La dinamica dell'interscambio brianzolo
Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni della provincia di Monza Brianza ammontano a oltre 3,9 miliardi di euro, evidenziando un’importante crescita del 5,7% a confronto con lo stesso periodo del 2025.
I maggiori comparti dell’export provinciale sono rappresentati dai prodotti in metallo e dalla farmaceutica, per un valore rispettivamente di 956 e 683 milioni di euro di merci in uscita dalla provincia. La chimica si ferma poco al di sotto della soglia dei 500 milioni, seguita da macchinari (439 milioni) ed elettronica (388 milioni): cinque settori che rappresentano il 74,6% dell’export brianzolo.
Vale invece poco più di 270 milioni di euro la voce residuale delle altre attività manifatturiere, che comprende al suo interno la produzione di mobili (circa 230 milioni), quindi la gomma-plastica poco sopra i 200 milioni.
Tra gennaio e marzo 2026 l’import di merci delle imprese brianzole vale complessivamente 3 miliardi di euro, in netta flessione (-15,5%) a confronto con lo stesso periodo del 2025.
La farmaceutica risulta il primo comparto per valore, un ammontare di quasi 730 milioni di euro, pari al 23,8% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a 564 milioni, quindi a distanza la chimica e i macchinari, entrambi poco sopra i 350 milioni. Nel complesso, si tratta di quattro settori che arrivano a incidere per poco meno dei due terzi dell’import provinciale (65,3%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo il comparto dell’elettronica (272 milioni) seguito da altri quattro settori che superano i 100 milioni di import in tre mesi, ovvero apparecchi elettrici (161 milioni), gomma-plastica (150 milioni), abbigliamento (107 milioni) e la voce residuale delle altre attività manifatturiere (111 milioni).
A confronto con il primo trimestre del 2025, le esportazioni delle imprese brianzole registrano un incremento complessivo del 5,7%, che in valori assoluti significa 214 milioni di merci in più.
La crescita beneficia principalmente dell’apporto dei prodotti in metallo, che segnano una progressione annua del 36,9%, pari a 257 milioni di euro in più.
Tra i settori che movimentano più di 100 milioni di euro di merci in tre mesi crescono solamente chimica (+6,9%) ed elettronica (+5,2%), mentre gli altri comparti risultano tutti in terreno negativo.
Si osserva in primo luogo un calo che riguarda la farmaceutica (-3,3%), cresciuta fortemente lo scorso anno. Piuttosto sensibile la flessione che riguarda i macchinari (-6,6%) e gli apparecchi elettrici (-13,3%), più contenuto il calo della gomma-plastica (-0,7%).
Le importazioni delle imprese brianzole registrano – come accennato – un pesante calo annuo del 15,5% (in valori assoluti oltre 560 milioni di euro in meno), interrompendo una fase di crescita continua dell’import dell’ultimo biennio.
In termini settoriali, il trend negativo del trimestre riguarda la quasi totalità dei settori, con le sole eccezioni costituite dalla meccanica (macchinari +9,8% e prodotti in metallo +14,6%) ed elettronica (+2,2%).
Gli altri comparti manifatturieri registrano variazioni negative piuttosto consistenti, tutte superiori al 10%, tranne per i mezzi di trasporto (-7,3%). Calano in modo particolare l’import della farmaceutica (-25,4%) e della chimica (-24,7%) e, in termini percentuali, la performance peggiore riguarda l’abbigliamento (-56,5%).
Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni delle imprese brianzole si dirigono in Europa per il 72% del valore complessivo, con 2,8 miliardi di euro in valori assoluti, di cui poco più di 2 miliardi riguardano Paesi dell’Unione Europea. Tra i mercati europei extra-UE, il principale è costituito dalla Svizzera, verso cui si dirigono 538 milioni di euro di export: decisamente meno rilevanti gli altri Paesi; il Regno Unito per esempio si colloca al di sotto dei 100 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece circa 645 milioni di euro di esportazioni dalla Brianza, pari al 16,3% dei flussi provinciali complessivi. La gran parte di questi flussi, per un valore di 457 milioni, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, circa 98 milioni sono diretti in Cina e più di 200 verso le quattro Tigri Asiatiche (la metà dei quali interessa Singapore).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 9% delle esportazioni provinciali) risulta di 357 milioni di euro, di cui 242 riguardano i soli Stati Uniti.
Africa e Oceania sono infine la destinazione di 106 milioni di euro di esportazioni, pari al 2,7% del totale provinciale.
Tra gennaio e marzo del 2026, il 75,9% dell’import monzese proviene da Paesi europei, per un valore di 2,3 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari al 56% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (1,7 miliardi). Dei restanti 610 milioni circa che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (pari a 493 milioni).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico. Si tratta di poco meno di 520 milioni di euro di merci in arrivo (il 17% del totale), in prevalenza dall’Asia Orientale (467 milioni), di cui circa la metà dalla sola Cina.
