Lodi

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2025

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Indice del fatturato del commercio

Nel quarto trimestre 2025 prosegue la fase di debolezza per il commercio al dettaglio della provincia di Lodi: il fatturato registra, infatti, una variazione quasi nulla rispetto al trimestre precedente e una consistente flessione rispetto allo stesso periodo del 2024.
Al netto della stagionalità, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si colloca a quota 115,8 (115,6 nel terzo trimestre), evidenziando quindi una variazione positiva limitata allo 0,1% rispetto al trimestre precedente.
La dinamica stagnante dell’indice trimestrale si è riverberata sulla dinamica tendenziale del fatturato, che risulta quindi in sensibile regressione rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno (-0,7%).
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Per il primo trimestre 2026, le aspettative delle imprese lodigiane del commercio convergono verso un quadro generale di arretramento che coinvolge sia le dimensioni previsive afferenti al fatturato e agli ordini rivolti ai fornitori sia le stime relative all’occupazione: i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e diminuzione) si orientano verso un peggioramento per il successivo trimestre.
L’approfondimento di analisi mostra quindi, in relazione al fatturato, il passaggio del saldo in un intorno ampiamente negativo (da +22,7% a -23,3%). Tale andamento trova conferma anche nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori, per i quali le prospettive trimestrali delle imprese registrano un netto peggioramento, toccando un saldo negativo che si posiziona a -14% (+13,6% nel terzo trimestre).
Nei confronti dell’occupazione, dove l’ipotesi di stabilità è condivisa da oltre otto imprese su dieci, mentre per la restante frazione del campione si osserva un differenziale di saldo pari a -4,7%.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

Nel quarto trimestre 2025 il settore dei servizi della provincia di Lodi ha confermato l’andamento positivo del fatturato, registrando un aumento sia rispetto ai tre mesi precedenti sia nei confronti del quarto trimestre stesso dello scorso anno.
Il focus sul trend trimestrale dei servizi, analizzato attraverso la dinamica dell’indice destagionalizzato del fatturato (base 2015=100), registra il raggiungimento di un nuovo punto di massimo, posizionandosi a 125,8 (124,9 nel terzo trimestre 2025), ovvero +0,7% rispetto al trimestre precedente.
La dinamica osservata ha impattato positivamente sul piano tendenziale, determinando un incremento del 2,7% per il fatturato rispetto al quarto trimestre 2024.
L’approfondimento di analisi sui servizi del Lodigiano evidenzia, rispetto al quarto trimestre dello scorso anno, un consistente aumento della frazione di imprese con fatturato in contrazione (da 21,7% a 30,2%) alimentato dai flussi di operatori provenienti sia dall’area di stabilità – in riduzione di 5 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione (dal 33,3% al 28,3%) – sia dall’area di crescita, che passa dal 44,9% al 41,5%, inferiore quindi di 3 punti nei confronti della rilevazione del terzo trimestre.
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative delle imprese del terziario lodigiano per il quarto trimestre 2025 – espresse dai saldi delle risposte, quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) – registrano un quadro di peggioramento del sentiment sia per il fatturato sia per l’occupazione.
In particolare, per il fatturato si osserva un cambio netto di segno del saldo rispetto alla precedente rilevazione (da +2,9% a -11,3%), sull’onda del raddoppio della quota di imprese con prospettive di calo del volume d’affari nel prossimo trimestre (da 11,6% a 24,5%). 
Tale incremento è determinato dal passaggio di una quota consistente di imprese dall’area di stabilità verso l’area di contrazione del fatturato: rispetto al precedente trimestre, l’area di invarianza si riduce infatti di quasi 12 punti (da 73,9% a 62,3%), mentre la crescita (ipotizzata da una frazione residuale di imprese) risulta inferiore al dato della precedente rilevazione (da 14,5% a 13,2%).
In relazione all’occupazione, il peggioramento delle previsioni espresso dal passaggio del saldo complessivo in un quadrante negativo (dal +5,8% al -2%), avviene in un contesto di stabilizzazione della dinamica, che coinvolge oltre il 78% delle imprese dei servizi.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre del 2025 l’artigianato manifatturiero lodigiano evidenzia un rallentamento della crescita congiunturale, registrando comunque una performance di segno positivo a confronto con lo stesso periodo del 2024. Si osserva nel contempo un leggero peggioramento delle aspettative, tornate in terreno negativo dopo lo scorso trimestre particolarmente ottimista.
Rapportata invece allo stesso periodo dello scorso anno, la produzione evidenzia una discreta crescita (+1,2%), compensando almeno in parte i cali registrati nei periodi precedenti.
Osservando una porzione più ampia del grafico, si può peraltro notare come l’artigianato lodigiano non sia ancora riuscito a recuperare i livelli produttivi raggiunti a inizio 2018.
Il numero indice della produzione (calcolato ponendo l’anno 2015 come base uguale a 100) risale nel trimestre in esame fino a raggiungere quota 98,6.
 

