La dinamica dell'interscambio milanese

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Trimestre
Primo
Anno
2026

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Nel primo trimestre 2026, l’export della città metropolitana di Milano ha registrato un arretramento in valore di lieve entità, pari a 76 milioni di euro rispetto ai primi tre mesi del 2025 (-0,5%).
Sull’avvio negativo dell’export nel 2026 ha inciso principalmente la flessione dell’abbigliamento per oltre 373 milioni rispetto al primo trimestre 2025, in continuità con il trend negativo registrato dal settore nel precedente anno.
Altrettanto impattanti sulla dinamica esportativa milanese si sono rivelati gli arretramenti del comparto chimico (170 milioni di euro) e dei macchinari (138 milioni di euro). Tra i settori in crescita, si registra una significativa affermazione dell’export per elettronica e ottica, in surplus di 446 milioni di euro rispetto allo scorso anno, al quale si è associato il consistente saldo positivo ottenuto dal comparto farmaceutico (406 milioni di euro).
Le dinamiche osservate non hanno modificato la struttura settoriale delle esportazioni: tessile, abbigliamento, pelli e accessori – con oltre 2,2 miliardi di euro – rappresenta ancora il settore principale, seguito per rilevanza dai macchinari (1,9 miliardi di euro), dai comparti della farmaceutica (1,8 miliardi) e della chimica (1,6 miliardi) e, a lunga distanza, dai settori degli apparecchi elettrici (1,2 miliardi di euro circa) e dell’elettronica e ottica, con oltre un miliardo di euro. Al di sotto del miliardo di euro di export si collocano invece i prodotti in metallo, mentre oltre il mezzo miliardo di euro si posizionano l’alimentare e la gomma-plastica.
Nel primo trimestre 2026, l’import della città metropolitana di Milano ha registrato un incremento dei flussi commerciali in entrata nel territorio di oltre 388 milioni di euro rispetto al 2025, collocando il totale a circa 13,9 miliardi di euro (+1,8%).
La dinamica è stata sostenuta dai significativi incrementi in valore registrati dai comparti dell’elettronica e ottica (970 milioni di euro), dei mezzi di trasporto (600,9 milioni di euro) e del tessile-abbigliamento (111  milioni di euro).
Relativamente alla struttura dell’import della città metropolitana di Milano, il settore dell’elettronica e ottica, con circa 4,1 miliardi di euro, costituisce il primo ramo di attività dei flussi commerciali in entrata nell’hub milanese. 
Seguono per rilevanza i comparti dei mezzi di trasporto (2,6 miliardi di euro), della chimica e della farmaceutica – entrambi con 2,4 miliardi di euro – mentre gli altri settori si collocano al di sotto della soglia dei 2 miliardi di euro. In particolare, le importazioni di macchinari sono pari a 1,8 miliardi di euro seguiti in valore, con circa 1,7 miliardi, dal tessile-abbigliamento e dai prodotti elettrici e con circa 1,6 miliardi dai prodotti in metallo.
Per i primi tre mesi dell’anno, la dinamica dell’export della città metropolitana di Milano si è chiusa con un lieve arretramento rispetto allo stesso trimestre del 2025 (-0,5%).
Il trend negativo è stato condizionato dalla significativa flessione della filiera del tessile e abbigliamento (-14%), primo settore in valore dell’export.
Tra i comparti principali si sono riscontrati inoltre consistenti arretramenti per i macchinari (-6,5%) e la chimica (-9,4%), secondo e quarto settore, ai quali si sono associate le variazioni negative per l’alimentare (-9,5%), gli apparecchi elettrici (-6,5%), i prodotti in metallo (-5,4%) e la gomma-plastica (-4%).
Non sono tuttavia mancati anche apporti positivi alla dinamica delle esportazioni, attribuibili principalmente alla continuazione del percorso di crescita dei mezzi di trasporto (+5,3%) e agli aumenti a doppia cifra registrati dall’elettronica e ottica (+77,1%) e dal settore farmaceutico (+29,1%), terzo comparto per rilevanza per le esportazioni milanesi.
Nel primo trimestre dell’anno, le importazioni della città metropolitana milanese hanno evidenziato una crescita pari all’1,8% rispetto ai primi tre mesi del 2025.
La tenuta complessiva dell’import è, tuttavia, da ascrivere a un perimetro di crescita limitato ad alcuni settori.
Sulla dinamica generale hanno, infatti, insistito gli incrementi a doppia cifra registrati dall’elettronica (+31%) e dai mezzi di trasporto (+29,9%), primo e secondo settore per rilevanza sulla struttura dell’import milanese.
Altrettanto rilevanti per la struttura importativa sono gli aumenti del tessile-abbigliamento (+7%) e dalla farmaceutica (+1,9%), mentre si è rivelato molto limitato l’apporto dell’alimentare (+0,7%). In relazione agli altri comparti, la dinamica del primo trimestre 2026 ha evidenziato un trend di netta flessione per i prodotti in metallo (-19,2%), la gomma-plastica (-16,8%), la chimica (-11,5%) e i macchinari (-7,2%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nel primo trimestre 2026, le esportazioni della città metropolitana di Milano (circa 14 miliardi di euro) hanno registrato un arretramento complessivo di 388,6 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025 (-0,5%).
