Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’export brianzolo, nei primi nove mesi del 2025 il 67,7% si dirige verso Paesi europei: 7,7 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 5,7 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2 interessano invece Paesi europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,2 miliardi di euro di export dalla Brianza, decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, attorno a 290 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 2,2 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, che equivalgono al 19% dei flussi in uscita dalla provincia. La gran parte dei quali, pari a poco meno di 1,5 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 326 milioni sono diretti in Cina e altri 580 verso le quattro Tigri Asiatiche (con una netta prevalenza di Singapore, che ne assorbe circa la metà).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,3% delle esportazioni provinciali) ammonta a 1,2 miliardi di euro, di cui 826 milioni interessano i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di circa 340 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Tra gennaio e settembre del 2025, il 73,6% dell’import lodigiano proviene da Paesi europei, per un valore di 7,5 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari a circa il 60% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (6,2 miliardi). Dei restanti 1,3 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (di poco inferiore al miliardo).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico: poco meno di 1,9 miliardi di euro in arrivo (il 18,5% del totale); la Cina è il mercato singolo più importante, per un valore di 904 milioni. Dal continente americano arrivano in Brianza 742 milioni di euro di merci (il 7,3% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (quasi 670 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia complessivamente una crescita, seppure dovuta quasi esclusivamente ai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (circa un miliardo di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+15,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+16%); tra questi ultimi, la crescita è imputabile pressoché unicamente alla Svizzera (+24,1%), mentre sono in diminuzione gli altri mercati.
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-10,9%), pari a oltre 260 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un sensibile aumento (+10,7% in un anno), che tuttavia non riesce a compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-6,8%), né tantomeno di quella Orientale (-17,1%). Una flessione minima riguarda il mercato cinese (-0,2%), mentre un calo molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-29,3%), in modo particolare nei confronti di Singapore e Hong Kong; in controtendenza il mercato giapponese, che riporta una crescita importante (+16,4%).
Il continente americano evidenzia una piccola variazione di segno positivo (+1,6%), grazie all’incremento dei flussi che interessano l’America Settentrionale (+4,4%), mentre si riducono le esportazioni verso la parte centro-meridionale del continente (-6,7%).
L’import della Brianza registra una dinamica molto positiva in tutte le principali direttrici geografiche. Si osservano aumenti rilevanti per le merci in arrivo da Europa (+24,2%), America (+26,2%) e Asia (+6,9%). In Europa la dinamica positiva riguarda sia i Paesi dell’Unione Europea (+24,8%) sia i restanti mercati (+21,7%).
L’Asia segna una crescita in tutte le sue macroaree; in termini percentuali l’incremento più importante riguarda il Medio Oriente (+42%), più contenuti i ritmi di crescita dell’Asia Centrale (+9,2%) e di quella Orientale (+6,2%). L’import dalla Cina, il primo partner extraeuropeo della Brianza, cresce dell’8,4%, mentre tra i Paesi in calo si osserva il Giappone (-8,6%).
Per quanto riguarda l’America infine, la crescita annua delle importazioni si deve soprattutto all’aumento dei flussi che coinvolgono gli Stati Uniti (+29,3%), mentre risultano quasi invariati su base annua i flussi relativi alla parte centro-meridionale del continente (-0,1%).