Monza Brianza

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2026

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Indice del fatturato dei servizi

Nel primo trimestre 2026 il settore dei servizi della provincia di Monza Brianza consolida il percorso di recupero e crescita del fatturato, confermando il progressivo rafforzamento emerso nelle rilevazioni più recenti. 
L’indice trimestrale destagionalizzato del fatturato (base 2015=100) raggiunge quota 144,4, nuovo massimo dell’intera serie storica, con una variazione congiunturale pari a +0,2% rispetto al trimestre precedente. 
La dinamica, pur evidenziando un ritmo di avanzamento contenuto, segnala quindi la stabilizzazione della fase espansiva.
In chiave tendenziale, il fatturato registra un incremento dello 0,8% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, indicando, anche nel confronto annuo, un consolidamento della dinamica positiva che caratterizza il settore negli ultimi trimestri. 
Nel complesso, il profilo evolutivo del settore conferma una traiettoria di consolidamento, sostenuta da una crescita moderata ma costante.
 

Settori

Il primo trimestre 2026 ha evidenziato per i comparti dei servizi brianzoli una dinamica di crescita inferiore alla media lombarda. Nell’ambito dei servizi si è, inoltre, osservata una significativa divergenza negli andamenti del fatturato tra i diversi rami di attività, che mette in luce una dinamica debole sia per i servizi alle imprese sia per quelli alle persone, rispetto agli alberghi e ristoranti e al commercio all’ingrosso.
L’analisi puntuale per comparto ha evidenziato, per il terziario brianzolo, il venir meno del  ruolo di traino esercitato dai servizi alle imprese, per i quali l’aumento del fatturato si limita a pochi decimi di punto (+0,3%), a fronte di una dinamica regionale invece ampiamente espansiva (+2,4%).
Con riferimento agli altri settori, nel primo trimestre 2026 la ristorazione e l’ospitalità alberghiera della Brianza, dopo la flessione registrata su base annua nei tre mesi precedenti, ha consolidato la  ripresa tendenziale del volume d’affari (+2%), seppure a un ritmo nettamente inferiore a quello rilevato in Lombardia (+4.4%).
Il commercio all’ingrosso mostra una significativa ripresa del fatturato in ambito provinciale (+1,2%), che segue alla consistente flessione del trimestre precedente e supera anche la variazione registrata a livello regionale (+0,9%). Infine, per i servizi alle persone, la dinamica evidenzia un incremento molto contenuto (+0,4%), in controtendenza rispetto all’andamento espansivo rilevato in Lombardia (+2,8%).
 

Le previsioni per il secondo trimestre 2026

Le aspettative delle imprese dei servizi della provincia di Monza Brianza per il secondo trimestre 2026, analizzate attraverso i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) delineano un quadro di significativo peggioramento sia per il fatturato sia per l’occupazione attesa nei successivi tre mesi.
Nei confronti del fatturato, le previsioni delle imprese per il secondo trimestre 2026, segnalano un’accelerazione della dinamica negativa evidenziano un saldo complessivo pari a -11,5% (-2,6% nella rilevazione precedente). 
Il dettaglio delle stime evidenzia una riduzione dell’area di stabilità (dal 65% al 55%) e il contestuale aumento della quota di imprese con stime di diminuzione che passa da 18,7% a 28,2%, mentre resta sostanzialmente invariata al 16,8% la frazione di imprese con previsioni di crescita per i prossimi tre mesi.
Con riferimento all’occupazione, è ancora prevalente l’orientamento alla stabilità, ipotesi di stima condivisa dal 77% delle imprese. 
Per la restante quota di imprese, le aspettative per il secondo trimestre 2026 registrano una riduzione del saldo positivo (da +9,8% a +4,6%) ascrivibile all’aumento della frazione di imprese che prevede una diminuzione (da 4,9% a 9,2%) e al parallelo arretramento della quota di operatori con aspettative di crescita (da 14,8% a 13,7%).
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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2026

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Indice della produzione industriale

Nel primo trimestre 2026 l’artigianato manifatturiero brianzolo registra una variazione minima della produzione su base congiunturale e una discreta crescita tendenziale. In particolare, a confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, la crescita risulta del 2%: un dato positivo per il secondo periodo consecutivo. Risultano più critiche invece la dinamica di fatturato e ordini, mentre restano prevalentemente pessimiste le aspettative degli operatori sull’immediato futuro.
Nel grafico è evidente la crescita della produzione industriale successiva alla pandemia: tra il 2021 e il 2022 l’artigianato manifatturiero brianzolo ha registrato infatti un sostenuto aumento, che tuttavia non permane negli anni successivi. Tra 2023 e 2024 si verifica infatti un progressivo rallentamento della crescita, fino alle variazioni di segno negativo riscontrate nel 2025 e al recupero più recente.
Il numero indice della produzione (espresso con base 2015 pari a 100) si colloca a quota 126 nel trimestre in esame, registrando comunque un nuovo punto di massimo nella serie storica recente.
 

Analisi congiunturale

Gli indicatori congiunturali dell’artigianato brianzolo registrano un rallentamento della dinamica di crescita dello scorso trimestre: la produzione in particolare presenta un incremento quasi nullo, pari allo 0,1% (dato destagionalizzato); il dato lombardo è solo di poco migliore, la crescita si ferma infatti allo 0,3%.
Anche il fatturato registra una variazione vicina allo zero, solo leggermente di segno negativo (-0,1%), rispetto a un incremento comunque modesto (0,2%) del fatturato regionale.
Nel trimestre, le vendite sui mercati esteri incidono sul fatturato dell’artigianato manifatturiero brianzolo per il 7,7% di quello complessivo del periodo, al di sopra della media regionale, che si attesta al 6,5%.
La dinamica degli ordini risulta ancora più critica: si osserva infatti una flessione congiunturale dello 0,7% in provincia e a livello regionale si nota l’interrompersi di una prolungata fase di crescita (-0,1%).
 

