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Indice del fatturato del commercio

Gli ultimi tre mesi del 2025 registrano una battuta d’arresto per il commercio al dettaglio milanese: la ripresa che aveva caratterizzato il settore nei trimestri centrali dell’anno evidenzia un cambio di passo, mostrando una leggera contrazione dell’indice trimestrale.
Al netto della componente stagionale, l’indice del fatturato (base 2015=100) arretra infatti da 114,1 a 113,9. Si tratta di una diminuzione dello 0,2% su base trimestrale. 
L’andamento osservato contribuisce a indebolire la dinamica tendenziale, ossia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno, facendo registrare per l’ultimo trimestre del 2025 una sostanziale stagnazione del volume d’affari (+0,1% la progressione rispetto al quarto trimestre dello scorso anno). Andamento che segue, invece, un percorso positivo di crescita del fatturato che ha caratterizzato il settore nei primi tre trimestri dell’anno.
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative delle imprese per il primo trimestre 2026, analizzate attraverso i saldi delle risposte (quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registrano un generale peggioramento, in particolare per fatturato e ordini ai fornitori.
Il peggioramento del sentiment degli operatori nei confronti del fatturato, espresso da un saldo particolarmente negativo (-17,7%), risulta determinato da una netta prevalenza della quota di imprese con prospettive di diminuzione (33,8%) rispetto a quella con stime di aumento, più che dimezzata a confronto con la rilevazione precedente (da 35,1% a 16%).
Anche nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori, le prospettive delle imprese sono orientate verso un consistente arretramento per il prossimo trimestre. Il saldo complessivo è infatti transitato da un quadrante positivo a uno ampiamente negativo (da +15,2% a -17%): la platea di imprese con previsioni negative si è estesa in misura significativa (da 11,9% a 28,3%), mentre si è parallelamente ridotta la quota di imprese che ipotizza un incremento (da 27% a 11,3%). 
Nei confronti dell’occupazione, la stabilità delle attese per il primo trimestre 2026 è largamente prevalente tra le imprese del commercio, l’invarianza del saldo complessivo è condivisa da circa l’84% dei rispondenti.
 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

La dinamica di crescita del fatturato dei servizi nell’area metropolitana di Milano è proseguita anche nel quarto trimestre 2025 sia su base congiunturale sia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno.
Il focus di analisi trimestrale condotto attraverso l’indice del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, mostra infatti il raggiungimento di un nuovo punto di massimo storico, passando da 146,1 a 147,9, pari a un incremento dell’1,3% rispetto al terzo trimestre 2025.
Il trend evidenziato su scala trimestrale ha inciso in misura significativa sul piano tendenziale, ossia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno, determinando un incremento del fatturato del 3,8%.
L’approfondimento di analisi sui servizi milanesi, attraverso la dinamica delle aree di crescita e di diminuzione del fatturato indica che la quota di imprese con volume d’affari in aumento rispetto allo scorso anno si è ulteriormente rafforzata, salendo dal 47,3% al 50,2%, a fronte di una riduzione della frazione di operatori con fatturato in arretramento, che risulta pari al 29,2% a fine trimestre (32% nella rilevazione precedente), mentre rimane stabile la quota di imprese con fatturato invariato rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (20,5%).
 

Classi dimensionali

Il confronto territoriale tra il settore dei servizi della città metropolitana di Milano e della Lombardia evidenzia un’equivalenza nel ritmo espansivo del fatturato: in entrambe le aree, la dinamica di crescita è stata pari a +3,8% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno, sebbene i contributi dimensionali delle unità dei servizi registrino un ruolo più bilanciato per l’area milanese rispetto al contesto regionale.
Il focus di analisi dei servizi milanesi mostra una dinamica del fatturato su base annua guidata dalle medie e grandi imprese (rispettivamente +4,8% e +5,3%), mentre si osserva un apporto meno incisivo da parte delle unità di minore dimensione, in particolare dalle imprese da 3 a 9 addetti.
Il confronto territoriale tra provincia e regione mostra una crescita di minore intensità per le imprese di media dimensione del territorio lombardo (+4%), ma largamente superiore per la tipologia oltre i 200 addetti (+8%).
Il confronto territoriale sottolinea, inoltre, per le unità da 10 a 49 addetti una dinamica superiore per l’area metropolitana milanese (+3,4%) rispetto alla Lombardia (+3%), mentre per le micro imprese si registra una dinamica debole in entrambi i territori: Milano (+0,5%), Lombardia (+0,8%).
 

Settori

Nel quarto trimestre 2025, il fatturato del terziario milanese, oltre a mostrare un andamento eterogeneo tra i comparti di attività, ha confermato il ruolo preminente dei servizi alle imprese nel condizionare la dinamica complessiva della città metropolitana di Milano.
L’esame puntuale riferito ai settori evidenzia infatti che i servizi alle imprese hanno proseguito nel percorso di crescita del fatturato con un incremento significativo per le imprese milanesi (+4,3%), che è tuttavia di poco inferiore per intensità a quanto registrato dalle unità attive nel territorio della regione (+4,6%).
Nei confronti del commercio all’ingrosso, l’analisi tendenziale mostra una dinamica ampiamente espansiva del fatturato nell’area milanese (+2,7%), mentre si registra un contenuto aumento in Lombardia (+0,8%). In relazione agli altri segmenti di attività, gli alberghi e ristoranti hanno registrato un aumento dell’1,3% rispetto al quarto trimestre 2024, riprendendo quindi il sentiero di crescita interrotto nel precedente trimestre. Il confronto tra area milanese e Lombardia evidenzia, inoltre, una dinamica inferiore a livello locale rispetto alla regione, dove l’ospitalità alberghiera e la ristorazione registrano un consistente aumento del volume d’affari (+2,6%).
Rispetto ai servizi alle persone, il volume d’affari del comparto segna una nuova consistente espansione sia nell’area metropolitana milanese (+5,6%) sia in Lombardia (+5,8%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro previsivo delle imprese dei servizi per il primo trimestre 2026, analizzato attraverso i saldi delle risposte, quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, registra una stabilizzazione  delle stime in relazione al fatturato e un miglioramento del sentiment nei confronti dell’occupazione.
Rispetto al fatturato si osserva, infatti, un’invarianza sostanziale della dinamica positiva delle aspettative, come mostra il saldo complessivo fermo a +7,6% (+7,4% nella rilevazione precedente).
L’analisi dettagliata sottolinea un lieve aumento dell’area di incremento del fatturato (da 22,3% a 24,8%), compensato da una crescita di pari intensità della quota di operatori con stime di diminuzione, che sale a 17,5% (15% nella rilevazione precedente)  in un contesto di calo della frazione di operatori dei servizi che ipotizzano stabilità del fatturato per il prossimo trimestre (dal 62,7% al 58%).
Nei confronti dell’occupazione, le aspettative delle imprese dei servizi per i prossimi tre mesi si orientano invece verso un miglioramento del saldo complessivo delle risposte, che passa da +2,2% a +8,9%. Il contesto resta comunque contraddistinto da un’ipotesi di stabilità, condivisa da circa tre quarti dei rispondenti.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025, l’attività industriale dell’artigianato manifatturiero milanese evidenzia, rispetto ai tre mesi precedenti, un recupero dei volumi prodotti localmente, che crescono in linea con il trend regionale, e un proseguimento della dinamica contenuta per il fatturato che si estende trimestralmente anche agli ordini.
Complessivamente l’andamento dell’artigianato milanese riflette il trend registrato dal settore nel conteso regionale.
La dinamica positiva osservata trimestralmente si è replicata, con intensità differenti, sull’andamento tendenziale degli indicatori sia sul piano della produzione sia nei confronti dei ricavi industriali che del portafoglio ordini.
Sul piano produttivo, il focus di analisi condotto attraverso l’indice della produzione industriale (2015=100) registra un aumento rispetto ai tre mesi precedenti, portando il dato destagionalizzato per il terzo trimestre 2025 a 109,8 (109,1 nel terzo trimestre), corrispondente a un incremento dello 0,6% su base trimestrale, che risulta quindi allineato al dato regionale pari a +0,7%.
La dinamica trimestrale della produzione si è riverberata in misura più ampia sul piano tendenziale: rispetto al quarto trimestre dello scorso anno i volumi prodotti hanno infatti registrato un aumento pari all’1,6%.
 

