La dinamica dell'industria milanese

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LO
Trimestre
Secondo
Anno
2026

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Indice della produzione industriale

L’attività industriale della città metropolitana di Milano ha registrato un consolidamento del percorso di crescita nel secondo trimestre 2026.
Il quadro di dettaglio degli indicatori congiunturali evidenzia una lieve progressione della dinamica produttiva e degli ordini interni rispetto al trimestre precedente, in linea con l’andamento regionale. Per il fatturato e il portafoglio degli ordini esteri si registra inoltre una crescita più pronunciata.
L’analisi di dettaglio dell’andamento produttivo evidenzia, pertanto, per la città metropolitana milanese, un incremento dell’indice della produzione industriale (base 2015=100). Rispetto al trimestre precedente, si rileva un posizionamento dei volumi prodotti a 128,3, corrispondente a una crescita pari allo 0,1% al netto della stagionalità, identica alla dinamica registrata dalla manifattura lombarda.
La crescita trimestrale della produzione industriale si è riflessa sulla dinamica tendenziale, con un incremento del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2025.
Il confronto con l’industria lombarda evidenzia, inoltre, una crescita della produzione a livello locale più sostenuta rispetto a quella rilevata nel contesto manifatturiero regionale (+2,1%).
 

Analisi congiunturale

Nel secondo trimestre 2026, la manifattura della città metropolitana di Milano ha registrato un consolidamento della dinamica produttiva rispetto ai tre mesi precedenti, che si è correlata a un quadro favorevole sia del fatturato sia degli ordini, in particolare quelli esteri. 
L’analisi di dettaglio degli indicatori segnala, al netto della componente stagionale, un aumento contenuto della produzione industriale rispetto al trimestre precedente (+0,1%), in linea con il dato lombardo.
I segnali favorevoli per l’industria milanese trovano ulteriore conferma nell’andamento del fatturato: l’incremento registrato nel territorio milanese (+1,1%) evidenzia una dinamica allineata all’andamento osservato per l’industria della Lombardia, dove la crescita è pari a +1,4%.
Sul versante degli ordini si nota una significativa divaricazione degli andamenti tra componente domestica ed estera. 
In particolare, emerge un aumento limitato a +0,5% per gli ordini interni, analogo a quanto registrato in Lombardia, a fronte del quale si osserva, invece, una dinamica trimestrale espansiva degli ordini acquisiti nei mercati esteri (+4%), superiore anche al trend evidenziato dall’industria lombarda (+2,5%).
 

Analisi tendenziale

Il quadro generale degli indicatori riferiti all’attività industriale milanese registra un andamento di crescita diffusa riferibile sia alla dimensione produttiva sia al fatturato che agli ordini.
Nonostante un aumento contenuto della dinamica produttiva trimestrale, l’andamento su base annua registra ancora una crescita sostenuta dei volumi prodotti (+2,3%), che risultano quindi superiori per intensità a quelli ottenuti dalla manifattura in Lombardia (+2,1%).
Nei confronti del fatturato, l’industria milanese ha mantenuto un ritmo espansivo (+5,4%), sostenuto in particolare dalla dinamica ampiamente positiva della componente estera (+9,6%), oltre che dall’incremento del fatturato interno (+3,2%). 
L’andamento milanese si differenzia dalla dinamica osservata in Lombardia, dove l’aumento complessivo (+4,4%) beneficia di un rapporto più equilibrato tra il mercato estero (+4,9%) e quello interno (+4,1%).
Nei confronti del portafoglio ordini, l’industria milanese evidenzia un ritmo di crescita maggiormente espansivo (+5,1%) rispetto alla Lombardia (+4,4%). 
Per entrambe le manifatture, la dinamica è trainata dalla componente estera (+7,9% per Milano e +6,7% per la Lombardia, mentre risulta più contenuto l’apporto degli ordini acquisiti nel mercato interno, con un differenziale che avvantaggia Milano (+3,6%) rispetto alla Lombardia (+2,8%).
 