Analisi tendenziale

Su base tendenziale, quindi a confronto con il primo trimestre del 2025, l’artigianato manifatturiero brianzolo continua a mantenere una dinamica di crescita per quanto riguarda produzione e fatturato, in difficoltà invece gli ordini.
La produzione industriale cresce del 2% in Brianza rispetto allo stesso trimestre del 2025, un dato analogo a quello rilevato a livello regionale.
Il fatturato dell’artigianato brianzolo registra una dinamica più tiepida, tuttavia la variazione risulta positiva, pari a una crescita dello 0,8%. A livello lombardo, la crescita annua del fatturato è del tutto in linea a quella della produzione, pari all’1,9%.
La dinamica del portafoglio ordini è invece critica per entrambi i livelli territoriali: in Brianza si osserva un calo annuo dello 0,6%, anche per effetto della flessione dell’ultimo trimestre, in Lombardia la crescita si limita allo 0,5%.
 

Previsioni per il secondo trimestre 2026

Le aspettative degli imprenditori dell’artigianato manifatturiero brianzolo si mantengono in maggioranza pessimiste anche nel trimestre in esame, registrando comunque qualche piccolo miglioramento rispetto al clima di fiducia dello scorso periodo.
La produzione è stimata in calo dal 38,5% dei rispondenti, contro solamente un 12,5% che si aspetta una crescita. Il saldo tra giudizi ottimisti e pessimisti rimane negativo, migliorando solo leggermente da -31 a -26 punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre.
Sono piuttosto simili le aspettative sulla domanda interna, appena più pessimiste. Risulta infatti di -27,4 punti il saldo tra giudizi di crescita e riduzione, quasi identico allo scorso trimestre.
Le stime sull’occupazione rimangono improntate – come di consueto – alla stabilità: sfiora il 90% la quota degli operatori che non si aspetta cambiamenti, mentre tra i rimanenti si rileva una lieve prevalenza delle ipotesi di riduzione.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera brianzola inizia il nuovo anno con un rallentamento della crescita della produzione, che segna una variazione di fatto nulla rispetto allo scorso trimestre e una piccola crescita dello 0,7% su base annua.
Registrano una tenuta migliore gli altri indicatori, in particolare la dinamica degli ordini pare incoraggiante in ottica futura. Riguardo al mercato del lavoro si osserva una stabilità del ricorso alla CIG e un leggero incremento degli addetti. Le aspettative, risultano invece  moderatamente pessimiste, seppur in miglioramento rispetto ai giudizi espressi nel trimestre precedente.
Nel grafico si osserva il rallentamento della crescita tendenziale della produzione industriale brianzola a partire dal 2022, culminato in due trimestri consecutivi di segno negativo tra fine 2023 e inizio 2024, con una nuova fase di calo significativo nel 2025 e una piccola ripresa nei due trimestri successivi. Il numero indice della produzione industriale (calcolato ponendo pari a 100 il 2015 come anno di riferimento) si colloca a quota 120,3 nel trimestre in esame.
 

Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi a confronto con il quarto trimestre del 2025, l’industria brianzola segna una variazione nulla, accompagnata da un leggero calo del fatturato e da una discreta tenuta degli ordini.
La stagnazione della produzione segna un deciso rallentamento rispetto al netto recupero che si era registrato nel trimestre precedente, in contrasto con il dato regionale che si mantiene di segno positivo (+0,5%, dato destagionalizzato).
Il fatturato dell’industria brianzola presenta una riduzione per il secondo trimestre consecutivo, pari allo 0,2%, mentre a livello lombardo si mantiene una discreta velocità di crescita (+0,6%). La quota di fatturato realizzata all’estero dalle imprese manifatturiere brianzole è del 37,7%, del tutto in linea rispetto a tre mesi fa, rimanendo circa un punto percentuale al di sotto della media lombarda (38,9%).
Gli ordini presentano la dinamica migliore, recuperando rispetto alla flessione del trimestre passato e registrando una crescita leggermente migliore per la componente estera (+0,5%) rispetto a quella interna (+0,4%). Nel complesso della Lombardia si osserva una crescita degli ordinativi guidata dalla componente interna (+1,3%), molto più modesto invece il contributo degli ordini esteri (+0,3%).
 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, quindi rispetto al primo trimestre del 2025, registra una crescita relativamente modesta della produzione, in rallentamento rispetto alla performance del trimestre scorso; crescono gli ordini, mentre risulta negativa la variazione del fatturato.
La produzione industriale della manifattura brianzola cresce in un anno dello 0,7%, un dato largamente al di sotto dell’incremento del 2,4% che si osserva in regione.
Il fatturato segna una dinamica sensibilmente negativa (-0,5%), in contrasto con il permanere di un dato di crescita (+2,8%) a livello regionale. In Brianza si osserva una buona performance delle vendite realizzate all’estero (+1,6%), mentre è il fatturato interno a incidere negativamente (-1,8%). A livello lombardo si registra invece una crescita tendenziale robusta per entrambe le componenti (+3,7% il fatturato estero e +2,2% quello interno).
La dinamica degli ordini mostra una migliore performance, pur restando al di sotto di quella dell’industria regionale. Per la Brianza si osserva un incremento tendenziale degli ordini pari all’1,1%, con una dinamica migliore della componente estera (+1,4%). La crescita degli ordini a livello lombardo è invece del 2,7% e, a differenza della Brianza, si osserva una crescita migliore della componente interna (+3,2%).
 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro dell’industria brianzola mostrano un ricorso alla cassa integrazione guadagni in linea con i tre mesi precedenti e un saldo appena leggermente positivo tra entrate e uscite di lavoratori.
Nel trimestre in esame si osserva un saldo tra il tasso di entrata sul mercato del lavoro (1,9%) e quello di uscita (1,8%) solamente dello 0,1%, il dato più basso per il primo trimestre dell’anno, a confronto con gli anni più recenti.
La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG risulta del 9% nel trimestre in esame, dunque in minima discesa dal 9,4% di tre mesi fa, mantenendosi in ogni caso di qualche punto al di sopra dei valori registrati negli ultimi tre anni, come si può osservare dal grafico. In termini percentuali, sul monte ore lavorate l’incidenza della CIG risulta solamente dello 0,6%, in calo dall’1,1% del periodo precedente. 
 