Analisi congiunturale

Il focus di analisi degli indicatori congiunturali dell’artigianato milanese, riferiti al quarto trimestre 2025, registra un quadro di aumento della dinamica produttiva, allineata al contesto regionale, e di contenuto  incremento del fatturato e degli ordini rispetto ai tre mesi precedenti.
Per la produzione industriale, la dinamica milanese – al netto della componente stagionale – registra un aumento pari allo 0,6%, sostanzialmente identico a quanto evidenziato dalla manifattura artigiana della Lombardia (+0,7%).
Nei confronti del fatturato, l’aumento conseguito dalla manifattura artigiana milanese risulta in linea con il trend registrato nel precedente trimestre (+0,3%), ma inferiore all’andamento osservato per il comparto artigiano della Lombardia (+0,6%).
Relativamente agli ordini, le commesse acquisite dal settore nel quarto trimestre evidenziano una consistente frenata rispetto a quanto registrato in precedenza: la dinamica mostra, infatti, un aumento limitato allo 0,4% (+1,2% nel terzo trimestre), in linea quindi con l’andamento lombardo (+0,5%).
 

Analisi tendenziale

Il quadro generale degli indicatori tendenziali mostra una dinamica caratterizzata da  una crescita rispetto al quarto trimestre dello scorso anno: recuperano la produzione industriale e il fatturato, e incrementa significativamente il portafoglio ordini.
Su base annua si è pertanto osservata un ripresa della produzione industriale, che fissa l’aumento tendenziale dei volumi a +1,6% (+0,2% l’incremento nel terzo trimestre) e del fatturato a +1,1% (+0,7% la variazione tendenziale precedente).
Pur recuperando sul trimestre precedente, i valori della produzione industriale e del fatturato artigiano milanese risultano inferiori ai risultati lombardi. In ambito ragionale si osservano incrementi più consistenti sia per i volumi prodotti (+2,2%) sia per il fatturato (+2%).
Risulta invece differente il quadro degli ordini, dove la dinamica milanese – in significativo incremento rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (+2,3%) – si confronta con un aumento meno pronunciato della manifattura artigiana lombarda (+1,1%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il sentiment delle imprese artigiane milanesi riguardo alle prospettive dell’attività industriale per il primo trimestre 2026 resta improntato al pessimismo, sia per quanto riguarda la produzione industriale sia in relazione alla domanda interna e all’occupazione.
Il dettaglio degli indicatori mostra che il saldo della produzione industriale, dato dalla differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, permane ancora negativo, seppure in lento recupero rispetto ai tre mesi precedenti, passando infatti dal -15,8% del terzo trimestre 2025 al -9,8% del quarto.
Nei confronti della domanda interna, le prospettive per il primo trimestre 2026, pur evidenziando anch’esse un miglioramento nei confronti della precedente rilevazione, registrano ancora un saldo complessivo insoddisfacente, che si attesta a -12,4% (-15,5% nel trimestre scorso).
Nei confronti dell’occupazione, le aspettative delle imprese mostrano invece un saldo nullo tra ipotesi di aumento e di diminuzione, seppure contenuto e in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, essendo passato dal -3,4% al -1,7%.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025, la città metropolitana di Milano ha consolidato e sviluppato ulteriormente il sentiero di crescita della produzione industriale, come evidenziato dalla dinamica sia su base trimestrale sia nei confronti del precedente anno. Anche fatturato e ordini riportano valori positivi, sebbene per questi ultimi si osservi una riduzione delle commesse acquisite nel mercato interno rispetto al precedente trimestre.
L’analisi di dettaglio della dinamica produttiva milanese mostra un aumento dell’indice della produzione industriale (base 2015=100) rispetto al trimestre precedente, con un nuovo punto di massimo trimestrale a quota 127 per i volumi prodotti, corrispondente a un incremento – al netto della stagionalità – superiore all’aumento registrato dell’industria lombarda (rispettivamente +1,1% e +0,6%). 
Dopo la fase di assestamento registrata nei tre mesi precedenti, la ripresa su base trimestrale dei volumi prodotti si è riflessa sulla dinamica tendenziale, conferendo nuovo vigore alla crescita (+3% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno).
Il confronto con la dinamica espressa dall’industria lombarda evidenzia, inoltre, un aumento locale della produzione ampiamente superiore a quanto registrato dalla manifattura nel contesto regionale (+2,3%).
 

Analisi congiunturale

L’attività manifatturiera della città metropolitana di Milano si è caratterizzata nell’ultimo trimestre del 2025 per una ripresa della dinamica produttiva rispetto ai tre mesi precedenti. 
Gli indicatori congiunturali registrano segnali positivi per il fatturato e di arretramento per gli ordini complessivi sui quali insiste la flessione della componente interna, la più incisiva sulla dinamica totale.
L’analisi dettagliata degli indicatori evidenzia quindi, al netto della componente stagionale, un aumento consistente della produzione industriale rispetto ai tre mesi precedenti (+1,1%), più intenso rispetto alla dinamica trimestrale di crescita osservata per la manifattura della Lombardia (+0,6%). 
I segnali positivi dell’industria milanese risultano tuttavia contenuti per il fatturato (+0,3%), che riporta peraltro un andamento inferiore rispetto a quanto registrato in Lombardia, dove la crescita è comunque circoscritta allo 0,6%.
La differenziazione degli andamenti tra la manifattura milanese e quella lombarda emerge anche nei confronti del portafoglio ordini, dove le commesse estere riportano una flessione più marcata a livello provinciale (-0,5%) rispetto a quanto evidenziato in regione (-0,2%). Lo stesso squilibrio emerge sul piano degli ordini esteri, infatti, pur trattandosi di valori positivi per entrambe le partizioni territoriali, la dinamica è più vivace in Lombardia (+0,6%) rispetto a quella del Milanese (+0,3%).
 

Analisi tendenziale

Nei confronti del quarto trimestre 2024, il quadro generale degli indicatori evidenzia un andamento molto positivo per il sistema industriale milanese in relazione alla dinamica produttiva e al fatturato, mentre si rileva una crescita più contenuta rispetto agli ordini.
La ripresa della dinamica trimestrale della produzione milanese si è riflessa a livello annuo sui volumi prodotti dall’industria (+3%), che risultano ampiamente superiori a quelli lombardi (+2,3%).
La dinamica per il fatturato è invece simile a quanto registrato nel terzo trimestre. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il fatturato dell’industria milanese ha mantenuto un ritmo espansivo (+4%) trainato dalla crescita dei mercati esteri (+5,8%), cui si è aggiunto l’aumento del fatturato interno (+3%).
Il trend milanese del fatturato replica – con una scala di intensità maggiore – quanto osservato in Lombardia, dove l’aumento complessivo (+3,4%) beneficia tuttavia di una dinamica migliore della componente interna (+3,7%) rispetto ai mercati esteri (+2,9%).
In merito al portafoglio ordini, l’area milanese mostra una crescita inferiore (+1,2%) rispetto all'industria lombarda (+1,7%). Sulla dinamica locale incide la flessione degli ordini interni (-0,8%) non sufficientemente bilanciata dalla crescita degli ordini esteri (+4,8%); il buon andamento lombardo è invece sostenuto dalla componente estera (+3,2%), che contribuisce a sostenere il più contenuto aumento degli ordini interni (+0,8%).
 

Dinamiche a confronto

Negli ultimi tre mesi del 2025 si sono ridotti i differenziali di andamento della produzione industriale milanese e lombarda da un lato rispetto, al sistema manifatturiero dell’Eurozona dall’altro lato, mentre persiste il divario sfavorevole della manifattura italiana rispetto all’industria locale.
L’industria milanese, dopo l’assestamento della dinamica nel trimestre precedente, ha evidenziato su base congiunturale un incremento dei volumi prodotti (+1,1%), che sopravanza la produzione industriale della manifattura lombarda (+0,6%).
Pertanto, il 2025 si chiude per ambedue i territori con un risultato positivo in relazione alla dinamica produttiva, frutto di un trend di crescita ininterrotto dall’inizio dell’anno.
Segnali di ripresa si registrano per l’industria dell’Eurozona: al netto della stagionalità, secondo le ultime stime, la produzione è aumentata  dello 0,2% rispetto al terzo trimestre, suggerendo un segnale di recupero ciclico dei settori industriali supportati dal miglioramento della manifattura tedesca – in vista di investimenti crescenti nel settore difesa (+1%) – e di quella francese (+0,2%). 
Per la produzione industriale italiana, il quarto trimestre 2025 si chiude con una diminuzione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua la contrazione si assesta allo 0,5%.
 

