Monza Brianza

Abbreviazione
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Trimestre
Secondo
Anno
2023
Indice della produzione industriale

Nel primo trimestre del 2023 l’industria manifatturiera brianzola mette in evidenza una crescita congiunturale rilevante, in contrasto con fenomeni di rallentamento che riguardano il complesso dell’industria manifatturiera lombarda. Si osserva anche in questo trimestre una dinamica positiva per tutti gli indicatori rilevati sia rispetto allo scorso trimestre che a un anno fa. Continua a rallentare la crescita dei prezzi delle materie e dei prodotti finiti, la variazione congiunturale risulta ormai in linea con la serie storica precedente il 2021. Le aspettative degli imprenditori si mostrano però pessimiste, indicando in particolare una leggera prevalenza di giudizi negativi per l’andamento della produzione. Nel primo grafico si osserva una crescita tendenziale della produzione industriale brianzola pari al 2,3%, piuttosto in linea con i dati rilevati negli ultimi due trimestri. Il numero indice (calcolato ponendo pari a 100 il 2010 come anno di riferimento) arriva a toccare un nuovo massimo nella serie storica recente, approdando a quota 123,8; il dato lombardo si colloca poco al di sopra, a quota 125,1.

 

 
Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi rispetto al primo trimestre del 2023, l’industria manifatturiera brianzola evidenzia una crescita discreta dei principali indicatori, in contrasto con lo scenario regionale che registra un quadro più critico.

La produzione industriale in Brianza aumenta su base congiunturale dell’1,1% (dato destagionalizzato), mentre in regione l’incremento trimestrale si ferma allo 0,3%. La dinamica del fatturato risulta in questo trimestre inferiore a quella della produzione sia in provincia che in regione; mentre in Brianza si registra comunque una crescita dello 0,6%, a livello lombardo il fatturato dell’industria è in diminuzione dello 0,3%. La quota di fatturato realizzata all’estero presenta un calo particolarmente accentuato a Monza, dove si attesta al 35,2% (dal 39,5% di tre mesi fa), mentre in Lombardia raggiunge il 38,5%.

Mostrano una buona dinamica anche gli ordini acquisiti nel trimestre dalle imprese manifatturiere brianzole. Aumentano soprattutto gli ordini esteri (+1,8%), più contenuta invece (+0,6%) la crescita degli ordini provenienti dall’Italia. In Lombardia si osserva al contrario una variazione nulla delle commesse provenienti dall’estero e un leggero calo degli ordini dall’Italia (-0,2%).

La crescita dei prezzi rallenta ulteriormente rispetto a quanto osservato negli ultimi trimestri. I prezzi delle materie prime registrano un incremento congiunturale segnalato dalle imprese manifatturiere brianzole dell’1,6%, in linea ormai con i livelli di inflazione precedenti il 2021; anche in regione si osserva il medesimo rallentamento, che porta l'aumento dei prezzi delle materie prime all’1,4%. La dinamica di crescita dei prodotti finiti mostra un analogo rallentamento, registrando un incremento dello 0,7%.

 

Analisi tendenziale

A livello tendenziale, confrontandoci quindi con il secondo trimestre del 2022, la Brianza conserva una buona dinamica di crescita che non ritroviamo in Lombardia, dove riscontriamo un deciso rallentamento. Il fatturato in particolare segna ancora un incremento annuo importante, mentre stentano a crescere gli ordini interni.

La produzione industriale in Brianza aumenta in un anno del 2,3%, in rallentamento rispetto alla performance dello scorso trimestre, ma molto meglio del dato regionale fermo allo 0,5%.

La crescita del fatturato registra ancora una dinamica migliore della produzione per entrambi i livelli territoriali, per effetto dell’aumento dei prezzi. L’incremento annuo complessivo dei ricavi del manifatturiero è del 4,8% in Brianza e dell’1,9% in Lombardia. Per entrambi i livelli territoriali sono i mercati esteri a fornire il maggiore contributo alla crescita; a Monza si osserva una variazione positiva del 5,8% per le vendite realizzate all’estero, contro il 4,3% in Italia; per l’industria lombarda il gap è ancora più ampio: tra il 3,9% della crescita del fatturato estero e lo 0,6% di quello interno.