Sulla dinamica ha inciso il blocco dei traffici marittimi attraverso lo stretto di Hormuz conseguente al conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La necessità di deviare le rotte marittime, che collegano il Mediterraneo ai mercati asiatici, si è riflessa sull’aumento dei noli marittimi e la dilatazione dei tempi di consegna, rendendo quindi difficile il mantenimento della crescita dell’export verso i mercati dell’Asia, in particolare dell’Asia Orientale, sui quali si è altresì riverberato il perdurante clima di incertezza per il conflitto in Medio Oriente e la conseguente diminuzione della domanda di prodotti manifatturieri.
Il quadro di dettaglio evidenzia quindi una flessione delle esportazioni verso l’Asia di oltre 413 milioni di euro, di cui oltre 245 ascrivibili all’Asia Orientale e 133 ai mercati del Medio Oriente. 
In particolare, la dinamica mostra significative flessioni verso i mercati di destino asiatici principali: Cina (oltre 131 milioni di euro), Giappone (oltre 67 milioni) e Corea del sud (43 milioni).
Sempre in ambito extra-europeo, il primo trimestre 2026 ha, inoltre, registrato una progressione delle esportazioni verso il continente americano superiore ai 36,5 milioni di euro.
La dinamica di crescita della direttrice americana è frutto dell’andamento positivo l’America Settentrionale (98,7 milioni di euro) e, più in particolare, degli Stati Uniti  (73,9 milioni di surplus)  a cui è contrapposta, invece, una consistente flessione dei flussi esportativi verso il Centro-Sud America (circa 62 milioni di euro).
Con riferimento all’Europa, la dinamica ha registrato un saldo positivo complessivo di 341,6 milioni di euro, con andamenti divergenti tra i mercati UE – in aumento per 366 milioni di euro – e non UE, in arretramento (24 milioni di euro). In particolare si segnalano le flessioni dell’export verso il Regno Unito (circa 105 milioni di euro) e la Turchia (53,3 milioni di euro), non sufficientemente compensate dalla crescita dell’hub svizzero (oltre 61 milioni di euro) e dalla ripresa verso la Federazione Russa (102,2 milioni di euro).
Come già anticipato, il blocco dei traffici commerciali via mare attraverso il Golfo Persico ha determinato un consistente ridimensionamento dei flussi esportativi diretti in Asia, in particolare verso il Medio Oriente e l’Asia Orientale, riflettendosi quindi sulla dinamica dell’export dell’area milanese, che nel primo trimestre 2026 arretra dello 0,5% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno.
Il quadro di dettaglio per area geoeconomica evidenzia quindi una significativa flessione verso i mercati dell’Asia in generale (-13,2%) e in particolare verso le destinazioni del Medio Oriente (-15,1%). L’arretramento dei flussi esportativi è, inoltre, evidente sia nei confronti dell’Asia Centrale (-12,3%), sia rispetto alle piazze di destino dell’Asia Orientale (-12,3%) dove la flessione si è manifestata in misura più intensa nei confronti del Giappone (-17,7%), della Cina (-17,2%) e della Corea del Sud (-14,8%). In ambito extra-europeo, la dinamica ha evidenziato una ripresa delle esportazioni verso le Americhe (+1,6%), soprattutto verso il Nord America (+5,7%) e gli Stati Uniti (+4,7%), nonostante le politiche dei dazi all’import, le cui aliquote effettive si sono dimostrate inferiori rispetto a quelle legalmente previste (come evidenziato da un recente studio del National Bureau of Economic Research). Infine, in ambito europeo la ripresa complessiva dell’export (+4,4%) è stata trainata in misura determinante dai mercati UE (+7,1%), a compensazione dell’arretramento dei mercati non UE (-1%), gravati in particolare dalle dinamiche negative di Regno Unito (-15,7%) e Turchia (-16,4%).
La crescita dell’import registrata dall’area milanese nel primo trimestre 2026 (+1,8%) è ascrivibile in particolare alla dinamica dei flussi commerciali provenienti dai partner dell’Asia (+19,6%), trainati dagli acquisti di elettronica, mezzi di trasporto, tessile, abbigliamento, prodotti elettrici e farmaceutica.
La crescita delle importazioni si è quindi concentrata verso i fornitori dell’Asia Orientale (+22,8%), in particolare i flussi commerciali in entrata hanno registrato un incremento a doppia cifra dalla Cina (+29,7%).
Alla crescita dell’import di matrice cinese, si è associato l’aumento di quello proveniente dalla Corea del Sud (+7,2%) e dalla zona speciale di Hong Kong (+86,5%).
Nei confronti dell’Europa (-2,1%), la flessione è legata sia alle forniture in arrivo dall’Unione Europea (-1,7%) sia dai Paesi europei non UE (-4,9%), in un cotesto di rallentamento di alcune filiere industriali europee.
Riguardo gli Stati Uniti, il flusso importativo si è, invece, mantenuto stabile (+0,3%).
 