Mercato del lavoro

Per la cassa integrazione, la rilevazione trimestrale evidenzia un crescente aumento dell’incidenza delle imprese utilizzatrici rispetto al totale delle attività manifatturiere, in un contesto occupazionale dove le cessazioni superano le assunzioni di personale. 
La nota positiva è determinata dalla costanza delle ore utilizzate per la cassa integrazione rispetto al monte ore di lavoro trimestrale, suggerendo quindi un utilizzo più diffuso degli ammortizzatori sociali tra le imprese, ma meno intenso a livello di singola unità produttiva.
Il quadro di dettaglio evidenzia quindi un ampliamento della platea di imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni (CIG), passando dal 10,3% del trimestre precedente, all’11,7%. In tale contesto tuttavia, l’incidenza della CIG sul monte ore trimestrale resta costante rispetto ai tre mesi precedenti (2%).
L’occupazione, misurata dal saldo trimestrale tra nuove assunzioni e cessazioni di personale, registra inoltre un’accelerazione del trend negativo, passando a un -0,7% nel quarto trimestre 2025, contro il calo dello 0,3% nel terzo trimestre.
Tale risultato è dovuto fondamentalmente all’ampliamento del differenziale tra entrate e uscite dal mercato del lavoro rispetto ai tre mesi precedenti: si rileva infatti un incremento delle cessazioni (che passano dal +2,1% al +2,7%), a fronte di un rallentamento della dinamica delle assunzioni (da +1,9% a +1,7%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Le previsioni delle imprese manifatturiere milanesi per il primo trimestre 2026 si posizionano in un intorno positivo per quanto riguarda la dinamica produttiva, la domanda attesa dai mercati e l’occupazione.
Per la produzione industriale si osserva un netto miglioramento del saldo delle aspettative quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione. Si passa dal +5,8% del terzo trimestre al +15,9% del quarto trimestre 2025: aumenta infatti la quota di operatori con prospettive di crescita (da 23,6% a 28,9%) e diminuisce parallelamente la frazione di imprese con stime di flessione (da 17,8% a 13%).
Nei confronti della domanda proveniente dai mercati, le prospettive registrano un cambio di passo migliorativo sia in relazione alla componente estera che a quella interna. 
Le ipotesi espresse dalle imprese si posizionano per entrambe le componenti in un quadrante positivo. Per il mercato domestico il saldo passa da -2% a +4,9%, mentre per la domanda attesa dai mercati esteri il saldo si posiziona a +16,2% (era -0,7% nel terzo trimestre 2025). 
Sul piano dell’occupazione, le attese delle imprese continuano a essere orientate verso la stabilità per oltre il 74% dei rispondenti, mentre per la restante quota si evidenzia un incremento del saldo positivo complessivo: da +5,8% a +9,6%.
 