L’indicatore degli ordini mostra una dinamica piuttosto positiva in Brianza, con una crescita annua delle commesse ricevute dalle imprese manifatturiere dell’1,9% rispetto a uno 0,8% in Lombardia. Particolarmente incoraggiante il dato delle commesse dall’estero, cresciute del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre gli ordini interni registrano un incremento limitato allo 0,5%. Anche in Lombardia la crescita degli ordinativi esteri supera quelli interni, ma la dinamica è inferiore al dato brianzolo per entrambi (rispettivamente 2% e 0%).

 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro delle imprese manifatturiere brianzole si discostano poco dalle ultime rilevazioni, mostrando un ricorso limitato alla cassa integrazione e un saldo positivo tra  entrate e uscite di addetti, pari allo 0,5%; un dato inferiore a quello riscontrato nel secondo trimestre del 2022 (1%) per effetto di una riduzione del tasso di ingresso, passato dal 3,3% al 2,8%. La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG si attesta al 5,8% in discesa rispetto allo scorso trimestre, mentre aumenta dallo 0,4% allo 0,8% l’incidenza della CIG sul monte ore lavorate, valori che risultano in linea con le medie degli anni pre-Covid.

 

 
Previsioni per il terzo trimestre 2023

Le aspettative degli imprenditori brianzoli rappresentano la nota stonata di questa congiuntura, evidenziando una prospettiva di peggioramento dello scenario nell’immediato futuro. Il saldo tra giudizi di crescita e di diminuzione peggiora per tutti e quattro gli indicatori rilevati, arrivando in terreno negativo per quanto riguarda produzione e domanda interna.

Per la prima volta da fine 2020, i giudizi sulla produzione industriale registrano una prevalenza degli operatori che si aspettano un calo (27,5%), rispetto a quelli che indicano più probabile una crescita (23,9%); solo lo scorso trimestre i giudizi pessimisti sulla produzione erano meno del 10%. Anche per l’occupazione si osserva un peggioramento delle aspettative, ma rimane comunque positiva la differenza tra il 13,8% di aspettative di crescita e l’8% di indicazioni di calo.

Le aspettative sulla domanda degli imprenditori brianzoli riflettono la differente dinamica congiunturale tra i mercati esteri e il mercato nazionale. Per la domanda interna si osserva infatti un saldo tra ottimisti e pessimisti in terreno decisamente negativo (-9,5 punti percentuali), la domanda estera registra invece un perfetto pareggio; per entrambi gli indicatori si segnala un sensibile peggioramento rispetto ai giudizi espressi lo scorso trimestre.

 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Primo
Anno
2023
Settori

In termini settoriali le esportazioni della provincia di Monza Brianza del primo trimestre 2023 vedono in prima posizione il comparto dei prodotti in metallo con un ammontare di 646 milioni di euro di merci esportate, seguito dai macchinari e dalla chimica, entrambi poco al di sotto dei 480 milioni; tre comparti che raggiungono il 46,5% del totale dell’export provinciale. La farmaceutica vale poco più di 400 milioni di euro di export, seguita dall’elettronica a quota 370 milioni, entrambi con una quota superiore al 10%. Più distanti troviamo la voce residuale delle altre attività manifatturiere pari a 291 milioni di euro (per cui il settore dei mobili da solo vale 261 milioni). Anche il comparto della gomma-plastica supera la soglia dei 200 milioni di euro (236 milioni nel dettaglio); valgono infine più di 100 milioni di euro i comparti degli apparecchi elettrici (146 milioni) e dell’abbigliamento (143 milioni).

