Nel 2025, l’export complessivo (56,1 miliardi di euro) ha registrato un arretramento di 1,6 miliardi di euro rispetto al 2024 (-2,8%). Sulla dinamica globale hanno inciso soprattutto le flessioni riscontrate verso l’Europa (-1,1%) e l’Asia (-4,9%).
L’arretramento dell’export verso l’Europa (-333,8 milioni di euro) è attribuibile alla dinamica ampiamente negativa dei Paesi non UE, in flessione per 1,2 miliardi di euro (-10,9%), dove incide principalmente la flessione di 858,6 milioni dell’export diretto in Svizzera (-14,6%). La dinamica negativa europea è stata solo parzialmente compensata dall’aumento di oltre 917,8 milioni dell’export diretto in UE (+4,6%). In valori assoluti si tratta di 31,3 miliardi di euro, dei quali 21,1 verso la UE e 10,2 verso i Paesi europei non UE.
Nei confronti dell’Asia, si registra una flessione di circa 643,3 milioni di euro (-4,9%), pur confermandosi come la principale destinazione extra-europea per l’export milanese, con 12,4 miliardi di euro. Determinante in questo calo è stata la flessione dei mercati dell’Asia Orientale (-8,4%, ovvero 716 milioni di euro), in quanto destinazione principale del continente asiatico (7,8 miliardi di euro). I mercati di riferimento dell’area hanno evidenziato una dinamica particolarmente negativa: 265,5 milioni di euro è il deficit con la Cina, per un totale export di 3 miliardi (-8,1%); 214 milioni di euro costituisce invece la flessione verso il Giappone (-14%), che riporta un export complessivo di 1,3 miliardi; infine 204,4 milioni è il saldo negativo verso le quattro Tigri Asiatiche (-7,5%), meta di 2,5 miliardi di export.
Guardando al mercato americano, che vale circa 9 miliardi di euro (in calo dello 0,9%), gli Stati Uniti rappresentano la meta principale dell’export milanese, con 6,1 miliardi di euro, in flessione di 185,4 milioni (-2,9%).
Spostando l’analisi sul fronte import (che vale 88 miliardi di euro), i flussi dall’estero sono aumentati di circa 4,3 miliardi di euro rispetto allo scorso anno (+3,5%).
Sulla crescita del surplus hanno inciso gli incrementi originati dall’Europa (+3,5%, ovvero 2,1 miliardi di euro), per un totale di 64,3 miliardi. La geografia dell’import conferma la centralità dei partner europei comunitari, con oltre 1,9 miliardi di crescita su base annua (+3,6%).
In ordine di rilevanza segue l’Asia: circa 1,8 miliardi di euro di crescita (+11,3%); quindi troviamo l’America con un incremento di 368,3 miliardi di euro (+9,2%).
La flessione dell’export nel Milanese per il 2025 (-2,8%) è stata determinata dal calo di due importanti direttrici: Europa e Asia.
Sui mercati europei (-1,1%) ha pesato l’arretramento a doppia cifra verso i Paesi non UE (-10,9%), su cui impatta fortemente la consistente flessione dell’export diretto verso l’hub commerciale della Svizzera (-14,5%).
Nel contesto di generale arretramento, si riscontra invece una dinamica di crescita delle esportazioni verso l’Unione Europea (+4,6%).
Il calo delle destinazioni asiatiche (-4,9%) è invece attribuibile ai mercati dell’Asia Orientale (-8,4%), dove rilevano in particolare le consistenti flessioni registrate nei confronti di Cina (-8,1%) e Giappone (-14%), oltre alle quattro Tigri Asiatiche (-7,5%), dove incidono in misura rilevante gli arretramenti delle esportazioni verso Hong Kong (-14,3) e Corea del Sud (-5,2%).
Nei confronti dei mercati extra-europei, si è inoltre osservata una dinamica di calo verso il continente americano (-0,9%), condizionata dalla flessione registrata dagli Stati Uniti (-2,9%).
La crescita dell’import registrata dall’area milanese nel 2025 (+5,1%) è ascrivibile in particolare alla dinamica dei flussi commerciali provenienti dai partner europei e dell’Asia.
L’import di matrice europea (+3,5%) è stato condizionato dalla dinamica positiva dei partner dell’Unione Europea (+3,6%), cui si è associato l’incremento dei flussi commerciali provenienti dai Paesi europei non UE (+3,1%), dove l’aumento dell’import da Svizzera e Turchia (rispettivamente +1,4% e +3%) ha controbilanciato l’apporto negativo del Regno Unito (-5,8%).
In relazione ai partner extra-europei, il 2025 si è chiuso con una crescita a doppia cifra per le importazioni provenienti dall’Asia (+11,3%) e in particolare dall’Asia Orientale (+15%). Più nello specifico, parliamo di Cina (+18%) e Giappone (+5,5%), mentre si è osservata una flessione delle Tigri Asiatiche (-8,5%), pur rimanendo ancora in crescita Hong Kong (+10,6%) e Corea del Sud (+16,2%).
Nei confronti dell’America, la significativa crescita dell’import nel 2025 (+9,2%) è da attribuire principalmente al ruolo svolto dagli Stati Uniti (+11,6%).