Il confronto tra piano qualitativo espresso dalle attese delle imprese e piano quantitativo definito dal ciclo della produzione industriale registra un recupero della dinamica per il primo trimestre 2026.
In particolare, il sentiment delle imprese evidenziato dall’indicatore sintetico delle aspettative – che su un piano unidimensionale riassume le stime relative a produzione, domanda attesa dai mercati e occupazione – mostra un miglioramento significativo passando da un quadrante negativo a uno positivo.
Verso tale direzione sta progressivamente convergendo anche il ciclo di breve termine della produzione industriale, nonostante un ritmo più blando della dinamica rispetto al precedente trimestre, come mostrato dal grafico.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni della città metropolitana hanno registrato una flessione di oltre 1,2 miliardi di euro rispetto al 2024 (-2,9%), fissando a 41,2 miliardi il totale export dell’area. 
Sul persistere del trend negativo ha inciso principalmente la flessione subita dalla filiera tessile-abbigliamento, in arretramento di oltre 654 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Altrettanto rilevanti per l’export milanese sono state le flessioni registrate dai comparti dell’elettronica e ottica (291,3 milioni) e dei prodotti in metallo (271 milioni di euro).
Tra i settori in crescita, si conferma il trend positivo della farmaceutica: oltre 300 milioni di euro di saldo positivo rispetto ai primi nove mesi del 2024; segue – in ordine di  grandezza – il comparto dei mezzi di trasporto, con un surplus di circa 276 milioni.
La suddivisione settoriale evidenzia, inoltre, una consistente crescita dell’export per la chimica e i prodotti alimentari, con saldi positivi su base annua di 159,6 milioni e di 121 milioni di euro rispettivamente.
Le dinamiche osservate non hanno modificato la  ripartizione settoriale che evidenzia ancora, tra i comparti principali dell’export, il primato del tessile-abbigliamento, con oltre 7,5 miliardi di euro; i macchinari in seconda posizione con 6,2 miliardi; quindi la chimica (5,3 miliardi) e la farmaceutica (4,1 miliardi). Seguono gli apparecchi elettrici con 3,6 miliardi e i prodotti in metallo con 2,7 miliardi di export.
Nei primi nove mesi del 2025, l’import milanese ha registrato una nuova accelerazione, collocandone il valore complessivo a 65,3 miliardi di euro (+4,8%), determinato da un aumento di circa 3 miliardi rispetto al 2024.
La dinamica milanese è stata sostenuta dai significativi incrementi registrati dai mezzi di trasporto (850,4 milioni di euro) e dai settori della chimica e dei prodotti elettrici (rispettivamente 497,4 milioni e 460,4 milioni di euro), oltre che dalla filiera del tessile-abbigliamento (400,8 milioni di euro). 
Consistenti aumenti delle importazioni sono stati registrati anche dall’alimentare (oltre 148 milioni di euro) e dall’elettronica, in surplus di  101 milioni di euro.
In controtendenza si collocano invece i macchinari e la farmaceutica, in flessione per 86 e 52 milioni di euro.
La dinamica dell’import non ha modificato la struttura settoriale dominata da elettronica e ottica con 9,6 miliardi di euro, seguita dalla chimica con 8,1 miliardi.
Con oltre 6 miliardi di euro sono quasi equivalenti, invece, i contributi in valore dei mezzi di trasporto e della farmaceutica, seguiti a distanza dai macchinari con 5,8 miliardi di euro.
Come già evidenziato dalla dinamica in valore dell’export, la città metropolitana di Milano ha registrato nei primi nove mesi del 2025 un consistente calo delle esportazioni (-2,9%).
Sul percorso di arretramento hanno inciso in primo luogo le flessioni registrate dalla filiera del tessile e abbigliamento (-8%), anche in considerazione del fatto che costituisce il primo settore in valore dell’export. Significativo anche il calo dei comparti dell’elettronica e ottica (-12,5%) e dei prodotti in metallo (-8,9%) e, a seguire, gli arretramenti riscontrati nei settori della gomma-plastica (-1,1%) e dei prodotti elettrici (-0,2%).
Apporti decisamente positivi arrivano invece dai trend ancora in espansione di mezzi di trasporto (+25,3%), farmaceutica (+7,9%) e alimentare (+6%), ai quali si sono associati gli incrementi registrati dai comparti dei prodotti chimici (+3,1%) e dalla meccanica (+0,9%), rispettivamente il secondo e terzo settore per valore dell’export.
Il percorso di crescita dell’import si è ulteriormente consolidato nei primi nove mesi del 2025, evidenziando un significativo aumento rispetto all’analogo periodo del 2024 (+4,8%).
L’espansione generale delle importazioni ha beneficiato della dinamica di crescita a doppia cifra registrata dai mezzi di trasporto (+16,1%) – il terzo settore per rilevanza – cui si sono associati gli incrementi ottenuti dal comparto degli apparecchi elettrici (+9,6%) e dalla filiera del tessile, abbigliamento, pelli e accessori (+8%).
Aumenti consistenti sono stati registrati anche dalla chimica (+6,5%) e dell’alimentare (+5%).
In controtendenza rispetto al trend di crescita generale delle importazioni risultano invece le variazioni negative registrate dai macchinari (-1,5%) e dalla farmaceutica (-1%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nei primi nove mesi del 2025, le direttrici geografiche dell’export (41,2 miliardi di euro) hanno registrato un arretramento verso l’Europa attribuibile ai Paesi non UE, mentre si è osservato un sensibile aumento verso i partner dell’Unione Europea. In ambito extra-europeo, si è invece registrata una flessione sui mercati asiatici e un aumento contenuto verso il continente americano. 
Nei confronti dello scorso anno, l’export verso l’Europa ha registrato un calo di 419 milioni di euro (-1,8%), riconducibile alla contrazione per un miliardo di euro dei mercati esterni alla UE (-12,1%), dove incide la flessione di oltre 780 milioni all’export diretto in Svizzera (-17,8%). La dinamica è stata quindi parzialmente compensata dalla crescita dei mercati UE (+4,1%, pari a 619 milioni). 
L’export diretto ai mercati europei si è pertanto collocato a 23,1 miliardi di euro; di questi, 15,6 diretti in UE e 7,5 verso i Paesi europei non UE.
In relazione ai mercati extra-europei, l’Asia registra una flessione di circa 456 milioni di euro (-4,8%), pur confermandosi come la principale destinazione extra-europea per l’export milanese, con 8,9 miliardi di euro. La dinamica negativa risulta ascrivibile alla flessione dei mercati dell’Asia Orientale che, pur confermandosi il primo mercato di sbocco con 5,7 miliardi di euro, arretrano di oltre 485 milioni di euro (-7,8%).
I mercati di riferimento dell’area hanno evidenziato una dinamica particolarmente negativa: 123 milioni di euro è il deficit con la Cina, per un totale export di 2,2 miliardi (-5,2%); saldo negativo di 207 milioni verso il Giappone, per un totale export di 969 milioni e una flessione di 207 milioni di euro verso le Tigri Asiatiche (1,8 miliardi di euro).
In relazione all’America, seconda piazza extra-UE per export (con 6,6 miliardi di euro), si è osservato un aumento dell’export di 117,8 milioni rispetto al 2024 (+1,8%). Nel continente, il mercato più rilevante sono gli Stati Uniti: 4,5 miliardi di euro e 67,1 milioni di surplus (+1,5%).
Relativamente all’import (65,2 miliardi di euro), il  saldo positivo di circa 3 miliardi è attribuibile per 1,7 miliardi all’Asia, seguita per rilevanza dall’Europa, con oltre un miliardo di euro (di cui 830 milioni dalla UE e 197 dai Paesi europei non UE). Inferiore è invece il contributo americano (278 milioni di euro).
La struttura geografica dell’import evidenzia la rilevanza dei partner europei: 47,2 miliardi di euro, di cui 40,9 miliardi dalla UE e 15,6 dai Paesi europei non UE. 
Fuori dall’Europa, l’Asia si conferma il fornitore principale dell’area milanese con 13,5 miliardi di euro, seguito a distanza dal continente americano con 3,3 miliardi, di cui 2,1 attribuibili agli Stati Uniti.
La contrazione registrata dall’export della città metropolitana di Milano nei primi nove mesi del 2025 (-2,9%) è stata determinata sia dai mercati europei (-1,8%), sui quali ha insistito l’arretramento a doppia cifra verso i Paesi non UE (-12,1%), ascrivibile in particolare alla Svizzera (-17,8%), sia dalla flessione verso l’Asia (-4,8%).
La dinamica negativa non si è invece riscontrata nell’ambito dei mercati dell’Unione Europea, in aumento rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+4,1%).
In relazione ai mercati extra-europei, si è osservata una netta divergenza tra l’aumento del continente americano e la flessione di quello asiatico.
Su base annua, l’incremento dell’export verso l’America è dell’1,8%, trainato dagli Stati Uniti (+1,5%).
La flessione dei mercati asiatici è attribuibile alla rilevante contrazione dell’Asia Orientale (-7,8%), dove incide soprattutto l’arretramento registrato nei confronti della Cina (-5,2%) e la caduta dell’export verso il Giappone (-12,9%) e le quattro Tigri Asiatiche (-10,3%); in particolare calano Hong Kong (-18,6%) e Corea del Sud (-6,1%).
La consistente espansione dell’import registrata dall’area milanese nei primi nove mesi del 2025 (+4,8%) è ascrivibile in particolare alla dinamica dei flussi commerciali in arrivo dai partner extra-europei, mentre è più contenuto l’apporto originato dall’Europa.
L’import di matrice europea (+2,2%) è stato condizionato dalla dinamica proveniente dai partner dell’Unione Europea (+2,1%), cui si è associato l’incremento dei flussi commerciali dai Paesi europei non UE (+3,2%). Per questi ultimi, il quadro di dettaglio evidenzia una  sostenuta flessione delle importazioni provenienti dal Regno Unito (-9,1%), parzialmente bilanciata dall’aumento dell’import dalla Svizzera (+4%) e dalla Turchia (+4,1%).
In relazione ai partner extra-europei, si segnala la crescita delle forniture commerciali provenienti dall’America (+9,1%) e in particolare dagli Stati Uniti (+10,5%).
Tuttavia, l’incremento più significativo è afferente ai flussi provenienti dall’Asia (+15,1%), dove è determinante l’Asia Orientale (+19,9%), in quanto sia le importazioni dal Medio Oriente sia dall’Asia Centrale sono in contrazione (rispettivamente -4,8% e -10,8%).
In particolare, rivestono un ruolo preminente l’import proveniente dalla Cina (+19,4%) e – nell’ambito delle Tigri Asiatiche (+17,6%) – quello dalla Corea del Sud (+23,2%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 l’export della città metropolitana di Milano verso i mercati dell’Unione Europea ha registrato una crescita di 619 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2024, fissando il totale UE a 15,6 miliardi.
Tra i cinque mercati principali di destinazione – che rappresentano oltre 10,6 miliardi dell’export totale verso l’Unione Europea – la dinamica delle esportazioni rispetto al 2024 registra una crescita consistente dei Paesi Bassi (215,4 milioni) e della Polonia (195,9 milioni), seguiti a distanza dagli aumenti ottenuti nei mercati di Germania (108,7 milioni) e Spagna (103 milioni), mentre è in calo di 8 milioni di euro l’export diretto in Francia.
Tra le destinazioni principali troviamo la Francia con oltre 3,3 miliardi di euro (21,2% del totale export verso la UE) – che si conferma il primo mercato di sbocco – quindi la Germania, al secondo posto con 3,2 miliardi (20,6%); seguono la Spagna con 1,7 miliardi di euro (11,7%), i Paesi Bassi con 1,2 miliardi (7,9%) e la Polonia con oltre 1,1 miliardi (7,3%).
Gli altri mercati mostrano invece una capacità di attrazione inferiore: tra i più rilevanti, oltre il mezzo miliardo di euro, si segnalano Belgio (669 milioni) e Cechia (504 milioni).
Nei primi nove mesi del 2025, le importazioni milanesi provenienti dall’Unione Europea hanno registrato un incremento di circa 830 milioni di euro rispetto al 2024, collocando l’import complessivo dalla UE a 40,9 miliardi di euro. In valore, le importazioni dai primi cinque partner commerciali dell’area metropolitana milanese concentrano oltre 31,6 miliardi di euro del totale import dall’Europa comunitaria.
La Germania si conferma il partner strategico delle imprese milanesi, dal quale provengono 12,7 miliardi dei flussi commerciali in entrata (31,2% del totale import dalla UE), in crescita di 359 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Al secondo posto i Paesi Bassi con 8,2 miliardi di euro circa (20% del totale UE) – in crescita di 338,9 milioni – e la Francia, terza con circa 4,9 miliardi (11,9%) e in flessione di 156 milioni di euro rispetto allo scorso anno.
Seguono per rilevanza i flussi importativi dalla Spagna, pari a 3,2 miliardi di euro e in aumento di 113,1 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2024 (7,9% del totale import dalla UE).
Altrettanto importanti per l’area milanese sono le importazioni dal Belgio, che superano in valore i 2,6 miliardi di euro (6,5% del totale import dalla UE), evidenziando tuttavia una dinamica in calo di oltre 84 milioni rispetto al 2024.
Come già evidenziato, nei primi nove mesi del 2025 l’andamento esportativo del milanese verso l’UE registra un significativo aumento rispetto allo scorso anno (+4,1%).
Le dinamiche per mercato di destinazione all’interno della UE evidenziano una crescita che coinvolge i tre quarti delle destinazioni comunitarie.
L’affermazione delle esportazioni milanesi nello spazio economico comunitario europeo è ben rappresentato dal trend di crescita verso la Germania (+3,5%) e la Spagna (+6,3%), rispettivamente secondo e terzo partner dell’export milanese, e dall’espansione verso i mercati dei  Paesi Bassi (+21,1%) e della Polonia (+20,7%), mentre è stagnante la dinamica verso la Francia (+0,2%).
Nei confronti dei mercati minori, si rileva un trend positivo che coinvolge – con gradi di intensità differente – Belgio (+7,5%), Cechia (+10,6%), Romania (+6,6%), Ungheria (+5,5%), Svezia (+4,6%), Danimarca (+35,2%) e Irlanda (+5,6%). 
In flessione invece l’export diretto in Austria (-8,9%), Grecia (-6,5%), Portogallo (-6,1%), Slovenia (-2,6%) e Croazia (-2,9%). A doppia cifra gli arretramenti nei confronti di Bulgaria (-16,1%) e Slovacchia (-13,4%).
Con riferimento al trend dell’import dall’Unione Europea, nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un aumento dei flussi commerciali complessivi verso la città metropolitana di Milano (+2,1%). 
Sulla dinamica hanno inciso in misura significativa gli incrementi delle importazioni provenienti da alcuni dei partner di riferimento per l’area milanese: Spagna (+3,6%), Paesi Bassi (+4,3%), Germania (+2,9%) e Cechia (+19,5%).
Tuttavia, la crescita osservata nel perimetro dei partner più rilevanti per il territorio milanese è stata in parte bilanciata dalle flessioni riscontrate per l’import originato da alcuni dei maggiori fornitori della città metropolitana di Milano: Francia (-3,1%), Belgio (-3,1%) e Polonia (-5,4%).
Tra i partner minori si segnalano, inoltre, gli aumenti delle importazioni provenienti da Austria (+12,9%) e Danimarca (+8,1%) e le flessioni dei flussi importativi da Svezia (-4,4%) e Ungheria (-6,5%).