Previsioni per il secondo trimestre 2026

Il clima di fiducia degli imprenditori brianzoli è in miglioramento, anche se permane una prevalenza di opinioni negative.
Per quanto riguarda la produzione, rispetto al trimestre scorso cresce la quota di aspettative di aumento e contestualmente si riduce quella di chi si aspetta un calo, rimane però un saldo negativo di 3,1 punti percentuali. Sono invece in positivo le attese sull’occupazione, registrando una quota di giudizi di aumento dell’11,5%, contro un 10,7% di giudizi di riduzione.
Le aspettative sulla domanda rimangono le più pessimiste, in particolare riguardo la componente interna. Per la domanda estera si osservano poche differenze rispetto alle aspettative dello scorso trimestre e il saldo tra giudizi di aumento e riduzione è in negativo di 4,1 punti percentuali. La domanda interna registra invece uno scarto negativo più marcato tra pessimisti (28,7%) e ottimisti (15,5%).
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Settori

Nei corso del 2025 l’export della provincia di Monza Brianza vale in tutto 15,4 miliardi di euro, registrando una robusta crescita del 7% a confronto con il 2024.
I maggiori comparti dell’export provinciale sono rappresentati dai prodotti in metallo e dalla farmaceutica, entrambi appena al di sotto della quota di 2,9 miliardi di euro di merci esportate. A poco meno di 2 miliardi troviamo i macchinari e la chimica, seguiti dall’elettronica (1,5 miliardi): cinque settori che rappresentano il 73,1% dell’export brianzolo.
Vale circa 1,2 miliardi di euro la voce residuale delle altre attività manifatturiere, che comprende al suo interno la produzione di mobili (poco più di 1 miliardo), quindi la gomma-plastica a quota 836 milioni. Si avvicinano alla soglia del 500 milioni di euro gli apparecchi elettrici e l’abbigliamento.
Tra gennaio e dicembre 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole valgono complessivamente quasi 13,3 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+15,4%) rispetto al dato del 2024.
Come per l’export, la farmaceutica risulta il primo comparto per valore: si tratta di 3,5 miliardi di euro, che equivalgono al 26,9% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a 1,9 miliardi, quindi la chimica a quota 1,5 miliardi. Nel complesso, i primi tre settori pesano da soli poco più della metà dell’import provinciale (52,8%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari (1,2 miliardi) e successivamente l’elettronica (1,1 miliardi). Risultano piuttosto rilevanti per volumi di scambi, tutti al di sopra dei 500 milioni di import nel 2025, gli apparecchi elettrici (837 milioni), la gomma-plastica (662 milioni) e l’abbigliamento (559 milioni).
A confronto con il 2024, le esportazioni delle imprese brianzole registrano un incremento complessivo del 7%, che in valori assoluti si traduce in circa 1 miliardo in più.
La crescita è dovuta fondamentalmente a un solo comparto – quello della farmaceutica – che realizza un incremento del 43,8% su base annua.
Tra i settori principali crescono anche i prodotti in metallo (+17,3%) e in misura minore la chimica (+1%), mentre calano le esportazioni sia dei macchinari (-8,4%) che dell’elettronica (-13,2%).
Tra i restanti comparti si osserva un robusto incremento dei mezzi di trasporto (+14,3%), una piccola crescita per gli apparecchi elettrici (+3,3%) e la voce residuale delle altre attività manifatturiere (+0,9%), mentre calano abbigliamento (-4,2%) e gomma-plastica (-4,8%).
Le importazioni delle imprese brianzole registrano un incremento del 15,4% rispetto allo scorso anno (in valori assoluti quasi 1,8 miliardi di euro in più): si tratta di un aumento molto più rilevante di quello dell’export (+7%).
Così come per le esportazioni, è sempre la farmaceutica il comparto che incide maggiormente sulla dinamica, registrando un aumento su base annua del 56%, quasi 1,3 miliardi di euro in più rispetto al 2024.
Anche gli altri comparti manifatturieri presentano quasi tutti una dinamica positiva; le uniche eccezioni sono costituite dagli apparecchi elettrici (-3,2%), dalla chimica (-5,2%) e dall’abbigliamento (-15,6%). Una crescita robusta riguarda i prodotti in metallo (+27%), mentre presentano una dinamica di crescita molto più contenuta altri comparti importanti quali elettronica (+1,9%) e macchinari (+1,7%).
 

 

Aree geoeconomiche globali

Nel corso del 2025, quasi i due terzi del valore totale dell’export brianzolo si sono diretti in Europa (67,7%). Si tratta di 10,4 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 7,6 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2,8 quelli europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,7 miliardi di euro di export: decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, poco al di sotto dei 400 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 3 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, pari al 19,2% dei flussi diretti all’estero. La gran parte di questi flussi, pari a 1,9 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 452 milioni sono diretti in Cina e quasi 780 verso le quattro Tigri Asiatiche (poco meno della metà dei quali interessa Singapore).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,1% delle esportazioni provinciali) risulta pari a 1,5 miliardi di euro, di cui poco più di 1 miliardo interessa i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di 465 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Nel corso del 2025, il 75,4% dell’import monzese proviene da Paesi europei, per un valore di quasi esattamente 10 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari al 61% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (8,1 miliardi). Dei restanti 1,9 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (pari a circa 1,4 miliardi).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico. Si tratta di poco meno di 2,4 miliardi di euro in arrivo (il 17,8% del totale), in prevalenza dall’Asia Orientale (2,1 miliardi), di cui circa la metà dalla sola Cina.
Dal continente americano arrivano in Brianza 824 milioni di euro di merci (il 6,2% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (poco più di 730 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia una crescita trainata quasi esclusivamente dai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,1% su base annua (oltre 1,3 miliardi di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+13,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+19%); tra questi ultimi, la crescita si deve soprattutto alla forte espansione che interessa il mercato della Svizzera (+29,1%).
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-8,3%), quasi 270 milioni di euro in meno rispetto al 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un importante aumento (+16,9% in un anno), che tuttavia non è in grado di compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-0,6%) e soprattutto dell’Asia Orientale (-16,2%). Una flessione relativamente contenuta riguarda i mercati cinese (-0,6%) e giapponese (-1,3%), mentre un calo dell’export molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-24,2%), in modo particolare nei confronti di Singapore (-25,5%) e Hong Kong (-71,2%).
Anche il continente americano evidenzia una variazione di segno negativo (-2,5%), per effetto di una riduzione dei flussi che interessano l’America Settentrionale (-1,4%) e quella Centro-Meridionale (-5,9%).
L’import della Brianza mostra una dinamica molto positiva, trascinata quasi esclusivamente dai mercati europei. Si osserva infatti un rilevante aumento per le merci in arrivo dall’Europa (+22,7%, circa 1,8 miliardi di euro in più), mentre si riducono i flussi dall’America (-6,8%) e dall’Asia (-0,9%). In Europa si registra una crescita robusta sia per l’import dai Paesi dell’Unione Europea (+21,5%) che dai restanti mercati (+28%).
Per quanto riguarda i mercati asiatici, il calo risente della dinamica negativa dell’Asia Orientale (-1,8%), nonostante la crescita dei flussi provenienti dalla Cina (+5%). A incidere in negativo sono gli altri maggiori mercati per la Brianza, quali Giappone (-11%) e Singapore (-27,8%).
Per quanto riguarda l’America, infine, si osserva una sensibile riduzione delle importazioni brianzole dagli Stati Uniti (-8%), mentre crescono leggermente (+1,9%) i mercati dell’America Centro-Meridionale, poco rilevanti però in termini di volumi.
 