Considerando invece la composizione settoriale dell’import delle imprese brianzole nel primo trimestre del 2023, il principale comparto è costituito dai prodotti dell’industria chimica che vale in tre mesi 486 milioni di euro (17,5% del totale). Superano la soglia del 10% dell’import provinciale anche altri tre comparti merceologici: in ordine decrescente si tratta dei prodotti in metallo, per un valore di poco più di 410 milioni di euro, dei macchinari (347 milioni) e dell’elettronica (345 milioni). Si ferma al 9,9% il comparto della farmaceutica, che vale circa 276 milioni di euro di merci importate. Altri cinque comparti si collocano tra i cento e i duecento milioni di euro di import: si tratta in particolare, in ordine decrescente, degli apparecchi elettrici, della gomma-plastica, dell’abbigliamento, della voce residuale delle altre attività manifatturiere e infine dell’alimentare.

L’osservazione della dinamica indica un ridimensionarsi della crescita annua dei flussi di export rispetto ai trimestri recenti e un dato annuo negativo per quanto riguarda l’import. Si tratta come di consueto di dati espressi in euro correnti, per cui è necessario quindi considerare l’incidenza, ancora significativa, dell’inflazione. La crescita complessiva dell’export brianzolo rispetto al primo trimestre del 2022 risulta dell’8,7%, piuttosto ridimensionata a confronto con i dati degli ultimi periodi. La maggior parte dei comparti manifatturieri evidenza una crescita annua dei flussi che in alcuni casi supera il 20%: in particolare, si segnalano l’elettronica (+25,4%), gli apparecchi elettrici (+24,8%) e i macchinari (+24,6%).  Una crescita relativamente più contenuta riguarda invece i prodotti in metallo (+12,9%); al di sotto del 10% gli incrementi che interessano l’abbigliamento (7,5%), le altre attività manifatturiere (7,3%) e la gomma-plastica (3,2%). Tra i comparti con volumi di scambi superiori ai 100 milioni, due risultano in calo su base annua: si tratta della chimica (-1,3%) e della farmaceutica (-6,8%).

La dinamica dell’import brianzolo del trimestre segna l’interruzione di un lungo periodo di crescita, indicando una riduzione annua del 10%. Alcuni settori mantengono una dinamica di crescita: in particolare si segnala un forte incremento relativo alle importazioni di prodotti dell’elettronica (+24,4%) e una variazione positiva anche per alimentare (+15%) e chimica (+3,6%). All’opposto, le riduzioni più significative delle importazioni brianzole riguardano la farmaceutica (-25,9%), i macchinari (-24,9%), i prodotti in metallo (-19,4%) e gli apparecchi elettrici (-17,6%). Negativo anche il bilancio per quanto riguarda abbigliamento (-7,9%), gomma-plastica (-4,8%) e la categoria residuale delle altre attività manifatturiere (-9,3%).

 

 

 

Aree geoeconomiche globali

Poco più dei due terzi delle esportazioni della Brianza nel primo trimestre 2023 si dirige verso Paesi europei (66,9%). In cifre si tratta di 2,3 miliardi di euro di merci esportate, delle quali 1,7 miliardi sono indirizzati a Paesi facenti parte dell’Unione Europea e poco meno di 580 milioni invece riguardano gli altri mercati, principalmente Svizzera (307 milioni) e Regno Unito (107 milioni). Il continente asiatico intercetta flussi di merci per 650 milioni di euro, pari al 18,8% del totale provinciale. I mercati principali si trovano in estremo oriente: l’Asia Orientale rileva infatti per 469 milioni di euro (13,6%), la Cina vale 102 milioni di euro e Singapore 141 milioni. Le esportazioni brianzole nelle Americhe valgono poco meno di 370 milioni di euro (10,7%), la gran parte dei quali (266 milioni) interessano gli Stati Uniti. Infine verso Africa e Oceania sono diretti rispettivamente 104 e 20 milioni di euro di merci provenienti dalla Brianza.