 

 

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Indice del fatturato del commercio

Nel terzo trimestre 2025, il commercio al dettaglio milanese ha registrato un’accelerazione della dinamica, recuperando integralmente la fase di debolezza che aveva caratterizzato il settore nel primo trimestre.
Il percorso incrementale del fatturato si è manifestato  sia nei confronti del trimestre precedente, come si rileva dall’indice trimestrale, sia su base annua, ossia rispetto al terzo trimestre 2024.
Al netto della componente stagionale, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si posiziona ora a quota 114,1 (113,1 nel secondo trimestre 2025), evidenziando una progressione su base congiunturale pari a +1,1% che, oltre a recuperare il differenziale negativo del primo trimestre, posiziona l’indice trimestrale a un nuovo massimo storico. 
Il percorso di sviluppo della dinamica trimestrale si è largamente riflessa sull’andamento tendenziale del fatturato (+3,4%), che risulta quindi in accelerazione rispetto a quanto registrato su base annua a inizio anno (+1,6%) e nel secondo trimestre (+2,2%).

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Il quadro generale delle aspettative delle imprese per il quarto trimestre 2025 (analizzato attraverso i saldi delle risposte, ovvero la differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registra un recupero significativo del sentiment sia nei confronti del fatturato sia rispetto agli ordini, mentre è più limitato in relazione all’occupazione.
L’approfondimento di analisi relativo al fatturato evidenzia che le stime degli operatori per il quarto trimestre 2025 collocano il saldo in un quadrante positivo (+22,4%): la quota di operatori che ipotizza un aumento è più che raddoppiato rispetto al precedente trimestre attestandosi al 35% (15,9% nella precedente rilevazione), in un contesto di stabilità del fatturato per oltre la metà delle imprese e di rilevante riduzione della frazione con aspettative di diminuzione del fatturato (12,7% contro 25%).
Il miglioramento del sentiment si verifica anche nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori: le prospettive delle imprese sono infatti orientate verso un’area di crescita: il saldo complessivo è transitato da un quadrante negativo a uno ampiamente positivo (da -24,8% a +15,2%). La quota di imprese con previsioni negative si è, infatti, più che dimezzata (da 33,2% a 11,9%), riverberandosi su un aumento della frazione di operatori con prospettive di incremento (da 8,4% a 27%). 
La stabilità è infine attesa da oltre otto imprese su dieci in riferimento all’occupazione, mentre il segno del saldo complessivo è passato da negativo a positivo (da -0,4% a +3,3%).

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

Dopo una breve fase di assestamento osservata nel primo trimestre, la dinamica di crescita del fatturato dei servizi nell’area metropolitana di Milano è proseguita sia nel secondo sia nel terzo trimestre 2025.
In particolare, nel terzo trimestre, l’andamento dell’indice del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, ha raggiunto un nuovo massimo storico, attestandosi a 145,7 (144,3 nel secondo trimestre 2025), che corrisponde a un incremento dello 0,9% rispetto al secondo trimestre 2025.
La crescita ottenuta su scala trimestrale ha impattato in misura ampia sul piano tendenziale, determinando un incremento significativo del fatturato rispetto al terzo trimestre 2024 (+3,3%).
L’approfondimento di analisi sui servizi milanesi, attraverso la dinamica delle aree di crescita e di diminuzione del fatturato rispetto al terzo trimestre 2024, evidenzia che la quota di imprese con incremento del volume d’affari è passata dal 46,7% al 47,3%. 
Tuttavia, si osserva anche un consistente aumento della frazione di operatori con fatturato in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: la percentuale è infatti pari al 32% dei rispondenti (28,8% nella precedente rilevazione). L’incremento osservato è frutto della riduzione della quota di imprese con volume d’affari stabile rispetto allo scorso anno (dal 24% al 20,7%) e del conseguente passaggio verso l’area di diminuzione del fatturato.

 

Classi dimensionali

Il confronto tra i servizi della città metropolitana di Milano e quelli lombardi evidenzia un ritmo espansivo del fatturato in entrambe le aree, seppure leggermente più elevato a livello provinciale (+3,3% a Milano e +3% in Lombardia).
Il quadro di dettaglio dei servizi milanesi declinato sulle classi dimensionali mostra una dinamica su base annua trainata dalle imprese con oltre 200 addetti (+8%), superiore anche alla variazione registrata a livello regionale (+6,2%), mentre si osserva un apporto molto contenuto da parte delle imprese di minore dimensione. 
Come già evidenziato, la suddivisione per classe di addetti in ambito milanese registra un quadro scarsamente incisivo sia per il segmento delle micro e piccole imprese sia per le unità di media dimensione.
Il focus di approfondimento per il terzo trimestre 2025 indica pertanto un aumento inferiore al punto percentuale per le micro imprese dei servizi (+0,8%) e un incremento contenuto per la classe da 10 a 49 addetti (+1,6%). Il confronto con la Lombardia mostra per entrambe le classi dimensionali una performance migliore in ambito regionale con saggi di crescita pari a +1,5% e +2,6% rispettivamente.
Il confronto territoriale sottolinea, inoltre, per le unità da 50 a 199 addetti una dinamica inferiore per la classe dimensionale dell’area metropolitana milanese (+1,3%) rispetto all’andamento registrato nel territorio della regione (+1,9%).
 

 

Settori

Nel terzo trimestre 2025, il fatturato dei settori ha mostrato un trend frammentato tra i diversi comparti di attività, confermando il ruolo trainante dei servizi alle imprese per il terziario della provincia di Milano. 
Tale settore ha proseguito nel percorso di crescita del fatturato con un incremento significativo per le imprese della città metropolitana di Milano (+4,5%), superiore per intensità alle unità attive nel territorio della regione (+3,4%).
Passando agli altri segmenti, il volume d’affari degli alberghi e ristoranti ha registrato una contrazione dello 0,5% rispetto al terzo trimestre 2024, interrompendo quindi il sentiero di crescita registrato dal comparto negli ultimi trimestri. Il confronto territoriale evidenzia, inoltre, un andamento in controtendenza rispetto alla Lombardia dove l’ospitalità alberghiera e la ristorazione registrano un consistente aumento del volume d’affari (+1,8%).
In relazione al commercio all’ingrosso, l’analisi tendenziale mostra un rallentamento della crescita del fatturato nell’area milanese (+0,4%), mentre si registra un sostenuto incremento a livello regionale (+1,6%).
Per quanto concerne i servizi alle persone, il volume d’affari del comparto rispetto al terzo trimestre dello scorso anno segna una nuova consistente espansione sia nell’area metropolitana milanese (+5%) sia in Lombardia (+4,5%).

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Il quadro previsivo delle imprese dei servizi per il quarto trimestre 2025, analizzato attraverso i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), evidenzia un miglioramento – seppure limitato – delle stime in relazione al fatturato e un peggioramento del sentiment nei confronti dell’occupazione.
Rispetto al fatturato si osserva, infatti, una ripresa della dinamica positiva delle aspettative, come mostra il saldo complessivo che passa da +5,6% a +7,4%. 
L’analisi dettagliata sottolinea un lieve aumento dell’area di incremento del fatturato (da 21,1% a 22,3%) a fronte di una riduzione della quota di operatori con stime di stabilità per il prossimo trimestre (da 64,4% a 62,7%) e di un consolidamento della frazione di imprese con ipotesi di diminuzione per il quarto trimestre (da 15% a 14,5%).
Nei confronti dell’occupazione, le aspettative delle imprese dei servizi per i prossimi tre mesi si orientano invece verso un ridimensionamento del saldo complessivo delle risposte che, pur essendo ancora in terreno positivo, mostra un segnale di peggioramento del sentiment (passando da +5,4% a +2,2%). Il contesto resta comunque marcatamente orientato a un’ipotesi di stabilità, condivisa da tre quarti dei rispondenti.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel terzo trimestre 2025, l’attività industriale dell’artigianato manifatturiero milanese evidenzia un contesto di ripresa che si manifesta in misura più contenuta nei confronti del trimestre precedente.
Il dettaglio di analisi registra quindi un lieve aumento della produzione industriale e del fatturato rispetto al secondo trimestre 2025, mentre si osserva una dinamica incrementale più pronunciata per gli ordini.
La ripresa limitata dei volumi prodotti e del fatturato su base trimestrale non è ancora in grado di innescare una crescita consistente di entrambi gli indicatori su base annua. 
Sia la produzione che il fatturato aumentano quindi con un gradiente di intensità limitato e inferiore a quanto ottenuto dalla manifattura artigiana nella regione, mentre per gli ordini si osserva una crescita intensa.
Sul piano produttivo, il focus di analisi condotto attraverso l’indice della produzione industriale (2015=100) evidenzia un modesto aumento rispetto ai tre mesi precedenti, fissando a quota 108,8 il valore destagionalizzato per il terzo trimestre 2025 (108,6 nel secondo trimestre), pari quindi a un incremento dello 0,2% su base trimestrale.
La dinamica congiunturale si riflette inoltre anche sul piano tendenziale, dove si registra un incremento della produzione industriale limitato allo 0,2%.