Analisi congiunturale

La dinamica congiunturale dell’artigianato manifatturiero lodigiano evidenzia dati positivi anche se in rallentamento rispetto al trimestre scorso. A livello regionale si osserva una crescita più sostenuta per tutti gli indicatori.
La produzione dell’artigianato manifatturiero cresce a Lodi su base congiunturale solamente dello 0,2% (dato destagionalizzato), rispetto allo 0,7% che si osserva in Lombardia. Il fatturato è l’unica variabile che registra una variazione di segno negativo in provincia, per quando contenuta allo 0,1%, in contrasto con un discreto incremento del fatturato dell’artigianato regionale (+0,6%).
La dinamica degli ordini infine segna una performance piuttosto simile per l’artigianato lodigiano e quello lombardo, entrambi i livelli territoriali risultano in crescita: +0,4% in provincia e +0,5% in regione.
 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, quindi a confronto con lo stesso trimestre del 2024, segna per l’artigianato lodigiano un’inversione di tendenza rispetto alle passate rilevazioni, segnando variazioni positive per tutti gli indicatori. Risulta in ogni caso migliore la performance dell’artigianato lombardo.
La produzione dell’artigianato lodigiano registra un incremento annuo dell’1,2%, inferiore comunque al dato regionale che raggiunge il 2,2%.
Per il fatturato dell’artigianato provinciale si osserva una crescita minima (+0,1%), influenzata dal dato negativo dell’ultimo trimestre. In Lombardia, per contro, la crescita si mantiene piuttosto sostenuta (+2%).
Come osservato a livello congiunturale, la dinamica degli ordini risulta abbastanza simile in entrambi i livelli territoriali. Gli ordini acquisiti dall’artigianato crescono in un anno dello 0,9% nel lodigiano e dell’1,1% in Lombardia.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Nel Lodigiano, le aspettative degli operatori artigiani mostrano un sensibile peggioramento del clima di fiducia rispetto allo scorso trimestre, in particolare per produzione e domanda interna.
Per la produzione il saldo tra giudizi di aumento e di riduzione è negativo di 3,4 punti percentuali. Si tratta di un dato in peggioramento rispetto a tre mesi fa, tuttavia risulta relativamente ottimista a confronto con il passato recente, come si può osservare dal grafico.
Un andamento del tutto analogo riguarda le attese sulla domanda interna, per cui si osserva una prevalenza di giudizi pessimisti meno accentuata di quanto osservato nell’ultimo triennio.
Da ultimo, le aspettative sull’occupazione risultano quelle relativamente più ottimiste. Al netto della consueta prevalenza dei giudizi di stabilità (vicina al 90%), i rimanenti operatori propendono infatti per ipotesi di aumento.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera del lodigiano continua a evidenziare una crescita sostenuta nel quarto trimestre del 2025. Tutti e tre gli indicatori rilevati –  produzione, fatturato e ordini – crescono sia su base congiunturale che tendenziale. In coerenza con la buona performance del trimestre, le aspettative sull’immediato futuro rivelano un quadro complessivamente ottimista.
Rispetto al quarto trimestre del 2024, la produzione industriale del lodigiano evidenzia un incremento del 2,3%, un dato positivo anche se in rallentamento rispetto ai periodi precedenti. Il numero indice (calcolato ponendo pari a 100 l’anno 2015) si colloca a quota 142,3 nel trimestre in esame.
Osservando l’andamento della curva del numero indice della produzione manifatturiera, emergono chiaramente la forte flessione della prima metà del 2020 e la successiva ripresa, con una crescita in rallentamento tra 2022 e 2023 e una nuova fase di recupero nella prima metà del 2024.
 

Analisi congiunturale

Gli indicatori congiunturali dell’industria manifatturiera lodigiana evidenziano una diffusa crescita anche in questo trimestre, in linea con la performance positiva della regione.
Rispetto allo scorso trimestre, la produzione industriale cresce dello 0,4% in provincia (dato destagionalizzato), una velocità di crescita di poco inferiore al +0,6% della Lombardia.
La dinamica del fatturato registra un importante incremento congiunturale a Lodi (+1,3%), mentre segna un aumento più contenuto in Lombardia (+0,6%). La quota di fatturato del trimestre realizzata all’estero raggiunge il 41,6%, superando il dato regionale che risulta pari al 38,9%.
Gli ordini del manifatturiero lodigiano mostrano una dinamica di crescita congiunturale leggermente inferiore, pari all’1,1% per le commesse dall’estero e allo 0,6% per gli ordini interni. A livello lombardo si osserva una crescita dello 0,6% del portafoglio ordini dall’estero, mentre quelli provenienti dal mercato interno si contraggono leggermente (-0,2%).
 

Analisi tendenziale

A confronto con lo stesso periodo del 2024, tutti gli indicatori del manifatturiero lodigiano evidenziano una robusta crescita, registrando una performance complessivamente migliore di quella regionale. La produzione industriale in particolare cresce del 2,3% a Lodi, al pari di quanto si osserva nel complesso dell’industria lombarda.
Si registra un importante aumento annuo anche per il fatturato, cresciuto del 6,4% in provincia e del 3,4% in regione. Nel lodigiano il contributo arriva soprattutto dalla componente interna, che segna un +7,6%, contro un +4,7% per il fatturato estero. Anche a livello regionale si osserva una crescita tendenziale più robusta per le vendite realizzate sul territorio nazionale (+3,7%) rispetto all’estero (+2,9%).
Un incremento analogo per gli ordini acquisiti a Lodi nel trimestre, in aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il contributo maggiore alla crescita arriva dagli ordini esteri (+4,4%).
A livello lombardo si osserva una dinamica positiva, anche se inferiore a quella del lodigiano: si tratta infatti di un incremento complessivo degli ordini dell’1,7%, grazie soprattutto al contributo delle commesse estere (+3,2%).
 

