Milano

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2026

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Indice del fatturato dei servizi

Nel primo trimestre 2026 la dinamica del fatturato dei servizi nell’area metropolitana di Milano ha evidenziato un arretramento rispetto al precedente trimestre che si è riflesso anche sulla variazione tendenziale mediante un consistente rallentamento rispetto ai saggi di crescita sperimentati in precedenza.
L’analisi trimestrale, condotta attraverso l’indice del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, mostra una flessione  rispetto al massimo storico del precedente trimestre, con il valore puntuale dell’indice che si arretra da 146,5 a 145,9 pari a una contrazione su base trimestrale dello 0,4%.
Il trend rilevato su base trimestrale ha inciso in misura significativa anche sul piano tendenziale, ossia nei confronti del primo trimestre dell’anno precedente, determinando un rallentamento della dinamica del fatturato (+1,3%) rispetto ai tassi di crescita sperimentati in precedenza.
L’approfondimento di analisi, attraverso l’osservazione della dinamica delle aree di crescita e di diminuzione, indica che la quota di imprese con fatturato in aumento rispetto al primo trimestre 2025 si è ridotta, (dal 50,2% al 47,3%), a fronte di un parallelo rafforzamento sia della componente di operatori con fatturato in diminuzione, salita al 30,7% (29,2% nella rilevazione precedente), sia della quota di imprese con fatturato invariato, in aumento dal 20,5% al 22%.
 

 

Classi dimensionali

Il settore dei servizi evidenzia un disallineamento nel ritmo di crescita del fatturato tra area metropolitana di Milano, dove la dinamica è in rallentamento per effetto delle difficoltà delle micro imprese, e la Lombardia, dove i servizi beneficiano di un andamento positivo del volume d’affari diffuso a tutte le classi dimensionali, seppure con differenti gradi di crescita.
L’analisi di dettaglio, per classi dimensionali, registra una netta flessione del fatturato per le imprese di micro dimensione dei servizi nell’area metropolitana milanese rispetto allo scorso anno (-4,6%). La dinamica trova solo un parziale riscontro a livello regionale, dove le unità da 3 a 9 addetti evidenziano un incremento molto contenuto (+0,4%).
Con riferimento alle unità dei servizi da 10 a 49 addetti, la rilevazione trimestrale evidenzia una crescita significativa del fatturato sia nel territorio milanese sia nel contesto regionale (+3% in entrambi i casi).
L’approfondimento relativo al segmento delle imprese di media e grande dimensione mette in luce un diverso ritmo espansivo per le imprese da 50 a 199 addetti nei due ambiti territoriali, con una crescita meno intensa per le unità della città metropolitana di Milano (+2,1%) rispetto all’analogo segmento dimensionale della regione (+3,8%).
Per le imprese con oltre 200 addetti, la disamina evidenzia infine un ritmo di crescita sostanzialmente simile tra l’area milanese (+3%) e la Lombardia (+2,9%).
 

Settori

Nel primo trimestre 2026, il fatturato dei servizi milanesi, oltre a registrare un andamento eterogeneo tra i comparti di attività, ha mostrato delle criticità che si sono concentrate nei settori dei servizi alle imprese e del commercio all’ingrosso, ovvero i rami di attività che incidono maggiormente sulla dinamica dei servizi della città metropolitana, evidenziando un consistente rallentamento della crescita del fatturato. L’analisi puntuale, riferita ai differenti comparti, mostra pertanto che la decelerazione complessiva del volume d’affari nell’area milanese è ascrivibile ai saggi di incremento molto contenuti ottenuti dai servizi alle imprese (+0,7%) e dall’intermediazione commerciale (+0,5%).
Gli andamenti locali si confrontano con dinamiche migliori registrate dagli analoghi settori presenti nel territorio regionale, in particolare per i servizi alle imprese (+2,4%) e in misura minore per il commercio all’ingrosso (+0,9%). Con riferimento agli altri segmenti di attività, gli alberghi e ristoranti hanno contribuito in misura significativa a sostenere la dinamica milanese dei servizi con un aumento del fatturato del 5,5%, crescita che trova corrispondenza anche con il trend riscontrato a livello regionale (+4,4%).
Per quanto riguarda i servizi alle persone, il volume d’affari del comparto evidenzia una nuova e consistente espansione nell’area metropolitana milanese (+4,3%), superiore al tasso di crescita registrato dal settore in Lombardia (+2,8%).
 

Previsioni per il secondo trimestre 2026

Le previsioni formulate dalle imprese dei servizi per il secondo trimestre 2026 registrano un peggioramento complessivo che si esprime attraverso una consistente riduzione dei saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) rispetto alla rilevazione precedente, sia con riferimento al fatturato sia all’occupazione. Dinamiche che si collocano, tuttavia, in un quadrante ancora positivo per entrambe le dimensioni previsive.
Il dettaglio delle stime in relazione al fatturato registra un sostanziale dimezzamento della dinamica positiva delle aspettative, come mostra il saldo complessivo (da +7,6% a +3,2%), in un contesto caratterizzato dall’invarianza della quota di operatori che prevedono stabilità (58%), da una moderata riduzione dell’area di incremento (da 24,8% a 22,1%) e dall’aumento al 19% della quota di imprese che stimano una diminuzione nel secondo trimestre 2026 (17,2% nella precedente rilevazione).
Analogamente, anche le aspettative sull’occupazione espresse dalle imprese per i prossimi tre mesi mostrano un dimezzamento del saldo complessivo delle risposte che da +8,9% si riduce a +4,2%, in un quadro complessivo che si contraddistingue per la prevalenza di un’ipotesi di stabilità, condivisa da oltre il 70% degli operatori.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Trimestre
Primo
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Indice della produzione industriale

Nel primo trimestre 2026, l’artigianato manifatturiero milanese registra, rispetto ai tre mesi precedenti, una fase di consolidamento dell’attività manifatturiera che si esprime attraverso una dinamica di aumento generalizzato degli indicatori congiunturali, in particolare nei confronti della produzione e del fatturato, che mostrano un trend superiore al quadro regionale sia su scala trimestrale sia nei confronti dell’andamento tendenziale.
La dinamica positiva osservata trimestralmente si è replicata, con intensità differenti, sull’andamento tendenziale degli indicatori, in particolare sul piano della produzione industriale e del fatturato, e in misura più contenuta sul portafoglio ordini.
Sul piano produttivo, l’analisi condotta attraverso l’indice della produzione industriale (2015=100) registra un aumento rispetto ai tre mesi precedenti, portando il dato destagionalizzato per il primo trimestre 2026 a 116,2 (115,8 nel quarto trimestre 2025), corrispondente a un incremento dello 0,9% al netto della stagionalità, superiore dunque all’aumento riscontrato dalla manifattura artigiana della Lombardia (+0,3%). 
La dinamica trimestrale della produzione si è riverberata in misura più ampia sul piano tendenziale, evidenziando una crescita dei volumi prodotti pari al 3,1%.
 

Analisi congiunturale

L’analisi degli indicatori congiunturali dell’artigianato milanese relativi al primo trimestre 2026 evidenzia una crescita della produzione e del fatturato nettamente superiore al contesto regionale, mentre sul fronte degli ordini la debole dinamica locale riflette le criticità rilevate anche a livello lombardo.
Nel dettaglio, l’andamento trimestrale mostra, al netto della componente stagionale, un incremento della produzione industriale milanese pari  allo 0,9% rispetto al trimestre precedente. 
Il confronto territoriale conferma, inoltre, un posizionamento più favorevole della manifattura locale rispetto al settore artigiano della Lombardia (+0,3%).
Con riferimento al fatturato, l’artigianato milanese registra un aumento pari a +0,5%, in linea con il contenuto ritmo di crescita osservato nel contesto regionale (+0,2%).
In relazione agli ordini, le commesse acquisite dal settore nel primo trimestre 2026 evidenziano un consistente rallentamento: la variazione si attesta, infatti, a +0,1%, coerentemente al quadro di debolezza riscontrato per l’artigianato della Lombardia (-0,1%).
 

Analisi tendenziale

Il quadro degli indicatori tendenziali mostra una dinamica di crescita generale rispetto al primo trimestre dello scorso anno, caratterizzata da una significativa espansione sia dei volumi prodotti sia del fatturato e da un incremento contenuto del portafoglio ordini.
Su base annua, si è pertanto osservato un incremento della produzione industriale che fissa l’aumento tendenziale dei volumi a +3,1% e del fatturato a +1,8%.
Il confronto con la dinamica dell'artigianato in Lombardia mette in luce un andamento della produzione industriale superiore per intensità a quanto registrato dal settore in Lombardia (+2%), mentre sul piano del fatturato la dinamica locale è allineata al saggio di incremento regionale (+1,9%).
Le maggiori differenze emergono in relazione agli ordini, per i quali la dinamica milanese (+0,9%) si confronta con un aumento meno pronunciato rilevato nella manifattura artigiana della regione (+0,5%).
 

Previsioni per il secondo trimestre 2026

Il quadro complessivo del sentiment delle imprese artigiane milanesi, in merito alle prospettive dell’attività industriale per il secondo trimestre 2026, ha evidenziato un ulteriore orientamento in senso peggiorativo, sia con riferimento alla produzione industriale sia in relazione alla domanda interna e all’occupazione.
L’analisi di dettaglio degli indicatori evidenzia che il saldo della produzione industriale (differenza tra le ipotesi di aumento e quelle di diminuzione) è passato da -9,5% a -29,6%, segnalando una marcata prevalenza delle previsioni di contrazione dei volumi produttivi nei prossimi tre mesi.
Con riferimento alla domanda interna, anche le prospettive per il secondo trimestre 2026 mostrano, come già anticipato, un deciso peggioramento rispetto alla precedente rilevazione, con un saldo che si attesta a -29,6% (-12,4% nel quarto trimestre 2025).
Per quanto riguarda l’occupazione, le prospettive espresse dalle imprese indicano il passaggio da un saldo nullo a un valore ampiamente negativo  (-12,7%).
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Trimestre
Primo
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2026

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Indice della produzione industriale

Nel primo trimestre 2026, l’attività industriale della città metropolitana di Milano ha confermato il percorso di crescita dei precedenti trimestri, come emerge dal quadro analitico degli indicatori congiunturali riferibili sia alla dinamica della produzione industriale, su base trimestrale e annuale, sia al fatturato e agli ordini acquisiti sui mercati, pur in presenza – per questi ultimi – di una flessione della componente estera.
L’analisi di dettaglio dell’andamento produttivo evidenzia, per la città metropolitana milanese, un incremento dell’indice della produzione industriale (base 2015=100).
Rispetto al trimestre precedente, si rileva un nuovo valore massimo (128,9) dei volumi prodotti, corrispondente a una crescita dell’1,2%  al netto della stagionalità, superiore a quella registrata dalla manifattura lombarda (+0,5%).
La crescita trimestrale della produzione industriale si è ampiamente riflessa sulla dinamica tendenziale, con un incremento del 4,3% rispetto al primo trimestre 2025.
Il confronto con l’industria lombarda evidenzia, inoltre, una crescita della produzione a livello locale più sostenuta rispetto a quella rilevata nel contesto manifatturiero regionale (+2,4%).
 

Analisi congiunturale

Nel primo trimestre 2026, l’attività manifatturiera della città metropolitana di Milano ha evidenziato un rafforzamento della dinamica produttiva rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuto da un quadro favorevole sia del fatturato sia degli ordini interni. 
L’analisi di dettaglio degli indicatori segnala, al netto della componente stagionale, un incremento della produzione industriale rispetto al trimestre precedente (+1,2%), più intenso rispetto alla crescita trimestrale rilevata per la manifattura lombarda (+0,5%). 
I segnali favorevoli per l’industria milanese trovano ulteriore conferma nell’andamento del fatturato, l’incremento registrato nel territorio milanese (+1,9%) mostra infatti una dinamica più sostenuta rispetto a quella osservata in Lombardia, dove la crescita si ferma a +0,6%.
Il divario più ampio tra la manifattura milanese e quella lombarda emerge nei confronti del portafoglio ordini, nel cui ambito l’industria locale evidenzia un sensibile arretramento degli ordini esteri (-1%), in controtendenza rispetto al quadro regionale, dove si registra invece un moderato aumento (+0,3%). 
Sul versante degli ordini interni si nota, invece, una dinamica espansiva che interessa in particolare il Milanese (+2,2%) e, in misura più contenuta, l’industria della Lombardia (+1,3%).
 

Analisi tendenziale

Il quadro complessivo degli indicatori riferiti alla dinamica tendenziale presenta, per il sistema industriale milanese, un andamento di crescita generalizzata della produzione industriale, del fatturato e degli ordini, sebbene per questi ultimi siano supportati esclusivamente dal mercato interno.
La ripresa della dinamica trimestrale della produzione milanese si è riflessa in ampia misura su base annua (+4,3%) sui volumi prodotti dall’industria, che risultano quindi superiori per intensità a quelli registrati in Lombardia (+2,4%).
Nei confronti del fatturato, l’industria milanese ha mantenuto un ritmo espansivo (+5,9%), sostenuto sia dalla crescita dei mercati esteri (+6,5%) sia dal significativo incremento del fatturato interno (+5,5%). L’andamento milanese si differenzia invece dalla dinamica osservata in Lombardia, dove l’aumento complessivo (+2,8%) è determinato da una migliore dinamica del mercato estero (+3,7%) rispetto a quello interno (+2,2%).
A confronto con il portafoglio ordini, sebbene l’industria milanese evidenzi un ritmo di crescita maggiormente espansivo (+5,4%) rispetto alla Lombardia (+2,7%), la dinamica locale appare sbilanciata a favore della componente interna (+8,2%) rispetto a quella estera (+0,2%).
Per l’industria lombarda si osserva, invece, una dinamica più equilibrata tra l’aumento della componente estera (+1,9%) e l’incremento degli ordini interni (+3,2%).
 

Dinamiche a confronto

Nel corso del primo trimestre 2026 si è ulteriormente ampliato il differenziale nell’andamento della produzione industriale tra le manifatture della città metropolitana di Milano e della Lombardia da un lato e quelle dell’Italia e dell’Eurozona dall’altro.
A livello locale, sia l’industria milanese sia la manifattura lombarda hanno registrato un incremento della produzione industriale rispetto ai tre mesi precedenti, con un differenziale di performance dell’area milanese (+1,2%) che supera ampiamente, per intensità, la dinamica produttiva della Lombardia (+0,6%).
Segnali di significativo peggioramento emergono invece per l’industria dell’Eurozona, dove la produzione industriale ha evidenziato una flessione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente (al netto della stagionalità), interrompendo i segnali di recupero ciclico emersi nei tre mesi precedenti.
Il dettaglio relativo all’Eurozona evidenzia che nel primo trimestre 2026 si è registrata una netta inversione di tendenza, che ha interessato in misura significativa sia l’industria tedesca sia la manifattura spagnola, entrambe in flessione dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, mentre si è osservato un debole aumento per la manifattura francese (+0,2%) e una contrazione della dinamica produttiva dell’Italia (-0,2%).
 

Mercato del lavoro

La rilevazione del primo trimestre 2026 evidenzia un miglioramento complessivo nell’utilizzo della cassa integrazione guadagni sia nei confronti della platea delle imprese utilizzatrici sia rispetto all’incidenza delle ore utilizzate nei confronti del monte ore di lavoro totali del trimestre.
Relativamente all’utilizzo della CIG, nei primi tre mesi del 2026 si registra una netta diminuzione dell’incidenza delle imprese utilizzatrici rispetto al totale delle industrie manifatturiere: la quota è quindi passata dall’11,7% all’8,7%. 
Ulteriore nota positiva è la riduzione delle ore utilizzate per la cassa integrazione rispetto al monte ore di lavoro trimestrale, l’incidenza della CIG è passata dal 2% del quarto trimestre 2025 allo 0,9% del primo trimestre 2026.
L’analisi di dettaglio mostra inoltre che, l’occupazione – misurata dal saldo trimestrale tra nuove assunzioni e cessazioni di personale – registra un saldo positivo passando da -0,7% del quarto trimestre 2025  a +0,5% del primo trimestre 2026.
Tale risultato è dovuto fondamentalmente all’ampliamento positivo del differenziale tra entrate e uscite dal mercato del lavoro rispetto ai tre mesi precedenti: si rileva infatti un aumento dei tassi di ingresso (da 1,7% a 2,3%) a fronte di un rallentamento della dinamica delle cessazioni (da 2,7% a 1,8%).
 

Previsioni per il secondo trimestre 2026

Il quadro complessivo delle previsioni espresse dalle imprese manifatturiere milanesi per il secondo trimestre 2026 evidenzia un significativo arretramento dei saldi delle risposte (differenza tra indicazioni di aumento e di diminuzione), con riferimento sia alla dinamica produttiva sia alla domanda attesa dai mercati, interna ed estera. Nei confronti della produzione industriale attesa nei tre mesi successivi, si rileva un sostanziale dimezzamento del saldo delle risposte, che si riduce da +15,9% a +8,2%.
Anche con riferimento alla domanda proveniente dai mercati, le prospettive evidenziano un peggioramento significativo, sia per la componente interna sia per quella estera. 
Sul versante del mercato domestico, il saldo si colloca in area negativa, passando da +4,9% della rilevazione precedente a -1,6%, valore che segnala un netto deterioramento del sentiment delle imprese rispetto all’evoluzione del mercato interno nei prossimi tre mesi.
In modo analogo, anche  per la domanda attesa dai mercati esteri, le previsioni formulate dalle imprese mostrano un drastico ridimensionamento: da +16,2% a +0,7%.
Con riferimento all’occupazione, le attese delle imprese continuano a orientarsi verso la stabilità per oltre il 74% dei rispondenti, mentre per la restante quota si osserva un incremento del saldo positivo complessivo, che passa da +9,6% a +10,7%. 
 

Nel secondo trimestre 2026 il confronto tra il ciclo della produzione industriale e l’indicatore sintetico delle aspettative segnala un disallineamento tra quadro congiunturale osservato e percezioni delle imprese.
L’indicatore delle aspettative, pur in ridimensionamento rispetto ai picchi più recenti, si mantiene in un quadrante positivo e continua a riflettere un orientamento ancora favorevole in relazione alle attese sulla produzione, la domanda e l’occupazione.
Il ciclo della produzione evidenzia invece un recupero rispetto ai minimi dei trimestri precedenti, ma permane ancora in un intorno negativo, la divergenza tra le due curve suggerisce che il sistema manifatturiero esprima segnali di fiducia più dinamici rispetto alla dinamica effettiva dell’attività produttiva, coerentemente con una fase macroeconomica ancora in transizione e soggetta ad alta volatilità.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Trimestre
Quarto
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2025

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Settori

Nel 2025, le esportazioni della città metropolitana hanno registrato una flessione di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto al 2024 (-2,8%), collocando a 56 miliardi il totale export dell’area. 
Sul trend negativo dell’export rispetto allo scorso anno, ha inciso innanzitutto la flessione di 659 milioni di euro registrata dalla filiera del  tessile, abbigliamento, pelli e accessori.
Altrettanto rilevanti per le esportazioni milanesi sono stati gli arretramenti verificatisi nei comparti dei prodotti in metallo (316 milioni di euro) e dell’elettronica e ottica (81 milioni).
Tra i settori in crescita, prosegue il trend positivo per i mezzi di trasporto (+274 milioni di euro), seguito a distanza dai comparti di farmaceutica (+126 milioni), macchinari (+119 milioni), alimentari (+110 milioni) e prodotti chimici (+105 milioni).
Relativamente alla struttura dell’export, le dinamiche osservate non hanno inciso sulla suddivisione settoriale, che evidenzia ancora il primato del tessile abbigliamento, con oltre 10,2 miliardi di euro, seguito dai macchinari (8,6 miliardi) e dai comparti della chimica (7,1 miliardi) e della farmaceutica (5,5 miliardi). Seguono, apparecchi elettrici con 4,9 miliardi, prodotti in metallo con 3,7 miliardi di export e il settore dell’elettronica, con oltre 3 miliardi di euro esportati nel 2025.
Nel 2025, l’import della provincia di Milano ha registrato un consistente incremento dei flussi commerciali in entrata nel territorio metropolitano, oltre 4,2 miliardi di euro di surplus rispetto al 2024, collocando il totale a 88 miliardi di euro (+5,1%).
La dinamica è stata sostenuta dai significativi incrementi in valore registrati dai comparti dei mezzi di trasporto (715,2 milioni di euro), dell’elettronica (651,2 milioni) e della filiera del tessile-abbigliamento (628,5 milioni), oltre che dai settori dei prodotti elettrici (606,5 milioni) e della chimica (580,1 milioni).
Consistenti aumenti delle importazioni sono stati registrati anche dall’alimentare (oltre 226 milioni di euro) e dai macchinari (in surplus di  130,1 milioni di euro), mentre si registra una consistente flessione per la farmaceutica, in calo di oltre 305 milioni di euro.
Relativamente alla struttura dell’import della città metropolitana di Milano, il settore dell’elettronica e ottica, con circa 13,7 miliardi di euro, costituisce il primo ramo di attività dei flussi commerciali in entrata nell’hub milanese. Seguono per rilevanza i comparti della chimica (10,5 miliardi), dei mezzi di trasporto (8,3 miliardi), mentre al terzo e quarto posto della graduatoria dell’import, con uno scarto minimo, la farmaceutica (7,9 miliardi di euro) e i (7,8 miliardi). In quinta posizione i flussi importativi dei prodotti in metallo e dell’abbigliamento (entrambi con 7,4 miliardi di euro).
Come già evidenziato, la dinamica dell’export della città metropolitana di Milano si è chiusa nel 2025 con un consistente arretramento rispetto allo scorso anno (-2,8%).
Sul trend negativo ha insistito principalmente la significativa flessione della filiera del tessile e abbigliamento (7,7%), primo settore in valore dell’export, alla quale si sono aggiunte le contrazioni dei comparti dell’elettronica e ottica (-2,6%) e dei prodotti in metallo (-7,8%) e in misura minore gli arretramenti riscontrati nei settori della gomma-plastica (-0,91%) e dei prodotti elettrici (-0,8%).
Non sono tuttavia mancati degli apporti positivi alla dinamica delle esportazioni attribuibili principalmente alla continuazione del percorso espansivo dei mezzi di trasporto (+17,9%) e secondariamente agli incrementi registrati dall’alimentare (+4%) e dalla farmaceutica (+2,3%), ai quali si sono associati gli aumenti dei flussi esportativi registrati dai settori dei prodotti chimici (+1,5%) e dalla meccanica (+1,4%), rispettivamente il secondo e terzo settore per valore dell’export.
Le importazioni della città metropolitana di Milano hanno evidenziato nel 2025 una significativa espansione rispetto all’anno precedente (+5,1%).
Sulla dinamica generale di crescita hanno insistito sia il consistente incremento ottenuto dal settore dei mezzi di trasporto (+9,4%) sia gli aumenti registrati dai comparti degli apparecchi elettrici (+9,6%) e della filiera del tessile, abbigliamento, pelli e accessori (+9,3%).
Aumenti significativi anche per la chimica (+5,9%), l’alimentare (+5,8%) e l’elettronica e ottica (+5%), mentre è più contenuta la crescita per i prodotti in metallo (+2,6%), i macchinari (+1,7%) e la gomma-plastica (+0,9%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nel 2025, l’export complessivo (56,1 miliardi di euro) ha registrato un arretramento di 1,6 miliardi di euro rispetto al 2024 (-2,8%). Sulla dinamica globale hanno inciso soprattutto le flessioni riscontrate verso l’Europa (-1,1%) e l’Asia (-4,9%).
L’arretramento dell’export verso l’Europa (-333,8 milioni di euro) è attribuibile alla dinamica ampiamente negativa dei Paesi non UE, in flessione per 1,2 miliardi di euro (-10,9%), dove incide principalmente la flessione di 858,6 milioni dell’export diretto in Svizzera (-14,6%). La dinamica negativa europea è stata solo parzialmente compensata dall’aumento di oltre 917,8 milioni dell’export diretto in UE (+4,6%). In valori assoluti si tratta di 31,3 miliardi di euro, dei quali 21,1 verso la UE e 10,2 verso i Paesi europei non UE.
Nei confronti dell’Asia, si registra una flessione di circa 643,3 milioni di euro (-4,9%), pur confermandosi come la principale destinazione extra-europea per l’export milanese, con 12,4 miliardi di euro. Determinante in questo calo è stata la flessione dei mercati dell’Asia Orientale (-8,4%, ovvero 716 milioni di euro), in quanto destinazione principale del continente asiatico (7,8 miliardi di euro). I mercati di riferimento dell’area hanno evidenziato una dinamica particolarmente negativa: 265,5 milioni di euro è il deficit con la Cina, per un totale export di 3 miliardi (-8,1%); 214 milioni di euro costituisce invece la flessione verso il Giappone (-14%), che riporta un export complessivo di 1,3 miliardi; infine 204,4 milioni è il saldo negativo verso le quattro Tigri Asiatiche (-7,5%), meta di 2,5 miliardi di export.
Guardando al mercato americano, che vale circa 9 miliardi di euro (in calo dello 0,9%), gli Stati Uniti rappresentano la meta principale dell’export milanese, con 6,1 miliardi di euro, in flessione di 185,4 milioni (-2,9%).
Spostando l’analisi sul fronte import (che vale 88 miliardi di euro), i flussi dall’estero sono aumentati di circa 4,3 miliardi di euro rispetto allo scorso anno (+3,5%). 
Sulla crescita del surplus hanno inciso gli incrementi originati dall’Europa (+3,5%, ovvero 2,1 miliardi di euro), per un totale di 64,3 miliardi. La geografia dell’import conferma la centralità dei partner europei comunitari, con oltre 1,9 miliardi di crescita su base annua (+3,6%).
In ordine di rilevanza segue l’Asia: circa 1,8 miliardi di euro di crescita (+11,3%); quindi troviamo l’America con un incremento di 368,3 miliardi di euro (+9,2%).
La flessione dell’export nel Milanese per il 2025 (-2,8%) è stata determinata dal calo di due importanti direttrici: Europa e Asia.
Sui mercati europei (-1,1%) ha pesato l’arretramento a doppia cifra verso i Paesi non UE (-10,9%), su cui impatta fortemente la consistente flessione dell’export diretto verso l’hub commerciale della Svizzera (-14,5%).
Nel contesto di generale arretramento, si riscontra invece una dinamica di crescita delle esportazioni verso l’Unione Europea (+4,6%).
Il calo delle destinazioni asiatiche (-4,9%) è invece attribuibile ai mercati dell’Asia Orientale (-8,4%), dove rilevano in particolare le consistenti flessioni registrate nei confronti di Cina (-8,1%) e Giappone (-14%), oltre alle quattro Tigri Asiatiche (-7,5%), dove incidono in misura rilevante gli arretramenti delle esportazioni verso Hong Kong (-14,3) e Corea del Sud (-5,2%).
Nei confronti dei mercati extra-europei, si è inoltre osservata una dinamica di calo verso il continente americano (-0,9%), condizionata dalla flessione registrata dagli Stati Uniti (-2,9%).
La crescita dell’import registrata dall’area milanese nel 2025 (+5,1%) è ascrivibile in particolare alla dinamica dei flussi commerciali provenienti dai partner europei e dell’Asia.
L’import di matrice europea (+3,5%) è stato condizionato dalla dinamica positiva dei partner dell’Unione Europea (+3,6%), cui si è associato l’incremento dei flussi commerciali provenienti dai Paesi europei non UE (+3,1%), dove l’aumento dell’import da Svizzera e Turchia (rispettivamente +1,4% e +3%) ha controbilanciato l’apporto negativo del Regno Unito (-5,8%).
In relazione ai partner extra-europei, il 2025 si è chiuso con una crescita a doppia cifra per le importazioni provenienti dall’Asia (+11,3%) e in particolare dall’Asia Orientale (+15%). Più nello specifico, parliamo di Cina (+18%) e Giappone (+5,5%), mentre si è osservata una flessione delle Tigri Asiatiche (-8,5%), pur rimanendo ancora in crescita Hong Kong (+10,6%) e Corea del Sud (+16,2%).
Nei confronti dell’America, la significativa crescita dell’import nel 2025 (+9,2%) è da attribuire principalmente al ruolo svolto dagli Stati Uniti (+11,6%).
 

 

Dettaglio europeo

Nel 2025 l’export della città metropolitana di Milano verso i mercati dell’Unione Europea ha registrato una crescita di 617 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2024, fissando a 21,1 miliardi di euro il totale export verso la UE.
Tra i cinque mercati principali di destinazione, che rappresentano circa 13,5 miliardi di euro dell’export totale diretto in Unione Europea, la dinamica delle esportazioni rispetto al 2024 registra una crescita consistente verso la Polonia (245,9 milioni) e i Paesi Bassi (224,2 milioni), seguiti a distanza dagli aumenti ottenuti nei mercati di Spagna (151,1 milioni), Germania (105,9 milioni) e Francia (54,6 milioni).
Quest’ultima, con oltre 4,4 miliardi di euro (20,9% del totale export verso la UE) si conferma il mercato di sbocco principale, precedendo la Germania, che con 4,2 miliardi si colloca al secondo posto (19,5%), terza la Spagna con 2,4 miliardi di euro (10,7%); seguono quindi i Paesi Bassi con 1,6 miliardi (6,8%), e la Polonia con oltre 1,5 miliardi (6%).
Gli altri mercati mostrano invece una minore capacità di attrazione; tra i più rilevanti, oltre il mezzo miliardo di euro, si segnalano Belgio (908 milioni) e Cechia (715 milioni).
Nel 2025, le importazioni della città metropolitana di Milano dall’Unione Europea hanno registrato una significativa espansione rispetto al 2024, con un incremento di circa 2,2 miliardi di euro, fissando  il valore dell’import dalla UE a 55,8 miliardi. In tale dinamica è ben visibile la concentrazione geografica nei primi cinque partner commerciali, che insieme rappresentano il 78% dell’import totale, oltre 43 miliardi di euro.
La Germania si conferma il partner principale, da dove provengono 17,2 miliardi di euro dei flussi importativi verso l’area milanese, in crescita di 670 milioni di euro rispetto al 2024.
Seguono in ordine di grandezza per valore dell’import, i Paesi Bassi con 11,4miliardi di euro circa, in crescita anno su anno di 735 milioni di euro, e la Francia, in terza posizione con 6,6 miliardi e in flessione di 190 milioni di euro rispetto allo scorso anno.
Altrettanto rilevanti per l’area milanese sono i flussi importativi dalla Spagna pari a 4,4 miliardi di euro (in aumento di 222 milioni di euro rispetto al 2024) e dal Belgio, che risulta tuttavia in calo di oltre 19 milioni rispetto al 2024, pur superando in valore i 3,6 miliardi di euro.
Come già evidenziato, l’andamento dell’export dell’area milanese nei nel 2025 verso l’Unione Europea registra un significativo aumento rispetto allo scorso anno (+4,6%), con una crescita in valore delle esportazioni pari a 918 milioni di euro circa, che fissa il totale export verso la UE a circa 21,1 miliardi di euro.
Il ruolo delle esportazioni milanesi nello spazio economico comunitario europeo è ben rappresentato dal trend di crescita registrato verso la Germania (+2,6%) e la Spagna (+6,7%), rispettivamente secondo e terzo partner dell’export milanese, e dall’espansione verso i mercati dei  Paesi Bassi (+15,6%) e della Polonia (+19,3%), quarta e quinta piazza di destinazione dell’export metropolitano, mentre si osserva un dinamica più contenuta verso la Francia (+1,2%).
Nei confronti dei mercati minori si registra una crescita consistente verso Belgio (+7,9%), Cechia (+14,7%), Romania (+5,1%), Svezia (+8,2%) e Danimarca (+28,4%).
In flessione invece Austria (-7,3%), Grecia (-3,5%), Portogallo (-4,7%), Croazia (-7,5%) e Bulgaria (-12,4%).
Il trend dell’import milanese dall’Unione Europea ha registrato nel 2025 un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente.
Sulla dinamica annuale hanno inciso in misura significativa gli incrementi registrati dalle importazioni provenienti da alcuni dei principali partner di riferimento per l’area milanese.
L’analisi puntuale evidenzia pertanto una crescita rilevante delle importazioni provenienti dai Paesi Bassi (+6,9%), dalla Spagna (+5,3%), dalla Germania (+4%) e dalla Cechia (+21,5%).
Nel perimetro dei partner più rilevanti per la dinamica importativa del territorio milanese si è tuttavia riscontrata una consistente flessione per l’import originato da Francia (-2,8%) e Polonia (-3,2%).
Tra i partner minori si segnalano, inoltre, gli aumenti delle importazioni provenienti da Austria (+14,5%) e Finlandia (+15,3%) e le flessioni dell’import di origine greca (-8,4%) e svedese (-8,5%).
 

 

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Indice del fatturato del commercio

Gli ultimi tre mesi del 2025 registrano una battuta d’arresto per il commercio al dettaglio milanese: la ripresa che aveva caratterizzato il settore nei trimestri centrali dell’anno evidenzia un cambio di passo, mostrando una leggera contrazione dell’indice trimestrale.
Al netto della componente stagionale, l’indice del fatturato (base 2015=100) arretra infatti da 114,1 a 113,9. Si tratta di una diminuzione dello 0,2% su base trimestrale. 
L’andamento osservato contribuisce a indebolire la dinamica tendenziale, ossia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno, facendo registrare per l’ultimo trimestre del 2025 una sostanziale stagnazione del volume d’affari (+0,1% la progressione rispetto al quarto trimestre dello scorso anno). Andamento che segue, invece, un percorso positivo di crescita del fatturato che ha caratterizzato il settore nei primi tre trimestri dell’anno.
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative delle imprese per il primo trimestre 2026, analizzate attraverso i saldi delle risposte (quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registrano un generale peggioramento, in particolare per fatturato e ordini ai fornitori.
Il peggioramento del sentiment degli operatori nei confronti del fatturato, espresso da un saldo particolarmente negativo (-17,7%), risulta determinato da una netta prevalenza della quota di imprese con prospettive di diminuzione (33,8%) rispetto a quella con stime di aumento, più che dimezzata a confronto con la rilevazione precedente (da 35,1% a 16%).
Anche nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori, le prospettive delle imprese sono orientate verso un consistente arretramento per il prossimo trimestre. Il saldo complessivo è infatti transitato da un quadrante positivo a uno ampiamente negativo (da +15,2% a -17%): la platea di imprese con previsioni negative si è estesa in misura significativa (da 11,9% a 28,3%), mentre si è parallelamente ridotta la quota di imprese che ipotizza un incremento (da 27% a 11,3%). 
Nei confronti dell’occupazione, la stabilità delle attese per il primo trimestre 2026 è largamente prevalente tra le imprese del commercio, l’invarianza del saldo complessivo è condivisa da circa l’84% dei rispondenti.
 

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

La dinamica di crescita del fatturato dei servizi nell’area metropolitana di Milano è proseguita anche nel quarto trimestre 2025 sia su base congiunturale sia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno.
Il focus di analisi trimestrale condotto attraverso l’indice del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, mostra infatti il raggiungimento di un nuovo punto di massimo storico, passando da 146,1 a 147,9, pari a un incremento dell’1,3% rispetto al terzo trimestre 2025.
Il trend evidenziato su scala trimestrale ha inciso in misura significativa sul piano tendenziale, ossia nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno, determinando un incremento del fatturato del 3,8%.
L’approfondimento di analisi sui servizi milanesi, attraverso la dinamica delle aree di crescita e di diminuzione del fatturato indica che la quota di imprese con volume d’affari in aumento rispetto allo scorso anno si è ulteriormente rafforzata, salendo dal 47,3% al 50,2%, a fronte di una riduzione della frazione di operatori con fatturato in arretramento, che risulta pari al 29,2% a fine trimestre (32% nella rilevazione precedente), mentre rimane stabile la quota di imprese con fatturato invariato rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (20,5%).
 

Classi dimensionali

Il confronto territoriale tra il settore dei servizi della città metropolitana di Milano e della Lombardia evidenzia un’equivalenza nel ritmo espansivo del fatturato: in entrambe le aree, la dinamica di crescita è stata pari a +3,8% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno, sebbene i contributi dimensionali delle unità dei servizi registrino un ruolo più bilanciato per l’area milanese rispetto al contesto regionale.
Il focus di analisi dei servizi milanesi mostra una dinamica del fatturato su base annua guidata dalle medie e grandi imprese (rispettivamente +4,8% e +5,3%), mentre si osserva un apporto meno incisivo da parte delle unità di minore dimensione, in particolare dalle imprese da 3 a 9 addetti.
Il confronto territoriale tra provincia e regione mostra una crescita di minore intensità per le imprese di media dimensione del territorio lombardo (+4%), ma largamente superiore per la tipologia oltre i 200 addetti (+8%).
Il confronto territoriale sottolinea, inoltre, per le unità da 10 a 49 addetti una dinamica superiore per l’area metropolitana milanese (+3,4%) rispetto alla Lombardia (+3%), mentre per le micro imprese si registra una dinamica debole in entrambi i territori: Milano (+0,5%), Lombardia (+0,8%).
 

Settori

Nel quarto trimestre 2025, il fatturato del terziario milanese, oltre a mostrare un andamento eterogeneo tra i comparti di attività, ha confermato il ruolo preminente dei servizi alle imprese nel condizionare la dinamica complessiva della città metropolitana di Milano.
L’esame puntuale riferito ai settori evidenzia infatti che i servizi alle imprese hanno proseguito nel percorso di crescita del fatturato con un incremento significativo per le imprese milanesi (+4,3%), che è tuttavia di poco inferiore per intensità a quanto registrato dalle unità attive nel territorio della regione (+4,6%).
Nei confronti del commercio all’ingrosso, l’analisi tendenziale mostra una dinamica ampiamente espansiva del fatturato nell’area milanese (+2,7%), mentre si registra un contenuto aumento in Lombardia (+0,8%). In relazione agli altri segmenti di attività, gli alberghi e ristoranti hanno registrato un aumento dell’1,3% rispetto al quarto trimestre 2024, riprendendo quindi il sentiero di crescita interrotto nel precedente trimestre. Il confronto tra area milanese e Lombardia evidenzia, inoltre, una dinamica inferiore a livello locale rispetto alla regione, dove l’ospitalità alberghiera e la ristorazione registrano un consistente aumento del volume d’affari (+2,6%).
Rispetto ai servizi alle persone, il volume d’affari del comparto segna una nuova consistente espansione sia nell’area metropolitana milanese (+5,6%) sia in Lombardia (+5,8%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro previsivo delle imprese dei servizi per il primo trimestre 2026, analizzato attraverso i saldi delle risposte, quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, registra una stabilizzazione  delle stime in relazione al fatturato e un miglioramento del sentiment nei confronti dell’occupazione.
Rispetto al fatturato si osserva, infatti, un’invarianza sostanziale della dinamica positiva delle aspettative, come mostra il saldo complessivo fermo a +7,6% (+7,4% nella rilevazione precedente).
L’analisi dettagliata sottolinea un lieve aumento dell’area di incremento del fatturato (da 22,3% a 24,8%), compensato da una crescita di pari intensità della quota di operatori con stime di diminuzione, che sale a 17,5% (15% nella rilevazione precedente)  in un contesto di calo della frazione di operatori dei servizi che ipotizzano stabilità del fatturato per il prossimo trimestre (dal 62,7% al 58%).
Nei confronti dell’occupazione, le aspettative delle imprese dei servizi per i prossimi tre mesi si orientano invece verso un miglioramento del saldo complessivo delle risposte, che passa da +2,2% a +8,9%. Il contesto resta comunque contraddistinto da un’ipotesi di stabilità, condivisa da circa tre quarti dei rispondenti.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025, l’attività industriale dell’artigianato manifatturiero milanese evidenzia, rispetto ai tre mesi precedenti, un recupero dei volumi prodotti localmente, che crescono in linea con il trend regionale, e un proseguimento della dinamica contenuta per il fatturato che si estende trimestralmente anche agli ordini.
Complessivamente l’andamento dell’artigianato milanese riflette il trend registrato dal settore nel conteso regionale.
La dinamica positiva osservata trimestralmente si è replicata, con intensità differenti, sull’andamento tendenziale degli indicatori sia sul piano della produzione sia nei confronti dei ricavi industriali che del portafoglio ordini.
Sul piano produttivo, il focus di analisi condotto attraverso l’indice della produzione industriale (2015=100) registra un aumento rispetto ai tre mesi precedenti, portando il dato destagionalizzato per il terzo trimestre 2025 a 109,8 (109,1 nel terzo trimestre), corrispondente a un incremento dello 0,6% su base trimestrale, che risulta quindi allineato al dato regionale pari a +0,7%.
La dinamica trimestrale della produzione si è riverberata in misura più ampia sul piano tendenziale: rispetto al quarto trimestre dello scorso anno i volumi prodotti hanno infatti registrato un aumento pari all’1,6%.
 

Analisi congiunturale

Il focus di analisi degli indicatori congiunturali dell’artigianato milanese, riferiti al quarto trimestre 2025, registra un quadro di aumento della dinamica produttiva, allineata al contesto regionale, e di contenuto  incremento del fatturato e degli ordini rispetto ai tre mesi precedenti.
Per la produzione industriale, la dinamica milanese – al netto della componente stagionale – registra un aumento pari allo 0,6%, sostanzialmente identico a quanto evidenziato dalla manifattura artigiana della Lombardia (+0,7%).
Nei confronti del fatturato, l’aumento conseguito dalla manifattura artigiana milanese risulta in linea con il trend registrato nel precedente trimestre (+0,3%), ma inferiore all’andamento osservato per il comparto artigiano della Lombardia (+0,6%).
Relativamente agli ordini, le commesse acquisite dal settore nel quarto trimestre evidenziano una consistente frenata rispetto a quanto registrato in precedenza: la dinamica mostra, infatti, un aumento limitato allo 0,4% (+1,2% nel terzo trimestre), in linea quindi con l’andamento lombardo (+0,5%).
 

Analisi tendenziale

Il quadro generale degli indicatori tendenziali mostra una dinamica caratterizzata da  una crescita rispetto al quarto trimestre dello scorso anno: recuperano la produzione industriale e il fatturato, e incrementa significativamente il portafoglio ordini.
Su base annua si è pertanto osservata un ripresa della produzione industriale, che fissa l’aumento tendenziale dei volumi a +1,6% (+0,2% l’incremento nel terzo trimestre) e del fatturato a +1,1% (+0,7% la variazione tendenziale precedente).
Pur recuperando sul trimestre precedente, i valori della produzione industriale e del fatturato artigiano milanese risultano inferiori ai risultati lombardi. In ambito ragionale si osservano incrementi più consistenti sia per i volumi prodotti (+2,2%) sia per il fatturato (+2%).
Risulta invece differente il quadro degli ordini, dove la dinamica milanese – in significativo incremento rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (+2,3%) – si confronta con un aumento meno pronunciato della manifattura artigiana lombarda (+1,1%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il sentiment delle imprese artigiane milanesi riguardo alle prospettive dell’attività industriale per il primo trimestre 2026 resta improntato al pessimismo, sia per quanto riguarda la produzione industriale sia in relazione alla domanda interna e all’occupazione.
Il dettaglio degli indicatori mostra che il saldo della produzione industriale, dato dalla differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, permane ancora negativo, seppure in lento recupero rispetto ai tre mesi precedenti, passando infatti dal -15,8% del terzo trimestre 2025 al -9,8% del quarto.
Nei confronti della domanda interna, le prospettive per il primo trimestre 2026, pur evidenziando anch’esse un miglioramento nei confronti della precedente rilevazione, registrano ancora un saldo complessivo insoddisfacente, che si attesta a -12,4% (-15,5% nel trimestre scorso).
Nei confronti dell’occupazione, le aspettative delle imprese mostrano invece un saldo nullo tra ipotesi di aumento e di diminuzione, seppure contenuto e in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, essendo passato dal -3,4% al -1,7%.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025, la città metropolitana di Milano ha consolidato e sviluppato ulteriormente il sentiero di crescita della produzione industriale, come evidenziato dalla dinamica sia su base trimestrale sia nei confronti del precedente anno. Anche fatturato e ordini riportano valori positivi, sebbene per questi ultimi si osservi una riduzione delle commesse acquisite nel mercato interno rispetto al precedente trimestre.
L’analisi di dettaglio della dinamica produttiva milanese mostra un aumento dell’indice della produzione industriale (base 2015=100) rispetto al trimestre precedente, con un nuovo punto di massimo trimestrale a quota 127 per i volumi prodotti, corrispondente a un incremento – al netto della stagionalità – superiore all’aumento registrato dell’industria lombarda (rispettivamente +1,1% e +0,6%). 
Dopo la fase di assestamento registrata nei tre mesi precedenti, la ripresa su base trimestrale dei volumi prodotti si è riflessa sulla dinamica tendenziale, conferendo nuovo vigore alla crescita (+3% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno).
Il confronto con la dinamica espressa dall’industria lombarda evidenzia, inoltre, un aumento locale della produzione ampiamente superiore a quanto registrato dalla manifattura nel contesto regionale (+2,3%).
 

Analisi congiunturale

L’attività manifatturiera della città metropolitana di Milano si è caratterizzata nell’ultimo trimestre del 2025 per una ripresa della dinamica produttiva rispetto ai tre mesi precedenti. 
Gli indicatori congiunturali registrano segnali positivi per il fatturato e di arretramento per gli ordini complessivi sui quali insiste la flessione della componente interna, la più incisiva sulla dinamica totale.
L’analisi dettagliata degli indicatori evidenzia quindi, al netto della componente stagionale, un aumento consistente della produzione industriale rispetto ai tre mesi precedenti (+1,1%), più intenso rispetto alla dinamica trimestrale di crescita osservata per la manifattura della Lombardia (+0,6%). 
I segnali positivi dell’industria milanese risultano tuttavia contenuti per il fatturato (+0,3%), che riporta peraltro un andamento inferiore rispetto a quanto registrato in Lombardia, dove la crescita è comunque circoscritta allo 0,6%.
La differenziazione degli andamenti tra la manifattura milanese e quella lombarda emerge anche nei confronti del portafoglio ordini, dove le commesse estere riportano una flessione più marcata a livello provinciale (-0,5%) rispetto a quanto evidenziato in regione (-0,2%). Lo stesso squilibrio emerge sul piano degli ordini esteri, infatti, pur trattandosi di valori positivi per entrambe le partizioni territoriali, la dinamica è più vivace in Lombardia (+0,6%) rispetto a quella del Milanese (+0,3%).
 

Analisi tendenziale

Nei confronti del quarto trimestre 2024, il quadro generale degli indicatori evidenzia un andamento molto positivo per il sistema industriale milanese in relazione alla dinamica produttiva e al fatturato, mentre si rileva una crescita più contenuta rispetto agli ordini.
La ripresa della dinamica trimestrale della produzione milanese si è riflessa a livello annuo sui volumi prodotti dall’industria (+3%), che risultano ampiamente superiori a quelli lombardi (+2,3%).
La dinamica per il fatturato è invece simile a quanto registrato nel terzo trimestre. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il fatturato dell’industria milanese ha mantenuto un ritmo espansivo (+4%) trainato dalla crescita dei mercati esteri (+5,8%), cui si è aggiunto l’aumento del fatturato interno (+3%).
Il trend milanese del fatturato replica – con una scala di intensità maggiore – quanto osservato in Lombardia, dove l’aumento complessivo (+3,4%) beneficia tuttavia di una dinamica migliore della componente interna (+3,7%) rispetto ai mercati esteri (+2,9%).
In merito al portafoglio ordini, l’area milanese mostra una crescita inferiore (+1,2%) rispetto all'industria lombarda (+1,7%). Sulla dinamica locale incide la flessione degli ordini interni (-0,8%) non sufficientemente bilanciata dalla crescita degli ordini esteri (+4,8%); il buon andamento lombardo è invece sostenuto dalla componente estera (+3,2%), che contribuisce a sostenere il più contenuto aumento degli ordini interni (+0,8%).
 

Dinamiche a confronto

Negli ultimi tre mesi del 2025 si sono ridotti i differenziali di andamento della produzione industriale milanese e lombarda da un lato rispetto, al sistema manifatturiero dell’Eurozona dall’altro lato, mentre persiste il divario sfavorevole della manifattura italiana rispetto all’industria locale.
L’industria milanese, dopo l’assestamento della dinamica nel trimestre precedente, ha evidenziato su base congiunturale un incremento dei volumi prodotti (+1,1%), che sopravanza la produzione industriale della manifattura lombarda (+0,6%).
Pertanto, il 2025 si chiude per ambedue i territori con un risultato positivo in relazione alla dinamica produttiva, frutto di un trend di crescita ininterrotto dall’inizio dell’anno.
Segnali di ripresa si registrano per l’industria dell’Eurozona: al netto della stagionalità, secondo le ultime stime, la produzione è aumentata  dello 0,2% rispetto al terzo trimestre, suggerendo un segnale di recupero ciclico dei settori industriali supportati dal miglioramento della manifattura tedesca – in vista di investimenti crescenti nel settore difesa (+1%) – e di quella francese (+0,2%). 
Per la produzione industriale italiana, il quarto trimestre 2025 si chiude con una diminuzione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua la contrazione si assesta allo 0,5%.
 

Mercato del lavoro

Per la cassa integrazione, la rilevazione trimestrale evidenzia un crescente aumento dell’incidenza delle imprese utilizzatrici rispetto al totale delle attività manifatturiere, in un contesto occupazionale dove le cessazioni superano le assunzioni di personale. 
La nota positiva è determinata dalla costanza delle ore utilizzate per la cassa integrazione rispetto al monte ore di lavoro trimestrale, suggerendo quindi un utilizzo più diffuso degli ammortizzatori sociali tra le imprese, ma meno intenso a livello di singola unità produttiva.
Il quadro di dettaglio evidenzia quindi un ampliamento della platea di imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni (CIG), passando dal 10,3% del trimestre precedente, all’11,7%. In tale contesto tuttavia, l’incidenza della CIG sul monte ore trimestrale resta costante rispetto ai tre mesi precedenti (2%).
L’occupazione, misurata dal saldo trimestrale tra nuove assunzioni e cessazioni di personale, registra inoltre un’accelerazione del trend negativo, passando a un -0,7% nel quarto trimestre 2025, contro il calo dello 0,3% nel terzo trimestre.
Tale risultato è dovuto fondamentalmente all’ampliamento del differenziale tra entrate e uscite dal mercato del lavoro rispetto ai tre mesi precedenti: si rileva infatti un incremento delle cessazioni (che passano dal +2,1% al +2,7%), a fronte di un rallentamento della dinamica delle assunzioni (da +1,9% a +1,7%).
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Le previsioni delle imprese manifatturiere milanesi per il primo trimestre 2026 si posizionano in un intorno positivo per quanto riguarda la dinamica produttiva, la domanda attesa dai mercati e l’occupazione.
Per la produzione industriale si osserva un netto miglioramento del saldo delle aspettative quale differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione. Si passa dal +5,8% del terzo trimestre al +15,9% del quarto trimestre 2025: aumenta infatti la quota di operatori con prospettive di crescita (da 23,6% a 28,9%) e diminuisce parallelamente la frazione di imprese con stime di flessione (da 17,8% a 13%).
Nei confronti della domanda proveniente dai mercati, le prospettive registrano un cambio di passo migliorativo sia in relazione alla componente estera che a quella interna. 
Le ipotesi espresse dalle imprese si posizionano per entrambe le componenti in un quadrante positivo. Per il mercato domestico il saldo passa da -2% a +4,9%, mentre per la domanda attesa dai mercati esteri il saldo si posiziona a +16,2% (era -0,7% nel terzo trimestre 2025). 
Sul piano dell’occupazione, le attese delle imprese continuano a essere orientate verso la stabilità per oltre il 74% dei rispondenti, mentre per la restante quota si evidenzia un incremento del saldo positivo complessivo: da +5,8% a +9,6%.
 

Il confronto tra piano qualitativo espresso dalle attese delle imprese e piano quantitativo definito dal ciclo della produzione industriale registra un recupero della dinamica per il primo trimestre 2026.
In particolare, il sentiment delle imprese evidenziato dall’indicatore sintetico delle aspettative – che su un piano unidimensionale riassume le stime relative a produzione, domanda attesa dai mercati e occupazione – mostra un miglioramento significativo passando da un quadrante negativo a uno positivo.
Verso tale direzione sta progressivamente convergendo anche il ciclo di breve termine della produzione industriale, nonostante un ritmo più blando della dinamica rispetto al precedente trimestre, come mostrato dal grafico.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni della città metropolitana hanno registrato una flessione di oltre 1,2 miliardi di euro rispetto al 2024 (-2,9%), fissando a 41,2 miliardi il totale export dell’area. 
Sul persistere del trend negativo ha inciso principalmente la flessione subita dalla filiera tessile-abbigliamento, in arretramento di oltre 654 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Altrettanto rilevanti per l’export milanese sono state le flessioni registrate dai comparti dell’elettronica e ottica (291,3 milioni) e dei prodotti in metallo (271 milioni di euro).
Tra i settori in crescita, si conferma il trend positivo della farmaceutica: oltre 300 milioni di euro di saldo positivo rispetto ai primi nove mesi del 2024; segue – in ordine di  grandezza – il comparto dei mezzi di trasporto, con un surplus di circa 276 milioni.
La suddivisione settoriale evidenzia, inoltre, una consistente crescita dell’export per la chimica e i prodotti alimentari, con saldi positivi su base annua di 159,6 milioni e di 121 milioni di euro rispettivamente.
Le dinamiche osservate non hanno modificato la  ripartizione settoriale che evidenzia ancora, tra i comparti principali dell’export, il primato del tessile-abbigliamento, con oltre 7,5 miliardi di euro; i macchinari in seconda posizione con 6,2 miliardi; quindi la chimica (5,3 miliardi) e la farmaceutica (4,1 miliardi). Seguono gli apparecchi elettrici con 3,6 miliardi e i prodotti in metallo con 2,7 miliardi di export.
Nei primi nove mesi del 2025, l’import milanese ha registrato una nuova accelerazione, collocandone il valore complessivo a 65,3 miliardi di euro (+4,8%), determinato da un aumento di circa 3 miliardi rispetto al 2024.
La dinamica milanese è stata sostenuta dai significativi incrementi registrati dai mezzi di trasporto (850,4 milioni di euro) e dai settori della chimica e dei prodotti elettrici (rispettivamente 497,4 milioni e 460,4 milioni di euro), oltre che dalla filiera del tessile-abbigliamento (400,8 milioni di euro). 
Consistenti aumenti delle importazioni sono stati registrati anche dall’alimentare (oltre 148 milioni di euro) e dall’elettronica, in surplus di  101 milioni di euro.
In controtendenza si collocano invece i macchinari e la farmaceutica, in flessione per 86 e 52 milioni di euro.
La dinamica dell’import non ha modificato la struttura settoriale dominata da elettronica e ottica con 9,6 miliardi di euro, seguita dalla chimica con 8,1 miliardi.
Con oltre 6 miliardi di euro sono quasi equivalenti, invece, i contributi in valore dei mezzi di trasporto e della farmaceutica, seguiti a distanza dai macchinari con 5,8 miliardi di euro.
Come già evidenziato dalla dinamica in valore dell’export, la città metropolitana di Milano ha registrato nei primi nove mesi del 2025 un consistente calo delle esportazioni (-2,9%).
Sul percorso di arretramento hanno inciso in primo luogo le flessioni registrate dalla filiera del tessile e abbigliamento (-8%), anche in considerazione del fatto che costituisce il primo settore in valore dell’export. Significativo anche il calo dei comparti dell’elettronica e ottica (-12,5%) e dei prodotti in metallo (-8,9%) e, a seguire, gli arretramenti riscontrati nei settori della gomma-plastica (-1,1%) e dei prodotti elettrici (-0,2%).
Apporti decisamente positivi arrivano invece dai trend ancora in espansione di mezzi di trasporto (+25,3%), farmaceutica (+7,9%) e alimentare (+6%), ai quali si sono associati gli incrementi registrati dai comparti dei prodotti chimici (+3,1%) e dalla meccanica (+0,9%), rispettivamente il secondo e terzo settore per valore dell’export.
Il percorso di crescita dell’import si è ulteriormente consolidato nei primi nove mesi del 2025, evidenziando un significativo aumento rispetto all’analogo periodo del 2024 (+4,8%).
L’espansione generale delle importazioni ha beneficiato della dinamica di crescita a doppia cifra registrata dai mezzi di trasporto (+16,1%) – il terzo settore per rilevanza – cui si sono associati gli incrementi ottenuti dal comparto degli apparecchi elettrici (+9,6%) e dalla filiera del tessile, abbigliamento, pelli e accessori (+8%).
Aumenti consistenti sono stati registrati anche dalla chimica (+6,5%) e dell’alimentare (+5%).
In controtendenza rispetto al trend di crescita generale delle importazioni risultano invece le variazioni negative registrate dai macchinari (-1,5%) e dalla farmaceutica (-1%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nei primi nove mesi del 2025, le direttrici geografiche dell’export (41,2 miliardi di euro) hanno registrato un arretramento verso l’Europa attribuibile ai Paesi non UE, mentre si è osservato un sensibile aumento verso i partner dell’Unione Europea. In ambito extra-europeo, si è invece registrata una flessione sui mercati asiatici e un aumento contenuto verso il continente americano. 
Nei confronti dello scorso anno, l’export verso l’Europa ha registrato un calo di 419 milioni di euro (-1,8%), riconducibile alla contrazione per un miliardo di euro dei mercati esterni alla UE (-12,1%), dove incide la flessione di oltre 780 milioni all’export diretto in Svizzera (-17,8%). La dinamica è stata quindi parzialmente compensata dalla crescita dei mercati UE (+4,1%, pari a 619 milioni). 
L’export diretto ai mercati europei si è pertanto collocato a 23,1 miliardi di euro; di questi, 15,6 diretti in UE e 7,5 verso i Paesi europei non UE.
In relazione ai mercati extra-europei, l’Asia registra una flessione di circa 456 milioni di euro (-4,8%), pur confermandosi come la principale destinazione extra-europea per l’export milanese, con 8,9 miliardi di euro. La dinamica negativa risulta ascrivibile alla flessione dei mercati dell’Asia Orientale che, pur confermandosi il primo mercato di sbocco con 5,7 miliardi di euro, arretrano di oltre 485 milioni di euro (-7,8%).
I mercati di riferimento dell’area hanno evidenziato una dinamica particolarmente negativa: 123 milioni di euro è il deficit con la Cina, per un totale export di 2,2 miliardi (-5,2%); saldo negativo di 207 milioni verso il Giappone, per un totale export di 969 milioni e una flessione di 207 milioni di euro verso le Tigri Asiatiche (1,8 miliardi di euro).
In relazione all’America, seconda piazza extra-UE per export (con 6,6 miliardi di euro), si è osservato un aumento dell’export di 117,8 milioni rispetto al 2024 (+1,8%). Nel continente, il mercato più rilevante sono gli Stati Uniti: 4,5 miliardi di euro e 67,1 milioni di surplus (+1,5%).
Relativamente all’import (65,2 miliardi di euro), il  saldo positivo di circa 3 miliardi è attribuibile per 1,7 miliardi all’Asia, seguita per rilevanza dall’Europa, con oltre un miliardo di euro (di cui 830 milioni dalla UE e 197 dai Paesi europei non UE). Inferiore è invece il contributo americano (278 milioni di euro).
La struttura geografica dell’import evidenzia la rilevanza dei partner europei: 47,2 miliardi di euro, di cui 40,9 miliardi dalla UE e 15,6 dai Paesi europei non UE. 
Fuori dall’Europa, l’Asia si conferma il fornitore principale dell’area milanese con 13,5 miliardi di euro, seguito a distanza dal continente americano con 3,3 miliardi, di cui 2,1 attribuibili agli Stati Uniti.
La contrazione registrata dall’export della città metropolitana di Milano nei primi nove mesi del 2025 (-2,9%) è stata determinata sia dai mercati europei (-1,8%), sui quali ha insistito l’arretramento a doppia cifra verso i Paesi non UE (-12,1%), ascrivibile in particolare alla Svizzera (-17,8%), sia dalla flessione verso l’Asia (-4,8%).
La dinamica negativa non si è invece riscontrata nell’ambito dei mercati dell’Unione Europea, in aumento rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+4,1%).
In relazione ai mercati extra-europei, si è osservata una netta divergenza tra l’aumento del continente americano e la flessione di quello asiatico.
Su base annua, l’incremento dell’export verso l’America è dell’1,8%, trainato dagli Stati Uniti (+1,5%).
La flessione dei mercati asiatici è attribuibile alla rilevante contrazione dell’Asia Orientale (-7,8%), dove incide soprattutto l’arretramento registrato nei confronti della Cina (-5,2%) e la caduta dell’export verso il Giappone (-12,9%) e le quattro Tigri Asiatiche (-10,3%); in particolare calano Hong Kong (-18,6%) e Corea del Sud (-6,1%).
La consistente espansione dell’import registrata dall’area milanese nei primi nove mesi del 2025 (+4,8%) è ascrivibile in particolare alla dinamica dei flussi commerciali in arrivo dai partner extra-europei, mentre è più contenuto l’apporto originato dall’Europa.
L’import di matrice europea (+2,2%) è stato condizionato dalla dinamica proveniente dai partner dell’Unione Europea (+2,1%), cui si è associato l’incremento dei flussi commerciali dai Paesi europei non UE (+3,2%). Per questi ultimi, il quadro di dettaglio evidenzia una  sostenuta flessione delle importazioni provenienti dal Regno Unito (-9,1%), parzialmente bilanciata dall’aumento dell’import dalla Svizzera (+4%) e dalla Turchia (+4,1%).
In relazione ai partner extra-europei, si segnala la crescita delle forniture commerciali provenienti dall’America (+9,1%) e in particolare dagli Stati Uniti (+10,5%).
Tuttavia, l’incremento più significativo è afferente ai flussi provenienti dall’Asia (+15,1%), dove è determinante l’Asia Orientale (+19,9%), in quanto sia le importazioni dal Medio Oriente sia dall’Asia Centrale sono in contrazione (rispettivamente -4,8% e -10,8%).
In particolare, rivestono un ruolo preminente l’import proveniente dalla Cina (+19,4%) e – nell’ambito delle Tigri Asiatiche (+17,6%) – quello dalla Corea del Sud (+23,2%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 l’export della città metropolitana di Milano verso i mercati dell’Unione Europea ha registrato una crescita di 619 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2024, fissando il totale UE a 15,6 miliardi.
Tra i cinque mercati principali di destinazione – che rappresentano oltre 10,6 miliardi dell’export totale verso l’Unione Europea – la dinamica delle esportazioni rispetto al 2024 registra una crescita consistente dei Paesi Bassi (215,4 milioni) e della Polonia (195,9 milioni), seguiti a distanza dagli aumenti ottenuti nei mercati di Germania (108,7 milioni) e Spagna (103 milioni), mentre è in calo di 8 milioni di euro l’export diretto in Francia.
Tra le destinazioni principali troviamo la Francia con oltre 3,3 miliardi di euro (21,2% del totale export verso la UE) – che si conferma il primo mercato di sbocco – quindi la Germania, al secondo posto con 3,2 miliardi (20,6%); seguono la Spagna con 1,7 miliardi di euro (11,7%), i Paesi Bassi con 1,2 miliardi (7,9%) e la Polonia con oltre 1,1 miliardi (7,3%).
Gli altri mercati mostrano invece una capacità di attrazione inferiore: tra i più rilevanti, oltre il mezzo miliardo di euro, si segnalano Belgio (669 milioni) e Cechia (504 milioni).
Nei primi nove mesi del 2025, le importazioni milanesi provenienti dall’Unione Europea hanno registrato un incremento di circa 830 milioni di euro rispetto al 2024, collocando l’import complessivo dalla UE a 40,9 miliardi di euro. In valore, le importazioni dai primi cinque partner commerciali dell’area metropolitana milanese concentrano oltre 31,6 miliardi di euro del totale import dall’Europa comunitaria.
La Germania si conferma il partner strategico delle imprese milanesi, dal quale provengono 12,7 miliardi dei flussi commerciali in entrata (31,2% del totale import dalla UE), in crescita di 359 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Al secondo posto i Paesi Bassi con 8,2 miliardi di euro circa (20% del totale UE) – in crescita di 338,9 milioni – e la Francia, terza con circa 4,9 miliardi (11,9%) e in flessione di 156 milioni di euro rispetto allo scorso anno.
Seguono per rilevanza i flussi importativi dalla Spagna, pari a 3,2 miliardi di euro e in aumento di 113,1 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2024 (7,9% del totale import dalla UE).
Altrettanto importanti per l’area milanese sono le importazioni dal Belgio, che superano in valore i 2,6 miliardi di euro (6,5% del totale import dalla UE), evidenziando tuttavia una dinamica in calo di oltre 84 milioni rispetto al 2024.
Come già evidenziato, nei primi nove mesi del 2025 l’andamento esportativo del milanese verso l’UE registra un significativo aumento rispetto allo scorso anno (+4,1%).
Le dinamiche per mercato di destinazione all’interno della UE evidenziano una crescita che coinvolge i tre quarti delle destinazioni comunitarie.
L’affermazione delle esportazioni milanesi nello spazio economico comunitario europeo è ben rappresentato dal trend di crescita verso la Germania (+3,5%) e la Spagna (+6,3%), rispettivamente secondo e terzo partner dell’export milanese, e dall’espansione verso i mercati dei  Paesi Bassi (+21,1%) e della Polonia (+20,7%), mentre è stagnante la dinamica verso la Francia (+0,2%).
Nei confronti dei mercati minori, si rileva un trend positivo che coinvolge – con gradi di intensità differente – Belgio (+7,5%), Cechia (+10,6%), Romania (+6,6%), Ungheria (+5,5%), Svezia (+4,6%), Danimarca (+35,2%) e Irlanda (+5,6%). 
In flessione invece l’export diretto in Austria (-8,9%), Grecia (-6,5%), Portogallo (-6,1%), Slovenia (-2,6%) e Croazia (-2,9%). A doppia cifra gli arretramenti nei confronti di Bulgaria (-16,1%) e Slovacchia (-13,4%).
Con riferimento al trend dell’import dall’Unione Europea, nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un aumento dei flussi commerciali complessivi verso la città metropolitana di Milano (+2,1%). 
Sulla dinamica hanno inciso in misura significativa gli incrementi delle importazioni provenienti da alcuni dei partner di riferimento per l’area milanese: Spagna (+3,6%), Paesi Bassi (+4,3%), Germania (+2,9%) e Cechia (+19,5%).
Tuttavia, la crescita osservata nel perimetro dei partner più rilevanti per il territorio milanese è stata in parte bilanciata dalle flessioni riscontrate per l’import originato da alcuni dei maggiori fornitori della città metropolitana di Milano: Francia (-3,1%), Belgio (-3,1%) e Polonia (-5,4%).
Tra i partner minori si segnalano, inoltre, gli aumenti delle importazioni provenienti da Austria (+12,9%) e Danimarca (+8,1%) e le flessioni dei flussi importativi da Svezia (-4,4%) e Ungheria (-6,5%).