 

Analisi congiunturale

L’analisi degli indicatori congiunturali dell’artigianato milanese riferiti al terzo trimestre 2025 registra un quadro generale di modesto aumento della dinamica produttiva e del fatturato rispetto ai tre mesi precedenti, mentre si osserva un incremento più consistente per il portafoglio ordini.
Nei confronti della produzione industriale, la dinamica milanese (al netto degli effetti stagionali) evidenzia un aumento molto contenuto (+0,2%), inferiore al trend registrato in Lombardia (+0,6%).
Anche il fatturato milanese registra un aumento, che – pur contenuto a un +0,3% – costituisce un segnale di ripresa e interrompe la fase negativa del precedente trimestre. Tale dinamica resta comunque largamente inferiore rispetto a quella regionale (+0,9%).
Come anticipato, il quadro milanese migliora sensibilmente se consideriamo l’andamento del portafoglio ordini. 
Rispetto al precedente trimestre, le commesse acquisite localmente si incrementano in misura consistente (+1,2%) se confrontate alla stagnazione registrata dalla manifattura artigiana lombarda.

 

Analisi tendenziale

Le dinamiche osservate su base trimestrale hanno impattato in misura contenuta sul quadro generale degli indicatori tendenziali, a eccezione degli ordini, che risultano invece in consistente crescita rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.
Su base annua si è quindi registrato un aumento limitato sia della produzione industriale (+0,2%) sia del fatturato (+0,7%), mentre il portafoglio ordini ha proseguito il suo trend di crescita già avviato in precedenza. 
Il confronto territoriale con la dinamica dell'artigianato in Lombardia mette in luce un andamento sottotono per la manifattura artigiana milanese sia sul piano produttivo sia dei ricavi industriali, per i quali in regione si osservano invece consistenti incrementi dei volumi prodotti (+1,6%) e del fatturato (+1,9%).
Differente il quadro degli ordini, dove la dinamica milanese – in significativo incremento rispetto al terzo trimestre dello scorso anno (+3,7) – si confronta con un aumento circoscritto a 2 decimi di punto per la manifattura artigiana lombarda.

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Il sentiment delle imprese artigiane milanesi sulle prospettive dell’attività industriale per il quarto trimestre 2025 continua a essere caratterizzato da stime pessimistiche relative a tutti gli indicatori: produzione, ordini e occupazione.
La produzione industriale riporta un saldo complessivo ancora negativo nonostante un’iniziale inversione del trend. La differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione si attesta a -15,8% (contro un -19% del trimestre precedente).
Le prospettive circa la domanda interna, pur migliorando nei confronti della precedente rilevazione, evidenziano per il quarto trimestre un saldo complessivo che si attesta a -15,5% (era -20% nel terzo).
Relativamente all’occupazione, le stime delle imprese espresse dal saldo totale delle risposte mostrano ancora un certo pessimismo, seppure contenuto e in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente: da -3,4% a -1,7%.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel terzo trimestre 2025 la dinamica di crescita dell’attività industriale della città metropolitana di Milano, pur in presenza di una lieve riduzione della dinamica produttiva trimestrale, ha mantenuto un ritmo di crescita in relazione al fatturato e agli ordini ottenuti dai mercati sia esteri che interni.
L’analisi di dettaglio della dinamica produttiva mostra pertanto, rispetto al trimestre precedente, un assestamento dell’indice della produzione industriale della città metropolitana di Milano (base 2015=100), che ha collocato a quota 125,1 il livello dei volumi prodotti su base trimestrale, corrispondente a una riduzione (al netto della componente stagionale) pari a -0,1%. La dinamica milanese si pone in controtendenza a confronto con l’aumento registrato nel territorio della regione (+0,7%). 
La diminuzione su base trimestrale dei volumi prodotti si è riflessa sulla dinamica tendenziale, rallentandone solo parzialmente il ritmo di crescita (+1,3%), collocandolo quindi al medesimo livello riscontrato nel primo trimestre dell’anno. 
Il confronto con la dinamica espressa dall’industria lombarda evidenzia tuttavia un aumento della produzione locale, ampiamente inferiore a quanto registrato dal contesto regionale (+2,2%).

 

Analisi congiunturale

L’attività manifatturiera della città metropolitana di Milano si è caratterizzata per una lieve riduzione della dinamica produttiva nel terzo trimestre 2025 rispetto al precedente. Gli indicatori congiunturali registrano tuttavia ancora consistenti segnali di incremento sia per il fatturato sia per gli ordini, in particolare per le commesse provenienti dai mercati esteri.
L’analisi dettagliata degli indicatori evidenzia quindi, al netto della componente stagionale, un lieve decremento della produzione industriale rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1%), che si pone in controtendenza rispetto alla dinamica trimestrale di crescita osservata per la manifattura della Lombardia (+0,7%). 
Come già evidenziato, i segnali positivi per l’industria milanese si riscontrano invece per il fatturato: la crescita dell’industria milanese (+2,1%) mostra, infatti, un andamento migliore rispetto a quanto registrato in Lombardia (+1,6%).
Parallelamente, la differenziazione degli andamenti tra la manifattura locale e regionale emerge in maniera più marcata sul piano degli ordini esteri, per i quali si registra in ambito milanese un aumento del 2,9%, ampiamente, dunque superiore alla dinamica lombarda (+1,3%).
Segnali confortanti si registrano anche per gli ordini provenienti dal mercato interno, in aumento rispetto al trimestre precedente sia nel territorio di Milano (+1,4%) sia in Lombardia (+0,8%).

 

Analisi tendenziale

Nei confronti del terzo trimestre 2024, il quadro generale degli indicatori evidenzia una differenziazione degli andamenti tra il sistema industriale milanese e la manifattura lombarda. 
A livello provinciale, la lieve riduzione trimestrale della produzione milanese si è riflessa sui volumi prodotti su base annua dall’industria, rallentandone il ritmo di crescita (+1,3%), che risulta quindi largamente inferiore  a quello lombardo (+2,2%).
Diverso, invece, quanto accaduto per fatturato e ordini. Rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, i ricavi industriali dell’area milanese hanno registrato un ritmo espansivo (+6,1%), trainato dalla crescita dei mercati esteri (+8,7%) e dall’aumento del fatturato interno (+4,8%).
Il trend locale del fatturato replica, con una scala di intensità maggiore, quanto registrato in Lombardia, dove l’aumento complessivo (+4,4%) beneficia della dinamica dei mercati esteri (+6,6%), associata alla crescita della componente interna (+3%).
In merito al portafoglio ordini, l’area milanese mostra una crescita più intensa (+5,8%) rispetto all'industria lombarda (+3,1%). Sulla dinamica locale incidono i rilevanti aumenti  ottenuti dagli ordini esteri (+6,2%) e interni (+5,6%).
Per l’industria lombarda, la dinamica è invece più contenuta (+3,1%), in quanto l’aumento della componente estera (+4,1%) attutisce quello degli ordini interni, che è infatti decisamente inferiore (+2,5%).
 

 

Dinamiche a confronto

Nel trimestre in esame si è registrata una significativa differenziazione degli andamenti produttivi tra le industrie manifatturiere dell’Eurozona, dell’Italia e dei territori della Lombardia e della città metropolitana di Milano.
Segnali negativi emergono per l’industria dell’Eurozona, per la quale si registra (al netto della stagionalità) una diminuzione dello 0,2% dei volumi prodotti rispetto al secondo trimestre e sulla quale grava la flessione dell’industria tedesca (-1,3%).
Con riferimento invece alla manifattura italiana, il terzo trimestre 2025 si chiude con un segnale di ripresa, evidenziando un aumento dello 0,3% della produzione industriale su base trimestrale.
In ambito locale si riprende la Lombardia (+0,7%), mentre la dinamica milanese – pur in lieve diminuzione (-0,1%) – si colloca in un trend positivo, grazie all’andamento di crescita quasi ininterrotta degli ultimi trimestri e i riflessi limitati sulla dinamica tendenziale, ancora positiva nel terzo trimestre 2025 (+1,3%).