Mercato del lavoro

L’osservazione degli indicatori del mercato del lavoro dell’industria manifatturiera lodigiana del quarto trimestre 2025 segna un leggero peggioramento a confronto con la scorsa rilevazione. La quota delle imprese che dichiara di aver fatto ricorso alla CIG sale dal 3,2% di tre mesi fa al 6,7%, così come cresce la quota espressa in percentuale sul monte ore lavorate (1%); in entrambi i casi si tratta comunque di valori relativamente contenuti, anche se in aumento.
Nel grafico si osserva come il picco di massimo della prima metà del 2020 (quando le imprese che hanno utilizzato CIG erano intorno al 60%) si sia gradualmente riassorbito nei trimestri successivi, in particolare nella seconda metà del 2021; una limitata fase di incremento si è poi registrata tra fine 2023 e metà 2024.
Risulta in perfetto pareggio il saldo tra entrate e uscite di lavoratori: entrambi i saldi sono infatti pari all’1,5%. Si tratta di un dato in peggioramento rispetto allo scorso periodo e tuttavia migliore del quarto trimestre degli anni recenti, quando si è sempre osservato un saldo negativo.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative sul futuro prossimo degli imprenditori del manifatturiero lodigiano registrano complessivamente un sentiment in miglioramento rispetto alla scorsa rilevazione. Si osserva infatti un saldo positivo tra giudizi di crescita e di riduzione per tre indicatori su quattro;  l’eccezione negativa è costituita dalla domanda interna.
La produzione è ritenuta stabile da un’ampia maggioranza di rispondenti, pari al 70%; il 20% indica una crescita, mentre solamente il 10% ritiene più probabile un calo. Le prospettive sull’occupazione risultano quasi invariate rispetto a tre mesi fa, con un saldo positivo tra ottimisti e pessimisti di 6,7 punti percentuali.
Le aspettative sulla domanda indicano un’esplicita predilezione per i mercati esteri, per i quali si osserva un saldo positivo tra i giudizi di aumento e di riduzione (il 25% degli operatori intervistati si attende una crescita). Rimangono invece in terreno negativo, in linea con il trimestre passato, le aspettative sulla domanda interna: 20% i giudizi di calo e 10% quelli di crescita.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Tra gennaio e settembre del 2025, le esportazioni delle imprese lodigiane valgono 4,9 miliardi di euro, evidenziando una dinamica negativa rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1,9%, che in valori assoluti significa un calo di poco meno di 100 milioni).
A livello settoriale, il comparto dell’elettronica si conferma il più rilevante a Lodi: incide infatti per oltre il 50% delle esportazioni provinciali, che in cifre si tratta di 2,5 miliardi di euro di merci esportate.
A grande distanza seguono il comparto della chimica (609 milioni di euro, il 12,4% del totale) e quello dell’alimentare (522 milioni, pari al 10,6%); più distanti ancora gli apparecchi elettrici; a quota 378 milioni, mentre nessun altro comparto supera la soglia dei 200 milioni.
Al pari di quanto avvenuto per l’export, le importazioni delle imprese lodigiane interrompono la lunga crescita che ha interessato tutti i trimestri del 2024. Tra gennaio e settembre 2025, Lodi importa quasi 7,5 miliardi di euro, ovvero il 6% in meno in un anno.
La prima voce dell’import lodigiano, come avviene per l’export, è rappresentata dall’elettronica: in nove mesi si tratta di poco più di 3 miliardi di euro in arrivo dall’estero, equivalenti al 41,2% dei flussi di beni complessivi.
Altri due comparti importanti per valore delle merci scambiate sono l’alimentare e la farmaceutica, entrambi al di sopra del miliardo di euro: rispettivamente 1,2 e 1,1 miliardi di euro (insieme costituiscono il 32% del totale). Più distante la chimica – in quarta posizione – comparto che raggiunge la soglia dei 590 milioni di euro di merci importate in nove mesi.
L’export lodigiano registra – nei primi nove mesi del 2025 – un calo dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024: quasi 100 milioni di euro in meno. L’elettronica, ovvero il comparto più rilevante, è anche il principale responsabile della flessione, con un calo del 7,1% che si traduce in una riduzione di oltre 190 milioni di euro.
Tra gli altri settori dell’export provinciale si osserva una prevalenza di variazioni di segno positivo. In particolare il secondo e il terzo comparto per volumi di esportazioni – chimica e alimentare – crescono rispettivamente del 9,1% e 5,5%. Piuttosto rilevante l’incremento percentuale della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+84,5%), che comporta tuttavia una crescita di soli 10 milioni di euro.
Tra i segmenti in calo, l’unico di una certa rilevanza oltre all’elettronica è rappresentato dai macchinari, con una riduzione dell’1% in un anno.
A confronto con lo stesso periodo del 2024, le importazioni delle imprese lodigiane segnano un importante calo del 6%, imputabile principalmente al comparto dell’elettronica: quasi 800 milioni di euro di merci in meno rispetto ai primi nove mesi del 2024 (-20,6%). Prevalgono invece variazioni di segno positivo per quanto riguarda la maggioranza degli altri settori.
Crescono in modo particolare i flussi di merci in arrivo degli altri comparti che superano il miliardo di euro, ovvero la farmaceutica (+13,7%) e l’alimentare (+2%). In termini percentuali si osservano forti incrementi per vari comparti minori, tra cui si segnalano i macchinari (+28,8%), l’abbigliamento (+86,8%) e i mezzi di trasporto (+21,2%).
In negativo si osservano invece, oltre all’elettronica, alcuni segmenti di minori dimensioni, quali la gomma-plastica (-16,2%) e i prodotti in metallo (-3%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Le esportazioni delle imprese lodigiane nei primi nove mesi del 2025 riguardano in larghissima prevalenza i Paesi europei, verso cui è diretta la quasi totalità dei flussi, oltre il 90%, per un ammontare di 4,5 miliardi.