Le merci importate da Paesi europei dalle imprese della Brianza nel primo trimestre 2023 ammontano a poco più di 2 miliardi di euro (il 74,2% dell’import complessivo), in gran parte provenienti da mercati UE (1,7 miliardi). Fuori dall’Europa si conferma la rilevanza dei mercati asiatici, da cui provengono nel trimestre 541 milioni di euro di merci, ovvero il 19,5% dell’import provinciale complessivo. La gran parte di questi flussi (oltre 490 milioni) interessa l’estremo oriente, specialmente la Cina da cui provengono 227 milioni di euro di merci (8,2%), oltre a 136 milioni provenienti dalle “quattro tigri” asiatiche. Le importazioni dal continente americano valgono infine 148 milioni di euro (il 5,3% del totale), quasi interamente relative agli Stati Uniti (137 milioni).

La crescita dell’export rispetto al primo trimestre 2022 vede un forte rallentamento della dinamica europea, con una crescita limitata al 4,4%, mentre crescono a un ritmo molto superiore le esportazioni dirette verso l’Asia (+14,7%) e le Americhe (+23,8%). Valgono ovviamente le stesse avvertenze fatte per la dinamica settoriale, trattandosi di variazioni dei flussi espressi in valore che risentono della dinamica dei prezzi. All’interno del continente europeo, la dinamica delle esportazioni brianzole verso i Paesi della UE registra una variazione annua minima (+0,4%), mentre si osserva un significativo incremento verso gli altri mercati (+18,9%), tra i quali in termini percentuali spicca il dato della Turchia (+47,1%). In Asia si osserva un incremento di forte entità che caratterizza l’India (+78,5%), ancora poco rilevante però per valori (1,1% del totale). I Paesi dell’Asia Orientale crescono del 15,7% nonostante un contributo minimo del mercato cinese (+0,5%) e una discreta riduzione del Giappone (-16,1%); il maggiore contributo alla crescita proviene dalle “quattro tigri” (+45,5%), in particolare da Singapore (+87,4%), mentre risulta in leggero calo la Corea del Sud (-0,5%). In America si registra un discreto incremento delle esportazioni sia tra i Paesi della parte settentrionale del continente (+25,6%) sia per quelli centro-meridionali (+18%).

Per quanto riguarda l’import, come osservato la variazione annua dei flussi in valore è negativa (-10%), nonostante il perdurare dei fenomeni inflattivi. Contribuiscono maggiormente al calo le importazioni dall’Asia, che si riducono del 19,1%, mentre quelle dall’Europa segnano una flessione dell’8,4%; in controtendenza si osserva invece un aumento verso l’America (+10,2%). In Europa spicca una riduzione di simile entità per quanto riguarda sia i Paesi facenti parte dell’Unione Europea, con un calo dell’import brianzolo dell’8,9%, sia i mercati non UE, per i quali la riduzione dei flussi risulta del 6%; tra questi ultimi si segnala l’eccezione in positivo della Svizzera, che risulta in significativa crescita (+7,3%). In Asia si osserva invece un forte calo delle merci provenienti da Cina (-37,5%) e India (-42,7%), ma per alcuni mercati si registra una crescita (Singapore in particolare).

 

 

Dettaglio europeo

La Germania mantiene nel primo trimestre 2023 il ruolo di primo partner commerciale della UE per l’export brianzolo, con ben 444 milioni di euro. In seconda posizione la Francia, poco sopra i 300 milioni, seguita a distanza da Paesi Bassi (196 milioni), Spagna (143 milioni) e Polonia (107 milioni). Questo gruppo di cinque Paesi vale poco più di un terzo dell’export provinciale complessivo e i due terzi di quello diretto in UE.

La Germania occupa la prima posizione anche nella graduatoria dei Paesi europei da cui la Brianza importa maggiormente: si tratta di ben 526 milioni di euro nel trimestre in esame, pari al 19% dell’import provinciale complessivo. Dai Paesi Bassi arrivano merci per 302 milioni di euro, dalla Francia per 216 milioni, mentre seguono a distanza Belgio (155 milioni) e Spagna (119 milioni); nessun altro Paese supera la quota di 100 milioni.