Dinamiche a confronto

Nel secondo trimestre 2026 le manifatture della città metropolitana di Milano e della Lombardia hanno continuato a evidenziare un percorso resiliente della produzione industriale, nonostante il fatto che – per entrambe le industrie – la dinamica appaia più contenuta rispetto all’Italia e all’Eurozona.
A livello locale, sia l’industria milanese sia la manifattura lombarda hanno registrato (al netto della stagionalità) un aumento molto contenuto della produzione industriale rispetto ai tre mesi precedenti (+0,1%).
Segnali di miglioramento emergono invece per l’industria dell’Eurozona, dove la produzione industriale ha evidenziato un aumento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (al netto della stagionalità). 
Il dettaglio relativo all’Eurozona evidenzia che nel secondo trimestre 2026 si è registrata un’inversione di tendenza, che ha interessato in sia l’industria tedesca (+0,4%) sia le manifatture di Spagna (+1,7%), Francia (+0,3%) e Italia (+0,3%).
 

Mercato del lavoro

La rilevazione del secondo trimestre 2026 registra ancora un quadro complessivamente positivo. 
Nonostante un moderato aumento della platea delle imprese utilizzatrici della cassa integrazione (CIG), si registra una diminuzione delle ore complessivamente utilizzate rispetto al monte ore di lavoro totale del trimestre, oltre al mantenimento di un saldo trimestrale positivo tra assunzioni e cessazioni di personale.
Relativamente all’utilizzo della CIG nel secondo trimestre 2026, si registra una ripresa dell’incidenza delle imprese utilizzatrici rispetto al totale delle industrie manifatturiere: la quota è quindi aumentata al 9,6% (8,7% nel primo trimestre). 
A fronte dell’aumento della platea di imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione, si registra  un’ulteriore riduzione del rapporto tra ore utilizzate e monte ore di lavoro trimestrale. L’incidenza della CIG è quindi passata dallo 0,9% del precedente trimestre, allo 0,7% del secondo trimestre 2026.
L’analisi di dettaglio mostra inoltre che, l’occupazione – misurata dal saldo trimestrale tra nuove assunzioni e cessazioni di personale – registra un saldo positivo, attestandosi a +0,4% ascrivibile al mantenimento del differenziale positivo, tra entrate e uscite dal mercato del lavoro, il dettaglio degli indicatori evidenzia quindi un tasso di ingresso pari al 2% a fronte di un tasso di uscita dell’1,6%.
 

Previsioni per il terzo trimestre 2026

Le previsioni delle imprese per il terzo trimestre 2026 delineano un quadro complessivo di potenziale indebolimento della dinamica congiunturale sia sul piano della produzione sia della domanda interna. 
Il saldo relativo alla produzione industriale, calcolato come differenza tra ipotesi di aumento e diminuzione, ritorna in area negativa, passando da +8,2% a -3,4%.
La componente più debole resta, tuttavia, la domanda interna che accentua ulteriormente il saldo negativo rispetto alla precedente rilevazione (da -1,6% a -4,1%), confermando quindi la prevalenza delle stime orientate alla riduzione degli ordini sul mercato domestico.
La domanda estera mostra invece una sostanziale stabilità su livelli positivi: il saldo si attesta a +0,7%, invariato rispetto alla rilevazione precedente. 
Le aspettative relative all’occupazione si mantengono in un intorno positivo, pur evidenziando una decelerazione del saldo, passato da +10,7% a +8,7%.
 

 

II confronto tra il ciclo della produzione industriale e l’indicatore sintetico delle aspettative, mostra una lenta convergenza degli andamenti tra il quadro congiunturale osservato e le stime delle imprese per il terzo trimestre 2026.
L’indicatore sintetico delle aspettative evidenzia un consistente ridimensionamento rispetto ai trimestri più recenti, la dinamica complessiva si è pertanto mossa in un quadrante negativo, essendo gravata da saldi negativi relativi a produzione e domanda interna. 
La dinamica riflette quindi un orientamento molto prudenziale e meno favorevole in relazione agli sviluppi dell’attività industriale nei prossimi tre mesi.
Sul piano quantitativo, il ciclo della produzione evidenzia una perdita di slancio rispetto ai trimestri precedenti: pur permanendo in un quadrante positivo, la divergenza tra le due curve suggerisce che il sistema manifatturiero esprima segnali di sfiducia più marcati rispetto alla dinamica effettiva dell’attività produttiva, coerentemente a una fase macroeconomica, che – pur resiliente – risulta soggetta a oscillazioni esogene di carattere geopolitico non immediatamente stimabili.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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