La destinazione principale sono i Paesi dell’Unione Europea (4,2 miliardi), mentre le merci destinate a Paesi europei non UE valgono 244 milioni, di cui 122 riguardano il mercato principale, ovvero la Svizzera.
Al di fuori dell’Europa, 242 milioni di euro di merci sono destinate al continente asiatico (il 4,9% del totale), di cui circa 89 milioni in Medio Oriente e 125 milioni in Asia Orientale; la sola Cina è meta di 41,7 milioni di euro dell’export provinciale, seguita dall’India con 24 milioni.
Le imprese lodigiane esportano infine circa 87 milioni di euro verso il continente americano (l’1,8% del totale), di cui la metà (43 milioni) interessano gli Stati Uniti.
L’import della provincia si divide quasi a metà tra i flussi provenienti da Europa e Asia. La quota maggiore arriva dall’Europa: tra gennaio e giugno del 2025 copre il 53,5% delle importazioni complessive, per un valore di quasi 4 miliardi di euro di merci. La quasi totalità di questi flussi proviene da Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, tranne i 190 milioni di euro dei mercati europei extra-UE (principalmente Regno Unito e Svizzera).
Provengono invece dall’Asia il 45,1% delle importazioni del lodigiano (in cifre si tratta di 3,4 miliardi di euro), con la Cina come primo Paese di approvvigionamento: 2,5 miliardi di euro di in nove mesi, poco più di un terzo dell’import provinciale complessivo. Piuttosto rilevante anche il valore del mercato indiano, da cui provengono 270 milioni di euro di flussi.
La dinamica annua dell’export lodigiano registra variazioni di segno negativo verso tutti i continenti. Rispetto allo stesso periodo del 2024, le esportazioni in Europa si riducono del 2%, circa 9 milioni di euro in meno.
I flussi relativi ai mercati UE calano solamente dello 0,8%, mentre per i Paesi europei non UE si registra una diminuzione più pesante, pari al 19,5%, dovuta principalmente alla riduzione di circa un terzo dei flussi che interessano la Svizzera.
Anche nei confronti dell’Asia si osserva una flessione rispetto al 2024 (-2,8%), riferibile ala riduzione delle esportazioni in Asia Centrale (-37,3%), mentre risultano in lieve aumento i Paesi dell’estremo oriente (+0,4%). Cina (-26,4%) e India (-7,6%) sono i mercati più importanti tra quelli in calo, crescono invece Giappone (+31,5%) e Corea del Sud (+16%).
Nei confronti delle Americhe si osserva una discreta riduzione annua dei flussi (-6,5%). Crescono le merci dirette verso la parte centro-meridionale del continente (+28,2%), senza però riuscire a compensare la flessione che riguarda il Nord America (-23%).
Parallelamente all’export, anche le importazioni di merci del lodigiano registrano una dinamica annua di segno negativo (-6%). Particolarmente significativa la riduzione dei flussi di merci dall’Asia (-15,5%), mentre riguardo ai Paesi europei si riscontra una dinamica di crescita (+2,1%).
Nei confronti dell’Europa si osserva una crescita delle importazioni sia dai partner UE (+1,4%) sia dagli altri mercati (+17,2%), nonostante il calo rilevante del Regno Unito (-17%).
La riduzione dell’import lodigiano dall’Asia denuncia una significativa flessione dei flussi che riguardano la parte orientale, quasi 390 milioni di euro in meno (-11,4%), sulla quale incide soprattutto la riduzione delle merci in arrivo dalla Cina (-11,8%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 il principale mercato per le esportazioni lodigiane in Unione Europea è – al pari degli ultimi anni – la Spagna, dove si dirigono 2,1 miliardi di euro di merci, ovvero circa la metà dei flussi diretti in UE e il 43,5% dell’export complessivo.
A grande distanza troviamo la Francia, che – pur costituendo il secondo mercato in UE – vale solamente circa un quarto dell’export diretto in Spagna, per un ammontare di 516 milioni di euro di merci in partenza dalla provincia.
Il terzo posto è occupato dalla Grecia, con 337 milioni di euro, segue in quarta posizione la Germania, verso la quale si dirigono quasi 260 milioni in euro. Valgono invece tra i 140 e i 150 milioni di export Portogallo e Paesi Bassi.
Il primo Paese di approvvigionamento per le imprese lodigiane nell’Unione Europea si conferma la Germania: nei primi nove mesi dell’anno provengono 1,1 miliardi di euro di merci dal mercato tedesco, pari al 29,1% dell’import da Paesi UE.
Seguono in graduatoria Francia e Spagna, rispettivamente 686 e 566 milioni di euro in nove mesi, i mercati che – insieme alla Germania – rappresentano il 62,1% dell’import lodigiano dalla UE e poco meno di un terzo dell’import globale.
Al di sotto alla soglia dei 300 milioni di euro si collocano Belgio e Paesi Bassi, seguiti a distanza dalla Polonia attorno ai 200 milioni.
La dinamica dell’export della provincia di Lodi verso l’UE segna un calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Come si osserva dal grafico, tuttavia, un buon numero di mercati registra performance di segno positivo.
Il calo complessivo è imputabile in realtà soprattutto ai Paesi iberici: in primo luogo alla Spagna, che presenta una riduzione importante del 6,1%, ovvero circa 140 milioni di euro; il Portogallo registra a sua volta una flessione del 9,5% (circa 15 milioni in valori assoluti).
Crescono invece le altre destinazioni dell’export lodigiano in UE: Francia (+3,9%), Grecia (+13,3%) e Germania (+14,9%).
L’import del lodigiano dai Paesi UE riporta una crescita moderata: +1,4% su base annua. Si osserva una dinamica estremamente differenziata tra Paesi, con i mercati minori in forte crescita e performance maggiormente differenziate tra i mercati più significativi.
Si osserva in particolare un aumento dei flussi provenienti da Germania (+3,5%) e Spagna (+2,3%). In direzione opposta risultano in diminuzione le importazioni che interessano Francia (-4,9%), Belgio (-2,4%) e Paesi Bassi (-15,2%). Una crescita estremamente robusta riguarda mercati minori quali Slovacchia (+18,6%), Cechia (+36%) e Ungheria (+17%).
 