La dinamica delle esportazioni brianzole verso i mercati UE, come abbiamo visto, è in terreno leggermente positivo (+0,4%), risultato dell’aggregazione di performance molto diverse tra loro dei vari mercati. Gran parte dei principali partner della Brianza risulta infatti in crescita, ma il dato negativo più rilevante è rappresentato proprio dal Paese più importante, cioè la Germania (-24,8%). Crescono invece i flussi che riguardano Paesi Bassi (+41,9%) e Belgio (+23,6%) e in misura minore Polonia (+11,2%) e Francia (+10%); meno brillante il dato della Spagna (+0,9%). In negativo, oltre alla Germania, troviamo alcuni mercati di dimensioni relativamente ridotte (Svezia, Slovenia, Slovacchia e Malta).

Le importazioni della Brianza registrano un calo nei confronti dei primi cinque mercati UE di approvvigionamento: in termini percentuali il dato peggiore riguarda la Francia, con una flessione di circa un terzo (-33,1%), mentre rimangono contenute entro il 10% le perdite che interessano i flussi provenienti da Germania (-4,6%), Paesi Bassi (-7,9%), Belgio (-9,3%) e Spagna (-5,2%). Tra i pochi mercati in crescita il principale è la Svezia (+36,1%); in termini percentuali si segnalano anche gli incrementi di Irlanda (+43,2%) e Danimarca (+27,5%).

 

 

MI
MB
LO
Trimestre
Primo
Anno
2023
Indice della produzione industriale

L’artigianato manifatturiero brianzolo nel primo trimestre del 2023 prosegue su un sentiero di crescita in linea con la performance del 2022, registrando dati migliori rispetto a quelli osservati a livello di media regionale. Si evidenziano segnali positivi sul fronte della crescita dei prezzi e si osserva al contempo un miglioramento delle aspettative, per quanto prevalgano ancora leggermente i giudizi pessimisti. Su base tendenziale la produzione cresce del 6,7%, dato di poco inferiore a quello rilevato negli scorsi trimestri. Il grafico permette di apprezzare il trend della produzione dell’artigianato brianzolo su un periodo più lungo, nel quale si osservano – nell’ordine – una lieve crescita nel 2019, il forte crollo nella prima metà del 2020 e la successiva risalita che continua tuttora, dopo avere superato già a fine 2021 i livelli produttivi precedenti la pandemia. Il numero indice della produzione (espresso con base 2010 pari a 100) raggiunge nel trimestre quota 113,1, toccando quindi un nuovo massimo nella serie storica recente (nel secondo trimestre 2020 il minimo era stato di 81,2).

 

 
Analisi congiunturale

La dinamica congiunturale dell’artigianato brianzolo registra una crescita robusta, migliore di quanto osservato a livello regionale per tutti gli indicatori rilevati. La crescita congiunturale della produzione è pari all’1,1% (dato destagionalizzato), mentre a livello lombardo si ferma allo 0,6%. La dinamica del fatturato risulta superiore a quella della produzione sia in provincia che in regione. In Brianza l’incremento congiunturale del fatturato nel trimestre è dell’1,7%, in regione risulta invece dello 0,9%. Gli ordini presentano la crescita più robusta in provincia arrivando all’1,9%, mentre il dato regionale si ferma allo 0,7%. L’incidenza dei mercati esteri sul fatturato dell’artigianato manifatturiero brianzolo nel primo trimestre 2023 è pari al 7,4% (in risalita dal 5,3% di tre mesi fa), in Lombardia si attesta invece al 6,8%.

La tensione sui prezzi delle materie registra un deciso rallentamento, come si osserva anche nella rilevazione sull’industria, per quanto il fenomeno non sia ancora completamente rientrato. In Brianza si evidenzia un incremento congiunturale dei prezzi delle materie prime del 6,6% (lo scorso trimestre superava ancora il 10%), in linea con quanto mostrato in Lombardia (6,8%). Anche per i prezzi dei prodotti finiti si osserva un rallentamento: crescono in Brianza del 4,4% (in Lombardia del 4,6%).

 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale conferma la fase espansiva dell’artigianato manifatturiero brianzolo, anche a confronto con i dati regionali. Prosegue infatti la crescita sostenuta di tutti gli indicatori rilevati, un dato particolarmente positivo considerando che il primo trimestre 2022 con cui ci stiamo confrontando aveva già ampiamente recuperato i livelli produttivi precedenti la pandemia.