 

Mercato del lavoro

La platea di imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni (CIG) si allarga ulteriormente di 1,5 punti rispetto al trimestre precedente, passando dall’8,7% al 10,3%. In tale contesto tuttavia, l’incidenza della CIG sul monte ore trimestrale resta costante rispetto ai tre mesi precedenti (2%).
La crescita netta dell’occupazione, misurata dal saldo trimestrale tra nuove assunzioni e cessazioni di personale, registra invece un passaggio in terreno negativo: da +0,4% del secondo trimestre a -0,3% del terzo trimestre 2025.
Da questo si deduce quindi che la manifattura milanese – a fronte di un aumento della numerosità delle imprese che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali – è comunque riuscita a mantenere costante l’incidenza della CIG sul totale del monte ore di lavoro.
Tale risultato è dovuto fondamentalmente all’andamento entrate-uscite dal mercato del lavoro: si rileva infatti un aumento delle cessazioni (che passano dal +1,7% al +2,1%), a fronte di una decelerazione della dinamica delle assunzioni (dal +2,1% al +1,9%).

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Le previsioni delle imprese manifatturiere milanesi per il quarto trimestre 2025 si posizionano in un intorno positivo in relazione alla dinamica produttiva. 
Il quadro di dettaglio previsivo per la produzione registra un miglioramento del saldo delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), che si posiziona a +5,8% (-2,4% nel secondo trimestre 2025: aumenta infatti la quota di operatori con prospettive di crescita (da 17,9% a 23,6%) e cala quella che attende un decremento produttivo (da 20,3% a 17,8%).
Relativamente alla domanda attesa dai mercati, iniziano a incidere le politiche americane sui dazi all’import, insieme al clima di elevata incertezza internazionale causato dal persistere di tensioni geopolitiche.
Rispetto alla domanda attesa dai mercati esteri, le imprese manifatturiere stimano quindi un andamento negativo con un saldo complessivo che si posiziona a -0,7%. 
Analogamente, le previsioni espresse dalle imprese per il mercato interno si posizionano in un quadrante negativo, pur essendo in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente (-2% contro -11%). 
Sul piano dell’occupazione, le aspettative continuano a essere orientate verso la stabilità per otto imprese su dieci, nonostante un incremento del saldo complessivo.

 

 

Il confronto tra piano qualitativo espresso dalle attese delle imprese e piano quantitativo definito dal ciclo della produzione industriale registra una convergenza degli andamenti per il quarto trimestre 2025.
Il sentiment delle imprese evidenziato dall’indicatore sintetico delle aspettative – che riassume su un piano unidimensionale le stime su produzione, occupazione e domanda attesa dai mercati – pur mostrando un miglioramento, si posiziona in terreno negativo.
In questa direzione sta progressivamente convergendo anche il ciclo della produzione industriale, come evidenzia l’accelerazione della  dinamica discendente rispetto al precedente trimestre.

 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Nel primo semestre 2025, l’export della città metropolitana di Milano registra una consistente flessione rispetto ai primi sei mesi del 2024 (-2,7%). In valore, l’arretramento supera i 781 milioni di euro a confronto con lo scorso anno, che fissano l’export complessivo dell’area milanese a 28 miliardi di euro.

Sull’andamento deficitario delle esportazioni hanno inciso le sostenute flessioni del tessile-abbigliamento e dell’elettronica-ottica, in calo rispettivamente per 468 milioni e 406 milioni di euro nei confronti del precedente anno. Consistente è anche la contrazione dei prodotti in metallo (-196 milioni di euro su base annua).

Continua invece il trend positivo per la farmaceutica, in surplus di circa 530 milioni di euro rispetto ai primi sei mesi del 2024, seguita per rilevanza dai settori della chimica (+153 milioni), dei mezzi di trasporto e dei prodotti alimentari, in crescita rispettivamente di 121 e 91 milioni di euro.

La ripartizione settoriale evidenzia il primato del tessile abbigliamento, con oltre 5 miliardi di euro, seguito per rilevanza dai macchinari, con 4,1 miliardi, e dai comparti della chimica e della farmaceutica con 3,6 e 3,2 miliardi. Seguono apparecchi elettrici (2,4 miliardi) e prodotti in metallo (1,9 miliardi). Inferiore a 1,5 miliardi l’export di alimentari, elettronica e gomma-plastica, mentre sotto il miliardo i mezzi di trasporto.

Diversamente dall’export, l’import della città metropolitana di Milano prosegue su un trend di crescita. A confronto con i primi sei mesi del 2024, i flussi commerciali in entrata sono aumentati di circa 2,1 miliardi di euro, portando il valore complessivo dell’import a 44 miliardi di euro (+4,9%).

La dinamica milanese è stata alimentata da significativi incrementi registrati dai mezzi di trasporto – in aumento di 624 milioni di euro – e dai settori della chimica e dei prodotti elettrici, in crescita rispettivamente di 344 e 321,2 milioni di euro su base annua.

L’aumento dell’import è stato, inoltre, supportato da consistenti aumenti registrati dall’elettronica, in surplus di 216 milioni di euro, dal tessile-abbigliamento e dal comparto farmaceutico, in crescita rispettivamente di 179 e 169 milioni.

In controtendenza si collocano invece i macchinari e i prodotti in metallo, in flessione per 171 e 59 milioni di euro rispettivamente.

La dinamica dell’import non ha cambiato la composizione settoriale: l’elettronica e ottica con 6,4 miliardi di euro circa si conferma quale primo settore, seguito dalla chimica con 5,7 miliardi di euro; la farmaceutica è in terza posizione con 4,3 miliardi, mentre quasi equivalenti i contributi in valore generati dai macchinari e dai mezzi di trasporto (circa 4 miliardi di euro).

Come evidenziato dalla dinamica in valore, la città metropolitana di Milano ha registrato nei primi sei mesi del 2025 una consistente flessione delle esportazioni (-2,7%), determinata in particolare dall’accelerazione del trend nel periodo compreso tra aprile e giugno 2025.

Sul percorso di arretramento hanno inciso le flessioni registrate dalla filiera del tessile e abbigliamento (-8,5%) – primo settore in valore dell’export – e dai comparti dell’elettronica e ottica (-23,7%), dei prodotti in metallo (-9,4%) e della gomma-plastica (-3,9%).

Gli apporti positivi alla dinamica delle esportazioni milanesi sono attribuibili, invece, ai settori della farmaceutica (+19,8%) e dei mezzi di trasporto (+16,3%), ai quali si sono associati gli incrementi registrati dai comparti dei prodotti chimici (+4,4%) e delle industrie alimentari e delle bevande (+6,5%). Molto contenuto invece il contributo della meccanica (+0,4%) e dei prodotti elettrici (+0,5%).

Come evidenziato dalla dinamica in valore, la città metropolitana di Milano ha registrato nei primi sei mesi del 2025 un significativo aumento dell’import (+4,9%).

La dinamica di crescita è stata trainata dagli incrementi a doppia cifra registrati dai settori dei mezzi di trasporto (+18,6%) e degli apparecchi elettrici (+10,2%).

L’espansione generale delle importazioni ha inoltre beneficiato dei consistenti aumenti registrati dai comparti dei prodotti chimici (+6,5%) e farmaceutici (+4,1%) e dalle filiere del tessile-abbigliamento (+5,7%) e della gomma-plastica (+2,7%).

In controtendenza rispetto al trend di crescita generalizzata delle importazioni risultano invece le variazioni negative registrate dai settori dei macchinari (-4,2%) e dei prodotti in metallo (-1,5%).

 

 

Aree geoeconomiche globali

Nei primi sei mesi del 2025, il valore complessivo dell’export ha perso oltre 781 milioni di euro rispetto allo scorso anno, assestandosi quindi a 28 miliardi di euro.

In calo la direttrice europea: rispetto al primo semestre 2024, l’export verso l’Europa ha registrato una flessione di circa 900 milioni di euro (-5,5%), ascrivibile per la quasi totalità ai mercati non UE (-15%), sui quali ha inciso in particolare l’arretramento dell’export diretto in Svizzera (-22,5%, ovvero -712 milioni di euro).

Il valore complessivo dell’export milanese verso il continente europeo si è pertanto collocato a 15,5 miliardi di euro, di cui 10,5 verso l’UE e 5 verso i Paesi europei non UE. Di questi ultimi, la metà è diretta in Svizzera (2,5 miliardi).

In relazione ai mercati extra-europei, l’Asia registra una flessione di circa 118 milioni di euro (-1,9%), pur confermandosi come la principale destinazione extra-europea, con 6,1 miliardi di euro.