 

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Indice del fatturato del commercio

Nel terzo trimestre 2025, la dinamica del commercio al dettaglio della provincia di Lodi registra un netto segnale di discontinuità che si manifesta attraverso una flessione del fatturato sia nei confronti del precedente trimestre sia rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.
Al netto della componente stagionale, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si posiziona ora a quota 116 (116,4 nel secondo trimestre 2025), evidenziando quindi una contrazione congiunturale pari a -0,4%, che posiziona l’indice al livello del primo trimestre 2025.
Tale arretramento si è ampiamente riverberato sulla dinamica tendenziale del fatturato (-1,7%), che risulta in rilevante regressione rispetto a quanto registrato su base annua sia nel primo (-0,4%) che nel secondo trimestre 2025 (+2,2%).

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Le aspettative delle imprese del commercio lodigiano per il quarto trimestre 2025 registrano una convergenza tra le dimensioni previsive afferenti al fatturato e agli ordini rivolti ai fornitori, entrambi in recupero rispetto alla precedente rilevazione e posizionati in terreno positivo in base ai saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e diminuzione), mentre nei confronti dell’occupazione le stime si orientano verso un peggioramento per il trimestre successivo.
L’approfondimento di analisi in relazione al fatturato evidenzia che il passaggio del saldo in un intorno positivo (+22,7% contro -18,2%) è stato determinato dal consistente incremento della componente di imprese con prospettive di crescita, triplicata rispetto alla rilevazione precedente (da 11,4% a 36,4%), e dal dimezzamento della quota di operatori con stime di diminuzione per il quarto trimestre 2025 (da 29,5% a 13,6%).
Nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori, le prospettive trimestrali delle imprese evidenziano anch’esse un netto recupero, collocandosi in un intorno positivo, con un valore complessivo del saldo che si posiziona a +13,6% (-6,8% nel secondo trimestre).
Nei confronti dell’occupazione, la dinamica registra invece un valore nullo del saldo in un contesto dove l’ipotesi di stabilità è condivisa da oltre otto imprese su dieci.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

La dinamica di crescita del fatturato dei servizi  della provincia di Lodi prosegue anche nel terzo trimestre 2025.
In particolare, l’andamento dell’indice del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, ha raggiunto nel terzo trimestre un nuovo massimo storico, attestandosi a 125,4 (123,8 nel secondo trimestre 2025), corrispondente a un incremento dell’1,3% rispetto al secondo trimestre 2025.
La crescita ottenuta su scala trimestrale ha impattato ampiamente sul piano tendenziale, determinando un incremento significativo del fatturato rispetto al terzo trimestre 2024 (+5%) ed evidenziando una consistente accelerazione del saggio incrementale tendenziale rispetto ai trimestri precedenti.
L’approfondimento di analisi sui servizi del Lodigiano, attraverso la dinamica delle aree di crescita, stabilità e diminuzione del fatturato rispetto al terzo trimestre 2024, evidenzia una consistente riduzione della frazione di imprese con prospettive di calo (da 35,5% a 21,7%) e conseguente passaggio verso le aree di incremento (dal 40,3% al 44,9%) e di stabilità del fatturato (da 24,2% a 33,3%) rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Le aspettative delle imprese del terziario lodigiano per il quarto trimestre 2025 – espresse dai saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) – registrano un quadro di miglioramento del sentiment che interessa sia il fatturato sia l’occupazione.
Nei confronti del fatturato si osserva un cambio di segno del saldo rispetto alla rilevazione precedente (da -6,5% a +2,9%), quale effetto dell’incremento della quota di imprese con aspettative di aumento (da 11,3% a 14%) e della riduzione contestuale, rispetto alla rilevazione precedente, della frazione di imprese con stime di decrescita (da 17,7% a 11,6%) in un contesto complessivo nel quale la stabilità del volume d’affari è attesa da circa il 74% delle imprese.
In relazione all’occupazione, si registra un consistente miglioramento delle previsioni attribuibili al passaggio del saldo complessivo in un quadrante positivo (da -4,5% a +5,8%), in un contesto di stabilizzazione della dinamica che coinvolge l’85,5% degli operatori dei servizi.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel terzo trimestre del 2025 l’artigianato manifatturiero lodigiano segna un recupero congiunturale dei principali indicatori, non sufficiente però a far registrare dati positivi a confronto con lo stesso periodo del 2024. Si osserva tuttavia un importante miglioramento delle aspettative: quelle sulla produzione in particolare tornano in terreno positivo.
A confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, la produzione risulta quasi invariata (-0,1%), valore che segue una forte riduzione riscontrata nel periodo precedente.
Osservando una porzione più ampia del grafico, si può peraltro notare come l’artigianato lodigiano non sia ancora riuscito a recuperare i livelli produttivi raggiunti a inizio 2018.
Il numero indice della produzione (calcolato ponendo l’anno 2015 come base uguale a 100) risale nel trimestre in esame fino a raggiungere quota 97,8.

 

Analisi congiunturale

Dopo l’andamento negativo del trimestre precedente, la dinamica congiunturale dell’artigianato evidenzia un recupero per tutti gli indicatori. Anche a livello regionale si osserva una dinamica complessivamente positiva, con la sola eccezione degli ordini.
La produzione dell’artigianato manifatturiero cresce a Lodi su base congiunturale dello 0,4% (dato destagionalizzato), un dato di poco inferiore allo 0,6% che si osserva in Lombardia. Anche per il fatturato si verifica una crescita per entrambi i livelli territoriali, con una differenza più marcata però tra la performance regionale (+0,9%) e quella provinciale (+0,2%).
La dinamica degli ordini restituisce un quadro ancora differente. In provincia si osserva infatti un incremento del portafoglio ordini pari all’1,1% in tre mesi, mentre in regione si riscontra una variazione quasi nulla (0,1%).