La produzione dell’artigianato manifatturiero brianzolo cresce in un anno del 6,7%; anche a livello regionale la variazione è positiva per quanto limitata al 4,1%. La crescita di fatturato e ordini dell’artigianato monzese risulta molto vicina a quella della produzione, nel dettaglio le vendite crescono del 6,9% e le commesse acquisite del 7,1%. La dinamica di entrambi gli indicatori è peggiore a livello regionale: si osserva infatti una crescita del 5,3% del fatturato e solamente del 2,7% degli ordini.

 

Previsioni per il secondo trimestre 2023

Le aspettative espresse dagli artigiani brianzoli per l’immediato futuro risultano in miglioramento rispetto ai giudizi espressi tre mesi fa; tuttavia, due indicatori su tre registrano ancora una prevalenza di opinioni pessimiste, nonostante i dati di crescita complessiva del trimestre in esame.

Pur considerando la crescita della produzione, infatti, il saldo tra giudizi di aumento e riduzione per il prossimo trimestre mostra una differenza negativa di 3,9 punti percentuali, sebbene miglioramento costante da qualche trimestre. Solamente il 17,6% degli operatori intervistati si aspetta una crescita della produzione. Le opinioni sulla domanda interna sono decisamente più pessimiste, i giudizi di aumento riguardano il 13,7% degli operatori e quelli di diminuzione il 25,5%; il saldo tra ottimisti e pessimisti rimane quindi pesantemente negativo, con un leggero miglioramento rispetto a tre mesi fa. Le aspettative sull’occupazione restituiscono come di consueto un quadro di marcata stabilità: l’88,2% non si aspetta variazioni e tra i rimanenti prevalgono i giudizi di aumento (6,9%) su quelli di diminuzione (4,9%).

 

 
MI
MB
LO
Trimestre
Primo
Anno
2023
Indice della produzione industriale

Nel primo trimestre del 2023 l’industria manifatturiera brianzola continua a seguire un percorso di crescita in linea con il trimestre precedente, mentre in regione si osserva un marcato rallentamento. La dinamica è ancora estremamente positiva per tutti gli indicatori rilevati non solo rispetto allo scorso trimestre, ma anche a un anno fa, a eccezione di una flessione degli ordini interni, compensati comunque dalla componente estera. Continua allo stesso tempo a rallentare la crescita dei prezzi delle materie prime sia a livello regionale sia provinciale. Le aspettative si mantengono nel complesso positive, mostrando un generale miglioramento rispetto alle opinioni espresse tre mesi fa. Nel primo grafico si osserva il permanere di una discreta crescita tendenziale della produzione industriale brianzola (3,3%), dato che migliora quello del trimestre scorso (2,8%). Il numero indice (calcolato ponendo pari a 100 il 2010 come anno di riferimento) tocca un nuovo massimo nella serie storica recente, arrivando a quota 122,7; il dato lombardo si colloca poco al di sopra, a quota 124,8.

 

 
Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi rispetto al quarto trimestre 2022, l’industria manifatturiera brianzola evidenzia una crescita discreta dei principali indicatori e in particolare della produzione, mentre a livello regionale si osserva una sostanziale stabilità.

La produzione industriale in Brianza cresce dello 0,9% (dato destagionalizzato) su base congiunturale, contro una variazione pressoché nulla in regione. Il dato del fatturato registra anche in questo trimestre una crescita superiore a quella della produzione, anche per effetto degli incrementi dei prezzi, pari al 2% in Brianza e all’1,8% in Lombardia. La quota di fatturato realizzata all’estero si mantiene sui livelli consueti, poco inferiori al 40%; in particolare si colloca al 39,5% in provincia e al 39,3% in regione.

