La dinamica dell'industria lodigiana
Nel secondo trimestre del 2026 si registrano dati complessivamente positivi per l’industria manifatturiera del Lodigiano, superando quindi la fase negativa del primo trimestre dell’anno. Per tutti e tre gli indicatori rilevati – produzione, fatturato e ordini – si osserva una crescita sia su base congiunturale che tendenziale. Nonostante il recupero del trimestre, permangono in terreno negativo le aspettative su produzione e domanda interna.
Rispetto al secondo trimestre del 2025, la produzione industriale del lodigiano registra un incremento del 3,5%, riprendendo il sentiero di crescita interrotto nel primo trimestre 2026. Il numero indice (calcolato ponendo pari a 100 l’anno 2015) risale a quota 142,1 nel periodo in esame.
Osservando l’andamento della curva del numero indice della produzione manifatturiera, emergono chiaramente la forte flessione della prima metà del 2020 e la successiva ripresa, con una crescita in rallentamento tra 2022 e 2023 e una nuova fase di recupero a partire dalla prima metà del 2024.
Gli indicatori congiunturali dell’industria manifatturiera lodigiana evidenziano, come accennato, tutte variazioni di segno positivo, registrando una performance migliore rispetto all’industria lombarda.
A confronto con lo scorso trimestre, la produzione industriale evidenzia una crescita dell’1,4% in provincia (dato destagionalizzato), mentre a livello lombardo si osserva una variazione quasi nulla (+0,1%).
La dinamica del fatturato segna a Lodi un incremento ancora più importante di quello della produzione (+2,8%), superando nettamente anche in questo caso la performance regionale (+1,4%). La quota realizzata all’estero nel trimestre risale al 36,5%, restando in ogni caso al di sotto del dato regionale, che risulta del 39,3%.
Anche per gli ordini del manifatturiero si osserva una robusta crescita congiunturale, piuttosto bilanciata tra la componente estera (+1,9%) e quella interna (+2,3%). A livello lombardo si registra ugualmente una buona crescita, più dipendente però dall’incremento delle commesse dall’estero (+2,5%), mentre risulta più contenuta la dinamica degli ordini interni (+0,5%).
Considerando la dinamica tendenziale, ovvero il confronto con il secondo trimestre 2025, tutti gli indicatori del manifatturiero lodigiano evidenziano valori positivi. Si tratta tuttavia di performance inferiori alla media regionale, salvo per la produzione, che a Lodi cresce infatti del 3,5% in un anno, rispetto a un +2,1% dell’industria lombarda.
Per il fatturato si registra una crescita inferiore in provincia, pari all’1,5%, mentre cresce del 4,4% in regione. Nel Lodigiano il contributo più importante proviene dalle vendite all’estero (+3%), contro una limitata progressione del fatturato interno (+0,6%). Nell’insieme della Lombardia, la robusta crescita annua del fatturato riguarda sia le vendite realizzate all’estero (+4,9%) sia quelle in Italia (+4,1%).
Gli ordini acquisiti dall’industria lodigiana presentano una performance in linea con quella del fatturato: la crescita complessiva è dell’1,5%, beneficiando soprattutto della dinamica degli ordini esteri (+4%), contro una variazione quasi nulla degli ordini interni (+0,1%). Anche a livello regionale si mantiene lo stesso gap tra l’incremento degli ordini esteri (+6,7%) e di quelli interni (+2,8%).
L’osservazione degli indicatori del mercato del lavoro dell’industria manifatturiera lodigiana per il secondo trimestre 2026 evidenzia una quota nulla di imprese che dichiara di aver fatto ricorso alla CIG (era solamente il 3,3% nel periodo precedente), come avvenuto l’ultima volta nel secondo trimestre del 2022; un dato che risente della piccola dimensione del campione, ma riflette in ogni caso il buono stato di salute della manifattura locale.
Nel grafico si osserva come il picco di massimo della prima metà del 2020 (quando le imprese che hanno utilizzato la CIG erano intorno al 60%) si sia gradualmente riassorbito nei trimestri successivi, in particolare nella seconda metà del 2021; una limitata fase di incremento si è poi registrata tra fine 2023 e metà 2024.
Risulta invece negativo il saldo tra entrate e uscite di lavoratori pari a -0,2%, a causa del tasso di entrata pari all’1,6%, ovvero relativamente basso rispetto alla media del secondo trimestre registrata negli anni recenti.
Il clima di fiducia del manifatturiero lodigiano evidenzia segnali contrastanti. Si osserva infatti una prevalenza di giudizi negativi per quanto riguarda la produzione e la domanda interna, mentre prevalgono le previsioni ottimiste riguardo a occupazione e domanda estera.
Solamente l’8,8% degli intervistati prevede una crescita della produzione, una quota quasi dimezzata rispetto allo scorso trimestre, mentre il doppio (17,6%) ritiene più probabile un calo. Al contrario, le aspettative sull’occupazione registrano nel trimestre una totale assenza di giudizi pessimisti, contro un 11,8% di giudizi di crescita.
Le aspettative sulla domanda indicano un’esplicita predilezione per i mercati esteri, per i quali si osserva un saldo positivo tra i giudizi di aumento e di riduzione di 6,5 punti, in leggero miglioramento dal trimestre precedente. Sono ancora in prevalenza negative invece, per il quarto trimestre consecutivo, le aspettative sulla domanda interna: 15,6% i giudizi di calo e 9,4% quelli di crescita.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.