 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, quindi a confronto con lo stesso trimestre del 2024, evidenzia per l’artigianato lodigiano variazioni ancora negative per tutti e tre gli indicatori, sebbene meno pronunciate rispetto alla scorsa rilevazione. Permane invece un contrasto con la dinamica estremamente positiva a livello lombardo.
La produzione dell’artigianato lodigiano segna un minimo decremento annuo dello 0,1%, mentre in regione si osserva una variazione di segno positivo, con una crescita dell’1,6%.
Parallelamente, il fatturato dell’artigianato provinciale cala dello 0,6%, quando in Lombardia si evidenzia invece un incremento (+1,9%).
La dinamica degli ordini risulta meno brillante in entrambi i livelli territoriali. A Lodi, gli ordini acquisiti si riducono in un anno dello 0,9% e in regione crescono, ma solamente dello 0,2%.
 

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Nel Lodigiano, le aspettative degli operatori artigiani mostrano un deciso miglioramento del clima di fiducia rispetto ai periodi precedenti, soprattutto relativamente alla produzione.
Solo il 10,8% delle imprese si aspetta infatti una riduzione della produzione, portando il saldo tra giudizi ottimisti e pessimisti in terreno positivo (8,1 punti percentuali) per la prima volta dal secondo trimestre 2022.
Un netto miglioramento si osserva allo stesso modo riguardo le attese sulla domanda interna, che registrano un pareggio tra giudizi di crescita e di riduzione, come non si vedeva da fine 2021.
Sempre pari a zero il saldo tra stime di crescita e riduzione sull’occupazione, per la quale tuttavia la quasi totalità degli operatori (94,6%) esprime giudizi di stabilità.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera del lodigiano continua a evidenziare una crescita sostenuta anche nel terzo trimestre 2025. Tutti e tre gli indicatori rilevati –  produzione, fatturato e ordini – crescono sia su base congiunturale che tendenziale. Anche i dati relativi al mercato del lavoro rilevano un quadro positivo, ciò nonostante si osserva una leggera prevalenza di giudizi negativi riguardo alle aspettative sul prossimo trimestre.
A confronto con il terzo trimestre del 2024, la produzione industriale del lodigiano mostra una robusta crescita dell’8,6%, migliorando dinamica – già buona – già buona dei trimestri passati: il numero indice (calcolato ponendo pari a 100 l’anno 2015) sale fino a quota 142,6 nel trimestre in esame.
Osservando l’andamento della curva del numero indice della produzione manifatturiera, emergono chiaramente la forte flessione della prima metà del 2020 e la successiva ripresa, con una crescita in rallentamento tra 2022 e 2023 e una nuova fase di recupero nella prima metà del 2024.

 

Analisi congiunturale

Gli indicatori congiunturali dell’industria manifatturiera lodigiana evidenziano un’importante fase di crescita, in linea con la buona performance che si registra anche a livello regionale.
La produzione industriale cresce dell’1,7% in provincia rispetto allo scorso trimestre (dato destagionalizzato), una velocità di crescita superiore allo 0,7% della Lombardia.
Anche la dinamica del fatturato registra un importante incremento congiunturale sia a Lodi (1,2%) sia in Lombardia (1,6%). La quota di fatturato del trimestre realizzata all’estero è infatti del 27,8% per il manifatturiero lodigiano, dunque – come di consueto – inferiore al dato regionale (38,3%) di una decina di punti circa.
Gli ordini del manifatturiero lodigiano registrano una dinamica di crescita congiunturale leggermente inferiore, pari all’1% per le commesse dall’estero e allo 0,6% per gli ordini interni. A livello lombardo si osserva una crescita poco più accentuata, presentando come per Lodi una performance migliore dei mercati esteri (+1,3%).

 

Analisi tendenziale

A confronto con lo stesso periodo del 2024, tutti gli indicatori del manifatturiero lodigiano evidenziano una robusta crescita, registrando una performance complessivamente migliore di quella regionale. La produzione industriale in particolare cresce dell’8,6% a Lodi, contro il 2,2% che si osserva per l’industria lombarda.
Si registra un importante aumento annuo anche per il fatturato, cresciuto del 6,7% in provincia e del 4,4% in regione. Nel lodigiano il contributo arriva soprattutto dalla componente interna, che segna un +7,5%, contro un +4,5% per il fatturato estero. A livello regionale avviene l’opposto: le vendite all’estero crescono più di quelle realizzate sul territorio nazionale (rispettivamente +6,6% e +3%).
Anche gli ordini acquisiti nel trimestre registrano un andamento incoraggiante per il futuro immediato, evidenziando un aumento del 5,3%. Il contributo maggiore alla crescita arriva dagli ordini esteri che segnano un +6,2%. A livello regionale si osserva una dinamica positiva, anche se inferiore a quella del lodigiano: si tratta infatti di un incremento complessivo degli ordini del 3,1%, trainati soprattutto dalle commesse estere (+4,1%).

 

Mercato del lavoro

L’osservazione degli indicatori del mercato del lavoro dell’industria manifatturiera lodigiana del terzo trimestre 2025 evidenzia dati complessivamente positivi. La quota delle imprese che dichiara di aver fatto ricorso alla CIG risulta essere del 3,2%, dunque pressoché identica a quella del trimestre passato (3,3%). In rapporto al monte ore trimestrale complessivo, le ore di CIG incidono solamente per lo 0,2% (rispetto allo 0,04% della rilevazione precedente).
Nel grafico si osserva come il picco di massimo della prima metà del 2020 (quando le imprese che hanno utilizzato CIG erano intorno al 60%) si sia gradualmente riassorbito nei trimestri successivi, in particolare nella seconda metà del 2021; una limitata fase di incremento si è poi registrata tra fine 2023 e metà 2024.
Risulta leggermente positivo anche il saldo tra entrate e uscite di lavoratori, pari allo 0,4%, pur evidenziando una riduzione del tasso di entrata (1,7% nel trimestre). Come si osserva dal grafico, si tratta di due trimestri consecutivi di espansione, che fanno seguito a due periodi di segno negativo.