 

Dettaglio europeo

Tra i partner delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, nel 2025 il primo mercato di sbocco è rappresentato dai Paesi Bassi, circa 1,5 miliardi di euro, una cifra di poco superiore a quella diretta in Germania. Complessivamente, i due mercati insieme intercettano poco meno del 40% delle esportazioni brianzole in UE e il 20% del totale.
La Francia – che vale 1,1 miliardi di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export, più del 7% del totale provinciale nell’anno.
A maggiore distanza si colloca il Belgio, poco più della metà del mercato francese (617 milioni), quindi la Spagna (quasi 600 milioni) e infine la Polonia, primo mercato dell’Europa dell’Est, di poco al di sopra dei 400 milioni.
Anche dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un valore delle merci importate di poco superiore ai 2 miliardi di euro di merci nel 2025, pari al 25% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.
La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria, con quasi 1,9 miliardi di euro di merci importate dalla Brianza nel corso del 2025. Poco meno della metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 29,7% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento in UE seguono la Francia, con un ammontare di 765 milioni, l’Irlanda poco distante a quota 741 milioni, quindi il Belgio che è l’unico altro mercato al di sopra dei 500 milioni.
L’export brianzolo in UE aumenta del 13,7% rispetto allo scorso anno. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+43,2%), Belgio (+164,4%) e Croazia (+79,9%).
Decisamente inferiore l’aumento di Francia (+4,9%) e Spagna (+1,7%), mentre i principali Paesi tra quelli che denunciano un calo sono Germania (-2,9%) e Polonia (-1%).
L’import dai Paesi membri dell’Unione Europea cresce rispetto al 2024 del 21,5%. Come si osserva nel grafico, si tratta di una dinamica di crescita che riguarda la quasi totalità dei Paesi.
Il contributo maggiore arriva da Paesi Bassi (+50,7%) e Irlanda (+43,1%), crescono invece decisamente meno i flussi provenienti dalla Germania (+9,5%).
La Francia è l’unico Paese in calo tra i più significativi (-5,7%), mentre aumentano gli altri mercati di approvvigionamento principali della provincia in UE, quali Belgio (+15,6%) e Spagna (+6,6%).
 

 

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Indice del fatturato del commercio

Nel quarto trimestre 2025 il commercio al dettaglio della provincia di Monza Brianza registra un significativo arretramento della dinamica congiunturale.
L’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100), depurato dagli effetti stagionali, è infatti passato da 122,5 a 121,4. Si tratta del livello più basso dal terzo trimestre 2022, con un arretramento dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2025.
L’inversione del trend si è riflessa in misura significativa sull’andamento tendenziale, determinando una flessione del fatturato del 2,8% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
Tale andamento si pone in continuità con la debolezza già osservata nella prima parte del 2025, fatta eccezione per la ripresa tendenziale registrata dal settore nel terzo trimestre 2025.
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro previsivo delle imprese brianzole del commercio per il primo trimestre 2026, analizzato attraverso i saldi delle risposte (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione), registra un peggioramento complessivo delle attese che si manifesta attraverso il passaggio dei saldi in terreno negativo per fatturato e ordini verso i fornitori.
L’approfondimento di analisi evidenzia che il saldo del fatturato, dopo il rimbalzo del precedente trimestre (+3,7%), torna in terreno ampiamente negativo, come si evince dal dato ora pari a -14,3%.
Rispetto alla precedente rilevazione, anche per gli ordini rivolti ai fornitori si osserva un peggioramento di ampia portata del saldo, che passa da -4,7% a -14,3%.
Il dettaglio analitico per gli ordini evidenzia che l’ipotesi di arretramento è stimata oltre un quarto delle imprese, il 59% del campione non si aspetta cambiamenti, mentre l’aumento è previsto solo dal 13% dei rispondenti.
Nei confronti dell’occupazione, il quadro previsivo è orientato verso la stabilità per l’84% delle imprese.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice del fatturato dei servizi

I servizi della provincia di Monza Brianza hanno ulteriormente consolidato il sentiero di ripresa del fatturato nel corso del quarto trimestre 2025, evidenziando una progressione sia nei confronti del precedente trimestre sia rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
L’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100), al netto della componente stagionale, ha evidenziato nel quarto trimestre 2025 una dinamica di crescita rispetto ai precedenti tre mesi, raggiungendo un nuovo punto di massimo storico del numero indice (da 114,2 a 144,8), ovvero un aumento dello 0,4% su base trimestrale.
L’incremento osservato si è riflesso sulla dinamica tendenziale del fatturato ossia riferita al quarto trimestre dello scorso anno, registrando un incremento del 2% su base annua.
L’analisi dettagliata della dinamica dei servizi della Brianza, effettuata attraverso l’approfondimento delle aree di crescita, diminuzione e stabilità del fatturato rispetto al quarto trimestre 2024, modifica solo parzialmente il trend emerso nella rilevazione precedente.
In particolare, si osserva una diminuzione di circa 2 punti percentuali della quota di imprese con volume d’affari stabile (dal 23,1% al 21,4%), che rafforza la frazione di imprese con fatturato in contrazione (che passa dal 33% al 34,9%), mentre resta stabile al 43,7% la quota di imprese che dichiarano un aumento del fatturato.
 