L’indicatore degli ordini è l’unico dal quale emergono alcuni segnali di criticità; si osserva infatti un sensibile calo congiunturale degli ordini provenienti dall’Italia (-1,3%), mentre per contro crescono le commesse provenienti dall’estero (2,1%), una dinamica opposta a quella registrata nell’ultimo trimestre 2022. In Lombardia la dinamica degli ordini è piuttosto contenuta, ma si mantiene positiva sia per gli ordini interni (+0,3%) sia per quelli esteri (+0,8%).

La crescita dei prezzi rallenta ulteriormente rispetto a quanto osservato negli ultimi trimestri. Per i prezzi delle materie prime la crescita congiunturale rilevata dalle imprese manifatturiere brianzole è stata del 2,4%, dopo essere stata superiore al 10% solo due trimestri prima; lo stesso fenomeno si verifica a livello regionale, dove la crescita dei prezzi delle materie prime è del 3,3%. Rallenta anche la dinamica di crescita dei prodotti finiti, che in questo trimestre si attesta al 3,2% in Brianza.

 

Analisi tendenziale

A livello tendenziale, quindi a confronto con il primo trimestre del 2022, si registra una crescita ancora piuttosto robusta per tuti gli indicatori sia a livello provinciale sia regionale, a eccezione di una flessione che riguarda la dinamica degli ordini interni. Si conferma in particolare un’importante crescita annua del fatturato, sulla quale influisce naturalmente ancora la dinamica dei prezzi.

La produzione industriale in Brianza cresce in un anno del 3,3%, meglio del dato regionale (2,5%) e di quello registrato lo scorso trimestre.

Come accennato, la crescita del fatturato risulta migliore della produzione di alcuni punti percentuali per entrambi i livelli territoriali. L’incremento annuo complessivo dei ricavi del manifatturiero è quasi identico in Brianza (7,8%) e in Lombardia (7,7%) e anche la scomposizione tra componente esterna e interna risulta molto simile. La crescita si deve soprattutto ai mercati esteri che registrano un incremento del 9,3% a Monza e dell’8,9% in Lombardia, le vendite sul mercato nazionale crescono invece rispettivamente del 6,8% e del 6,9%.

L’indicatore degli ordini mostra una dinamica meno brillante pur restando positiva, sia in provincia che in regione. In Brianza la crescita annua delle commesse ricevute dalle imprese manifatturiere è del 2% rispetto a un 2,8% in Lombardia. Le prospettive migliori arrivano dai mercati esteri, per i quali si registra una crescita del 6,5% in provincia e del 5,5% in regione; più critica la dinamica degli ordini interni per i quali si osserva un calo a Monza (-0,9%) e una piccola crescita in Lombardia (1,1%).

 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro delle imprese manifatturiere brianzole risultano particolarmente positivi per quanto riguarda la variazione dell’occupazione. Si osserva infatti un saldo positivo dell’1,2% tra entrate e uscite di addetti nel trimestre: un dato decisamente migliore di quello riscontrato nel primo trimestre del 2022 (0,1%) e del 2021 (0,6%), grazie a un tasso di ingresso del 3,4%, il dato più alto rilevato in un singolo trimestre negli ultimi anni. La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG continua a crescere leggermente arrivando al 6,6% nel trimestre in esame rispetto al 3,8% di un anno fa e al 5,6% dello scorso trimestre, arrivando quindi a superare, seppur di poco, la quota media di ricorso alla CIG rilevata tra 2017 e 2019. L’incidenza della CIG sul monte ore complessivo delle imprese nel trimestre rimane però estremamente contenuta, pari allo 0,4%, in linea con la scorsa rilevazione.

 

 
Previsioni per il secondo trimestre 2023

Le aspettative degli imprenditori brianzoli per il prossimo trimestre risultano complessivamente ottimiste e in miglioramento rispetto al precedente. Migliorano in particolare i giudizi riguardo a produzione, occupazione e domanda estera; sono invece in prevalenza negative le aspettative sulla domanda interna, riflettendo il dato negativo rilevato per gli ordini interni nel trimestre.