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Le aspettative sul futuro prossimo degli imprenditori del manifatturiero lodigiano registrano un sentiment piuttosto prudente nonostante la performance positiva del trimestre. Si osserva infatti una leggera prevalenza di giudizi negativi per quanto riguarda sia la produzione sia la domanda interna ed estera, con l’unica eccezione – in positivo – costituita dai giudizi sull’occupazione.
La produzione è ritenuta stabile da un’ampia maggioranza di rispondenti, il 74%, ovvero la quota più elevata registrata nei trimestri recenti. Per il resto degli intervistati è più probabile un calo, mentre meno del 10% si aspetta una crescita. Le prospettive sull’occupazione vedono per contro una prevalenza di giudizi di ottimisti, con un saldo positivo di 6,5 punti percentuali.
Le aspettative sulla domanda risultano simili per il mercato nazionale e per quello estero, seppure leggermente migliori per quest’ultimo. Una quota di circa i due terzi degli operatori indica aspettative di stabilità, mentre il terzo rimanente è pessimista su entrambi i mercati.
Nel dettaglio, il saldo tra quanti attendono un calo delle vendite e quanti un aumento vede prevalere il primo gruppo di 9,7 punti percentuali in riferimento al mercato italiano e di 3,6 per quello estero.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Secondo
Anno
2025

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Settori

Tra gennaio e giugno del 2025, le esportazioni delle imprese lodigiane valgono poco più di 3 miliardi di euro, registrando una dinamica negativa rispetto allo stesso periodo del 2024 (-3,9%, che in valori assoluti significa circa 125 milioni di euro in meno).

A livello settoriale, il comparto dell’elettronica si conferma il più rilevante a Lodi anche nella prima metà del 2025: incide infatti per quasi il 50% delle esportazioni provinciali, ovvero 1,5 miliardi di euro di merci esportate.

A grande distanza seguono il comparto della chimica (363 milioni di euro, l’11,9% del totale) e quello dell’alimentare (335 milioni pari al 10,9%); più distanti ancora gli apparecchi elettrici a quota 252 milioni, mentre nessun altro comparto supera la soglia dei 200 milioni.

Le importazioni delle imprese lodigiane nei primi sei mesi del 2025 ammontano a 4,9 miliardi di euro, con una variazione annua negativa del 5,3%, interrompendo una lunga crescita che ha interessato tutti i trimestri del 2024, come avvenuto per l’export.

La prima voce dell’import della provincia, come avviene per l’export, è rappresentata dall’elettronica: il valore assoluto dei flussi nel semestre è di 1,9 miliardi di euro, equivalenti al 39,6% dei flussi di beni in arrivo.

Altri due comparti importanti per valore delle merci scambiate sono l’alimentare e la farmaceutica: rispettivamente 824 e quasi 750 milioni di euro (insieme costituiscono il 32% del totale). Più distante la chimica, comparto che sfiora la soglia dei 400 milioni di euro di merci in arrivo dall’estero in sei mesi.

L’export lodigiano registra – nella prima metà del 2025 – un calo del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, circa 125 milioni di euro in meno. L’elettronica, il comparto più rilevante, è anche il principale responsabile della flessione, con un calo del 10,1%, pari a una differenza in negativo di 171 milioni di euro.

Tra gli altri comparti dell’export provinciale si osserva una prevalenza di variazioni di segno positivo. In termini percentuali, la crescita più importante riguarda la farmaceutica (+25,9%, circa 27 milioni di euro in più), seguita da prodotti in metallo (+17,4%) e gomma-plastica (14,1%). Piuttosto rilevante l’incremento percentuale della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+79,4%), che comporta tuttavia una crescita di meno di 7 milioni di euro.

La chimica, secondo comparto dell’export lodigiano per valore delle merci scambiate, è il maggiore tra i settori in calo (-2,7%), oltre ovviamente all’elettronica.

A confronto con lo stesso periodo del 2024, le importazioni delle imprese del lodigiano registrano un calo del 5,3%, imputabile principalmente al comparto dell’elettronica: quasi 470 milioni di euro di merci in meno rispetto al primo semestre del 2024 (-19,4%). Prevalgono invece variazioni di segno positivo per quanto riguarda la maggioranza degli altri settori.

Crescono in modo particolare i flussi di merci in arrivo per il comparto della farmaceutica (+14,7%), dei macchinari (+22,1%), degli apparecchi elettrici (+4,3%) e della chimica (+4%), mentre sono piuttosto stabili i valori del comparto alimentare (+0,5%).

In negativo si osservano invece, oltre all’elettronica, alcuni segmenti di minori dimensioni, quali la gomma-plastica (-9,7%) e i prodotti in metallo (-1,6%).

 

 

Aree geoeconomiche globali

Le esportazioni delle imprese lodigiane nei primi sei mesi del 2025 riguardano in larghissima prevalenza i Paesi europei, verso cui è diretta la quasi totalità dei flussi, oltre il 90%, per un ammontare di 2,8 miliardi di euro.

La destinazione principale sono i Paesi dell’Unione Europea (2,7 miliardi), mentre le merci destinate a Paesi europei non UE valgono solamente 88 milioni, di cui 25,5 riguardano il mercato principale tra essi: la Svizzera.

Al di fuori dell’Europa, sono destinate al continente asiatico 116 milioni di euro di export di merci del lodigiano (il 3,8% del totale), di cui 53,7 milioni riguardano il Medio Oriente e 48,3 milioni l’Asia Orientale; la sola Cina è meta di 14,6 milioni di euro di export provinciale, seguita dall’India con 11,4 milioni.

Le imprese lodigiane esportano infine 60,8 milioni di euro verso il continente americano (il 2% del totale), di cui 36,1 milioni interessano gli Stati Uniti.