 

 

MI
MB
LO
Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Indice del fatturato del commercio

Nel terzo trimestre 2025, il commercio al dettaglio milanese ha registrato un’accelerazione della dinamica, recuperando integralmente la fase di debolezza che aveva caratterizzato il settore nel primo trimestre.
Il percorso incrementale del fatturato si è manifestato  sia nei confronti del trimestre precedente, come si rileva dall’indice trimestrale, sia su base annua, ossia rispetto al terzo trimestre 2024.
Al netto della componente stagionale, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si posiziona ora a quota 114,1 (113,1 nel secondo trimestre 2025), evidenziando una progressione su base congiunturale pari a +1,1% che, oltre a recuperare il differenziale negativo del primo trimestre, posiziona l’indice trimestrale a un nuovo massimo storico. 
Il percorso di sviluppo della dinamica trimestrale si è largamente riflessa sull’andamento tendenziale del fatturato (+3,4%), che risulta quindi in accelerazione rispetto a quanto registrato su base annua a inizio anno (+1,6%) e nel secondo trimestre (+2,2%).

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Il quadro generale delle aspettative delle imprese per il quarto trimestre 2025 (analizzato attraverso i saldi delle risposte, ovvero la differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registra un recupero significativo del sentiment sia nei confronti del fatturato sia rispetto agli ordini, mentre è più limitato in relazione all’occupazione.
L’approfondimento di analisi relativo al fatturato evidenzia che le stime degli operatori per il quarto trimestre 2025 collocano il saldo in un quadrante positivo (+22,4%): la quota di operatori che ipotizza un aumento è più che raddoppiato rispetto al precedente trimestre attestandosi al 35% (15,9% nella precedente rilevazione), in un contesto di stabilità del fatturato per oltre la metà delle imprese e di rilevante riduzione della frazione con aspettative di diminuzione del fatturato (12,7% contro 25%).
Il miglioramento del sentiment si verifica anche nei confronti degli ordini rivolti ai fornitori: le prospettive delle imprese sono infatti orientate verso un’area di crescita: il saldo complessivo è transitato da un quadrante negativo a uno ampiamente positivo (da -24,8% a +15,2%). La quota di imprese con previsioni negative si è, infatti, più che dimezzata (da 33,2% a 11,9%), riverberandosi su un aumento della frazione di operatori con prospettive di incremento (da 8,4% a 27%). 
La stabilità è infine attesa da oltre otto imprese su dieci in riferimento all’occupazione, mentre il segno del saldo complessivo è passato da negativo a positivo (da -0,4% a +3,3%).

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.