Settori

Nel quarto trimestre 2025, il fatturato dei settori dei servizi brianzoli ha mostrato una consistente differenziazione degli andamenti tra i comparti di attività, mettendo in luce da un lato un percorso di significativo arretramento per il commercio all’ingrosso e i servizi alle persone, dall’altro una crescita per ospitalità alberghiera e ristorazione e il comparto dei servizi alle imprese. 
Quest’ultimo, in particolare, continua a svolgere un ruolo di traino per la dinamica dei terziario provinciale. Il significativo incremento ottenuto su base annua (+5,3%) ha  inoltre confermato una dinamica di crescita più intensa della Brianza rispetto alla Lombardia (+4,6%).
Passando all’analisi degli altri settori, nel quarto trimestre 2025, la ristorazione e l’ospitalità alberghiera della Brianza, dopo la flessione registrata su base annua nei tre mesi precedenti, ha ottenuto una consistente ripresa tendenziale del volume d’affari (+2,9%), in linea con l’andamento osservato dal settore in Lombardia (+2,6%).
Tra i comparti in flessione in ambito provinciale, si segnala invece il commercio all’ingrosso (-3,4%). Il consistente arretramento si colloca in controtendenza rispetto al trend regionale, dove il comparto evidenzia un aumento, seppur contenuto, del fatturato (+0,8%).
In relazione ai servizi alle persone, la dinamica mostra una flessione significativa del volume d’affari nella provincia di Monza Brianza
(-7,8%), diversamente dalla Lombardia, dove il fatturato del comparto registra invece un consistente incremento (+5,8%).
 

Le previsioni per il primo trimestre 2026

Il quadro complessivo delle aspettative delle imprese del terziario brianzolo per il primo trimestre 2026, analizzate attraverso i saldi delle risposte, inteso come differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione, mostra una significativa ripresa sia per il fatturato sia per l’occupazione.
Con riferimento al fatturato, le previsioni degli operatori per il primo trimestre 2026, pur insistendo ancora in un quadrante negativo, evidenziano un recupero del saldo complessivo rispetto alla precedente rilevazione, passando da -11,6% a -2,6%. 
Il dettaglio mostra una riduzione della quota di imprese con stime di diminuzione nei confronti della precedente rilevazione (dal 26,5% al 18,7%) e il contestuale aumento sia di quanti si attendono un quadro di stabilità (passati dal 58,5% al 65%) sia della quota di imprese che ipotizzano invece una crescita (dal 15% al 16,3%).
Nei confronti dell’occupazione, si osserva ancora la prevalenza della quota di operatori dei servizi che prevede stabilità, attesa da oltre l’80% delle imprese. 
Nei confronti della restante quota del campione, il miglioramento delle aspettative per il primo trimestre 2026, attraverso il passaggio del saldo da un intorno negativo a uno positivo (da -6,8% a +9,8%) si relaziona alla riduzione della frazione di imprese collocata nel quadrante di diminuzione (da 15,8% a 4,9%) e al rafforzamento della quota di operatori con aspettative di aumento (da 8,9% a 14,8%).
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

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Indice della produzione industriale

Nel quarto trimestre 2025 l’artigianato manifatturiero brianzolo registra una discreta crescita della produzione sia su base congiunturale che tendenziale. In particolare a confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, si osserva un incremento del 3,9% dopo alcuni trimestri negativi. Risultano in terreno positivo anche la dinamica di fatturato e ordini; mentre restano prevalentemente pessimiste le aspettative degli operatori sull’immediato futuro.
Nel grafico è evidente la crescita della produzione industriale successiva alla pandemia: tra il 2021 e il 2022 l’artigianato manifatturiero brianzolo ha registrato infatti un sostenuto aumento, che tuttavia non permane negli anni successivi. Tra 2023 e 2024 si verifica infatti un progressivo rallentamento della crescita, fino alle variazioni di segno negativo riscontrate nel 2025.
Il numero indice della produzione (espresso con base 2015 pari a 100) si colloca a quota 126,3 nel trimestre in esame, recuperando il terreno perso nel corso della prima parte dell’anno.
 

Analisi congiunturale

Gli indicatori congiunturali dell’artigianato brianzolo evidenziano una buona dinamica di crescita; la produzione in particolare cresce in tre mesi dell’1,4% (dato destagionalizzato), meglio della crescita dell’artigianato lombardo fermo allo 0,7%.
Anche il fatturato registra una variazione di segno positivo, la crescita congiunturale è dell’1%, rispetto all’incremento dello 0,6% del fatturato regionale.
Nel trimestre, le vendite sui mercati esteri incidono sul fatturato dell’artigianato manifatturiero brianzolo per il 7,7% di quello complessivo, al di sopra della media regionale, che si attesta al 6,5%.
La dinamica degli ordini segna un recupero rispetto agli scorsi periodi mostrando una buona crescita congiunturale (+1,4%), nettamente migliore rispetto alla media regionale (+0,5%).
 

Analisi tendenziale

Su base tendenziale, quindi a confronto con il quarto trimestre del 2024, l’artigianato manifatturiero brianzolo riporta variazioni positive per tutti gli indicatori, recuperando almeno parte delle perdite della fase iniziale dell’anno. Anche in regione la dinamica è nel complesso positiva, tuttavia la velocità di crescita risulta inferiore.
La produzione industriale cresce del 3,9% in Brianza a confronto con lo stesso trimestre del 2024, la prima variazione di segno positivo riscontrata nel 2025. Anche a livello regionale si osserva un valore positivo, sebbene più contenuto (+2,2%).
Il fatturato dell’artigianato brianzolo evidenzia un andamento analogo alla produzione, crescendo in un anno del 3,9%. Lo stesso fenomeno avviene a livello lombardo, con una crescita del fatturato del 2%, vicina al dato della produzione.
La dinamica del portafoglio ordini risulta meno brillante, ma comunque positiva per entrambi i livelli territoriali, in Brianza l’incremento rispetto al quarto trimestre del 2024 è del 2,8%, in Lombardia dell’1,1%.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Le aspettative degli imprenditori dell’artigianato manifatturiero brianzolo si mantengono in maggioranza pessimiste anche nel trimestre in esame, peggiorando leggermente rispetto a tre mesi fa, nonostante la buona dinamica del trimestre.
La produzione è stimata in calo da circa un terzo dei rispondenti, contro solamente il 5% che si aspetta una crescita. Il saldo tra giudizi ottimisti e pessimisti risulta quindi negativo di 31 punti percentuali, peggiorando rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre.
Sono piuttosto simili le aspettative sulla domanda interna. Poco più di un terzo degli operatori ritiene probabile un calo, contro solamente l’8,2% che si aspetta una crescita.
Le stime sull’occupazione rimangono improntate – come di consueto – alla stabilità: più dell’82% degli operatori non si aspetta cambiamenti; nella quota restante tuttavia prevalgono ipotesi di riduzione.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Quarto
Anno
2025

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Indice della produzione industriale

L’industria manifatturiera brianzola interrompe il calo della produzione dei due trimestri precedenti, con una variazione di segno positivo sia su base congiunturale che tendenziale.
Registrano però una dinamica peggiore gli altri indicatori: fatturato e ordini riportano una contrazione su base congiunturale. Riguardo al mercato del lavoro si osserva una stabilità del ricorso alla CIG, ma una riduzione del numero di addetti. A dispetto del miglioramento del quadro congiunturale, le aspettative degli imprenditori sul futuro immediato mostrano un deciso peggioramento rispetto ai giudizi espressi nello scorso trimestre.
Nel grafico si osserva il rallentamento della crescita tendenziale della produzione industriale brianzola a partire dal 2022, culminato in due trimestri consecutivi di segno negativo tra fine 2023 e inizio 2024, con una nuova fase di calo significativo nel 2025 interrotta in quest’ultimo trimestre. Il numero indice della produzione industriale (calcolato ponendo pari a 100 il 2015 come anno di riferimento) sale a quota 119 nel trimestre in esame.
 

Analisi congiunturale

A livello congiunturale, quindi a confronto con il terzo trimestre del 2025, l’industria brianzola segna un’inversione di tendenza rispetto al trimestre passato: torna a crescere infatti la produzione, mentre presentano una dinamica opposta fatturato e ordini.
La produzione registra dunque una discreta crescita (+1,8%, dato destagionalizzato), interrompendo il calo dei due trimestri precedenti, mentre a livello lombardo l’aumento è più contenuto (+0,6%).
Il fatturato dell’industria brianzola segna un leggero calo dello 0,2%, mentre a livello regionale si mantiene in crescita, seppure in rallentamento (+0,6%). La quota di fatturato realizzata all’estero dalle imprese manifatturiere brianzole è del 37,5%, circa 2 punti percentuali in più rispetto a tre mesi fa, rimanendo comunque al di sotto della media lombarda (38,9%).
Una riduzione più significativa si verifica per quanto riguarda gli ordini, osservando un calo congiunturale dello 0,5% per la componente estera e dello 0,7% per quella interna. Nel manifatturiero regionale si osserva invece una dinamica di segno positivo per gli ordini esteri (+0,6%), contro un calo sul mercato nazionale (-0,2%).
 

Analisi tendenziale

La dinamica tendenziale, quindi rispetto al quarto trimestre del 2024, registra una variazione di segno positivo della produzione, grazie alla buona performance dell’ultimo periodo; altrettanto vale per fatturato e ordini, seppure con una dinamica più modesta.
La produzione industriale del manifatturiero brianzolo cresce dell’1,7%, di poco inferiore all’incremento del 2,3% che si osserva in regione.
Il fatturato registra una dinamica in terreno appena positivo (+0,3%), in forte contrasto con la robusta crescita del 3,4% a livello regionale. In Brianza il lieve aumento è sostenuto dalle vendite realizzate all’estero (+0,7%), mentre si osserva una variazione nulla per il fatturato interno. A livello lombardo si registra invece una crescita tendenziale robusta per entrambe le componenti, pari a 2,9% per il fatturato estero e al 3,7% per quello interno.
La dinamica degli ordini risulta relativamente simile a quella del fatturato, con una crescita dell’industria brianzola nettamente inferiore a quella lombarda. L’incremento tendenziale degli ordini in Brianza è dello 0,5%, con differenze minime tra gli interni e gli esteri. La crescita degli ordini a livello lombardo è invece dell’1,7%, soprattutto grazie alla buona dinamica della componente estera (+3,2%).
 

Mercato del lavoro

Gli indicatori dell’indagine congiunturale relativi al mercato del lavoro dell’industria brianzola registrano un ricorso alla cassa integrazione guadagni in linea con i tre mesi precedenti e un saldo negativo tra entrate e uscite di lavoratori.
Nel trimestre in esame si osserva un valore relativamente basso del tasso di entrata sul mercato del lavoro (1,6%), mentre si contraggono le uscite, come spesso avviene nell’ultimo trimestre dell’anno, portando a una differenza negativa (-1%).
La quota di imprese che dichiara di avere fatto ricorso alla CIG scende leggermente dal 10,2% dello scorso trimestre al 9,4% attuale, mantenendosi in ogni caso di qualche punto al di sopra dei valori registrati negli ultimi tre anni, come si può osservare dal grafico. In leggera discesa anche l’utilizzo della CIG in termini percentuali sul monte ore lavorate, passato dall’1,4% all’1,1%.
 

Previsioni per il primo trimestre 2026

Il clima di fiducia degli imprenditori brianzoli registra un sensibile peggioramento per tutti gli indicatori.
Aumentano gli intervistati che si aspettano un calo della produzione, passando dal 22,8% di tre mesi fa al 28,4% attuale; il saldo tra giudizi di crescita e riduzione risulta negativo (-12,9 punti percentuali), mentre era in pareggio nel trimestre precedente. Anche le aspettative sull’occupazione risultano in terreno prevalentemente negativo, presentando una quota di risposte pessimiste particolarmente elevate (16,4%).
I giudizi sulla domanda interna ed estera propendono prevalentemente per ipotesi negative. Meno pessimiste le attese per la domanda estera, dove il saldo negativo è solamente di 3,6 punti percentuali, mentre per gli ordini provenienti dal mercato nazionale si osservano stime decisamente peggiori: quasi un terzo degli operatori si aspetta infatti un calo.
 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.

MI
MB
LO
Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Settori

Nei primi nove mesi del 2025 l’export della provincia di Monza e Brianza vale in tutto 11,4 miliardi di euro, registrando una robusta crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
I maggiori comparti dell’export provinciale nel periodo considerato sono rappresentati dalla farmaceutica e dai prodotti in metallo, entrambi al di sopra dei 2 miliardi di euro di merci in uscita. Altri tre comparti superano la quota del miliardo di euro: si tratta della chimica, dei macchinari (1,4 miliardi per ciascuno) e dell’elettronica (1,1 miliardi): questi cinque settori rappresentano il 73,2% dell’export della Brianza.
Al di sotto del miliardo di euro si colloca la voce residuale delle altre attività manifatturiere (853 milioni), che comprende al suo interno la produzione di mobili (737 milioni), quindi la gomma-plastica a quota 631 milioni. Nessun altro comparto supera i 400 milioni di export in nove mesi.
Tra gennaio e settembre 2025, le importazioni di merci delle imprese brianzole ammontano a poco meno di 10,2 miliardi di euro, registrando una forte crescita (+20,6%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Come per l’export, la farmaceutica risulta il primo comparto per valore: si tratta di 2,9 miliardi di euro, che equivalgono al 28% dell’import provinciale. Seguono in graduatoria i prodotti in metallo, pari a meno della metà (1,3 miliardi), quindi la chimica a quota 1,2 miliardi. Nel complesso, i primi tre settori incidono per poco più della metà dell’import provinciale (53,3%).
Proseguendo con la graduatoria, troviamo i macchinari (955 milioni) e successivamente l’elettronica (847 milioni). Risultano piuttosto rilevanti anche gli apparecchi elettrici e la gomma-plastica, gli altri due comparti che superano la quota del mezzo miliardo di euro di merci movimentate.
A confronto con lo stesso periodo del 2024, le esportazioni delle imprese brianzole aumentano del 7,2%, che corrisponde a un incremento di poco inferiore ai 770 milioni di euro.
La crescita è dovuta fondamentalmente a un solo comparto – quello della farmaceutica – aumentato del 63,9% su base annua, al netto del quale la dinamica dell’export risulterebbe negativa.
Tra i settori principali cresce anche il comparto dei prodotti in metallo (+11,4%), mentre calano gli altri, soprattutto elettronica (-17,3%) e macchinari (-10%); leggermente meglio la chimica (-3,8%).
Tra i restanti comparti si osserva una crescita robusta di apparecchi elettrici (+11,7%) e mezzi di trasporto (+10,4%), molto più modesto invece quello della voce residuale delle altre attività manifatturiere (+0,5%).
Le importazioni delle imprese brianzole crescono del 20,6% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno (circa 1,7 miliardi di euro in più): un incremento molto più rilevante di quello dell’export (+7,2%).
Così come per le esportazioni, è sempre la farmaceutica il comparto che incide maggiormente sulla crescita delle importazioni, registrando flussi quasi doppi (+84,7%) a confronto con lo stesso periodo del 2024.
Anche gli altri comparti manifatturieri presentano quasi tutti una dinamica positiva; le uniche eccezioni, con variazioni negative di piccola entità, sono gli apparecchi elettrici (-1,1%), l’elettronica (-1,4%) e l’abbigliamento (-0,1%). Una crescita robusta riguarda i prodotti in metallo (+19,1%), mentre la chimica – l’altro comparto rilevante per le imprese brianzole – mostra un incremento limitato allo 0,5%.
 

 

Aree geoeconomiche globali

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’export brianzolo, nei primi nove mesi del 2025 il 67,7% si dirige verso Paesi europei: 7,7 miliardi di euro in valori assoluti, di cui 5,7 riguardano Paesi dell’Unione Europea e quasi 2 interessano invece Paesi europei extra-UE. Tra questi ultimi, il principale mercato è la Svizzera, meta di 1,2 miliardi di euro di export dalla Brianza, decisamente meno rilevanti gli altri Paesi, tra cui il Regno Unito, attorno a 290 milioni.
Il continente asiatico intercetta invece quasi 2,2 miliardi di euro di esportazioni dalla Brianza, che equivalgono al 19% dei flussi in uscita dalla provincia. La gran parte dei quali, pari a poco meno di 1,5 miliardi, riguarda l’Asia Orientale: in particolare, 326 milioni sono diretti in Cina e altri 580 verso le quattro Tigri Asiatiche (con una netta prevalenza di Singapore, che ne assorbe circa la metà).
L’export verso le Americhe (che nel complesso incide per il 10,3% delle esportazioni provinciali) ammonta a 1,2 miliardi di euro, di cui 826 milioni interessano i soli Stati Uniti. Africa e Oceania sono infine la destinazione di circa 340 milioni di euro di esportazioni complessive, pari al 3% del totale provinciale.
Tra gennaio e settembre del 2025, il 73,6% dell’import lodigiano proviene da Paesi europei, per un valore di 7,5 miliardi di euro. Di questi, la maggior parte – pari a circa il 60% dell’import complessivo – riguarda Paesi membri dell’Unione Europea (6,2 miliardi). Dei restanti 1,3 miliardi che interessano Paesi europei non UE, la Svizzera è il partner più importante (di poco inferiore al miliardo).
Al di fuori dell’Europa, gli approvvigionamenti di merci delle imprese brianzole riguardano principalmente il continente asiatico: poco meno di 1,9 miliardi di euro in arrivo (il 18,5% del totale); la Cina è il mercato singolo più importante, per un valore di 904 milioni. Dal continente americano arrivano in Brianza 742 milioni di euro di merci (il 7,3% dell’import complessivo), per la maggior parte dagli Stati Uniti (quasi 670 milioni).
La dinamica per area geografica dell’export brianzolo evidenzia complessivamente una crescita, seppure dovuta quasi esclusivamente ai mercati europei. L’export verso l’Europa aumenta infatti del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (circa un miliardo di euro in più), con una buona performance che riguarda sia i mercati UE (+15,7%) sia i Paesi europei extra-UE (+16%); tra questi ultimi, la crescita è imputabile pressoché unicamente alla Svizzera (+24,1%), mentre sono in diminuzione gli altri mercati.
In sensibile calo invece le esportazioni brianzole verso l’Asia (-10,9%), pari a oltre 260 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. I Paesi del Medio Oriente registrano un sensibile aumento (+10,7% in un anno), che tuttavia non riesce a compensare la performance negativa dell’Asia Centrale (-6,8%), né tantomeno di quella Orientale (-17,1%). Una flessione minima riguarda il mercato cinese (-0,2%), mentre un calo molto più rilevante si registra verso le quattro Tigri Asiatiche (-29,3%), in modo particolare nei confronti di Singapore e Hong Kong; in controtendenza il mercato giapponese, che riporta una crescita importante (+16,4%).
Il continente americano evidenzia una piccola variazione di segno positivo (+1,6%), grazie all’incremento dei flussi che interessano l’America Settentrionale (+4,4%), mentre si riducono le esportazioni verso la parte centro-meridionale del continente (-6,7%).
L’import della Brianza registra una dinamica molto positiva in tutte le principali direttrici geografiche. Si osservano aumenti rilevanti per le merci in arrivo da Europa (+24,2%), America (+26,2%) e Asia (+6,9%). In Europa la dinamica positiva riguarda sia i Paesi dell’Unione Europea (+24,8%) sia i restanti mercati (+21,7%).
L’Asia segna una crescita in tutte le sue macroaree; in termini percentuali l’incremento più importante riguarda il Medio Oriente (+42%), più contenuti i ritmi di crescita dell’Asia Centrale (+9,2%) e di quella Orientale (+6,2%). L’import dalla Cina, il primo partner extraeuropeo della Brianza, cresce dell’8,4%, mentre tra i Paesi in calo si osserva il Giappone (-8,6%).
Per quanto riguarda l’America infine, la crescita annua delle importazioni si deve soprattutto all’aumento dei flussi che coinvolgono gli Stati Uniti (+29,3%), mentre risultano quasi invariati su base annua i flussi relativi alla parte centro-meridionale del continente (-0,1%).
 

 

Dettaglio europeo

Nei primi nove mesi del 2025 i Paesi Bassi rappresentano la principale destinazione dell’export delle imprese brianzole all’interno dell’Unione Europea, superando di poco la Germania. In valori assoluti si tratta di circa 1,2 miliardi di euro, contro 1,1 miliardi diretti in Germania; i due mercati insieme intercettano circa il 40% delle esportazioni brianzole in UE e il 20% del totale.
La Francia – che vale 817 milioni di euro per le imprese della Brianza – costituisce il terzo Paese per export, mentre nessun’altra destinazione supera la soglia dei 500 milioni.
A maggiore distanza si collocano Belgio e Spagna, tra i 450 e i 460 milioni di export in nove mesi, seguiti dalla Polonia, poco al di sopra dei 300 milioni.
Anche dal lato dell’import sono i Paesi Bassi il primo partner commerciale delle imprese brianzole in Europa, per un valore di poco inferiore a 1,5 miliardi di euro di merci in arrivo tra gennaio e settembre del 2025, pari al 24% dei flussi complessivi relativi all’Unione Europea.
La Germania occupa la seconda posizione della graduatoria, vicina a 1,4 miliardi di euro di merci in arrivo nei primi nove mesi del 2025. Poco meno della metà dell’import brianzolo in arrivo dall’UE (e il 28,2% di quello complessivo) proviene da questi due soli mercati.
Tra i maggiori Paesi di approvvigionamento delle imprese brianzole in UE seguono l’Irlanda, con un ammontare di 733 milioni, la Francia a quota 560 milioni, quindi il Belgio poco al di sotto dei 420 milioni.
L’export brianzolo in UE aumenta del 15,7% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Come è evidente dal grafico, la crescita è in realtà concentrata in pochi mercati – tre in particolare – per i quali si osserva una dinamica estremamente robusta: si tratta di Paesi Bassi (+63,5%), Belgio (+193,1%) e Croazia (+79,3%).
Una crescita decisamente inferiore si osserva nei confronti di Francia (+1,3%), Spagna (+1,8%) e Polonia (+1%), mentre la Germania (-3,3%) è l’unico tra i principali mercati UE a risultare in calo.
L’import dai Paesi membri dell’Unione Europea aumenta in un anno del 24,8%. Come si osserva dal grafico, si tratta di una dinamica di crescita che riguarda la quasi totalità dei Paesi.
Il contributo maggiore arriva da Paesi Bassi (+49,4%) e Irlanda (+108,2%), mentre crescono meno i flussi provenienti dalla Germania (+5,9%).
La Francia risulta l’unico Paese in calo tra i principali mostrati nel grafico (-8,5%).
Crescono invece tutti gli altri mercati di approvvigionamento in UE, quali Belgio (+19,2%) e Spagna (+9,8%).
 

 

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MB
LO
Trimestre
Terzo
Anno
2025

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Indice del fatturato del commercio

Nel terzo trimestre 2025 il commercio al dettaglio della provincia di Monza Brianza registra un primo segnale di ripresa, che consente al  settore di recuperare la fase di debolezza della dinamica che aveva caratterizzato la prima parte del 2025.
Il fatturato è in aumento sia nei confronti del precedente trimestre (come rilevato dall’indice trimestrale) sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Al netto della componente stagionale, l’indice trimestrale del fatturato (base 2015=100) si è quindi assestato a quota 123,4 (123,1 nel secondo trimestre 2025), registrando un aumento pari a +0,3%.
L’inversione del trend si è riflessa sull’andamento tendenziale del fatturato: la crescita registrata (+1,3%) evidenzia un segnale di discontinuità rispetto alla flessione registrata del primo trimestre 2025 (-1,1%) e alla dinamica stagnante del successivo.

 

Le previsioni per il quarto trimestre 2025

Il quadro previsivo delle imprese brianzole del commercio per il quarto trimestre 2025 (analizzato attraverso i saldi delle risposte, ovvero la differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) registra un miglioramento nei confronti del fatturato e dell’occupazione, insieme a un recupero per gli ordini rivolti ai fornitori.
Nei confronti del fatturato, il saldo complessivo determina un posizionamento in terreno positivo, passando da -13,9% a +3,7%. 
L’approfondimento di analisi evidenzia che la previsione di aumento è condivisa dal 29% delle imprese, mentre per oltre un quarto degli operatori le attese si orientano verso un’ulteriore flessione; l’ipotesi di stabilità è invece condivisa dal 46% delle imprese del commercio.
Rispetto agli ordini rivolti ai fornitori, si osserva un miglioramento del saldo rispetto alla precedente rilevazione: pur essendo collocato ancora in un intorno negativo, passa da -19,8% a -4,7%.
Il dettaglio analitico evidenzia che l’ipotesi di arretramento è stimata da poco meno di un quarto delle imprese, la stabilità da circa il 56%  del campione, mentre l’aumento è previsto solamente da circa un quinto degli operatori.
Nei confronti dell’occupazione, il quadro previsivo è orientato in prevalenza verso la stabilità, così come indicato dall’80% delle imprese. Per la restante frazione si registra inoltre un saldo complessivo positivo pari a +4,7%.

 

 

I dati dell'indagine congiunturale, rivolta a un campione di imprese con 10 o più addetti, sono rilasciati da Unioncamere Lombardia con licenza Creative Commons.