L’import lodigiano si divide fondamentalmente tra i flussi provenienti da Europa e Asia. La quota maggiore proviene dall’Europa: tra gennaio e giugno del 2025 sono il 55% delle importazioni complessive, per un valore di 2,7 miliardi di euro di merci. La quasi totalità di questi flussi proviene da Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, tranne poco meno di 120 milioni di euro provenienti da mercati europei extra-UE (quasi esclusivamente Regno Unito e Svizzera).

Provengono invece dall’Asia il 43,6% delle importazioni provinciali (in cifre si tratta di 2,1 miliardi di euro). La Cina costituisce il principale mercato asiatico di approvvigionamento del lodigiano: 1,5 miliardi di euro di merci nei primi sei mesi dell’anno, poco meno di un terzo dell’import provinciale complessivo. Piuttosto rilevante per valore delle merci scambiate anche l’India, da cui provengono 225 milioni di euro in sei mesi.

La dinamica annua dell’export lodigiano risente in negativo del calo che ha coinvolto i flussi diretti verso i Paesi del continente europeo. Rispetto allo stesso periodo del 2024, le esportazioni in Europa si riducono del 3,7%, ovvero più di 100 milioni di euro in meno.

Innanzitutto i flussi relativi ai mercati UE si riducono del 3,3%, mentre per i Paesi europei non UE si registra un calo più pesante, pari al 13,4%, con importanti riduzioni che riguardano tutti i principali mercati: -4,7% per il Regno Unito, -6,6% per la Svizzera e -34,1% per la Turchia.

Nei confronti dell’Asia si osserva una flessione importante rispetto al 2024 (-19,9%), dovuta a un calo dei flussi diretti verso Asia Centrale (-55,3%) e Orientale (-25,2%), mentre crescono i Paesi del Medio Oriente (+7%). Si riducono in misura significativa le esportazioni dirette in India (-32,1%), Cina (-38,5%) e verso le quattro Tigri Asiatiche (-28,5%).

Nei confronti delle Americhe si osserva un incremento annuo dei flussi, anche se di entità relativamente contenuta (+3,1%). Il calo che riguarda l’America settentrionale (-4,6%) e in particolare gli Stati Uniti (-7,3%) viene quinti più che compensato dall’aumento dei Paesi dell’America centro-meridionale (+21,8%).

Parallelamente all’export, anche le importazioni di merci del lodigiano registrano una dinamica annua di segno negativo. Particolarmente significativa la forte riduzione dei flussi di merci provenienti dall’Asia (-14,4%), mentre riguardo ai Paesi europei si riscontra una minima variazione positiva (+1,8%).

Nei confronti dell’Europa si osserva una crescita annua delle importazioni sia dai partner UE (+1,5%) sia nei confronti degli altri mercati (+8,1%), nonostante un calo rilevante del Regno Unito (-19,5%).

La riduzione dell’import lodigiano dall’Asia denuncia una significativa flessione dei flussi che riguardano la parte orientale, quasi 250 milioni di euro in meno (-11,8%); in particolare, è il mercato cinese a segnare una riduzione importante (-15%).

 

 

Dettaglio europeo

Nei primi sei mesi del 2025, il principale mercato per le esportazioni lodigiane in Unione Europea è – al pari degli ultimi anni – la Spagna, dove si dirigono 1,3 miliardi di euro di merci provenienti dalla provincia, ovvero poco meno della metà dei flussi diretti in UE e il 43,2% dell’export complessivo.

A grande distanza troviamo la Francia, che – pur costituendo il secondo mercato in UE, costituisce circa un quarto dell’export diretto in Spagna – per un valore di 346 milioni di euro di merci in partenza dalla provincia.

Il terzo posto è occupato dalla Grecia, con 220 milioni di euro, segue in quarta posizione la Germania, verso la quale si dirigono poco più di 180 milioni in euro. Valgono invece circa 100 milioni di export Portogallo e Paesi Bassi.

Il primo Paese di approvvigionamento per le imprese lodigiane nell’Unione Europea si conferma la Germania, da cui provengono nei primi sei mesi dell’anno 733 milioni di euro di merci, pari a circa il 28% dell’import da Paesi UE.

Seguono in graduatoria Francia e Spagna, rispettivamente 471 e 383 milioni di euro in arrivo in provincia nel semestre, che – insieme alla Germania – rappresentano il 60% dell’import lodigiano dalla UE e circa un terzo dell’import globale.

Attorno alla soglia dei 200 milioni di euro si collocano Belgio e Paesi Bassi, seguiti da Polonia e Slovacchia – i primi due Paesi dell’Europa dell’Est – entrambi al di sopra dei 100 milioni.

La dinamica dell’export della provincia di Lodi verso l’UE segna un calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Come si osserva dal grafico tuttavia, l’aumento complessivo nasconde performance molto differenti dei vari mercati.

La penisola iberica è la principale responsabile del calo complessivo, dovuto in primo luogo alla Spagna, che presenta una riduzione importante: -11,8%, ovvero circa 176 milioni di euro; si aggiunge poi il Portogallo, con un calo del 16,4%.

Sono invece in crescita gli altri mercati di sbocco principali del lodigiano in Europa, quali Francia (+6,6%), Grecia (+19,3%) e Germania (+22,1%).

L’import del lodigiano dai Paesi UE riporta una crescita moderata: +1,5% su base annua. Si osserva una dinamica estremamente differenziata tra Paesi, con i mercati minori in forte crescita e performance maggiormente differenziate tra i mercati più significativi.

Si osserva in particolare una crescita dei flussi provenienti da Germania (+3,4%) e Spagna (+5,7%). In direzione opposta risultano in diminuzione le importazioni che riguardano Francia (-10%) e Paesi Bassi (-14%). Risultano relativamente stabili i dati di Belgio (-0,2%) e Polonia (+0,6%), mentre una crescita estremamente robusta riguarda mercati minori quali Slovacchia (+33,2%), Cechia (+31,2%), Ungheria (+25,6%) e Grecia (+22,9%).