I giudizi sulla produzione industriale registrano solamente un 9,6% di operatori che si aspetta un calo, opposto al 25,7% che indica una prospettiva di crescita, con un deciso miglioramento del saldo tra ottimisti e pessimisti rispetto ai trimestri recenti. Anche per l’occupazione si osserva la stessa tendenza: cresce la quota dei rispondenti che si aspetta un incremento degli occupati (dall’11,2% di tre mesi fa al 17,6%), mentre i giudizi negativi riguardano solo il 7,4% degli operatori.

Le aspettative sulla domanda degli imprenditori brianzoli mostrano una crescente divaricazione a favore delle prospettive offerte dai mercati esteri. Il saldo tra giudizi di crescita e di diminuzione della domanda estera risulta infatti positivo di ben 20,8 punti percentuali. Per la domanda interna si osserva invece una differenza negativa (-2,9), ma è comunque da rilevare una quota molto elevata di rispondenti che esprime giudizi di stabilità (70,6%).

 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Terzo
Anno
2023

 

 

Indice del fatturato dei servizi

I servizi della provincia di Monza evidenziano nel terzo trimestre 2023 un aumento del fatturato favorito dal processo inflazionistico dei prezzi.

Al netto degli effetti stagionali, l’indice del fatturato ha raggiunto nel terzo trimestre 2023 un nuovo punto di massimo collocandosi a quota 131,5 (+0,6% destagionalizzato), tuttavia il sentiero congiunturale registra un progressivo rallentamento come evidenzia il trend dei saggi di crescita dei due trimestri precedenti (+1,3% nel primo trimestre e +0,9% nel secondo trimestre 2023).

Nei confronti del terzo trimestre dello scorso anno, la dinamica tendenziale registra ancora una significativa crescita (+3,2%), ma con una dinamica in costante decelerazione dal secondo trimestre dello scorso anno.

Emergono, inoltre, segnali di deterioramento per il mantenimento dell’area di incremento del fatturato, che si riduce sensibilmente rispetto alla precedente rilevazione, quando rappresentava la metà delle imprese rispondenti. Pertanto, la fase di crescita del settore è condivisa nel terzo trimestre 2023 dal 42% dei rispondenti, dove la frazione di imprese con incrementi oltre i 5 punti percentuali rappresenta il 36,1% del totale imprese (44% nel secondo trimestre 2023).

Alla riduzione dell’area di crescita è quindi corrisposto un rafforzamento della quota di operatori con fatturato in contrazione, che ora rappresentano circa un terzo delle imprese dei servizi (26,8% nella precedente rilevazione), in particolare il 29,7% ha registrato una flessione tendenziale del fatturato superiore ai 5 punti percentuali (22,5% nel secondo trimestre 2023).

 

 
Previsioni per il quarto trimestre 2023

Le aspettative delle imprese dei servizi della provincia di Monza Brianza per il quarto trimestre 2023 registrano una divergenza tra gli andamenti attesi per il fatturato e quelli per l’occupazione.

Il quadro dettagliato delle previsioni relative al fatturato, espresso dai saldi complessivi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), indica un miglioramento del saldo rispetto alla precedente rilevazione (1,3% contro -3,5% del secondo trimestre).

Il ritorno delle aspettative in un quadrante positivo è determinato da un aumento di 3 punti della frazione di imprese con stime di crescita rispetto alla precedente rilevazione (20,6% contro +17,6%) e dalla contestuale riduzione sia della quota di operatori con aspettative di diminuzione (12% contro 15% del secondo trimestre) sia della frazione di imprese con prospettive di stabilità del fatturato (61,3% contro 60%). Nei confronti delle aspettative sull’occupazione, si osserva invece un peggioramento del saldo complessivo delle risposte (6,5% contro 14,2%).

Si registra infatti un rafforzamento delle stime afferenti all’area di stabilità per il successivo trimestre – che coinvolge il 79,3% delle imprese rispondenti – e la contemporanea riduzione di 7 punti percentuali della quota di imprese con ipotesi di aumento, condivisa ora dal 13,5 % degli operatori dei servizi (20,6% nella rilevazione precedente). Si stabilizza invece la frazione di operatori con stime di diminuzione (6,4% contro 7%).

 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons