Monza Brianza

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Indice del fatturato del commercio

Nel quarto trimestre 2025 il commercio al dettaglio della provincia di Monza Brianza registra un significativo arretramento della dinamica congiunturale.
L’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, è infatti passato da 122,5 a 121,4. Si tratta del livello più basso dal terzo trimestre 2022, con un arretramento dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2025.
L’inversione del trend si è riflessa in misura significativa sull’andamento tendenziale, determinando una flessione del fatturato del 2,8% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
Tale andamento si pone in continuità con la debolezza già osservata nella prima parte del 2025, fatta eccezione per la ripresa tendenziale registrata dal settore nel terzo trimestre 2025.
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro previsivo delle imprese brianzole del commercio per il primo trimestre 2026, analizzato attraverso i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), registra un peggioramento complessivo delle attese che si manifesta attraverso il passaggio dei saldi in terreno negativo per fatturato e ordini verso i fornitori.
L’approfondimento di analisi evidenzia che il saldo del fatturato, dopo il rimbalzo del precedente trimestre (+3,7%), torna in terreno ampiamente negativo, come si evince dal dato ora pari a -14,3%.
Rispetto alla precedente rilevazione, anche per gli ordini rivolti ai fornitori si osserva un peggioramento di ampia portata del saldo, che passa da -4,7% a -14,3%.
Il dettaglio analitico per gli ordini evidenzia che l’ipotesi di arretramento è stimata oltre un quarto delle imprese, il 59% del campione non si aspetta cambiamenti, mentre l’aumento è previsto solo dal 13% dei rispondenti.
Nei confronti dell’occupazione, il quadro previsivo è orientato verso la stabilità per l’84% delle imprese.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

I servizi della provincia di Monza Brianza hanno ulteriormente consolidato il sentiero di ripresa del fatturato nel corso del quarto trimestre 2025, evidenziando una progressione sia nei confronti del precedente trimestre sia rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
L’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100), al netto della componente stagionale, ha evidenziato nel quarto trimestre 2025 una dinamica di crescita rispetto ai precedenti tre mesi, raggiungendo un nuovo punto di massimo storico del numero indice (da 114,2 a 144,8), ovvero un aumento dello 0,4% su base trimestrale.
L’incremento osservato si è riflesso sulla dinamica tendenziale del fatturato ossia riferita al quarto trimestre dello scorso anno, registrando un incremento del 2% su base annua.
L’analisi dettagliata della dinamica dei servizi della Brianza, effettuata attraverso l’approfondimento delle aree di crescita, diminuzione e stabilità del fatturato rispetto al quarto trimestre 2024, modifica solo parzialmente il trend emerso nella rilevazione precedente.
In particolare, si osserva una diminuzione di circa 2 punti percentuali della quota di imprese con volume d’affari stabile (dal 23,1% al 21,4%), che rafforza la frazione di imprese con fatturato in contrazione (che passa dal 33% al 34,9%), mentre resta stabile al 43,7% la quota di imprese che dichiarano un aumento del fatturato.
 

Settori

Nel quarto trimestre 2025, il fatturato dei settori dei servizi brianzoli ha mostrato una consistente differenziazione degli andamenti tra i comparti di attività, mettendo in luce da un lato un percorso di significativo arretramento per il commercio all’ingrosso e i servizi alle persone, dall’altro una crescita per ospitalità alberghiera e ristorazione e il comparto dei servizi alle imprese. 
Quest’ultimo, in particolare, continua a svolgere un ruolo di traino per la dinamica dei terziario provinciale. Il significativo incremento ottenuto su base annua (+5,3%) ha  inoltre confermato una dinamica di crescita più intensa della Brianza rispetto alla Lombardia (+4,6%).
Passando all’analisi degli altri settori, nel quarto trimestre 2025, la ristorazione e l’ospitalità alberghiera della Brianza, dopo la flessione registrata su base annua nei tre mesi precedenti, ha ottenuto una consistente ripresa tendenziale del volume d’affari (+2,9%), in linea con l’andamento osservato dal settore in Lombardia (+2,6%).
Tra i comparti in flessione in ambito provinciale, si segnala invece il commercio all’ingrosso (-3,4%). Il consistente arretramento si colloca in controtendenza rispetto al trend regionale, dove il comparto evidenzia un aumento, seppur contenuto, del fatturato (+0,8%).
In relazione ai servizi alle persone, la dinamica mostra una flessione significativa del volume d’affari nella provincia di Monza Brianza
(-7,8%), diversamente dalla Lombardia, dove il fatturato del comparto registra invece un consistente incremento (+5,8%).
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro complessivo delle aspettative delle imprese del terziario brianzolo per il primo trimestre 2026, analizzate attraverso i saldi delle risposte, inteso come differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, mostra una significativa ripresa sia per il fatturato sia per l’occupazione.
Con riferimento al fatturato, le previsioni degli operatori per il primo trimestre 2026, pur insistendo ancora in un quadrante negativo, evidenziano un recupero del saldo complessivo rispetto alla precedente rilevazione, passando da -11,6% a -2,6%. 
Il dettaglio mostra una riduzione della quota di imprese con stime di diminuzione nei confronti della precedente rilevazione (dal 26,5% al 18,7%) e il contestuale aumento sia di quanti si attendono un quadro di stabilità (passati dal 58,5% al 65%) sia della quota di imprese che ipotizzano invece una crescita (dal 15% al 16,3%).
Nei confronti dell’occupazione, si osserva ancora la prevalenza della quota di operatori dei servizi che prevede stabilità, attesa da oltre l’80% delle imprese. 
Nei confronti della restante quota del campione, il miglioramento delle aspettative per il primo trimestre 2026, attraverso il passaggio del saldo da un intorno negativo a uno positivo (da -6,8% a +9,8%) si relaziona alla riduzione della frazione di imprese collocata nel quadrante di diminuzione (da 15,8% a 4,9%) e al rafforzamento della quota di operatori con aspettative di aumento (da 8,9% a 14,8%).
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025 l’artigianato manifatturiero brianzolo registra una discreta crescita della produzione sia su base congiunturale che tendenziale. In particolare a confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, si osserva un incremento del 3,9% dopo alcuni trimestri negativi. Risultano in terreno positivo anche la dinamica di fatturato e ordini; mentre restano prevalentemente pessimiste le aspettative degli operatori sull’immediato futuro.
Nel grafico è evidente la crescita della produzione industriale successiva alla pandemia: tra il 2021 e il 2022 l’artigianato manifatturiero brianzolo ha registrato infatti un sostenuto aumento, che tuttavia non permane negli anni successivi. Tra 2023 e 2024 si verifica infatti un progressivo rallentamento della crescita, fino alle variazioni di segno negativo riscontrate nel 2025.
Il numero indice della produzione (espresso con base 2015 pari a 100) si colloca a quota 126,3 nel trimestre in esame, recuperando il terreno perso nel corso della prima parte dell’anno.
 

Analisi congiunturale

Gli indicatori congiunturali dell’artigianato brianzolo evidenziano una buona dinamica di crescita; la produzione in particolare cresce in tre mesi dell’1,4% (dato destagionalizzato), meglio della crescita dell’artigianato lombardo fermo allo 0,7%.
Anche il fatturato registra una variazione di segno positivo, la crescita congiunturale è dell’1%, rispetto all’incremento dello 0,6% del fatturato regionale.
Nel trimestre, le vendite sui mercati esteri incidono sul fatturato dell’artigianato manifatturiero brianzolo per il 7,7% di quello complessivo, al di sopra della media regionale, che si attesta al 6,5%.
La dinamica degli ordini segna un recupero rispetto agli scorsi periodi mostrando una buona crescita congiunturale (+1,4%), nettamente migliore rispetto alla media regionale (+0,5%).
 

Analisi tendenziale

Su base tendenziale, quindi a confronto con il quarto trimestre del 2024, l’artigianato manifatturiero brianzolo riporta variazioni positive per tutti gli indicatori, recuperando almeno parte delle perdite della fase iniziale dell’anno. Anche in regione la dinamica è nel complesso positiva, tuttavia la velocità di crescita risulta inferiore.
La produzione industriale cresce del 3,9% in Brianza a confronto con lo stesso trimestre del 2024, la prima variazione di segno positivo riscontrata nel 2025. Anche a livello regionale si osserva un valore positivo, sebbene più contenuto (+2,2%).
Il fatturato dell’artigianato brianzolo evidenzia un andamento analogo alla produzione, crescendo in un anno del 3,9%. Lo stesso fenomeno avviene a livello lombardo, con una crescita del fatturato del 2%, vicina al dato della produzione.
La dinamica del portafoglio ordini risulta meno brillante, ma comunque positiva per entrambi i livelli territoriali, in Brianza l’incremento rispetto al quarto trimestre del 2024 è del 2,8%, in Lombardia dell’1,1%.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative degli imprenditori dell’artigianato manifatturiero brianzolo si mantengono in maggioranza pessimiste anche nel trimestre in esame, peggiorando leggermente rispetto a tre mesi fa, nonostante la buona dinamica del trimestre.
La produzione è stimata in calo da circa un terzo dei rispondenti, contro solamente il 5% che si aspetta una crescita. Il saldo tra giudizi ottimisti e pessimisti risulta quindi negativo di 31 punti percentuali, peggiorando rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre.
Sono piuttosto simili le aspettative sulla domanda interna. Poco più di un terzo degli operatori ritiene probabile un calo, contro solamente l’8,2% che si aspetta una crescita.
Le stime sull’occupazione rimangono improntate – come di consueto – alla stabilità: più dell’82% degli operatori non si aspetta cambiamenti; nella quota restante tuttavia prevalgono ipotesi di riduzione.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera brianzola interrompe il calo della produzione dei due trimestri precedenti, con una variazione di segno positivo sia su base congiunturale che tendenziale.
Registrano però una dinamica peggiore gli altri indicatori: fatturato e ordini riportano una contrazione su base congiunturale. Riguardo al mercato del lavoro si osserva una stabilità del ricorso alla CIG, ma una riduzione del numero di addetti. A dispetto del miglioramento del quadro congiunturale, le aspettative degli imprenditori sul futuro immediato mostrano un deciso peggioramento rispetto ai giudizi espressi nello scorso trimestre.
Nel grafico si osserva il rallentamento della crescita tendenziale della produzione industriale brianzola a partire dal 2022, culminato in due trimestri consecutivi di segno negativo tra fine 2023 e inizio 2024, con una nuova fase di calo significativo nel 2025 interrotta in quest’ultimo trimestre. Il numero indice della produzione industriale (calcolato ponendo pari a 100 il 2015 come anno di riferimento) sale a quota 119 nel trimestre in esame.
 

Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi a confronto con il terzo trimestre del 2025, l’industria brianzola segna un’inversione di tendenza rispetto al trimestre passato: torna a crescere infatti la produzione, mentre presentano una dinamica opposta fatturato e ordini.
La produzione registra dunque una discreta crescita (+1,8%, dato destagionalizzato), interrompendo il calo dei due trimestri precedenti, mentre a livello lombardo l’aumento è più contenuto (+0,6%).
Il fatturato dell’industria brianzola segna un leggero calo dello 0,2%, mentre a livello regionale si mantiene in crescita, seppure in rallentamento (+0,6%). La quota di fatturato realizzata all’estero dalle imprese manifatturiere brianzole è del 37,5%, circa 2 punti percentuali in più rispetto a tre mesi fa, rimanendo comunque al di sotto della media lombarda (38,9%).
Una riduzione più significativa si verifica per quanto riguarda gli ordini, osservando un calo congiunturale dello 0,5% per la componente estera e dello 0,7% per quella interna. Nel manifatturiero regionale si osserva invece una dinamica di segno positivo per gli ordini esteri (+0,6%), contro un calo sul mercato nazionale (-0,2%).
 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, quindi rispetto al quarto trimestre del 2024, registra una variazione di segno positivo della produzione, grazie alla buona performance dell’ultimo periodo; altrettanto vale per fatturato e ordini, seppure con una dinamica più modesta.
La produzione industriale del manifatturiero brianzolo cresce dell’1,7%, di poco inferiore all’incremento del 2,3% che si osserva in regione.
Il fatturato registra una dinamica in terreno appena positivo (+0,3%), in forte contrasto con la robusta crescita del 3,4% a livello regionale. In Brianza il lieve aumento è sostenuto dalle vendite realizzate all’estero (+0,7%), mentre si osserva una variazione nulla per il fatturato interno. A livello lombardo si registra invece una crescita tendenziale robusta per entrambe le componenti, pari a 2,9% per il fatturato estero e al 3,7% per quello interno.
La dinamica degli ordini risulta relativamente simile a quella del fatturato, con una crescita dell’industria brianzola nettamente inferiore a quella lombarda. L’incremento tendenziale degli ordini in Brianza è dello 0,5%, con differenze minime tra gli interni e gli esteri. La crescita degli ordini a livello lombardo è invece dell’1,7%, soprattutto grazie alla buona dinamica della componente estera (+3,2%).
 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro dell’industria brianzola registrano un ricorso alla cassa integrazione guadagni in linea con i tre mesi precedenti e un saldo negativo tra entrate e uscite di lavoratori.
Nel trimestre in esame si osserva un valore relativamente basso del tasso di entrata sul mercato del lavoro (1,6%), mentre si contraggono le uscite, come spesso avviene nell’ultimo trimestre dell’anno, portando a una differenza negativa (-1%).
La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG scende leggermente dal 10,2% dello scorso trimestre al 9,4% attuale, mantenendosi in ogni caso di qualche punto al di sopra dei valori registrati negli ultimi tre anni, come si può osservare dal grafico. In leggera discesa anche l’utilizzo della CIG in termini percentuali sul monte ore lavorate, passato dall’1,4% all’1,1%.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il clima di fiducia degli imprenditori brianzoli registra un sensibile peggioramento per tutti gli indicatori.
Aumentano gli intervistati che si aspettano un calo della produzione, passando dal 22,8% di tre mesi fa al 28,4% attuale; il saldo tra giudizi di crescita e riduzione risulta negativo (-12,9 punti percentuali), mentre era in pareggio nel trimestre precedente. Anche le aspettative sull’occupazione risultano in terreno prevalentemente negativo, presentando una quota di risposte pessimiste particolarmente elevate (16,4%).
I giudizi sulla domanda interna ed estera propendono prevalentemente per ipotesi negative. Meno pessimiste le attese per la domanda estera, dove il saldo negativo è solamente di 3,6 punti percentuali, mentre per gli ordini provenienti dal mercato nazionale si osservano stime decisamente peggiori: quasi un terzo degli operatori si aspetta infatti un calo.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Nei primi nove mesi del 2025 l’export della provincia di Monza e Brianza vale in tutto 11,4 miliardi di euro, registrando una robusta crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
I maggiori comparti dell’export provinciale nel periodo considerato sono rappresentati dalla farmaceutica e dai prodotti in metallo, entrambi al di sopra dei 2 miliardi di euro di merci in uscita. Altri tre comparti superano la quota del miliardo di euro: si tratta della chimica, dei macchinari (1,4 miliardi per ciascuno) e dell’elettronica (1,1 miliardi): questi cinque settori rappresentano il 73,2% dell’export della Brianza.
Al di sotto del miliardo di euro si colloca la voce residuale delle altre attività manifatturiere (853 milioni), che comprende al suo interno la produzione di mobili (737 milioni), quindi la gomma-plastica a quota 631 milioni. Nessun altro comparto supera i 400 milioni di export in nove mesi.
Tra gennaio e settembre 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole ammontano a poco meno di 10,2 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+20,6%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Come per l’export, la farmaceutica risulta il primo comparto per valore: si tratta di 2,9 miliardi di euro, che equivalgono al 28% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a meno della metà (1,3 miliardi), quindi la chimica a quota 1,2 miliardi. Nel complesso, i primi tre settori incidono per poco più della metà dell’import provinciale (53,3%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari (955 milioni) e successivamente l’elettronica (847 milioni). Risultano piuttosto rilevanti anche gli apparecchi elettrici e la gomma-plastica, gli altri due comparti che superano la quota del mezzo miliardo di euro di merci movimentate.
A confronto con lo stesso periodo del 2024, le esportazioni delle imprese brianzole aumentano del 7,2%, che corrisponde a un incremento di poco inferiore ai 770 milioni di euro.
La crescita è dovuta fondamentalmente a un solo comparto – quello della farmaceutica – aumentato del 63,9% su base annua, al netto del quale la dinamica dell’export risulterebbe negativa.
Tra i settori principali cresce anche il comparto dei prodotti in metallo (+11,4%), mentre calano gli altri, soprattutto elettronica (-17,3%) e macchinari (-10%); leggermente meglio la chimica (-3,8%).
Tra i restanti comparti si osserva una crescita robusta di apparecchi elettrici (+11,7%) e mezzi di trasporto (+10,4%), molto più modesto invece quello della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+0,5%).
Le importazioni delle imprese brianzole crescono del 20,6% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno (circa 1,7 miliardi di euro in più): un incremento molto più rilevante di quello dell’export (+7,2%).
Così come per le esportazioni, è sempre la farmaceutica il comparto che incide maggiormente sulla crescita delle importazioni, registrando flussi quasi doppi (+84,7%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Anche gli altri comparti manifatturieri presentano quasi tutti una dinamica positiva; le uniche eccezioni, con variazioni negative di piccola entità, sono gli apparecchi elettrici (-1,1%), l’elettronica (-1,4%) e l’abbigliamento (-0,1%). Una crescita robusta riguarda i prodotti in metallo (+19,1%), mentre la chimica – l’altro comparto rilevante per le imprese brianzole – mostra un incremento limitato allo 0,5%.
 

 

Aree geoeconomiche globali

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’export brianzolo, nei primi nove mesi del 2025 il 67,7% si dirige verso Paesi europei: 7,7 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 5,7 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2 interessano invece Paesi europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,2 miliardi di euro di export dalla Brianza, decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, attorno a 290 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 2,2 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, che equivalgono al 19% dei flussi in uscita dalla provincia. La gran parte dei quali, pari a poco meno di 1,5 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 326 milioni sono diretti in Cina e altri 580 verso le quattro Tigri Asiatiche (con una netta prevalenza di Singapore, che ne assorbe circa la metà).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,3% delle esportazioni provinciali) ammonta a 1,2 miliardi di euro, di cui 826 milioni interessano i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di circa 340 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Tra gennaio e settembre del 2025, il 73,6% dell’import lodigiano proviene da Paesi europei, per un valore di 7,5 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari a circa il 60% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (6,2 miliardi). Dei restanti 1,3 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (di poco inferiore al miliardo).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico: poco meno di 1,9 miliardi di euro in arrivo (il 18,5% del totale); la Cina è il mercato singolo più importante, per un valore di 904 milioni. Dal continente americano arrivano in Brianza 742 milioni di euro di merci (il 7,3% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (quasi 670 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia complessivamente una crescita, seppure dovuta quasi esclusivamente ai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (circa un miliardo di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+15,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+16%); tra questi ultimi, la crescita è imputabile pressoché unicamente alla Svizzera (+24,1%), mentre sono in diminuzione gli altri mercati.
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-10,9%), pari a oltre 260 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un sensibile aumento (+10,7% in un anno), che tuttavia non riesce a compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-6,8%), né tantomeno di quella Orientale (-17,1%). Una flessione minima riguarda il mercato cinese (-0,2%), mentre un calo molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-29,3%), in modo particolare nei confronti di Singapore e Hong Kong; in controtendenza il mercato giapponese, che riporta una crescita importante (+16,4%).
Il continente americano evidenzia una piccola variazione di segno positivo (+1,6%), grazie all’incremento dei flussi che interessano l’America Settentrionale (+4,4%), mentre si riducono le esportazioni verso la parte centro-meridionale del continente (-6,7%).
L’import della Brianza registra una dinamica molto positiva in tutte le principali direttrici geografiche. Si osservano aumenti rilevanti per le merci in arrivo da Europa (+24,2%), America (+26,2%) e Asia (+6,9%). In Europa la dinamica positiva riguarda sia i Paesi dell’Unione Europea (+24,8%) sia i restanti mercati (+21,7%).
L’Asia segna una crescita in tutte le sue macroaree; in termini percentuali l’incremento più importante riguarda il Medio Oriente (+42%), più contenuti i ritmi di crescita dell’Asia Centrale (+9,2%) e di quella Orientale (+6,2%). L’import dalla Cina, il primo partner extraeuropeo della Brianza, cresce dell’8,4%, mentre tra i Paesi in calo si osserva il Giappone (-8,6%).
Per quanto riguarda l’America infine, la crescita annua delle importazioni si deve soprattutto all’aumento dei flussi che coinvolgono gli Stati Uniti (+29,3%), mentre risultano quasi invariati su base annua i flussi relativi alla parte centro-meridionale del continente (-0,1%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 i Paesi Bassi rappresentano la principale destinazione dell’export delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, superando di poco la Germania. In valori assoluti si tratta di circa 1,2 miliardi di euro, contro 1,1 miliardi diretti in Germania; i due mercati insieme intercettano circa il 40% delle esportazioni brianzole in UE e il 20% del totale.
La Francia – che vale 817 milioni di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export, mentre nessun’altra destinazione supera la soglia dei 500 milioni.
A maggiore distanza si collocano Belgio e Spagna, tra i 450 e i 460 milioni di export in nove mesi, seguiti dalla Polonia, poco al di sopra dei 300 milioni.
Anche dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un valore di poco inferiore a 1,5 miliardi di euro di merci in arrivo tra gennaio e settembre del 2025, pari al 24% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.
La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria, vicina a 1,4 miliardi di euro di merci in arrivo nei primi nove mesi del 2025. Poco meno della metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 28,2% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento delle imprese brianzole in UE seguono l’Irlanda, con un ammontare di 733 milioni, la Francia a quota 560 milioni, quindi il Belgio poco al di sotto dei 420 milioni.
L’export brianzolo in UE aumenta del 15,7% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+63,5%), Belgio (+193,1%) e Croazia (+79,3%).
Una crescita decisamente inferiore si osserva nei confronti di Francia (+1,3%), Spagna (+1,8%) e Polonia (+1%), mentre la Germania (-3,3%) è l’unico tra i principali mercati UE a risultare in calo.
L’import dai Paesi membri dell’Unione Europea aumenta in un anno del 24,8%. Come si osserva dal grafico, si tratta di una dinamica di crescita che riguarda la quasi totalità dei Paesi.
Il contributo maggiore arriva da Paesi Bassi (+49,4%) e Irlanda (+108,2%), mentre crescono meno i flussi provenienti dalla Germania (+5,9%).
La Francia risulta l’unico Paese in calo tra i principali mostrati nel grafico (-8,5%).
Crescono invece tutti gli altri mercati di approvvigionamento in UE, quali Belgio (+19,2%) e Spagna (+9,8%).
 

 

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Indice del fatturato del commercio

Nel terzo trimestre 2025 il commercio al dettaglio della provincia di Monza Brianza registra un primo segnale di ripresa, che consente al  settore di recuperare la fase di debolezza della dinamica che aveva caratterizzato la prima parte del 2025.
Il fatturato è in aumento sia nei confronti del precedente trimestre (come rilevato dall’indice trimestrale) sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Al netto della componente stagionale, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si è quindi assestato a quota 123,4 (123,1 nel secondo trimestre 2025), registrando un aumento pari a +0,3%.
L’inversione del trend si è riflessa sull’andamento tendenziale del fatturato: la crescita registrata (+1,3%) evidenzia un segnale di discontinuità rispetto alla flessione registrata del primo trimestre 2025 (-1,1%) e alla dinamica stagnante del successivo.

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Il quadro previsivo delle imprese brianzole del commercio per il quarto trimestre 2025 (analizzato attraverso i saldi delle risposte, ovvero la differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registra un miglioramento nei confronti del fatturato e dell’occupazione, insieme a un recupero per gli ordini rivolti ai fornitori.
Nei confronti del fatturato, il saldo complessivo determina un posizionamento in terreno positivo, passando da -13,9% a +3,7%. 
L’approfondimento di analisi evidenzia che la previsione di aumento è condivisa dal 29% delle imprese, mentre per oltre un quarto degli operatori le attese si orientano verso un’ulteriore flessione; l’ipotesi di stabilità è invece condivisa dal 46% delle imprese del commercio.
Rispetto agli ordini rivolti ai fornitori, si osserva un miglioramento del saldo rispetto alla precedente rilevazione: pur essendo collocato ancora in un intorno negativo, passa da -19,8% a -4,7%.
Il dettaglio analitico evidenzia che l’ipotesi di arretramento è stimata da poco meno di un quarto delle imprese, la stabilità da circa il 56%  del campione, mentre l’aumento è previsto solamente da circa un quinto degli operatori.
Nei confronti dell’occupazione, il quadro previsivo è orientato in prevalenza verso la stabilità, così come indicato dall’80% delle imprese. Per la restante frazione si registra inoltre un saldo complessivo positivo pari a +4,7%.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

Dopo il rallentamento manifestatosi nel primo trimestre, i servizi della provincia di Monza Brianza hanno evidenziato una ripresa del percorso di crescita che si è consolidato e sviluppato sia nel secondo che nel terzo trimestre 2025.
Al netto della componente stagionale, l’indice del fatturato (base 2015=100) ha raggiunto nel terzo trimestre 2025 un nuovo punto di massimo storico, posizionandosi a 144,6 (143 nel secondo trimestre), corrispondente a un aumento dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.
L’incremento osservato si è riflesso ampiamente sulla dinamica tendenziale, che ha pertanto registrato una crescita significativa del fatturato rispetto al terzo trimestre dello scorso anno (+4%), largamente superiore a quanto ottenuto nella prima parte del 2025.
L’analisi dettagliata della dinamica dei servizi della Brianza, effettuata attraverso l’approfondimento delle aree di crescita, diminuzione e stabilità del fatturato rispetto al terzo trimestre 2024, evidenzia una polarizzazione significativa tra le aree di aumento e di diminuzione. 
In particolare, si osserva una riduzione della quota di imprese con volume d’affari stabile (dal 31,8% al 23,1%) e il conseguente accrescimento sia dell’area di incremento del volume d’affari – che si attesta al 43,5% (38,6% nel secondo trimestre) – sia della frazione di imprese con fatturato in contrazione, che coinvolge il 33% degli operatori dei servizi (29,5% nel secondo trimestre 2025).

 

Settori

Il terzo trimestre 2025 ha evidenziato sia la prosecuzione del trend negativo per il settore degli alberghi e ristoranti sia l’accelerazione della dinamica espansiva per i servizi alle imprese e alle persone, oltre alla ripresa del fatturato per il commercio all’ingrosso.
Il comparto dei servizi alle imprese ha continuato  a svolgere un ruolo di traino per la dinamica dei servizi della provincia di Monza Brianza. Il significativo incremento su base annua del fatturato (+5,9%) ha, inoltre, evidenziato una dinamica di crescita più intensa rispetto alla Lombardia (+3,4%).
Passando all’analisi degli altri comparti, nel terzo trimestre 2025 la ristorazione e ospitalità alberghiera prosegue il suo trend discendente del volume d’affari (-2,3%), in controtendenza rispetto all’aumento ottenuto in Lombardia (+1,8%).
Tra i segmenti in crescita si segnalano, invece, i sevizi alle persone, con una nuova accelerazione della dinamica registrata sia nell’area brianzola (+2,6%) sia in ambito regionale (+4,5%), dove aumenta con maggiore intensità.
In relazione al commercio all’ingrosso, dopo la battuta d’arresto del secondo trimestre,  si osserva un recupero del fatturato sia nella provincia di Monza Brianza (+3,7%) sia in Lombardia (+1,6%).

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Le aspettative delle imprese dei servizi della provincia di Monza Brianza per il quarto trimestre 2025, analizzate attraverso i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), si collocano ancora in terreno negativo sia per il fatturato sia per l’occupazione.
Con riferimento al fatturato, le previsioni per il quarto trimestre 2025  insistono in un quadrante decisamente negativo (-11,6%), determinato dalla prevalenza della quota di imprese con stime di diminuzione (26,5%) rispetto alla frazione con previsioni di crescita (15%), in un contesto dove la stabilità del fatturato è attesa dal 58,5% degli operatori.
Nei confronti dell’occupazione, il netto peggioramento delle aspettative per il quarto trimestre 2025 – espresso dal passaggio del saldo da un intorno positivo a uno negativo (-6,8% contro +0,8% della precedente rilevazione) – si relaziona alla riduzione della frazione di imprese collocate nel quadrante di crescita (da 10,1% a 8,9%) e al parallelo rafforzamento della quota di operatori con aspettative di diminuzione (da 10,1% a 15,8%). Resta comunque prevalente la porzione di imprese che prevede stabilità, stimata da oltre il 75% delle imprese.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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MB
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Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Indice della produzione industriale

Nel terzo trimestre del 2025 l’artigianato manifatturiero brianzolo registra una sensibile crescita congiunturale della produzione, mantenendo però un bilancio negativo su base annua. A confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno si osserva infatti un calo della produzione dello 0,2%. Risulta positiva la dinamica del fatturato, mentre segnali negativi arrivano dagli ordini. Rimangono nel contempo pessimiste le aspettative degli operatori sull’immediato futuro.
Nel grafico è evidente la crescita della produzione industriale successiva alla pandemia: tra il 2021 e il 2022 l’artigianato manifatturiero brianzolo ha registrato infatti un sostenuto aumento, che tuttavia non permane negli anni successivi. Tra 2023 e 2024 si verifica infatti un progressivo rallentamento della crescita, fino alle variazioni di segno negativo riscontrate nel 2025.
Il numero indice della produzione (espresso con base 2015 pari a 100) si colloca a quota 123,1 nel trimestre in esame, un livello produttivo che torna a quello del primo trimestre 2024.

 

Analisi congiunturale

Dopo il calo registrato consecutivamente per tre trimestri, la dinamica congiunturale dell’artigianato brianzolo segna un incremento della produzione (+0,3%, dato destagionalizzato), che si accompagna al valore positivo lombardo (+0,6%).
Interrompe la fase negativa anche il fatturato che, seppure con un incremento inferiore a quello regionale (+0,9%), registra una crescita congiunturale dello 0,5%.
Le vendite sui mercati esteri incidono sul fatturato dell’artigianato manifatturiero brianzolo nel trimestre per il 6% del fatturato complessivo, al di sotto della media regionale, pari al 7%.
La dinamica degli ordini segna il dato peggiore, con una minima variazione negativa dello 0,1%. Altrettanto stagnante l’andamento a livello lombardo, solo leggermente superiore allo zero (+0,1%).

 

Analisi tendenziale

Su base tendenziale, quindi a confronto con il terzo trimestre del 2024, l’artigianato manifatturiero brianzolo registra un calo di produzione e ordini, mentre cresce il fatturato. In regione si mantiene invece una dinamica migliore per tutti gli indicatori.
La produzione industriale dell’artigianato brianzolo si riduce dello 0,2% (dato destagionalizzato) a confronto con lo stesso trimestre del 2024; si tratta comunque di un dato in recupero rispetto al calo più consistente della rilevazione precedente. A livello regionale si osserva al contrario una discreta crescita (+1,6%).
Come premesso, tiene invece il fatturato della provincia, dopo una perdita sensibile riscontrata nel trimestre scorso. Si tratta di un +1,1%, valore che si mantiene in ogni caso inferiore alla crescita regionale dell’1,9%.
Il dato peggiore riguarda la dinamica del portafoglio ordini, che in Brianza registra un calo del 2,7% rispetto al terzo trimestre del 2024, mentre in regione si riscontra un debole +0,2%.

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Le aspettative degli imprenditori dell’artigianato manifatturiero brianzolo si mantengono in prevalenza negative anche nel trimestre in esame, seppure con qualche leggero miglioramento rispetto al periodo precedente.
La produzione è stimata in calo da una quota di imprese che supera di oltre il triplo quella che ipotizza invece una crescita. Il saldo tra giudizi ottimisti e pessimisti risulta in negativo di 23,6 punti percentuali, comunque lievemente superiore al saldo dello scorso trimestre.
Sono piuttosto simili le aspettative sulla domanda interna. Circa un terzo degli operatori ritiene probabile un calo, contro solamente l’11,3% che si aspetta una crescita.
Le stime sull’occupazione rimangono improntate – come di consueto – alla stabilità: circa l’82% degli operatori non si immagina variazioni; tra i rimanenti si osserva però una prevalenza di aspettative di riduzione.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera brianzola evidenzia per il secondo trimestre consecutivo un calo della produzione, sia su base congiunturale che tendenziale, in contrasto con i dati positivi del manifatturiero regionale.
Nonostante la flessione dei livelli produttivi, crescono fatturato e ordini acquisiti dall’industria brianzola. Riguardo al mercato del lavoro si osserva un discreto ricorso alla CIG, in linea con le ultime rilevazioni e una leggera crescita degli addetti. Da ultimo, le aspettative degli imprenditori sul futuro immediato risultano prudenti per quanto riguarda la produzione e lievemente negative per la domanda.
Nel grafico si osserva il rallentamento della crescita tendenziale della produzione industriale brianzola a partire dal 2022, culminato in due trimestri consecutivi di segno negativo tra fine 2023 e inizio 2024, con una nuova fase di calo significativo da metà 2025. Il numero indice della produzione industriale (calcolato ponendo pari a 100 il 2015 come anno di riferimento) risulta a quota 115,2 nel trimestre in esame.

 

Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi a confronto con il secondo trimestre del 2025, l’industria brianzola registra un calo della produzione e una contemporanea crescita degli altri indicatori, presentando una dinamica nel complesso peggiore di quella regionale.
In Brianza la produzione industriale su base congiunturale denuncia un calo rilevante dell’1,5% (dato destagionalizzato), mentre a livello lombardo si registra una variazione positiva (+0,7%), che prosegue la crescita della prima metà dell’anno.
Il fatturato dell’industria brianzola aumenta in tre mesi dello 0,9% (+1,6% in regione), recuperando quindi la flessione del periodo precedente, grazie soprattutto alle vendite nel mercato interno. La quota di fatturato realizzata all’estero dalle imprese manifatturiere brianzole è invece quasi invariata rispetto a tre mesi fa (35,6%) e rimane al di sotto della media lombarda (38,3%).
Si registrano dati di segno positivo anche per quanto riguarda gli ordini, per cui si osserva una progressione sia della componente estera (+0,8%) sia di quella interna (+2%). Positiva anche la dinamica a livello lombardo, dove il portafoglio degli ordini esteri cresce dell’1,3% in tre mesi, contro lo 0,8% di quello interno.

 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, ovvero rispetto al terzo trimestre del 2024, risulta simile a quella congiunturale, presentando un importante calo dei livelli produttivi, mentre fatturato e ordini evidenziano una discreta crescita.
Il calo della produzione industriale brianzola (-5,7%) è in netto contrasto con la crescita del 2,2% che si osserva in regione.
Il fatturato registra invece una variazione annua di segno positivo, sebbene nettamente inferiore alla dinamica lombarda: si tratta di una crescita dell’1,2% in provincia e del 4,4% in regione. In entrambi i livelli territoriali sono le vendite realizzate all’estero a presentare la dinamica migliore: in Brianza il fatturato estero cresce in un anno dell’1,5% contro l’1% del fatturato interno, mentre nell’insieme della regione si osserva una crescita del 6,6% per i mercati esteri, contro un 3% di incremento delle vendite in Italia.
La dinamica degli ordini vede una crescita piuttosto robusta su entrambi i livelli territoriali. L’incremento annuo degli ordini è del 3,9% in Brianza, con differenze minime tra gli ordini interni e quelli esteri. La crescita degli ordini del manifatturiero lombardo è invece del 3,1%, soprattutto grazie alla buona dinamica degli ordini esteri (+4,1%).

 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro dell’industria brianzola registrano un ricorso alla cassa integrazione guadagni in linea con il trimestre passato e un saldo leggermente positivo tra entrate e uscite di lavoratori.
Nel trimestre in esame si osserva un valore relativamente basso del tasso di uscita dal mercato del lavoro (1,9%) rispetto ai periodi recenti, compensato da un tasso di entrata del 2,1%, che comporta dunque un incremento degli addetti del manifatturiero brianzolo dello 0,2%.
La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG scende leggermente dall’11,4% dello scorso trimestre al 10,2% attuale, mantenendosi in ogni caso di qualche punto al di sopra dei valori registrati negli ultimi tre anni, come si può osservare dal grafico. Resta invariato invece l’utilizzo della CIG in termini percentuali sul monte ore lavorate, pari all’1,4% come nel trimestre precedente.

 

Previsioni per il quarto trimestre 2025

Il clima di fiducia degli imprenditori brianzoli migliora per tutti gli indicatori, nonostante la prolungata fase di riduzione della produzione.
Le aspettative sulla produzione registrano un pareggio tra le quote di ottimisti e di pessimisti, entrambe pari al 22,8%, dopo cinque trimestri consecutivi in cui prevalevano ipotesi negative. Le aspettative sull’occupazione registrano il dato migliore: pur in presenza, come di consueto, di una quota superiore all’80% di giudizi di stabilità, tra i restanti operatori prevalgono previsioni ottimiste.
I giudizi sulla domanda interna ed estera sono ancora in terreno prevalentemente negativo, ma mostrano comunque un deciso miglioramento rispetto al clima di fiducia dei trimestri recenti. Si registra infatti un saldo negativo tra giudizi di crescita e di diminuzione pari solamente a 1,6 punti percentuali per la domanda interna e a 2,6 punti per quella estera.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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MB
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Trimestre
Secondo
Anno
2025

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Settori

Nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni delle imprese brianzole valgono in tutto 7,6 miliardi di euro, con una rilevante crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

I maggiori comparti dell’export provinciale nel periodo considerato sono rappresentati dalla farmaceutica e dai prodotti in metallo, entrambi con 1,4 miliardo di euro di merci movimentate. Al di sotto della quota del miliardi di euro troviamo quindi la chimica (956 milioni) seguita dai macchinari (938 milioni); complessivamente, questi quattro comparti costituiscono quasi i due terzi (62,8%) dell’export della Brianza.

La graduatoria prosegue con l’elettronica che vale 734 milioni di euro, seguita dalla voce residuale delle altre attività manifatturiere (577 milioni) – al cui interno troviamo la produzione di mobili (500 milioni) –e dalla gomma-plastica a quota 425 milioni. Superano la soglia dei 200 milioni di export nel semestre anche abbigliamento e apparecchi elettrici.

Tra gennaio e giugno 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole ammontano a 7,1 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+21,9%) rispetto allo stesso periodo del 2024.

La scomposizione per settore di attività evidenzia la farmaceutica come primo comparto per valore: si tratta di ben 2 miliardi di euro, che equivalgono al 28,2% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo con 957 milioni, quindi la chimica che vale poco meno di 870 milioni. Nel complesso, i primi tre settori incidono per il 53,8% dell’import provinciale.

Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari che valgono 674 milioni e successivamente l’elettronica a 567 milioni. Su valori più bassi si collocano gli apparecchi elettrici, poco sopra i 420 milioni di euro, mentre gli alti comparti non superano i 400 milioni.

In un anno, a confronto con i primi sei mesi del 2024 le esportazioni delle imprese di Monza Brianza aumentano del 2,8%, in valori assoluti si tratta di un incremento di circa 200 milioni di euro.

La crescita è dovuta in realtà soprattutto a un solo comparto – quello della farmaceutica – cresciuto del 54,7% su base annua, ovvero oltre 510 milioni di euro in più.

Aumenta, anche se in misura meno significativa, il segmento dei prodotti in metallo (+9,3%), mentre tra i comparti principali calano le esportazioni dei macchinari (-11,1%) e della chimica (-7,9%).

Tra i restanti comparti, si segnala un’importante flessione dell’export di elettronica (-27,7% ovvero circa 280 milioni di euro in meno) e gomma-plastica (-8,4%); per contro, crescono l’abbigliamento (+13,6%) e gli apparecchi elettrici (+9,6%).

Le importazioni delle imprese brianzole crescono del 21,9% rispetto allo scorso anno (quasi 1,3 miliardi di euro in più): un incremento molto più rilevante di quello dell’export, che si ferma a un +2,8%.

Come per l’export, la farmaceutica è il comparto con maggiore impatto sulla crescita delle importazioni: rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno registra infatti flussi praticamente raddoppiati.

Quasi tutti gli altri comparti manifatturieri presentano una crescita delle importazioni, salvo due eccezioni costituite da elettronica (-2,8%) e macchinari (-1,1%). Tra i maggiori settori si osserva un forte incremento dei prodotti in metallo (+15,8%, circa 130 milioni di euro in valori assoluti), più contenuta la crescita della chimica (+6,9%).

 

 

Aree geoeconomiche globali

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’export brianzolo, nella prima metà del 2025 il 68,1% si dirige verso Paesi europei, poco meno di 5,2 miliardi di euro, di cui 3,8 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 1,4 interessano invece Paesi europei extra-UE. Tra questi ultimi, il più rilevante si conferma la Svizzera, meta di 836 milioni di euro di export dalla Brianza, seguita a grande distanza dal Regno Unito, che supera di poco i 200 milioni.

Il continente asiatico intercetta invece 1,4 miliardi di euro di esportazioni della Brianza, pari al 18,4% dei flussi in uscita dalla provincia. La gran parte di questi flussi, pari a circa 950 milioni, riguardano l’Asia Orientale: in particolare 214 milioni sono diretti in Cina e quasi 370 verso le quattro Tigri Asiatiche (con una netta prevalenza di Singapore che ne assorbe la metà).

L’export verso le Americhe vale poco più di 810 milioni di euro, di cui 576 riguardano i soli Stati Uniti. Nel complesso, il continente americano incide per il 10,7% delle esportazioni provinciali. Africa e Oceania sono infine meta di 216 milioni di euro di esportazioni, pari al 2,8% del totale provinciale.

Le merci importate dalla Brianza nei primi sei mesi del 2025 provengono per il 73,7% da Paesi europei, per un valore di 5,2 miliardi di euro, di cui la maggior parte – pari a circa il 60% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (4,3 miliardi). Dei restanti 925 milioni che arrivano da Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (quasi 695 milioni).

Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico: in cifre 1,3 miliardi di euro di merci (il 18,6% del totale, quota analoga a quella dell’export); la Cina è il mercato singolo più importante, con 594 milioni. Dal continente americano provengono poco più di 500 milioni di euro di merci, il 7,2% dell’import complessivo, la gran parte delle quali (460 milioni) arriva dagli Stati Uniti.

La dinamica per area geografica dell’export della Brianza evidenzia una crescita dovuta quasi esclusivamente ai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti dell’11% in un anno (514 milioni di incremento), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+9,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+15%); tra questi ultimi, la crescita è imputabile pressoché unicamente alla Svizzera (+24%), mentre sono in diminuzione gli altri mercati.

Registrano un sensibile calo le esportazioni brianzole verso l’Asia (-15,3%): oltre 250 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Segnano una piccola crescita i Paesi del Medio Oriente (+3,2% in un anno), mentre si riducono l’Asia Centrale (-1,7%) e, ancor più, quella Orientale (-21,6%). Un calo di ridotta entità riguarda il mercato cinese (-2,6%) e soprattutto le quattro Tigri Asiatiche (-39,7%), in particolare sono quasi dimezzati i flussi di merci verso Singapore; in controtendenza il mercato giapponese, che registra una crescita importante (+63,7%).

Il continente americano evidenzia una minima variazione di segno negativo dell’export brianzolo (-0,3%), per effetto di una riduzione delle esportazioni che interessano l’America centro-meridionale (-14,2%), mentre crescono i flussi verso la parte settentrionale del continente (+4,6%).

La dinamica dell’import della Brianza registra una crescita molto sostenuta per quanto riguarda tutte le principali direttrici geografiche. Si osservano variazioni positive rilevanti per le merci in arrivo da Europa (+22,9%), America (+27,7%) e Asia (+17%). In Europa la dinamica positiva riguarda sia i Paesi dell’Unione Europea (+23,5%) sia i restanti mercati (+20,1%).

L’Asia segna una robusta crescita in tutte le sue macro-aree; in termini percentuali si tratta di un incremento del 48,4% dal Medio Oriente, del 23,2% dall’Asia Centrale e del 16% da quella Orientale. Un ottimo risultato arriva anche dalla Cina (+19,8%), mentre alcuni mercati dell’Estremo Oriente risultano in controtendenza, il più rilevante dei quali è la Corea del Sud (-13,3%).

Per quanto riguarda l’America infine, la crescita annua delle importazioni si deve soprattutto all’aumento dei flussi che coinvolgono gli Stati Uniti (+30,5%), mentre risulta piuttosto contenuta la dinamica della parte centro-meridionale del continente (+1,6%).

 

 

Dettaglio europeo

Tra gennaio e giugno del 2025 è la Germania la principale destinazione dell’export delle imprese brianzole all’interno dei Paesi dell’Unione Europea: si tratta di 779 milioni di euro di merci esportate, pari al 20,5% del totale diretto in UE e al 10,2% dell’export complessivo.

Il secondo Paese di destinazione è rappresentato dai Paesi Bassi, poco al sotto della soglia dei 700 milioni, quindi la Francia a quota 559 milioni; in totale questi tre mercati valgono oltre la metà dell’export brianzolo in UE e il 26,7% del dato complessivo.

A maggiore distanza si collocano Belgio e Spagna, entrambi attorno alla soglia dei 300 milioni di export in sei mesi, seguiti dalla Polonia poco al di sotto dei 200 milioni.

Dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un totale di 1,1 miliardi di euro di merci in arrivo nella prima metà del 2025, pari al 25,7% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.

La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria con poco meno di 960 milioni di euro di merci in arrivo nei primi sei mesi del 2025.

Di fatto, quasi la metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 30% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.

Tra i maggiori mercati di approvvigionamento delle imprese brianzole in UE seguono l’Irlanda in terza posizione, poco sotto i 500 milioni, la Francia a quota 386 milioni, quindi Belgio e Spagna tra i 300 e i 200 milioni.

L’export brianzolo in UE aumenta del 9,7% rispetto ai primi sei mesi del 2024. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+49,5%), Belgio (+211,4%) e Croazia (+81%).

Risultano invece in calo i flussi che riguardano la maggior parte degli altri mercati, in modo particolare quelli più importanti. Germania e Polonia registrano le flessioni maggiori in termini percentuali (-7,5% e -8,1% rispettivamente), più contenuto il calo che riguarda Francia (-4,1%) e Spagna (-2,5%).

L’import provinciale dai Paesi membri dell’Unione Europea aumenta in un anno del 23,5%. Come per l’export, si tratta di una dinamica di crescita influenzata da pochi mercati: in primo luogo Paesi Bassi (+71,6%) e Irlanda (+76,3%) e, in misura minore – sia in percentuale sia per volumi interessati – Svezia (+41,8%), Cechia (+37,8%) e Danimarca (+35,7%).

Sono in crescita i flussi provenienti dalla maggior parte degli altri Paesi partner della UE, anche se a velocità molto inferiori: aumentano in particolare del 2,2% le merci in arrivo dalla Germania, del 13,8% quelle dal Belgio e dell’8% dalla Spagna. Tra i pochi mercati in calo, la Francia (-12,1%) risulta il più importante.