 

Dettaglio europeo

Nel primo trimestre 2026 l’export della città metropolitana di Milano verso i mercati dell’Unione Europea ha registrato una crescita di 366 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2025, fissando a 5,6 miliardi di euro il totale export verso la UE.
Tra i principali cinque mercati di destinazione, che corrispondono a oltre 3,8 miliardi di euro dell’export totale verso l’Unione Europea, la dinamica delle esportazioni registra, rispetto al primo trimestre 2025, una crescita consistente verso Spagna (160 milioni di euro) e Francia (118 milioni di euro), mentre il saldo positivo è più contenuto nei confronti di Germania (44 milioni), Polonia (31 milioni) e Paesi Bassi (16 milioni di surplus).
Tra i mercati principali di destinazione, la Francia con circa 1,2 miliardi di euro (21,3% del totale export verso la UE) si conferma il mercato di sbocco principale precedendo la Germania, che con 1,1 miliardi si colloca al secondo posto (20,6%), seguono la Spagna con 704 milioni circa (127%), i Paesi Bassi con 440 milioni (7,9%) e la Polonia con 383 milioni di euro (6,9%).
L’andamento delle importazioni nel primo trimestre 2026 dall’Unione europea verso la città metropolitana di Milano ha registra un arretramento dell’1,7% rispetto allo scorso anno pari a circa 350 milioni di euro, fissando  il valore dell’import dalla UE a 13,8 miliardi di euro.
I flussi commerciali in entrata nel territorio metropolitano evidenziano una rilevante concentrazione geografica: i primi cinque partner commerciali rappresentano oltre il 76% dell’import totale, per un valore complessivo di circa 10,5 miliardi di euro.
Il quadro geografico di dettaglio evidenzia pertanto la Germania quale primo partner commerciale del territorio, da cui provengono 4,3 miliardi di euro dei flussi importativi diretti verso l’area milanese (31,6%), con un aumento tuttavia modesto rispetto al 2025 (14,7 milioni di euro).
Seguono, in ordine di grandezza, i Paesi Bassi con 2,8 miliardi di euro – in crescita anno su anno di 62,1 milioni di euro – e la Francia con circa 1,5 miliardi, in flessione di 178 milioni di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno.
Altrettanto rilevanti per l’area milanese sono i flussi importativi dalla Spagna (918,8 milioni di euro, in calo di 121,7 milioni di euro rispetto al 2025), e dal Belgio che superano in valore gli 850 milioni di euro, in arretramento di 46,4 milioni rispetto al primo trimestre 2025.
Come già anticipato, l’andamento dell’export dell’area milanese nel primo trimestre 2026 verso l’Unione Europea registra un significativo aumento rispetto allo scorso anno (+7,1%), con una crescita in valore pari a 366 milioni di euro circa.
L’affermazione delle esportazioni milanesi nello spazio economico comunitario europeo è ben rappresentata dal trend registrato verso i mercati di riferimento dell’area metropolitana.
In particolare, tra le destinazioni dell’export che superano in valore il miliardo di euro, si osserva l’incremento a doppia cifra verso la Francia (+11,2%) seguita a distanza dal mercato tedesco (+4%).
Proseguendo nell’analisi per ordine di rilevanza nei confronti dei flussi esportativi, il primo trimestre registra un’espansione verso la Spagna (+29,6%), collocando il valore dell’export a oltre 700 milioni di euro, seguono gli incrementi rilevati verso i Paesi Bassi (+3,8%) e la Polonia (+9%).
Nei confronti dei mercati minori per l’export della città metropolitana di Milano, con valori compresi tra i 100 e i 200 milioni di euro, si registra una consistente flessione verso il Belgio (-5,8%) e un lieve arretramento nei confronti della Romania (-0,3%), mentre si osserva una dinamica di crescita verso Cechia (+10,2%), Portogallo (+9%), Austria (+7%), Grecia (+3,1%) e Ungheria (+7,1%).
Le importazioni dall’Unione Europea della città metropolitana di Milano hanno registrato un trend di arretramento nel primo trimestre 2026 che, come già anticipato, ha coinvolto alcuni tra i partner di riferimento e tra quelli minori per l’area milanese, complessivamente i flussi commerciali in entrata sono diminuiti dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
L’analisi puntuale evidenzia pertanto una rilevante flessione delle importazioni provenienti da Francia (-10,7%), Spagna (-11,7%) e Belgio (-5,2%) e un debole aumento per l’import proveniente dalla Germania (+0,3%).
Tra i partner minori si segnalano, inoltre, gli aumenti delle importazioni provenienti da Cechia (+11,9%), Ungheria (+36,1%), Irlanda (+15,5%), Polonia (+4%) e Danimarca (+18,3%), mentre si sono registrate significative flessioni dell’import da Svezia (-29,2%) e Austria (-7,3%).
 

 

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