Il sentiment complessivo delle imprese manifatturiere milanesi per il secondo trimestre 2023 evidenzia un miglioramento che coinvolge la dimensione produttiva e le prospettive di sviluppo della domanda estera, mentre si riscontra una frenata delle attese sull’occupazione e una stabilizzazione per gli ordini provenienti dal mercato interno.
A confronto con la rilevazione precedente, l’analisi di dettaglio delle aspettative delle imprese per il secondo trimestre 2023 riguardo la produzione industriale e gli ordini esteri registra il passaggio di frazioni consistenti di imprese dall’area di diminuzione verso quella di aumento, in un contesto di mantenimento della quota di imprese che indicano stabilità – mediamente oltre il 60% – determinando quindi un rafforzamento delle prospettive per entrambi i piani di analisi.
In tal senso, devono essere analizzati il miglioramento dei saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) nei confronti del precedente trimestre sia in relazione alla produzione industriale (+20,2% contro +7,4%) sia alla domanda attesa dai mercati esteri (+19% contro +3,6%).
Se consideriamo invece le stime delle imprese per il mercato interno, il quadro complessivo migliora solo lievemente rispetto alla rilevazione del trimestre precedente, consolidando quindi un quadro di moderato ottimismo (+5,6% contro +3,6%).
Sul piano dell’occupazione, si osserva invece un peggioramento del saldo complessivo (+10,9% contro +14,6%), pur rimanendo ancora in un intorno positivo.
In relazione al focus di analisi sulle prospettive dell’industria manifatturiera per il secondo trimestre 2023, effettuata attraverso il raffronto tra piano qualitativo – espresso dall’indicatore sintetico delle aspettative (produzione, domanda e occupazione) – e piano quantitativo – relativo invece al ciclo di breve termine della produzione industriale – possiamo osservare un rallentamento del ciclo della produzione che si discosta dal percorso di crescita delle attese espresse dalle imprese attraverso l’indicatore sintetico delle aspettative.
La differenza tra piano quantitativo e prospettive espresse dalle imprese sul piano della produzione è in parte spiegata dalla consapevolezza degli operatori industriali di avere un elevato numero di giorni di produzione assicurato dagli ordini – oltre novanta – soprattutto di derivazione estera, come dimostra anche la dinamica congiunturale del portafoglio ordini.
Il rallentamento ciclico in atto della produzione potrà quindi essere frenato da quest’ultimo elemento, tenendo conto che il ritmo di decelerazione della componente ciclica non è particolarmente pronunciato.
I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.