Tra gennaio e dicembre 2025, le esportazioni delle imprese lodigiane valgono 6,9 miliardi di euro, evidenziando una dinamica negativa rispetto al 2024 (-4,4%, che in valori assoluti si tratta di un calo di poco meno di 320 milioni).
A livello settoriale, il comparto dell’elettronica si conferma il più rilevante a Lodi: incide infatti per il 54,5% delle esportazioni provinciali, ovvero 3,7 miliardi di euro di merci esportate in dodici mesi.
A grande distanza seguono il comparto della chimica (824 milioni di euro, l’11,9% del totale) e quello dell’alimentare (662 milioni, pari al 9,6%); tra i rimanenti comparti, quello degli apparecchi elettrici è l’unico a superare la soglia dei 500 milioni di export annui.
Al pari di quanto avvenuto per l’export, le importazioni delle imprese lodigiane interrompono la lunga crescita che ha interessato tutti i trimestri del 2024. Nel 2025 l’import del lodigiano ammonta a 8,8 miliardi di euro, il 22,6% in meno rispetto al 2024.
La prima voce dell’import lodigiano, come avviene per l’export, è rappresentata dall’elettronica: i flussi di merci del settore nel 2025 sono pari a 3,1 miliardi di euro, equivalenti al 35,6% delle importazioni complessive.
Altri due comparti importanti per valore delle merci scambiate sono l’alimentare e la farmaceutica, che valgono rispettivamente 1,6 e 1,5 miliardi di euro di export (insieme costituiscono il 35,3% del totale). Più distante la chimica – in quarta posizione – comparto che si avvicina alla soglia degli 800 milioni di euro di merci importate in dodici mesi.
Rispetto al 2024, l’export lodigiano registra una riduzione del 4,4%: quasi 320 milioni di euro in meno di merci dirette all’estero. L’elettronica, ovvero il comparto più rilevante, è anche il principale responsabile della flessione, con un calo del 10,3% che in valori assoluti comporta una riduzione di oltre 430 milioni di euro.
Tra gli altri settori dell’export provinciale si osserva una prevalenza di variazioni di segno positivo. In particolare il secondo e il terzo comparto per volumi di esportazioni – chimica e alimentare – crescono rispettivamente del 9,5% e del 2,2%. Piuttosto rilevante l’incremento percentuale della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+87,9%), in valori assoluti significa però una crescita di soli 15 milioni di euro.
Tra i segmenti in calo, l’unico di una certa rilevanza oltre all’elettronica è rappresentato dai macchinari, con una riduzione del 3,8% a confronto con l'anno precedente.
A confronto con il dato del 2024, le importazioni delle imprese lodigiane segnano un importante calo del 22,6%, imputabile principalmente all’elettronica: ben 2,8 miliardi di euro di merci in meno (-47,4%). Prevalgono invece variazioni di segno positivo per quanto riguarda la maggioranza degli altri settori.
Tra i comparti che registrano una crescita dell’import si segnala in primo luogo la farmaceutica (+11,8% per quasi 160 milioni in più). In termini percentuali si osservano forti incrementi per vari segmenti minori, quali i macchinari (+26,1%), l’abbigliamento (+64,8%) e i mezzi di trasporto (+20,1%).
L’alimentare registra una variazione quasi nulla (-0,1%), mentre presentano una variazione negativa, oltre all’elettronica, anche gomma-plastica (-22,2%) e prodotti in metallo (-9%).