Sulla dinamica dell’export verso l’Asia ha inciso la flessione dei mercati della parte orientale, pari a 137 milioni di euro rispetto al primo semestre 2024 (-3,4%), che restano in ogni caso il primo mercato di sbocco continentale con 4 miliardi di euro. Principali partner di riferimento sono la Cina (1,5 miliardi), le quattro Tigri Asiatiche (1,2 miliardi) e il Giappone (750 milioni).

La seconda piazza extra-UE per export, con oltre 4,7 miliardi di euro è l’America, in aumento di 364 milioni (+8,3%), dove il mercato più rilevante sono gli Stati Uniti: 3,4 miliardi di euro e 335 milioni di surplus (+11%).

Relativamente all’import, il valore complessivo, pari a 44 miliardi di euro, è incrementato di 2,1 miliardi rispetto ai primi sei mesi del 2024.

La dinamica evidenzia il contributo dei partner asiatici con l’aumento di 1,2 miliardi, seguiti per rilevanza dalle importazioni provenienti dall’Europa, che crescono di 707 milioni di euro. Prevale l’import diretto in UE, con +520 milioni, mentre il surplus dei Paesi europei non UE si ferma a 186 milioni.

Inferiore inoltre il contributo alla crescita dell’import dal continente americano: +175 milioni rispetto al primo semestre 2024.

La struttura geografica delle importazioni evidenzia la rilevanza dell’Europa, con 32,1 miliardi di euro. Di questi, 27,6 miliardi provengono dall’Unione Europea, mentre 4,5 miliardi dai Paesi europei non UE.

Tra gli altri continenti, con 8,7 miliardi di euro, l’Asia è il fornitore principale dell’area milanese. A distanza segue il continente americano – con 2,3 miliardi – di cui 1,5 dagli Stati Uniti.

La  dinamica dell’export della città metropolitana di Milano registra una flessione nel primo semestre 2025 (-2,7%) determinata in primo luogo dai mercati europei (-5,5%), sui quali incide particolarmente l’arretramento a doppia cifra dei flussi esportativi verso i Paesi non UE (-15%), ascrivibile in particolare alla Svizzera (-22,5%). In stagnazione l’Unione europea (-0,1%).

In relazione ai mercati extra-europei, si registra una netta divergenza tra le dinamiche del continente americano e di quello asiatico.

Su base annua si osserva una crescita significativa dell’export verso l’America (+8,3%), trainata dall’aumento registrato nei confronti degli  Stati Uniti (+11%), trend che non trova riscontro nei mercati asiatici.

L’arretramento dell’export verso l’Asia (-1,9%) è attribuibile alla flessione dei mercati dell’Asia Orientale (-3,4%), dove emerge in particolare la caduta dell’export verso le quattro Tigri Asiatiche (-10,6%), sulla quale insistono le flessioni di Hong Kong (-17,8%), Corea del Sud (-9,6%) e Taiwan (-13,2%). Più contenuto invece l’arretramento registrato nei confronti della Cina (-0,6%).

Tra i mercati asiatici di riferimento, si segnalano inoltre gli incrementi delle esportazioni dirette in Giappone (+3,4%) e Medio Oriente (+1,8%), seconda piazza di destinazione verso il continente asiatico.

La consistente espansione dell’import dell’area metropolitana milanese nei primi sei mesi del 2025 (+4,9%) ha beneficiato in particolare dei flussi commerciali in entrata dai partner extra-europei, mentre l’Europa contribuisce in maniera più contenuta (+2,2%).

La dinamica europea è stata condizionata dal contenuto aumento registrato dai flussi provenienti dall’UE (+1,9%), in parte compensato dai Paesi europei non UE (+4,3%).

Il focus sull’espansione dell’import proveniente dall’Asia (+16%)  evidenzia il ruolo della regione orientale (+21,2%), che ha interessato in particolare la Cina (+23,5%) e le quattro Tigri Asiatiche (+20,5%). Tra queste ultime, gli incrementi maggiormente significativi arrivano dalla Corea del Sud (+27,4%) e da Taiwan (+12,3%), che bilanciano la flessione registrata da Hong Kong (-15,4%).

In relazione alle importazioni provenienti dai partner extra-europei, si segnala, inoltre, la crescita delle forniture commerciali provenienti dall’America (+8,3%) e in particolare dagli Stati Uniti (+14,3%).

 

 

Dettaglio europeo

Nei primi sei mesi del 2025 la città metropolitana di Milano ha esportato prodotti per circa 10,5 miliardi di euro verso i mercati dell’UE, registrando una perdita di 4,7 milioni rispetto al primo semestre 2024.

Tra i 5 principali mercati di destinazione, la dinamica esportativa evidenzia, rispetto allo scorso anno, un calo di oltre 162,8 milioni nei confronti della Francia e di 14 milioni verso la Germania, mentre si registrano consistenti incrementi in valore diretti ai Paesi Bassi (102,2 milioni) e alla Polonia (89,8 milioni) e – in misura più limitata – alla Spagna (4,7 milioni).

Complessivamente, oltre i due terzi dei flussi commerciali in uscita verso lo spazio economico comunitario si concentrano nei primi 5 mercati, per un valore totale di oltre 7 miliardi di euro.

Tra questi: la Francia con oltre 2,2 miliardi di euro (21,2% del totale export verso la UE) supera la Germania, che passa al secondo posto nella graduatoria comunitaria con 2,1 miliardi (20,6%).

Conferma la terza posizione la Spagna con 1,1 miliardi di euro (10,7%), precedendo i Paesi Bassi con 801 milioni (7,7%) e la Polonia con oltre 748 milioni (7,2%).

Gli altri mercati di sbocco mostrano invece una capacità più ridotta di attrazione: tra i più rilevanti si segnalano comunque Belgio (468 milioni) e Cechia (oltre 335 milioni).

Nel primo semestre 2025, il valore complessivo dell’import milanese dall’Unione Europea è stato pari a 27,6 miliardi di euro, in aumento di 520,3 milioni rispetto al primo semestre 2024.

In valore, i primi 5 partner commerciali dell’area metropolitana milanese rappresentano oltre il 77% dell’import proveniente dai partner UE, per un importo complessivo di 21,3 miliardi di euro.

La Germania si conferma come il primo partner delle imprese milanesi con 8,6 miliardi di euro diretti verso il territorio dell’area metropolitana (31% del totale import dalla UE), in crescita di 249 milioni di euro rispetto ai primi sei mesi del 2024.

Seguono – in ordine di grandezza per valore dell’import – i Paesi Bassi con 5,6 miliardi di euro circa (20,1% del totale UE) – in crescita di 275 milioni di euro – e la Francia, in terza posizione con 3,2 miliardi (11,7%), in flessione di 216 milioni di euro rispetto allo scorso anno.

Si collocano, invece, al quarto posto con 2,1 miliardi di euro e in crescita di 116 milioni, le importazioni dalla Spagna (7,7%) e al quinto l’import proveniente dal Belgio, con circa 1,8 miliardi di euro, in calo di 110 milioni rispetto al primo semestre 2024 (6,5% del totale import dell’Unione Europea).

Come già evidenziato, l’export dell’area milanese verso l’Unione Europea registra un andamento stagnante rispetto al primo semestre dello scorso anno (-0,1%).

La difficoltà riscontrata verso lo spazio comunitario è dovuta al trend negativo dell’export nei confronti dei primi due mercati: Francia (-6,8%) e Germania (-0,6%), oltre alla debole dinamica registrata dal mercato spagnolo (+0,4%).

Le difficoltà dell’area milanese verso i partner storici sono state in parte compensate dalla crescita delle esportazioni verso Paesi Bassi (+14,6%), Polonia (+13,6%), Belgio (+6%) e Cechia (+9,7%).

Nei confronti dei mercati minori, si rileva un trend negativo che coinvolge, con differenti gradi di intensità, Austria (-13,1%), Grecia
(-8,3%) e Portogallo (-2,4%); si riscontra invece una crescita per le esportazioni dirette in Romania (+1,8%) e Ungheria (+2,6%).

Con riferimento alla dinamica dell’import dall’Unione Europea, nel primo semestre 2025 si è registrato un consistente incremento dei flussi commerciali in entrata verso la città metropolitana di Milano (+1,9%).

Sulla dinamica hanno inciso in misura significativa gli aumenti dei flussi provenienti da alcuni dei partner di riferimento per la struttura delle importazioni milanesi: Spagna (+5,7%), Paesi Bassi (+5,2%), Germania (+3%) e Cechia (+12%).

Gli aumenti registrati hanno bilanciato le flessioni dell’import registrate tra i maggiori fornitori della città metropolitana: Francia (-6,3%) e Belgio (-5,8%).

Tra i partner minori si segnalano, invece, aumenti delle importazioni provenienti da Irlanda (+9,5%), Austria (+9%) e Danimarca (+8,5%).