Dal continente americano infine arrivano in Brianza quasi 200 milioni di euro di merci (il 6,5% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (174 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia una crescita trainata in particolare dai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 12,3% su base annua (oltre 310 milioni di euro in più), con una crescita dei flussi che interessano i mercati UE (+7,8%) e – in misura ancora maggiore – i Paesi europei extra-UE (+26,6%); tra questi ultimi, la crescita si deve soprattutto alla forte espansione che interessa il mercato della Svizzera (+52,9%).
Risultano invece in netto calo le esportazioni brianzole verso l’Asia (-12,4%), oltre 90 milioni di euro in meno rispetto ai primi tre mesi del 2025. Registrano un dato negativo tutte e tre le macro-aree del continente, dal Medio Oriente (-28,6%) all’Asia Centrale (-5%) fino all’Asia Orientale (-7%). Una flessione relativamente contenuta riguarda la Cina (-2,6%), mentre alcuni mercati registrano comunque una crescita, quali Corea del Sud (+30,5%), Singapore (+20,1%) e India (+11,3%).
Anche il continente americano evidenzia una variazione di segno negativo (-2,1%), per effetto di una riduzione dei flussi che interessano l’America Settentrionale (-5,6%), mentre crescono quelli che riguardano la parte Centro-Meridionale (+10,2%).
L’import della Brianza evidenzia una dinamica estremamente negativa, registrando flessioni nei confronti di tutte le principali direttrici. Le merci in arrivo dall’Europa segnano una riduzione del 12,2%, si tratta di circa 320 milioni di euro in meno, ancora peggiori in termini percentuali i dati relativi ad America (-19,9%) e Asia (-26,7%). In Europa si registra un forte calo dell’import dai Paesi dell’Unione Europea (-21,4%), compensato solo parzialmente dalla crescita di altri mercati del continente (+31,3%).
Per quanto riguarda i mercati asiatici, il calo risente della dinamica negativa dell’Asia Orientale (-26,1%) e in particolare della Cina (-17,8%). Risultano in crescita le importazioni da altri mercati meno rilevanti per volumi, quali per esempio Giappone (+23,8%), Singapore (+4,9%) e Taiwan (+6,6%).
Per quanto riguarda l’America, infine, si osserva una decisa riduzione delle importazioni brianzole dagli Stati Uniti (-21,2%), mentre crescono sensibilmente i mercati dell’America Centro-Meridionale (+12,6%), poco rilevanti però in termini di volumi.
Tra i partner delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, nei tre mesi iniziali del 2026 il primo mercato di sbocco è rappresentato dai Paesi Bassi, 507 milioni di euro di export, contro poco meno di 380 milioni diretti in Germania. Complessivamente, i due mercati insieme intercettano il 42,6% delle esportazioni brianzole in UE e il 22,4% del totale.
La Francia – che vale 286 milioni di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export all’interno della UE, il 7,2% del totale provinciale nell’anno.
A maggiore distanza si colloca la Spagna, che vale più della metà del mercato francese (152 milioni), seguita da altri due Paesi sopra la soglia dei 100 milioni, ovvero Croazia (123 milioni) e Polonia (115 milioni).
Dal lato dell’import, è la Germania il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, con 436 milioni di euro di merci importate nel primo trimestre del 2026, pari al 25,5% dei flussi complessivi provenienti all’Unione Europea.
I Paesi Bassi occupano la seconda posizione della graduatoria, con quasi 310 milioni di euro di merci importate dalla Brianza tra gennaio e marzo del 2026. Oltre il 40% dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 24,4% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento in UE troviamo quindi la Francia (poco al di sotto dei 170 milioni), seguita da Irlanda e Belgio (attorno a 143 milioni), gli unici altri due mercati sopra la soglia dei 100 milioni.
L’export brianzolo in UE cresce del 7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Come si osserva dal grafico, la crescita riguarda la gran parte dei mercati più importanti, anche se con intensità diverse.
I Paesi Bassi registrano un incremento rilevante del 28%, la Polonia cresce del 20,3% mentre è all’incirca raddoppiato l’export diretto in Croazia. Più contenuta la crescita su base annua dei flussi che interessano Francia e Spagna (+3% per entrambe).
Tra i pochi Paesi per i quali le esportazioni delle imprese brianzole registrano una dinamica negativa, il principale è la Germania, in calo del 2,4%, a cui si aggiunge una riduzione molto più rilevante per il Belgio (-50,8%) e alcuni mercati molto meno rilevanti per volumi di merci scambiate (Finlandia, Malta, Danimarca).
L’import brianzolo dai Paesi membri dell’Unione Europea è in calo del 21,4% rispetto al primo trimestre 2025. Come si osserva nel grafico, la dinamica negativa coinvolge tutti i maggiori mercati di approvvigionamento in UE.
In termini percentuali, la riduzione più significativa dell’import interessa Paesi Bassi (-44,7%) e Irlanda (-41,6%). Più contenute – ma ugualmente rilevanti – le variazioni negative che riguardano Germania (-10%) e Francia (-14,3%).
Tra i mercati UE, nei confronti dei quali l’import brianzolo cresce su base annua, i principali sono rappresentati da Svezia (15,5%) e Austria (+12,3%); in termini percentuali si segnala il forte incremento dell’import dall’Ungheria (+119,9%).