Polonia, poco al di sopra dei 300 milioni.
Anche dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un valore di poco inferiore a 1,5 miliardi di euro di merci in arrivo tra gennaio e settembre del 2025, pari al 24% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.
La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria, vicina a 1,4 miliardi di euro di merci in arrivo nei primi nove mesi del 2025. Poco meno della metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 28,2% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento delle imprese brianzole in UE seguono l’Irlanda, con un ammontare di 733 milioni, la Francia a quota 560 milioni, quindi il Belgio poco al di sotto dei 420 milioni.
L’export brianzolo in UE aumenta del 15,7% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+63,5%), Belgio (+193,1%) e Croazia (+79,3%).
Una crescita decisamente inferiore si osserva nei confronti di Francia (+1,3%), Spagna (+1,8%) e Polonia (+1%), mentre la Germania (-3,3%) è l’unico tra i principali mercati UE a risultare in calo.
L’import dai Paesi membri dell’Unione Europea aumenta in un anno del 24,8%. Come si osserva dal grafico, si tratta di una dinamica di crescita che riguarda la quasi totalità dei Paesi.
Il contributo maggiore arriva da Paesi Bassi (+49,4%) e Irlanda (+108,2%), mentre crescono meno i flussi provenienti dalla Germania (+5,9%).
La Francia risulta l’unico Paese in calo tra i principali mostrati nel grafico (-8,5%).
Crescono invece tutti gli altri mercati di approvvigionamento in UE, quali Belgio (+19,2%) e Spagna (+9,8%).
 

 

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